{"id":7233,"date":"2023-05-26T12:41:02","date_gmt":"2023-05-26T10:41:02","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/il-reato-di-tortura-fino-a-qui-2\/"},"modified":"2023-05-29T17:24:36","modified_gmt":"2023-05-29T15:24:36","slug":"torino","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/torino\/","title":{"rendered":"Torino"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>di Benedetta Perego<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.6) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Torino&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7233\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7233\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Torino&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7233&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Torino&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7233\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Torino: la tortura istituzionale<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Come molti di coloro che leggono conosceranno e ricorderanno bene, l\u2019assolato 14 luglio del 2017 ci ha permesso di salutare l\u2019introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale, una norma necessaria seppur perfettibile, che ha risposto agli impegni presi dal nostro paese \u201csolo\u201d 29 anni prima<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_1');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_1');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7233_1_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_7233_1_1\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Una norma necessaria a consegnare la giusta qualificazione giuridica a fatti atroci cui pure non era possibile dare un nome<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_2');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_2');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7233_1_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_7233_1_2\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span> e a chi, come Antigone, ha finito il fiato in gola per ottenerla.<br \/>\nCome un forte tuono che smuove la neve sulla china di una montagna, la legge 110 ha generato una slavina di indagini e processi: la montagna, nuda, ha mostrato tutti i suoi difetti, le sue strutturali distorsioni, e in vari tribunali d\u2019Italia si svolgono processi sotto questa nuova lente per capirne le origini, le vittime, i responsabili.<br \/>\nNella slavina che porta nomi di istituti di pena ormai agli onori della cronaca come Santa Maria Capua Vetere, Monza, San Giminiano, c\u2019\u00e8 anche il grande istituto metropolitano di Torino.<br \/>\nDalle maglie di un istituto grande e complesso<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_3');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_3');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7233_1_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">3)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_7233_1_3\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span> come il Lorusso e Cotugno \u00e8 originata un\u2019indagine, e poi un processo, di altrettante grandezza e complessit\u00e0.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5>I fatti<\/h5>\n<p>La Procura della Repubblica di Torino, dopo oltre due anni e mezzo di indagini, nel luglio del 2021 ha chiesto il rinvio a giudizio per 25 persone, tra le quali, oltre a numerosi agenti di polizia penitenziaria, figurano l\u2019allora direttore dell\u2019istituto e l\u2019allora comandante dell\u2019istituto nonch\u00e9 due esponenti verticistici dell\u2019OSAPP (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria).<br \/>\nI fatti enucleati nei 29 capi d\u2019imputazione della richiesta della Pubblica Accusa sono riferibili ad un periodo che va dall\u2019aprile 2017 al novembre 2019, e, come \u00e8 stato pi\u00f9 volte ribadito in aula, rappresentano solo alcuni tra quelli di cui \u00e8 giunta notizia negli anni di indagine, selezionati per la presenza di adeguati riscontri e, con ogni probabilit\u00e0, punta dell\u2019iceberg di un intero sistema, di soprusi, violenze, torture, che, quantomeno in parte, rester\u00e0 sommerso, consegnato alla memoria di un luogo separato dal mondo esterno dai tredici cancelli che occorre varcare per arrivare ai blocchi di detenzione, manifestazione fisica di un isolamento sociale e culturale di certo complice del formarsi di quel sistema stesso.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Il processo<\/h5>\n<p>Dodici di quei capi d\u2019imputazione individuano la violazione dell\u2019art. 613 bis del codice penale, reato di tortura, nella forma aggravata prevista per il pubblico ufficiale, e comportano una pena da cinque a dodici anni di reclusione. I restanti si dividono tra i reati di abuso di autorit\u00e0 contro arrestati o detenuti (ipotesi cui spesso si faceva ricorso prima della novit\u00e0 normativa del 2017), lesioni personali, violenza privata, rivelazione ed utilizzazione di segreti d\u2019ufficio, favoreggiamento personale, omessa denuncia di reato da parte del pubblico ufficiale.