{"id":7146,"date":"2023-05-19T17:33:37","date_gmt":"2023-05-19T15:33:37","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/istruzione-2\/"},"modified":"2023-05-29T16:14:50","modified_gmt":"2023-05-29T14:14:50","slug":"area-penale-esterna","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/area-penale-esterna\/","title":{"rendered":"Area penale esterna"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.5) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Area penale esterna&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7146\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7146\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Area penale esterna&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7146&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Area penale esterna&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7146\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Area penale esterna<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Erano 129.056 le persone complessivamente in carico agli Uffici di Esecuzione Penale Esterna al 15 marzo 2023. Il 60% di esse, pari a 77.426, vedeva l\u2019applicazione di una qualche misura penale (misure alternative alla detenzione, sanzioni sostitutive, libert\u00e0 vigilata, lavori di pubblica utilit\u00e0, messa alla prova), mentre il restante 40% era in carico per indagini e consulenze.<\/p>\n<p>Nel corso del 2022 sono stati concessi 24.704 permessi premio a persone detenute. Molto disomogeneo tra le varie regioni il rapporto tra il numero di concessioni nel corso dell\u2019anno ed il totale delle presenze in carcere a fine anno, ovvero le concessioni di permessi premio sul territorio nazionale.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-map\" data-src=\"visualisation\/13832111\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Spicca tra tutte la Lombardia, dove sono stati concessi 8.455 permessi nel 2022, a fronte di una presenza a fine anno di 8.147 detenuti. Nel Lazio, dove il numero dei detenuti a fine anno (5.933) non era di troppo inferiore, i permessi concessi sono stati 1.120.<\/p>\n<p>Se alla fine del 2014 le persone in carico agli Uepe per l\u2019esecuzione di una qualche misura erano 31.865, otto anni dopo, alla fine del 2022, erano parecchie pi\u00f9 del doppio, ovvero 73.983.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13779303\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Un grande contributo a tale incremento era dovuto all\u2019allargamento dell\u2019applicazione della messa alla prova ma, come vedremo in seguito, non solo.<\/p>\n<p>Sul totale delle persone in carico agli Uepe, gli stranieri costituiscono il 19,2%. Se paragoniamo questo dato con quello della loro presenza in carcere, che li vede pesare per il 31,3% della popolazione detenuta, vediamo come siano assai inferiori per loro le opportunit\u00e0 di percorsi alternativi alla reclusione. Tra gli stranieri in area penale esterna, il 42,9% proviene da paesi europei fuori o dentro l\u2019Unione e il 36,1% da paesi africani. I primi cinque paesi maggiormente rappresentati sono il Marocco (3.855 persone), l\u2019Albania (3.457), la Romania (3.227), la Tunisia (1.322) e la Nigeria (1.066).<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Le donne in area penale esterna costituiscono l\u201911,5% del totale, una percentuale decisamente pi\u00f9 alta rispetto a quella della loro presenza in carcere, di poco superiore al 4%[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Le donne in area penale esterna costituiscono l\u201911,5% del totale, una percentuale decisamente pi\u00f9 alta rispetto a quella della loro presenza in carcere, di poco superiore al 4%. Ci\u00f2 si deve alle pene tendenzialmente pi\u00f9 leggere di cui le donne sono destinatarie rispetto agli uomini, alle norme specifiche che prevedono alternative al carcere per le detenute madri, al maggior tasso di fiducia di cui le donne godono presso la magistratura a causa del loro scarso peso criminale.[\/vc_column_text][vc_column_text]Il 6% delle misure (4.616 persone) riguarda la misura di sicurezza della libert\u00e0 vigilata, mentre la sanzione del lavoro di pubblica utilit\u00e0 (quasi interamente legata alla violazione del codice della strada e solo per il 7,8% alla violazione della legge sulle droghe) interessa il 12,9% del totale delle misure, coinvolgendo 9.959 persone.<\/p>\n<p>Solo lo 0,1% delle misure (106 persone) riguarda le sanzioni sostitutive della semidetenzione e della libert\u00e0 controllata, una cifra che nel tempo \u00e8 sempre stata estremamente contenuta.