{"id":7183,"date":"2023-05-24T11:43:29","date_gmt":"2023-05-24T09:43:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/la-rigida-separazione-tra-donne-e-uomini-in-carcere-cose-di-un-altro-mondo-2\/"},"modified":"2023-05-29T14:28:58","modified_gmt":"2023-05-29T12:28:58","slug":"le-politiche-sulle-droghe-tra-proposte-di-cambiamento-e-incoerenze-del-governo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/le-politiche-sulle-droghe-tra-proposte-di-cambiamento-e-incoerenze-del-governo\/","title":{"rendered":"Le politiche sulle droghe"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>di Maria Pia Scarciglia<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.5) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Le politiche sulle droghe&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7183\"  style=\"color:; 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\u201cOltre le fragilit\u00e0\u201d, che si \u00e8 tenuta a Genova il 27 e 28 Novembre 2021, il cui merito \u00e8 stato mettere al centro dell\u2019agenda politica alcune delle proposte presentate da un rete di organizzazioni di cui anche Antigone fa parte, la \u201cRete per un cambio radicale delle politiche sulle droghe\u201d, e dal mondo dei servizi per le tossicodipendenze.<\/p>\n<p>Il governo in carica era quello di Mario Draghi e della Ministra per le Politiche giovanili con delega alle droghe Fabiana Dadone che, dopo ben dodici anni di inattivit\u00e0 e lassismo politico (con buona pace del Dipartimento delle Politiche Antidroga), ha convocato la Conferenza governativa costruendo un percorso condiviso e partecipato con tutti gli stakeholder.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Della Conferenza Nazionale di Genova restano proposte e indicazioni importanti per la regolamentazione di un fenomeno criminale in crescita sia in termini di produzione che di diffusione globale[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Della Conferenza Nazionale di Genova restano proposte e indicazioni importanti per la regolamentazione di un fenomeno criminale in crescita sia in termini di produzione che di diffusione globale, il cui giro d\u2019affari nel 2021 \u00e8 stato pari a 16,2 miliardi di euro, di cui circa il 39% attribuibile al consumo dei derivati della cannabis e quasi il 32% all\u2019utilizzo di cocaina.<\/p>\n<p>Da Genova, si sono levate voci autorevoli quali quella dell\u2019ex Procuratore Antimafia Federico Cafiero De Raho, del mondo scientifico ed accademico, unite nel denunciare il fallimento delle politiche sulle droghe degli ultimi 40 anni e la necessit\u00e0 di cambiare rotta sperimentando modelli di decriminalizzazione e depenalizzazione che il resto del mondo sta praticando da tempo.<\/p>\n<p>La \u201cRete per un cambio radicale delle politiche sulle droghe\u201d aveva dato merito alla Ministra Dadone per il lavoro e l\u2019attenzione ai temi sollevati, aprendo una discussione, dopo la Conferenza, per valutare l\u2019impatto delle politiche penali di criminalizzazione a carico delle persone che usano droghe, l\u2019urgenza di superare il carcere e di spingere verso le misure alternative sin dalle prime fasi del procedimento penale. Come Rete avevamo ragionato molto riguardo le alternative al carcere provando ad immaginare, per alcune tipologie di condannati per reati di droga, forme di reinserimento semi-residenziali in grado di offrire da un lato la sicurezza, dall\u2019altro il reinserimento sociale e lavorativo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La caduta del Governo Draghi e l\u2019avvento del nuovo Governo hanno interrotto quel percorso riformatore che aveva provato a voltare pagina guardando a Paesi, come la Germania, che nel 2024 legalizzer\u00e0 la cannabis e i suoi derivati[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Tuttavia, la caduta del Governo Draghi e l\u2019avvento del nuovo Governo hanno interrotto quel percorso riformatore che aveva provato a voltare pagina guardando a Paesi, come la Germania, che nel 2024 legalizzer\u00e0 la cannabis e i suoi derivati.<\/p>\n<p>Dopo la Conferenza governativa, la questione \u00e8 caduta nell\u2019oblio della politica se non fosse per la <a href=\"https:\/\/www.politicheantidroga.gov.it\/media\/3404\/relazione-al-parlamento-2022.pdf\">Relazione annuale al Parlamento sul fenomeno delle tossicodipendenze 2022<\/a> che ricorda l\u2019urgenza di tornare ad occuparsi del tema delle sostanze stupefacenti, della salute delle persone e del tema della cannabis terapeutica. Dalla Relazione si legge di un mercato sempre pi\u00f9 fluido e performante sia in termini di produzione che di traffico.[\/vc_column_text][vc_column_text]Alla fine del 2021 erano 11.885 le persone ristrette in carcere per i reati di produzione, traffico e detenzione di sostanze stupefacenti (art.73 DPR n. 309\/1990), 1.028 per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti (art. 74 DPR n. 309\/1990) e 5.971 per la violazione di entrambi gli articoli.