<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Un elenco dietro cui si cela una storia. Non siamo, infatti, di fronte ad episodi scollegati l\u2019uno dall\u2019altro o connessi a situazioni critiche contingenti (come si \u00e8 osservato in altre vicende processuali), bens\u00ec ad un vero e proprio sistema che secondo quanto ricostruito avrebbe preso vita (quantomeno) in quegli anni in un luogo specifico dell\u2019istituto, il padiglione C, ed in particolare nel settore dedicato ai cd. protetti per riprovazione sociale[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Un elenco dietro cui si cela una storia. Non siamo, infatti, di fronte ad episodi scollegati l\u2019uno dall\u2019altro o connessi a situazioni critiche contingenti (come si \u00e8 osservato in altre vicende processuali), bens\u00ec ad un vero e proprio sistema che secondo quanto ricostruito avrebbe preso vita (quantomeno) in quegli anni in un luogo specifico dell\u2019istituto, il padiglione C, ed in particolare nel settore dedicato ai cd. protetti per riprovazione sociale. Autori, o persone ancora in misura cautelare accusate di esserlo<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_4');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_4');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7233_1_4\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">4)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_7233_1_4\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>, cio\u00e8 di abusi sessuali o di reati violenti contro minori. Una categoria di persone ristrette che \u00e8 isolata dal resto della popolazione detenuta proprio per esigenze di protezione, suscitando secondo la legge non scritta del carcere una maggiore riprovazione e meritando, secondo quella stessa norma sociale, una punizione ulteriore.[\/vc_column_text][vc_column_text]Alle Vallette di Torino, per\u00f2, quella legge non scritta pare sia stata rispettata, ed applicata, proprio dagli uomini dello Stato, una vera e propria \u201csquadretta\u201d, facente capo all\u2019allora Ispettore del Reparto, attiva in virulente spedizioni punitive, violenti \u201cbattesimi\u201d alla detenzione, insulti, perquisizioni arbitrarie e vessatorie, gravi minacce, comportamenti volti all\u2019annullamento della dignit\u00e0 della persona in vincoli, soprusi ed abusi per garantirsi, dopo, l\u2019impunit\u00e0.<\/p>\n<p>Una caratteristica di questa storia, e del procedimento che ne \u00e8 scaturito, \u00e8 che a raccontarla non sono stati i protagonisti: salvo rari casi, le persone private della loro libert\u00e0 e sottoposte a tortura non hanno denunciato, o hanno desistito dopo incerti tentativi (anche di fronte a condotte sistematiche di chi avrebbe dovuto tutelarli, di cui si dir\u00e0 pi\u00f9 avanti), o hanno ritrattato le loro prime versioni dei fatti. La Procura della Repubblica \u00e8 giunta alla loro notizia perch\u00e9 la Garante delle persone private della libert\u00e0 personale del Comune di Torino, il 3 dicembre del 2018 ha varcato spontaneamente la soglia dei suoi uffici cominciando a raccontare, a partire dalla vicenda di un detenuto violentemente pestato, costretto a restare per ore in piedi con la faccia rivolta contro il muro, obbligato a ripetere ossessivamente ad alta voce il proprio capo d\u2019imputazione ed affermazioni auto insultanti, tenuto a sopportare perquisizioni in cui i propri effetti personali venivano distrutti, le mensole strappate dal muro, i vestiti e le lenzuola imbrattate con il detersivo per piatti.<\/p>\n<p>Un <em>modus operandi<\/em> che \u00e8 stato poi confermato da numerosissime voci che si sono aggiunte, sommate, sovrapposte fino ad identificare un vero e proprio \u201csistema punitivo del blocco C\u201d. In questo processo non ci sono immagini, tutto avveniva negli angoli ciechi delle telecamere o davanti a lenti spente, le ricostruzioni arrivano per\u00f2 uniformi da compagni di detenzione, insegnanti, psicologi, funzionari socio-pedagogici, volontari. Intercettazioni. E perfino dall\u2019audizione di alcuni agenti; coloro che hanno ammesso il verificarsi degli accadimenti, quasi sempre, hanno reso un primo interrogatorio negando anche solo di aver mai sentito qualcosa del genere, per poi cambiare versione (<em>\u201cin effetti, ora che ricordo bene\u2026\u201d<\/em>).<\/p>\n<p>All\u2019udienza preliminare, svoltasi nei primi mesi del 2022, numerose persone offese si sono costituite parte civile; l\u2019hanno fatto anche l\u2019Associazione Antigone e tutti i Garanti delle persone private della libert\u00e0, nazionale, regionale e comunale.<\/p>\n<p>Le scelte di rito degli imputati hanno determinato il crearsi di due filoni processuali distinti: 22 di loro hanno optato per il rito ordinario (cio\u00e8 il processo completo, con audizione di testimoni e contraddittorio nella formazione della prova, innanzi al Tribunale di Torino in composizione collegiale), per le cui posizioni il Giudice dell\u2019Udienza Preliminare ha accolto la richiesta di rinvio a giudizio del Pubblico Ministero ed il dibattimento avr\u00e0 inizio il 4 luglio del 2023, mentre un agente, l\u2019ex direttore e l\u2019ex comandante hanno chiesto di essere giudicati con le forme del rito abbreviato.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 significa che di fronte al Giudice per le Indagini Preliminari di Torino, nei confronti di queste tre persone, si sta svolgendo un giudizio esclusivamente basato sugli atti di indagine, raccolti dalla Pubblica Accusa come dalle difese, e che il 16 giugno di quest\u2019anno avremo la prima pronuncia giudiziaria su questi fatti. E\u2019 una partita importante quella che si sta giocando in queste settimane nelle aule del Palagiustizia torinese, dedicato alla memoria del magistrato antimafia Bruno Caccia, almeno per due motivi.