{"id":7197,"date":"2023-05-24T15:25:22","date_gmt":"2023-05-24T13:25:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/si-e-punita-la-tortura-non-faremo-passi-indietro-2\/"},"modified":"2023-05-26T18:12:59","modified_gmt":"2023-05-26T16:12:59","slug":"lavoro-e-formazione","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/lavoro-e-formazione\/","title":{"rendered":"Lavoro e formazione"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.5) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Lavoro e formazione&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7197\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7197\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Lavoro e formazione&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7197&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Lavoro e formazione&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7197\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Lavoro e formazione<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Rispetto all\u2019attivit\u00e0 di osservazione e monitoraggio svolta dalla nostra Associazione, il tema dell\u2019offerta di lavoro e della formazione professionale occupa una parte importante e consente di comprendere se e in che misura vi siano iniziative che possano considerarsi positive nell\u2019ottica del rispetto della legislazione di settore e della rispondenza dell\u2019offerta concreta rispetto agli investimenti in materia.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che concerne i dati raccolti dal nostro osservatorio, su 97 istituti visitati nel 2022 abbiamo riscontrato che la media dei detenuti che lavorano \u00e8 pari al 29,2% delle persone detenute. La percentuale di lavoratori che risultano alle dipendenze di datori di lavoro esterni si attesta al 4%. Per ci\u00f2 che concerne i detenuti coinvolti in progetti di formazione professionale, la percentuale \u00e8 pari al 6,8%. Su 97 istituti visitati soltanto 4 presentano una percentuale di lavoratori detenuti che supera il 50% e si tratta comunque di realt\u00e0 di ristrette dimensioni, ove invece gli istituti di mole superiore faticano a tenere il passo.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13810698\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Si nota come sovente gli istituti di maggiori dimensioni non riescano a garantire sufficiente offerta di lavoro alle persone detenute[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Guardando nel particolare ad alcuni istituti che possono essere assunti come esempi rispetto all\u2019analisi complessiva del dato, si nota come sovente gli istituti di maggiori dimensioni non riescano a garantire sufficiente offerta di lavoro alle persone detenute. Si pensi alla Casa circondariale di Roma Rebibbia N.C. \u201cRaffaele Cinotti\u201d che a fronte della presenza di 1.370 persone detenute, al momento della visita, contava soltanto il 14,6% di detenuti coinvolti in attivit\u00e0 lavorativa alle dipendenze dell\u2019amministrazione penitenziaria e il 3% presso datori di lavoro esterni. Come dato positivo ci \u00e8 stato comunicato che era previsto un programma di diffusione a datori di lavoro esterni degli sgravi fiscali riconosciuti dalla c.d. Legge Smuraglia per incentivarne la partecipazione e incrementare le opportunit\u00e0 lavorative. Le persone coinvolte in lavori di pubblica utilit\u00e0 erano 25 che costituiva il numero pi\u00f9 elevato registrato sui 97 istituti visitati.<\/p>\n<p>Ancora, la Casa circondariale \u201cCarmelo Magli\u201d di Taranto a fronte di 705 persone detenute, con uno dei tassi di sovraffollamento pi\u00f9 elevati sul territorio, presentava un tasso di persone detenute occupate pari al 16,2% presso l\u2019amministrazione penitenziaria e lo 0,1% (1 persona soltanto) alle dipendenze di soggetti esterni, mentre non vi erano persone coinvolte in attivit\u00e0 di formazione professionale, seppur al momento della visita si era appena concluso per 15 detenuti un progetto per alimentarista con rilascio di attestato ed erano in procinto di partire un progetto formativo rivolto a sei corsisti che rilascer\u00e0 una borsa lavoro e, altres\u00ec, un laboratorio finanziato dalla Regione volto all\u2019assunzione di un detenuto da parte di un\u2019impresa esterna. Al momento della visita non vi erano soggetti coinvolti in lavori di pubblica utilit\u00e0.