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13867581\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Nel 2021, sui 20.797 ragazzi in carico agli USSM, 3.856 avevano compiuto reati droga-correlati. 3.761 per violazione dell\u2019articolo 73, 23 per la violazione dell\u2019articolo 74 e 72 per la violazione di entrambi.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13868742\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Di recente, qualche noto esponente del Governo Meloni ha fatto sapere che l\u2019esecutivo apporter\u00e0 delle modifiche al Testo unico in materia di stupefacenti. Sulla scia della tolleranza zero, una delle proposte ripresa dai media \u00e8 la modifica dell\u2019art. 73 comma 5 fattispecie per i fatti di lieve entit\u00e0. L\u2019altra \u00e8 sulle Comunit\u00e0 terapeutiche come alternativa al carcere.<\/p>\n<p>Sul primo punto, va detto che, il governo vorrebbe innalzare il tetto di pena del comma 5 ex art 73 D.P.R.309\/90 dall\u2019attuale tetto massimo di 2 anni a 5 anni di reclusione.<\/p>\n<p>Sulla seconda indicazione, \u00e8 il Sottosegretario Delmastro a spiegarne le ragioni: \u201c<em> ll sovraffollamento carcerario \u00e8 risolvibile solo affrontando il problema delle dipendenze. Immagino di coinvolgere il terzo settore, comunit\u00e0 chiuse in stile San Patrignano per costruire un percorso alternativo alla detenzione.<\/em>\u201d<\/p>\n<p>Ora, volendo fare uno sforzo anche solo sul piano logico giuridico, \u00e8 chiaro che, le due proposte di legge non stanno insieme. La prima, andando a inasprire le pene per i fatti di lieve entit\u00e0, spalancher\u00e0 le porte del carcere o delle Comunit\u00e0 a moltissimi soggetti che, oggi, pur nell&#8217;ipotesi di una condanna, scelgono i lavori di pubblica utilit\u00e0 per il tempo di pena convertito. Un\u2019alternativa al carcere, quella dei lavori di pubblica utilit\u00e0, voluta anche dalla Riforma Cartabia che rafforza l\u2019accesso all\u2019istituto con pene fino a 3 anni di reclusione.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Si fa fatica a comprendere la scelta di intervenire sulla fattispecie di lieve entit\u00e0, da parte del Governo, andando a rompere con principi cardine della scienza penale quali la proporzionalit\u00e0 e l\u2019offensivit\u00e0 della condotta[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Pertanto, si fa fatica a comprendere la scelta di intervenire sulla fattispecie di lieve entit\u00e0, da parte del Governo, andando a rompere con principi cardine della scienza penale quali la proporzionalit\u00e0 e l\u2019offensivit\u00e0 della condotta. Piuttosto sulla scorta delle indicazioni della Corte Costituzionale nella sentenza 40\/2019 ci saremmo aspettati un intervento del Parlamento sul comma 5 che segnasse finalmente un diverso trattamento sanzionatorio tra droghe leggere e pesanti. Una scelta, evidentemente quella dell\u2019esecutivo, sulla scorta dei pacchetti sui rave, scafisti ed eco-attivisti, in nome di un diritto penale che diventa, tanto per citare le parole del Professor Massimo Pavarini, <em>il diritto penale del nemico<\/em>, nella specie <em>versus<\/em> i piccoli consumatori.[\/vc_column_text][vc_column_text]Tuttavia, se l\u2019operazione Delmastro \u00e8 quella di liberare il 30% dei detenuti dal carcere e mandarli in Comunit\u00e0 a curarsi, la domanda \u00e8: perch\u00e9 aggravare il comma 5 e non intervenire sulle molte condotte riconducibili alla detenzione e possesso responsabili, in buona parte, del sovraffollamento carcerario? Bisognerebbe ricordare al Sottosegretario che l&#8217;attuale T.U. contempla gi\u00e0 le misure alternative alla detenzione quando si tratta di soggetti condannati per reati di droga.<\/p>\n<p>Il D.P.R. 309\/90, nonostante pecchi di scelte sanzionatorie esasperate, si \u00e8 posto, sin dai suoi albori, come norma di rottura rispetto al passato. Il fine del Testo unico, nella parte dedicata ai soggetti tossicodipendenti raggiunti da un procedimento penale per fatti correlati al proprio status, era ed \u00e8 poter offrire una scelta alternativa al carcere per recidere i contatti con i circuiti criminali e per liberare queste persone dalla dipendenza.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Le misure alternative al carcere intendono offrire al condannato tossicodipendente la cura, il recupero e la riabilitazione[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Cos\u00ec \u00e8 nato quel corpo di norme che sono gli artt. 90 \u2013 94 del D.P.R.309\/90. Le misure alternative al carcere intendono offrire al condannato tossicodipendente la cura, il recupero e la riabilitazione. \u00c8 pur vero che la realt\u00e0 delle cose \u00e8 lontana dallo spirito della legge, cos\u00ec l\u2019accesso alle Comunit\u00e0 diventa un percorso ad ostacoli soprattutto per chi si trova in carcere perch\u00e9 recidivo o con cumuli che non si possono sciogliere.