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Questi primi anni di applicazione dell\u2019art. 613 bis c.p., come sempre avviene con una norma nuova, sono e saranno infatti fondamentali per definire cosa sia tortura e cosa no[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Anzitutto, perch\u00e9 l\u2019agente protagonista di questo filone ha diverse imputazioni tra cui anche alcune per fatti di tortura, e sar\u00e0 cruciale la posizione che questo primo giudice decider\u00e0 di assumere non solo sulla responsabilit\u00e0 circa gli stessi ma anche e soprattutto circa la loro qualificazione giuridica. Questi primi anni di applicazione dell\u2019art. 613 bis c.p., come sempre avviene con una norma nuova, sono e saranno infatti fondamentali per definire cosa sia tortura e cosa no. Esigenze editoriali non consentono di analizzare uno per uno quei dodici capi delineati come tali dalla Pubblica Accusa, ma \u00e8 nostra convinzione che gli episodi in analisi, supportati da numerose e varie fonti di prova, siano da qualificarsi come tortura. Essi soddisfano, ed anzi esuberano, tutti i requisiti fondamentali della nuova fattispecie (oltre alla pacifica privazione della libert\u00e0 delle persone offese): non mancano minacce e violenze gravi ma anche atti crudeli<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_5');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_5');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7233_1_5\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">5)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_7233_1_5\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>, condotte molteplici ma anche trattamenti inumani e degradanti<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_6');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_6');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7233_1_6\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">6)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_7233_1_6\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>, acute sofferenze fisiche ma anche evidenti traumi psichici nelle vittime<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_7');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_7');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7233_1_7\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">7)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_7233_1_7\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.[\/vc_column_text][vc_column_text]In secondo luogo, in quanto l\u2019eventuale condanna dei due ex apicali, imputati entrambi per favoreggiamento personale (il reato cio\u00e8 di colui che dopo la commissione di un delitto aiuta il responsabile ad eludere le investigazioni) ed il direttore anche per non aver denunciato all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria reati di cui ebbe notizia nell\u2019esercizio delle sue funzioni, avrebbe un significato determinante circa la distribuzione delle responsabilit\u00e0 nella gerarchia carceraria.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 questa, in effetti, un\u2019altra delle principali particolarit\u00e0 del processo torinese. I vertici del personale in divisa e del personale civile siedono sul banco degli imputati, in qualche modo rappresentativi di una categoria di cui dovremmo davvero poter fare a meno: quella dei cittadini al di sopra di ogni sospetto; basta per tutti quello magistralmente consegnato alla nostra storia cinematografica da un indimenticabile Gian Maria Volont\u00e9.<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>La responsabilit\u00e0 dei vertici del penitenziario<\/strong><\/h5>\n<p>Tra le condotte che si imputano all\u2019allora comandante vi \u00e8 l\u2019aver manipolato le indagini interne che originavano da alcune notizie di violenza (peraltro tendenzialmente mai promanate dalla popolazione detenuta), e di aver minacciato denunce per calunnia, il reato di chi incolpa taluno sapendolo innocente, per fermare i tentativi di far emergere la verit\u00e0 e chiedere aiuto. La prospettazione dell\u2019accusa di un reato grave spaventerebbe chiunque, ma ancor pi\u00f9 qualcuno che \u00e8 gi\u00e0 in carcere, che gi\u00e0 ha davanti del tempo da scontare e che sente di appartenere inevitabilmente al lato sbagliato, in un\u2019aula di giustizia. Una metodologia, peraltro, che pare non fu usata solo con le vittime dei soprusi ma anche con operatori dell\u2019istituto che tentarono nel tempo di gettare luce sulla situazione, chi prov\u00f2 a resistere perse l\u2019incarico lavorativo.<\/p>\n<p>Per quanto riguarda il direttore dell\u2019epoca dei fatti, la stessa persona che ricopriva quell\u2019incarico ad Asti nel 2004<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_8');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_8');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7233_1_8\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">8)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_7233_1_8\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>, gli atti di indagine sono costellati di ricostruzioni simili le une alle altre, dalla vicedirettrice, ai Garanti comunale e poi nazionale, da funzionali giuridici pedagogici a, perfino, persone detenute (come quella che prese la parola in pubblico ad un convegno nel 2017, mostrando i segni sul proprio corpo di quanto subito al padiglione C): il direttore sarebbe stato costantemente informato, formalmente e non, sollecitato ad agire. Eppure, si limit\u00f2 a non fare nulla. ed \u00e8 proprio da questo comportamento omissivo che muove l\u2019accusa.