<\/p>\n<p>Ulteriori due esempi che registrano livelli di occupazione in linea con quanto rilevato riguardano: la C.R. di Oristano ove, a fronte di 261 persone detenute al momento della visita, risultava occupata una percentuale pari al 21,1% presso l\u2019amministrazione penitenziaria e pari all\u20191,5% presso datori di lavoro esterni, con la volont\u00e0 di implementare il coinvolgimento dei detenuti in attivit\u00e0 di formazione professionale (laboratorio di pasticceria, rifacimento dell\u2019impianto elettrico); e la C.C. di Crotone ove, a fronte di una presenza di 127 detenuti al momento della visita, la percentuale di persone detenute occupate alle dipendenze dell\u2019amministrazione penitenziaria si attestava al 19,7%, mentre non vi erano persone impiegate presso datori di lavoro esterni n\u00e9 coinvolti in attivit\u00e0 di formazione professionale.<\/p>\n<p>Focalizzandoci nello specifico sul lavoro alle dipendenze di soggetti esterni, la percentuale pi\u00f9 elevata si \u00e8 registrata presso la C.C. di Belluno, che si attestava al 52,3% (45 detenuti impiegati su un totale di 86 persone detenute al momento della visita). Ciononostante, non erano attivi corsi di formazione professionale e le cooperative esterne, pur garantendo guadagni immediati, non offrivano possibilit\u00e0 di sbocco professionale ed esaurivano il proprio ruolo nel mero guadagno immediato.<\/p>\n<p>In linea generale le percentuali di detenuti lavoranti per datori di lavoro esterni restano piuttosto basse: su 97 istituti visitati solo Belluno supera il 50%, mentre solo 8 istituti superano il 10%. Gli istituti pi\u00f9 virtuosi sono istituti di piccole dimensioni collocati prevalentemente nelle zone del Nord-Italia o del Centro-Nord. Tra gli istituti di maggiori dimensioni, ad esempio, si pu\u00f2 citare la Casa circondariale di Palermo \u201cPagliarelli\u201d ove non vi sono detenuti coinvolti in attivit\u00e0 lavorative all\u2019esterno, con sole 32 persone impegnate in attivit\u00e0 di formazione professionale mentre le attivit\u00e0 inerenti il lavoro di pubblica utilit\u00e0 sono sospese. Anche presso L\u2019Aquila non vi sono detenuti coinvolti in lavoro all\u2019esterno cos\u00ec come corsi di formazione professionale, essendo pressoch\u00e9 assenti rapporti con il territorio.<\/p>\n<p>Tra gli interventi di livello ministeriale occorre rilevare che il 24 giugno 2022 \u00e8 stato siglato dall\u2019allora Ministro della Giustizia Cartabia e dall\u2019allora Ministro per l\u2019Innovazione tecnologica e la transazione digitale Colao un Memorandum d\u2019Intesa avente ad oggetto il programma \u201cLavoro Carcerario\u201d con nove imprese operanti nei settori delle tecnologie dell\u2019informazione e della comunicazione e delle telecomunicazioni. L\u2019obiettivo del progetto consiste, in una prima fase, nel formare i detenuti al fine di fornire una specializzazione nel settore e, in una seconda fase, nell\u2019impiegarli in un\u2019attivit\u00e0 di rigenerazione degli apparati di rete e di realizzazione delle reti di accesso alle telecomunicazioni.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Il lavoro di pubblica utilit\u00e0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Il lavoro di pubblica utilit\u00e0<\/strong><\/p>\n<p>In primo luogo occorre rilevare che il lavoro di pubblica utilit\u00e0 costituisce un\u2019attivit\u00e0 che i detenuti possono intraprendere a titolo volontario, ai sensi dell\u2019art. 20-ter O.P., nell\u2019ambito di progetti da svolgersi in favore dei soggetti indicati dal comma 2 della medesima norma sulla base di apposite convenzioni che vengono siglate ai sensi dell\u2019art. 47, c. 1, D.P.R. 230\/2000 e che riveste carattere sostanzialmente gratuito, salvo che sia prevista la possibilit\u00e0 di corrispondere un rimborso spese, che resta minimo e che viene erogato dalla Cassa delle Ammende ovvero dall\u2019Ente che gestisce il progetto.<\/p>\n<p>Passando ai dati raccolti nel corso delle nostre visite, l\u2019istituto di Rebibbia N.C. presenta il numero pi\u00f9 elevato di soggetti coinvolti &#8211; pari a 25 &#8211; e ci\u00f2 poich\u00e9 sussiste un protocollo di intesa stilato con il Comune di Roma e diretto al recupero del patrimonio ambientale del territorio di Roma Capitale. Nel resto degli istituti visitati le attivit\u00e0 sono notevolmente ridotte. A Lecce, a fronte di 1.120 detenuti, soltanto 2 sono coinvolti in lavori di pubblica utilit\u00e0 che si svolgono esclusivamente all\u2019esterno, nel caso di specie per la Procura della Repubblica di Lecce e per l\u2019istituto professionale Olivetti. Presso la Casa di reclusione di Padova \u201cDue Palazzi\u201d, una persona \u00e8 coinvolta in lavori di pubblica utilit\u00e0: l\u2019attivit\u00e0 consiste nella manutenzione stradale per conto del Comune di Padova e, nota positiva, l\u2019attivit\u00e0 \u00e8 retribuita, seppur il livello del compenso si mantiene basso (circa 250 \u20ac al mese).