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13779368\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La cosiddetta \u2018riforma Cartabia\u2019, che ha introdotto nuove sanzioni sostitutive e ha allargato le possibilit\u00e0 del loro utilizzo[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]La legge n. 689 del 1981 che ha introdotto tali sanzioni sostitutive nell\u2019ordinamento giuridico italiano \u00e8 stata negli anni applicata estremamente poco, sicuramente anche per il fatto che il limite dei due anni coincide con quello della sospensione condizionale. Dobbiamo a questo limitatissimo impiego l\u2019esigenza sentita dal legislatore di ritornare sull\u2019argomento all\u2019interno della cosiddetta \u2018riforma Cartabia\u2019, che ha introdotto nuove sanzioni sostitutive e ha allargato le possibilit\u00e0 del loro utilizzo.[\/vc_column_text][vc_column_text]I due grandi contenitori che interessano le misure penali esterne al carcere sono quelli della messa alla prova e, ancor di pi\u00f9, delle misure alternative alla detenzione. Quanto alla prima, a met\u00e0 marzo vedeva coinvolte 25.030 persone, pari al 32,3% del totale delle misure. Si aggiunga a questo che oltre la met\u00e0 delle 51.630 persone in carico agli Uepe per attivit\u00e0 di indagine e consulenza era coinvolta in indagini legate proprio alla misura della messa alla prova. Quest\u2019ultima, introdotta nel sistema degli adulti con la legge n. 67 del 2014, \u00e8 cresciuta moltissimo negli ultimi anni, passando dalle 503 persone che vi erano sottoposte alla fine del 2014 alle 24.255 della fine del 2022. [\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13779397\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]L\u2019ultimo dato disponibile, relativo al 2021, ci dice che la percentuale di revoche della misura nel corso dell\u2019anno \u00e8 stata pari all\u20191,5% (era stata pari al 2,2% nell\u2019anno precedente). Alla fine del 2022 gli stranieri in messa alla prova costituivano il 18% del totale delle persone sottoposte a tale misura, a riprova della loro inferiore rappresentazione in misure meno contenitive. I lavori di pubblica utilit\u00e0 svolti nell\u2019ambito della messa alla prova riguardavano per la stragrande maggioranza (85%) servizi in ambito socio-sanitario e socio-assistenziale. La seconda categoria pi\u00f9 rappresentata, ovvero la manutenzione di immobili e servizi pubblici, copriva solo per il 5% del totale.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Al 15 marzo le persone in misura alternativa erano 37.715 (di cui 3.519, il 9,3%, erano donne)[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]L\u2019altro grande contenitore, come si \u00e8 detto, \u00e8 quello delle misure alternative alla detenzione, ovvero l\u2019affidamento in prova al servizio sociale, la detenzione domiciliare, la semilibert\u00e0. Al 15 marzo le persone in misura alternativa erano 37.715 (di cui 3.519, il 9,3%, erano donne), ovvero il 48,7% del totale delle persone sottoposte a misure penali esterne. L\u2019affidamento in prova al servizio sociale costituiva il 66,4% delle misure alternative, la detenzione domiciliare il 30,9% e la semilibert\u00e0 il 2,6%. Erano inoltre 8.245 (tra cui 740, il 9%, donne) le persone in carico agli Uepe per indagini legate alle misure alternative al carcere.[\/vc_column_text][vc_column_text]Tra gli affidamenti in prova al servizio sociale, si contano 3.919 affidamenti in casi particolari (per tossico o alcoldipendenti), pari al 15,6% del totale degli affidamenti. Il 66,6% degli affidati \u00e8 stato condannato dalla libert\u00e0, senza effettuare un passaggio per il carcere, mentre il 27,7% \u00e8 stato condannato dalla detenzione e il 5,7% dalla detenzione domiciliare o dagli arresti domiciliari. \u00c8 interessante notare come gli affidamenti in casi particolari costituiscano il 5,4% degli affidamenti dalla libert\u00e0, il 37,8% di quelli dalla detenzione e il 24,3% di quelli dalla detenzione domiciliare o dagli arresti domiciliari, indice del fatto che i tossicodipendenti tendono comunque pi\u00f9 facilmente a effettuare un passaggio per lo stato di detenzione. Le persone che si trovano in detenzione domiciliare sono 11.661 (di cui 1.220, il 10,7%, donne), mentre i detenuti semiliberi sono 996 (di cui solo 35, il 3,5%, donne).[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Molto pochi in generale i provvedimenti di detenzione domiciliare concessi a causa dell\u2019et\u00e0 a detenuti ultrasettantenni[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Molto pochi in generale i provvedimenti di detenzione domiciliare concessi a causa dell\u2019et\u00e0 a detenuti ultrasettantenni. Se alla fine del 2021, ultimo dato disponibile, i detenuti di et\u00e0 superiore ai settant\u2019anni erano 993, nel corso di quell\u2019anno sono stati concessi 44 provvedimenti di detenzione domiciliari dovuti all\u2019et\u00e0 (erano stati 12 nel 2020, 30 nel 2019, 34 nel 2018, 19 nel 2017).