<\/p>\n<p>In questi mesi, in aula, affrontando queste posizioni ho spesso pensato a Gramsci, che odiava gli indifferenti perch\u00e9 <em>\u201cL\u2019indifferenza \u00e8 il peso morto della storia. (\u2026) \u00e8 la palude che recinge la vecchia citt\u00e0 e la difende meglio delle mura pi\u00f9 salde\u201d<\/em><span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_9');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_7233_1('footnote_plugin_reference_7233_1_9');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_7233_1_9\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">9)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_7233_1_9\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>: l\u2019indifferenza di chi era in alto, sapeva, e poteva agire \u00e8 complicit\u00e0 e va giudicata in un\u2019aula di giustizia.<\/p>\n<p>Antigone, a Torino come altrove, continua a cercare tra i resti della valanga ed \u00e8 oggi parte di questo: di fronte alla pi\u00f9 ineluttabile delle debolezze, non poter tornare indietro nel tempo e riuscire ad impedire che le torture accadessero, crediamo nell\u2019importanza di restituirne almeno la verit\u00e0 \u2013 e la corretta qualificazione giuridica &#8211; alle vittime ed alla societ\u00e0 civile, unica via per impedire che accadano ancora.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<div class=\"speaker-mute footnotes_reference_container\"> <div class=\"footnote_container_prepare\"><p><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_label pointer\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_7233_1();\">References<\/span><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_collapse_button\" style=\"display: none;\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_7233_1();\">[<a id=\"footnote_reference_container_collapse_button_7233_1\">+<\/a>]<\/span><\/p><\/div> <div id=\"footnote_references_container_7233_1\" style=\"\"><table class=\"footnotes_table footnote-reference-container\"><caption class=\"accessibility\">References<\/caption> <tbody> \r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_7233_1('footnote_plugin_tooltip_7233_1_1');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_7233_1_1\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>1<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Con la ratifica della Convenzione delle Nazioni Unite contro la Tortura del 1984 \u2013 l. 498\/1988.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_7233_1('footnote_plugin_tooltip_7233_1_2');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_7233_1_2\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>2<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">La memoria di Antigone non pu\u00f2 che correre al processo, cui prendemmo parte, per quanto furono costretti a subire Andrea Cirino e Claudio Renne nel carcere di Asti nel 2004, sotto Natale. Nel 2012 la prima sentenza, pronunciata dal Tribunale di Asti nella persona del Giudice dr. Riccardo Crucioli, che scrisse esplicitamente la parola \u201ctortura\u201d, senza che, nel nostro codice penale, ci fosse un omonimo reato da poter applicare. Il 26 ottobre 2017 la Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo ha condannato l\u2019Italia per quei fatti, individuando la violazione dell\u2019art. 3 della Convenzione non solo da un punto di vista sostanziale (fu tortura) ma anche procedurale (il legislatore manc\u00f2 di proteggere quei due uomini e potenzialmente chiunque con una norma idonea). Per un approfondimento: A. PUGIOTTO, Repressione penale della tortura e Costituzione. Anatomia di un reato che non c\u2019\u00e8, in Diritto Penale Contemporaneo, n. 2, 2014; J.M. RAMPONE, Commento alla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo Cirino e Renne contro Italia del 26 ottobre 2017 \u2013 Ricorsi nn. 2539\/13 e 4705\/13, in Dirittifondamentali.it, n. 1, 2018.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_7233_1('footnote_plugin_tooltip_7233_1_3');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_7233_1_3\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>3<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo la scheda relativa all\u2019ultima visita di Antigone, del 28.11.22, il carcere del capoluogo piemontese conta 1118 unit\u00e0 regolamentari per 1393 persone ospitati effettivamente, con un tasso di sovraffollamento parti al 124,6%. L\u2019istituto ospita tutti i circuiti detentivi salvo il 41 bis e 768 agenti di polizia penitenziaria. Il 46% delle persone ristrette \u00e8 di nazionalit\u00e0 straniera.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_7233_1('footnote_plugin_tooltip_7233_1_4');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_7233_1_4\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>4<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo la scheda di cui alla nota precedente il 41% delle persone detenute a Torino \u00e8 in misura cautelare. <\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_7233_1('footnote_plugin_tooltip_7233_1_5');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_7233_1_5\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>5<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Potrebbero comunque essere alternativi tra loro. Quanto agli atti crudeli: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cin tema di tortura, la crudelt\u00e0 della \u2018condotta si concretizza in presenza di un comportamento eccedente rispetto alla normalit\u00e0 causale, che determina nella vittima sofferenze aggiuntive ed esprime un atteggiamento interiore particolarmente riprovevole dell\u2019autore del fatto\u201d <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(Cass., Sez. V, sent. 9 novembre 2021, n. 8973).