<\/p>\n<p>Sotto tale profilo si ritiene utile segnalare la convenzione nazionale firmata tra il ministero della Giustizia e la Fondazione Opera Don Calabria-Don Luigi Pedrollo ETS il cui fine \u00e8 quello di implementare lo svolgimento di lavori di pubblica utilit\u00e0 ai fini della messa alla prova per adulti. L\u2019iniziativa \u00e8 stata siglata dal Ministro della Giustizia Nordio e dal direttore della fondazione Padovani e punta ad offrire programmi e progetti rieducativi e di risocializzazione. I posti messi a disposizione sono 58 disposti su 28 sedi dislocate a Mantova, Palermo, Roma e Verona e consisteranno in attivit\u00e0 di assistenza in favore di soggetti fragili ed emarginati, persone anziane, disabili e minori. Si tratter\u00e0 di prestazioni non retribuite che potranno consistere anche in attivit\u00e0 di manutenzione e fruizione di immobili e servizi pubblici tra cui ospedali e case di cura, beni demaniali o, in generale, appartenenti al patrimonio pubblico.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Dati ufficiali tratti dal Ministero della Giustizia[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Dati ufficiali tratti dal Ministero della Giustizia<\/strong><\/p>\n<p>Volgendo ora lo sguardo ai dati ufficiali forniti dal Ministero della Giustizia, al 31.12.2022 su un totale di 56.196 persone detenute, ne risultavano alle dipendenze dell\u2019amministrazione penitenziaria 17.209 &#8211; pari al 30,6% sul totale e all\u201986,8% del totale dei detenuti lavoranti &#8211; e 2.608 detenuti alle dipendenze di datori di lavoro esterni &#8211; pari al 4,6% del totale e al 13,1% del totale dei detenuti lavoranti &#8211; per un totale di detenuti lavoranti pari a 19.817 (35,2%). Questo dato ci \u00e8 utile se confrontato con il medesimo dato raccolto lo scorso anno da cui risulta che i dati si attestano, apparentemente, in salita: la popolazione detenuta aumenta (+2.062) e aumentano anche i soggetti posti alle dipendenze dell\u2019amministrazione penitenziaria (+279) e alle dipendenze di soggetti esterni (+303), con un incremento maggiore in relazione ai soggetti posti alle dipendenze di datori di lavoro esterni che registrano anche uno scarto percentuale positivo (+1,1%). Di contro, sul dato complessivo, il dato percentuale dei detenuti alle dipendenze dell\u2019amministrazione penitenziaria fa registrare uno scarto percentuale negativo (-1,1%) e il dato totale dei detenuti lavoranti, seppur \u00e8 passato da 19.235 a 19.817 unit\u00e0 (+582) fa registrare uno scarto percentuale negativo (-0,3%). La lettura di questi dati lascia intendere come vi sia una evidente difficolt\u00e0 della realt\u00e0 penitenziaria ad offrire una concreta offerta lavorativa tale da adeguarsi alle esigenze della popolazione detenuta.<\/p>\n<p>Ponendo uno sguardo alle previsioni di bilancio relative ai fondi destinati alle mercedi ai detenuti lavoranti, con un confronto rispetto ai dati raccolti negli anni precedenti, notiamo un progressivo incremento dei fondi investiti poich\u00e9 se nel 2020 le previsioni di spesa per il triennio 2021-2023 erano pari ad \u20ac 118.016.095, nelle previsioni 2022-2024 si attestano intorno ad \u20ac 121.016.095 e nelle previsioni 2023-2025 arrivano ad \u20ac 123.016.095. Per ci\u00f2 che concerne, invece, gli sgravi fiscali e le agevolazioni in favore delle imprese che assumono detenuti o internati negli istituti penitenziari previsti dalla c.d. Legge Smuraglia, la Legge di bilancio n. 197 del 2022 ha previsto un\u2019integrazione dei fondi spese pari a 6 milioni con conseguente passaggio dai precedenti \u20ac 15.148.112,00 agli attuali \u20ac 21.148.112,00.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13809176\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]In particolare, il comma 308 della finanziaria ha previsto misure per favorire l&#8217;attivit\u00e0 lavorativa dei detenuti attraverso l\u2019incremento dei fondi con ulteriori 6 milioni di euro, a decorrere dall\u2019anno 2023, dell\u2019autorizzazione di spesa di cui all&#8217;articolo 6, comma 1, della legge 22 giugno 2000, n. 193 (c.d. legge Smuraglia); ai commi 856-857 si prevede l\u2019istituzione di un fondo con una dotazione di 4 milioni di euro per l\u2019anno 2023 e di 5 milioni di euro per ciascuno degli anni 2024 e 2025, destinato al finanziamento di progetti volti: al recupero e al reinserimento dei detenuti e dei condannati; all\u2019assistenza ai detenuti, agli internati e alle persone sottoposte a misure alternative alla detenzione; alla cura e all\u2019assistenza sanitaria e psichiatrica, in collaborazione con le regioni; al recupero dei soggetti tossicodipendenti; all\u2019integrazione degli stranieri sottoposti ad esecuzione penale.