[\/vc_column_text][vc_column_text]Uno sguardo ai dati relativi alla legge 199 del 2010 &#8211; che ha introdotto la possibilit\u00e0 di scontare presso il proprio domicilio l\u2019ultimo anno di pena, portato poi a un anno e mezzo nel 2011 &#8211; ci dice che, dal momento della sua entrata in vigore fino alla fine dell\u2019aprile 2023, ne hanno usufruito 33.357 persone. Di queste, 2.433 erano donne (il 7,3% del totale). Gli stranieri che hanno beneficiato della forma di detenzione domiciliare prevista da tale legge sono stati 11.170, ovvero il 33,5% del totale dei beneficiari.<\/p>\n<p>Se si pensa che all\u2019inizio del millennio le persone in misura alternativa alla detenzione non raggiungevano le 18.000 unit\u00e0, si vede come il loro numero sia pi\u00f9 che raddoppiato nel corso di questi due decenni abbondanti. Tuttavia, l\u2019incremento nell\u2019uso delle misure alternative non ha tendenzialmente in questo arco di tempo sottratto persone alla pena carceraria.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13780818\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]L\u2019allargamento delle prime non ha in generale comportato una riduzione nel numero delle presenze in carcere, ma si \u00e8 piuttosto aggiunto allo spazio delle pene detentive secondo una sorta di binario parallelo. Semplicemente, si \u00e8 allargata l\u2019area delle persone sottoposte a queste forme di controllo penale.<\/p>\n<p>Si noti come in due momenti, nell\u2019ultimo ventennio, si \u00e8 assistito a una riduzione dei numeri delle presenze penitenziarie che nulla avevano a che fare con la volont\u00e0 di ridurre la portata della detenzione a favore di quella alternativa al carcere: con l\u2019indulto del 2006 e con la pandemia del 2020. In entrambi i casi si \u00e8 avuta una riduzione anche del numero di persone sottoposte a misura alternativa (ovvia e significativa nel caso dell\u2019indulto, poco significativa e legata probabilmente alla minore commissione di reati dovuta al lockdown nel caso della pandemia). Vi \u00e8 invece un\u2019altra data che \u00e8 rilevante per quanto riguarda l\u2019analisi dei dati sulle misure alternative, ovvero il 2010. Fu allora che, nel gennaio, venne dichiarato lo stato di emergenza penitenziaria legato al sovraffollamento delle carceri e, nel novembre, venne introdotta la legge n. 199 sulla detenzione domiciliare per i residui brevi di pena. \u00c8 solo di fronte a tale misura emergenziale che i numeri del carcere sono iniziati per la prima volta a calare grazie alla sottrazione che avveniva a vantaggio delle misure alternative. E in particolare, tuttavia, a vantaggio della detenzione domiciliare, la misura alternativa maggiormente contenitiva e pi\u00f9 vuota di contenuto risocializzante, nonch\u00e9 la pi\u00f9 economica e semplice da attuare. La tendenza alla deflazione carceraria continuer\u00e0 a manifestarsi per un paio d\u2019anni dopo la sentenza Torreggiani del 2013, per poi riprendere (pandemia a parte) l\u2019andamento pi\u00f9 consueto che vede i numeri del carcere aumentare insieme a quelli delle misure alternative alla detenzione.<\/p>\n<p>Fino a quando, dunque, l\u2019area delle misure alternative non sar\u00e0 capace di sottrarre realmente spazio alla detenzione, affermando la cultura delle misure penali vissute all\u2019interno della comunit\u00e0, ben pi\u00f9 efficaci in termini di recidiva e di potenzialit\u00e0 reintegrativa rispetto a ogni forma di segregazione, non avr\u00e0 senso vantare l\u2019allargamento dell\u2019area penale esterna come una conquista nel percorso verso una esecuzione penale pi\u00f9 aperta e differenziata.<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Erano 129.056 le persone complessivamente in carico agli Uffici di Esecuzione Penale Esterna al 15 marzo 2023. Il 60% di esse, pari a 77.426, vedeva l\u2019applicazione di una qualche misura penale (misure alternative alla detenzione, sanzioni sostitutive, libert\u00e0 vigilata, lavori di pubblica utilit\u00e0, messa alla prova), mentre il restante 40% [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":7113,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[8],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7146"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7146"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7146\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7339,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7146\/revisions\/7339"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7113"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7146"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7146"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7146"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}