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13868478\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Accade che, i programmi terapeutici siano redatti dopo mesi per mancanza di assistenti sociali e di altre figure professionali in carcere ma anche banalmente, perch\u00e9 la persona non \u00e8 segnalata al Serd al momento della domanda. Condizione, questa, ineludibile per l\u2019accesso all\u2019affidamento per le persone tossicodipendenti. Inoltre, il Testo unico prevede, per i soggetti che non possono usufruire delle misure alternative e che restano in carcere da imputati e condannati, una serie di interventi terapeutici e riabilitativi interni all\u2019istituto. Sono gli artt. 95 e 96 a regolare il trattamento di questi soggetti all\u2019interno dei reparti di detenzione. Nelle carceri italiane, ci sono istituti con sezioni dedicate appositamente ai tossicodipendenti dove medici, infermieri e operatori socio sanitari prendono in cura soggetti con problemi di dipendenza e di frequente con doppia diagnosi.<\/p>\n<p>Queste sezioni sono luoghi separati ed elisi dagli altri reparti, in cui i soggetti sono trattati perlopi\u00f9 con terapie farmacologiche e sostitutive e dove le ore per il colloquio con lo psicologo o l\u2019operatore sono insufficienti. Si tratta di sezioni in cui il soggetto \u00e8 in una condizione di attesa della terapia farmacologica senza poter impiegare il tempo vuoto in attivit\u00e0 laboratoriali e progetti. I L.e.a. sono applicati solo parzialmente e la riduzione del danno ancora meno.<\/p>\n<p>Allora, il punto non \u00e8 se la Comunit\u00e0 \u00e8 la vera alternativa al carcere ma come lo Stato intende trattare e gestire le condotte delle persone che usano droghe. Se, cio\u00e8, intendiamo massimizzare le comunit\u00e0 e riempirle di persone che non sono tossicodipendenti bens\u00ec uomini e donne con storie differenti o se preferiamo ragionare sulla riduzione delle fattispecie incriminatorie, in combinazione con un pi\u00f9 esteso e qualificato ricorso alle misure alternative alla detenzione, creando una rete tra il mondo della giustizia, dei servizi sociali e degli Uepe?[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Dare soggettivit\u00e0 alle persone che usano droghe equivale ad offrire loro delle alternative, un percorso e un futuro possibile. La questione criminale che si connette al fenomeno delle droghe richiede risposte che non possono essere quelle di 40 anni fa[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Dare soggettivit\u00e0 alle persone che usano droghe equivale ad offrire loro delle alternative, un percorso e un futuro possibile. La questione criminale che si connette al fenomeno delle droghe richiede risposte che non possono essere quelle di 40 anni fa, con politiche repressive completamente disancorate dalla realt\u00e0 delle cose. Per queste ragioni le proposte del Sottosegretario Delmastro ci sembrano sbagliate e fuori dalla realt\u00e0 dei tempi.<\/p>\n<p>Sono passati dieci anni da quando la Corte Costituzionale dichiar\u00f2 la legge Fini Giovanardi incostituzionale. Era una legge sbagliata, retriva e pericolosa che parificava tutte le sostanza sotto la stessa egida sanzionatoria, che imponeva agli operatori di denunciare i loro pazienti in caso di violazione del programma socio terapeutico, che aveva innalzato, senza una ragione, il quantum di pena per accedere alle Comunit\u00e0 invece che ritoccare la norma prodroma e responsabile di maggiore incarcerazione. Una legge, la Fini Giovanardi, che port\u00f2 le carceri a superare il tetto dei 67.000 detenuti!<\/p>\n<p>La politica torni ad occuparsi di droghe chiamando a raccolta gli esperti, gli operatori e il mondo scientifico per ragionare sui possibili modelli di regolamentazione anche sull\u2019uso terapeutico evitando di recarsi nuovamente a Bruxelles con proposte proibizioniste e dal sapore revanchista.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]L\u2019ultimo atto in tema di politiche sulle droghe risale alla VI Conferenza Nazionale sulle dipendenze &#8211; \u201cOltre le fragilit\u00e0\u201d, che si \u00e8 tenuta a Genova il 27 e 28 Novembre 2021, il cui merito \u00e8 stato mettere al centro dell\u2019agenda politica alcune delle proposte presentate da un rete di organizzazioni [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":7113,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[9],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7183"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7183"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7183\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7327,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7183\/revisions\/7327"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7113"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7183"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7183"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7183"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}