<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_7233_1('footnote_plugin_tooltip_7233_1_6');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_7233_1_6\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>6<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Anche su questo la giurisprudenza, dopo un iniziale periodo di contrasti, ha in realt\u00e0 chiarito la possibile alternativit\u00e0 e, dunque, la natura solo eventualmente abituale del reato: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cil delitto di tortura \u00e8 stato configurato dal legislatore come reato eventualmente abituale, potendo essere integrato da pi\u00f9 condotte violente, gravemente minatorie o crudeli, reiterate nel tempo, oppure da un unico atto lesivo dell\u2019incolumit\u00e0 o della libert\u00e0 individuale e morale della vittima, che per\u00f2 comporti un trattamento inumano e degradante per la dignit\u00e0 della persona\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (Cass, Sez. 5, sent. 8 luglio 2019, n. 47079).<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_7233_1('footnote_plugin_tooltip_7233_1_7');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_7233_1_7\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>7<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Peraltro se ne sta formando un\u2019interpretazione estensiva: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cai fini della ricorrenza delle \u201cacute sofferenze fisiche\u201d, quale evento del delitto di tortura previsto dall\u2019art. 613-bis cod. pen., non \u00e8 necessario che la vittima abbia subito lesioni\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (Cass. Sez. 5, sent. 11 ottobre 2019, n. 50208) e circa \u201cil \u201ctrauma psichico verificabile\u201d <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cnon esige necessariamente l\u2019accertamento peritale, n\u00e9 l\u2019inquadramento in categorie nosografiche predefinite, potendo assumere rilievo anche gli elementi sintomatici ricavabili dalle dichiarazioni della vittima, dal suo comportamento successivo alla condotta dell\u2019agente e dalle concrete modalit\u00e0 di quest\u2019ultima\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> (Cass, sent. n. 47079\/2019, cit.).<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_7233_1('footnote_plugin_tooltip_7233_1_8');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_7233_1_8\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>8<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Nella sentenza del giudice astigiano cui fa rimando la nota n. 2, si legge: <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cGran parte del personale di servizio era a conoscenza di quanto avveniva nelle celle di isolamento: dal direttore (\u2026) al comandante (\u2026) ai medici (che non possono non aver visto le condizioni dei detenuti), passando per i dipendenti\u201d.<\/span><\/i><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_7233_1('footnote_plugin_tooltip_7233_1_9');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_7233_1_9\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>9<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0A. GRAMSCI, Odio gli indifferenti, 1917. Chiarelettere, XII ed., 2022. <\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n <\/tbody> <\/table> <\/div><\/div><script type=\"text\/javascript\"> function footnote_expand_reference_container_7233_1() { jQuery('#footnote_references_container_7233_1').show(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_7233_1').text('\u2212'); } function footnote_collapse_reference_container_7233_1() { jQuery('#footnote_references_container_7233_1').hide(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_7233_1').text('+'); } function footnote_expand_collapse_reference_container_7233_1() { if (jQuery('#footnote_references_container_7233_1').is(':hidden')) { footnote_expand_reference_container_7233_1(); } else { footnote_collapse_reference_container_7233_1(); } } function footnote_moveToReference_7233_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_7233_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } } function footnote_moveToAnchor_7233_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_7233_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } }<\/script>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Come molti di coloro che leggono conosceranno e ricorderanno bene, l\u2019assolato 14 luglio del 2017 ci ha permesso di salutare l\u2019introduzione del reato di tortura nel nostro codice penale, una norma necessaria seppur perfettibile, che ha risposto agli impegni presi dal nostro paese \u201csolo\u201d 29 anni prima1). Una norma necessaria [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":7113,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[48],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7233"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=7233"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7233\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7344,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7233\/revisions\/7344"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/7113"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=7233"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=7233"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=7233"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}