<\/p>\n<p>Per ci\u00f2 che concerne i consuntivi di spesa, i dati pi\u00f9 recenti risalgono al 2021 e dagli stessi si evince una spesa in mercedi per detenuti lavoranti pari ad \u20ac 124.439.215,99 mentre la spesa effettiva relativa ai contributi legati alla c.d. legge Smuraglia \u00e8 stata di \u20ac 8.627.413,87, seppur non risultano residui di fine esercizio a fronte del preventivo spesa di \u20ac 15.148.112,00. Si nota come la prima sia in lieve aumento rispetto alle spese di consuntivo rilevate nei precedenti rapporti mentre la seconda sembra registrare un dato in lieve diminuzione rispetto alle ultime due annualit\u00e0.<\/p>\n<p>Sempre con riferimento alle agevolazioni previste dalla legge Smuraglia, stando ai dati ufficiali forniti dalla Relazione del Ministero della Giustizia all\u2019inaugurazione dell\u2019anno giudiziario 2023, nel corso del 2022 sono state presentate 367 istanze da parte di imprese e cooperative volte ad usufruire delle richiamate agevolazioni per un importo complessivo pari ad \u20ac 9.199.483,50, quale somma massima concedibile. In tal senso, occorre tenere presente che una parte dei fondi spesa rientranti nella voce di bilancio \u00e8 credito destinato agli sgravi fiscali e contributivi gestiti dall\u2019INPS, che segue una procedura interna tale per cui procede a riconoscere gli sgravi contributivi in base all\u2019ordine cronologico secondo cui sono pervenute le istanze medesime fino al massimo delle risorse disponibili. Per il 2022 il credito disponibile era pari ad \u20ac 5.948.628,50. Tale somma \u00e8 quantificata con decreto ministeriale e rientra nel fondo spese complessivo indicato nel bilancio previsionale di spesa sotto la voce \u201csgravi fiscali e agevolazioni alle imprese\u201d.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Corsi di formazione professionale.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Corsi di formazione professionale.<\/strong><\/p>\n<p>Un ultimo sguardo va rivolto alle opportunit\u00e0 di accesso ai corsi di formazione offerti dalla realt\u00e0 penitenziaria italiana. Al 31.12.2022 erano attivi 212 corsi e risultavano iscritti 2.222 detenuti (4% sul totale). I corsi terminati erano 168, i detenuti iscritti a questi corsi 1.792 e di questi promossi 1.499 (83,7%).<\/p>\n<p>Tra le tipologie di corsi terminati, quelli in numero prevalente e con una maggiore presenza di iscritti continuano a collocarsi nell\u2019ambito della cucina e della ristorazione, con 43 corsi terminati, 418 iscritti e 339 promossi; seguono i corsi di giardinaggio e agricoltura, con 33 corsi terminati 349 iscritti e 262 promossi, e i corsi di edilizia, con 17 corsi terminati, 48 iscritti e 37 promossi.<\/p>\n<p>Quanto alla distribuzione regionale, abbiamo che la Regione che ha condotto al risultato migliore in termini di corsi portati a termine \u00e8 la Lombardia (31), seguita dal Veneto (23). Risultati positivi sono stati conseguiti anche in Emilia Romagna e Piemonte (entrambe 19), Campania e Sicilia (entrambe 14) e Calabria (12). Vi sono state tuttavia regioni in cui non \u00e8 stato portato a termine alcun corso, vale a dire Abruzzo, Basilicata, Molise e Valle D\u2019Aosta, mentre altre hanno registrato risultati molto bassi, vale a dire Toscana (4) e Puglia (1).[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13810263\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]In relazione ai corsi professionali, come negli anni passati non si hanno dati relativi agli stanziamenti di spesa. Ci\u00f2 che \u00e8 emerso come dato rilevante, tuttavia, \u00e8 un programma di stanziamento fondi a livello nazionale per l\u2019avvio di 17 progetti di formazione professionale certificata e di avvio di tirocini lavorativi che coinvolgeranno 316 detenuti sul territorio con un piano di investimento pari a circa 800mila euro. Il piano \u00e8 stato deliberato dal Consiglio di amministrazione di Cassa delle Ammende nell\u2019ambito di un Piano per la formazione professionale certificata e per l\u2019ampliamento delle opportunit\u00e0 di lavoro professionalizzante di concerto con il Dipartimento per l\u2019Amministrazione Penitenziaria. Tali corsi avranno ad oggetto principalmente le seguenti attivit\u00e0: sarto, elettricista, operatori di impianti termoidraulici, cuoco, operatore di accoglienza museale, operatore edile, pizzaiolo, operatore di pianificazione e produzione di pasta, operatore di pulizie industriali e di grandi ambienti, ceramista, pasticciere, tappezziere e operatore per archiviazione e digitalizzazione documenti.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Note conclusive.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Note conclusive.<\/strong><\/p>\n<p>In conclusione, ci\u00f2 che si nota \u00e8 un tentativo di progredire verso un incremento degli investimenti di settore ma dalla lettura dei dati raccolti emerge una sostanziale insufficienza e lentezza di intervento. I detenuti impegnati in attivit\u00e0 lavorativa restano pochi a fronte di coloro che permangono in condizioni di inattivit\u00e0, i corsi di formazione sono insufficienti, i livelli di specializzazione sono di fatto inesistenti e l\u2019applicazione del regime di turnazione all\u2019interno di singoli istituti comporta che i detenuti restano impiegati per periodi di tempo brevi mentre i periodi di inattivit\u00e0 si dilatano alimentando frustrazione e malcontento.<\/p>\n<p>Non pu\u00f2 non notarsi, inoltre, un ulteriore elemento di rilievo: una evidente sproporzione geografica tra le imprese che presentano le istanze per accedere alle agevolazioni fiscali e contributive previste dalla c.d. Legge Smuraglia.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13810501\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]La distribuzione delle istanze di accesso agli sgravi contributivi, infatti, \u00e8 del tutto disomogenea, con un\u2019elevata concentrazione delle istanze nel Nord-Italia, seppur restano delle criticit\u00e0 anche a livello locale come emerso nel caso di Trieste ove le comunicazioni con il territorio sono sostanzialmente inesistenti.<br \/>\nCome sopra evidenziato, la C.C. di Rebibbia N.C. ha in programma di avviare un\u2019attivit\u00e0 di comunicazione con il territorio il cui fine \u00e8 proprio quello di diffondere a livello locale maggiore conoscenza della sussistenza delle opportunit\u00e0 contenute nella c.d. legge Smuraglia al fine di favorire le possibilit\u00e0 di lavoro offerte alla popolazione detenuta ed incrementare, conseguentemente, le istanze e l\u2019accesso ai fondi. Il fine ultimo dovrebbe essere quello di pervenire ad una maggiore omogeneit\u00e0 che consenta di ripartire equamente le risorse e garantire l\u2019accesso al lavoro esterno ai detenuti in tutti gli istituti penitenziari italiani. Sembra, pertanto, naturale chiedersi se non sia opportuno procedere ad una adeguata pubblicizzazione dell\u2019opportunit\u00e0 offerta in modo da invogliare le imprese ad investire in tale settore al fine di implementare la platea di detenuti coinvolti che, allo stato, risultano davvero pochi, come dimostrano i dati analizzati. Al contempo \u00e8 necessario procedere ad adeguati investimenti per assicurare dignit\u00e0 al lavoro offerto e copertura alle imprese che orientano la propria scelta nel senso di fornire opportunit\u00e0 lavorativa in tale settore in quanto, di fatto, gli stanziamenti attuali risultano sostanzialmente insufficienti.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Rispetto all\u2019attivit\u00e0 di osservazione e monitoraggio svolta dalla nostra Associazione, il tema dell\u2019offerta di lavoro e della formazione professionale occupa una parte importante e consente di comprendere se e in che misura vi siano iniziative che possano considerarsi positive nell\u2019ottica del rispetto della legislazione di settore e della rispondenza dell\u2019offerta [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":7113,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[8],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7197"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7197"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7197\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7245,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7197\/revisions\/7245"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7113"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7197"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7197"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7197"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}