{"id":7240,"date":"2023-05-26T15:05:22","date_gmt":"2023-05-26T13:05:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/un-anno-da-difensore-civico-2\/"},"modified":"2023-05-26T15:27:52","modified_gmt":"2023-05-26T13:27:52","slug":"i-diritti-lgbtqi-in-carcere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/i-diritti-lgbtqi-in-carcere\/","title":{"rendered":"I diritti LGBTQI+ in carcere"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>di Daniela Ronco<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=I diritti LGBTQI+ in carcere&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7240\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7240\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=I diritti LGBTQI+ in carcere&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7240&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=I diritti LGBTQI+ in carcere&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/7240\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Diritti LGBTQI+ in carcere: la difficile affermazione dell\u2019identit\u00e0 di genere tra norme, pratiche e spazi del penitenziario<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Premessa: la questione della \u201cgestione\u201d della promiscuit\u00e0<\/strong><\/h5>\n<p>Il tema della tutela dei diritti delle persone LGBTQI+ detenute da sempre evoca forme di marginalizzazione e spesso di violazione di diritti fondamentali. Se, da un lato, il sistema penitenziario fatica tuttora a garantire il diritto all\u2019affettivit\u00e0 e alla socializzazione della popolazione detenuta nel suo complesso, per quanto riguarda nello specifico la questione dell\u2019identit\u00e0 di genere, continua a non riconoscere il diritto all\u2019espressione della sua affermazione, con tutte le criticit\u00e0 che ne derivano (Zago, 2019).[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La questione sessuale viene da sempre risolta, nell\u2019ambito penitenziario, attraverso il meccanismo della segregazione sessuale binaria di tipo obbligatorio[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]I criteri di collocazione delle persone detenute fanno riferimento al sesso di appartenenza che \u00e8 riportato sui documenti d\u2019identit\u00e0 personale, in una definizione normativa che ricalca una visione binaria che spesso stride con la definizione data in prima persona in merito alla propria identit\u00e0 di genere (Mantovan, Vianello, 2017). La questione sessuale viene da sempre risolta, nell\u2019ambito penitenziario, attraverso il meccanismo della segregazione sessuale binaria di tipo obbligatorio per cui, conseguentemente, le persone transgender non operate vengono, salvo rarissime eccezioni (una di queste eccezioni \u00e8 rappresentata dalla Casa Circondariale di Firenze Sollicciano, dove si \u00e8 realizzato l\u2019unico esperimento in Italia di un reparto transgender collocato in un padiglione femminile; cfr. Dias Vieira, Ciuffoletti, 2015), collocate all\u2019interno di sezioni e padiglioni maschili.[\/vc_column_text][vc_column_text]Le pratiche di rigida separazione degli spazi detentivi riflettono il fatto che la questione del genere e l\u2019impatto dell\u2019incarcerazione di persone transgender non \u00e8 mai stata inserita nell\u2019agenda dei policy-makers italiani (Dias Vieira, Ciuffoletti, 2015), bens\u00ec il tema \u00e8 sempre stato affrontato in termini di \u201cgestione\u201d del penitenziario e di risoluzione dei rischi associati alla promiscuit\u00e0 sessuale. Storicamente, le tecniche di riduzione dei rischi implementate attraverso l\u2019isolamento protettivo individuale (tradizionalmente usato per gestire le vulnerabilit\u00e0 e le diversit\u00e0) sono state nel tempo sostituite dal ricorso alle sezioni promiscue protette (Ciuffoletti 2019). In entrambi i casi, ragioni di sicurezza e protezione vengono poste come il fondamento a spiegazione e giustificazione dell\u2019esclusione e dell\u2019emarginazione che, di fatto, in entrambi i casi viene a crearsi all\u2019interno del penitenziario[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>I numeri delle persone transessuali detenute<\/strong><\/h5>\n<p>Nel presentare i numeri delle persone transessuali detenute sono necessarie due premesse. La prima \u00e8 che si tratta di uno spaccato certamente contenuto, rispetto alla popolazione detenuta complessiva, tuttavia ci\u00f2 non giustifica la sottovalutazione del suo impatto e del suo rilievo: \u201cosservare il dato problematico della questione a partire dalla sua incidenza percentuale rispetto al totale della popolazione detenuta potrebbe aprire al rischio di sottovalutarne l\u2019impatto sia nella sua prospettiva pratica , cio\u00e8 quanto alla vivibilit\u00e0 delle condizioni carcerarie, sia in chiave teorica, per quanto riguarda la tutela e garanzia dei diritti delle persone transessuali recluse\u201d (Lorenzetti, 2017, 55).<\/p>\n<p>La seconda premessa, di carattere metodologico, riguarda il fatto che i numeri e la collocazione delle persone detenute transessuali \u00e8 in continua variazione (nota: la descrizione dei risultati di una prima indagine pilota a livello nazionale \u00e8 contenuta in Chianura, Di Salvo, Giovanardi, 2010). I dati qui presentati rappresentano la fotografia fornita dal primo rapporto sulle donne detenute in Italia pubblicato da Antigone l\u20198 marzo 2023 (<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/category\/sezioni-transessuali\/\">https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciannovesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/category\/sezioni-transessuali\/<\/a>).[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-map\" data-src=\"visualisation\/13892511\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<ul>Le persone transgender detenute sono complessivamente 72, di cui:<\/p>\n<li>69 in sezioni protette omogenee riservate a persone transgender<\/li>\n<li>2 collocate in una sezione promiscua Nuovi Giunti<\/li>\n<li>1 collocata in isolamento circondariale<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<ul>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>Gli istituti che accolgono persone transgender sono 6 e le presenze sono cos\u00ec distribuite:<\/p>\n<li>16 a Rebibbia Nuovo Complesso (su una capienza di 30 posti)<\/li>\n<li>11 a Como<\/li>\n<li>11 a Reggio Emilia<\/li>\n<li>11 a Napoli Secondigliano, di cui 8 collocate nella sezione per persone transgender (su una capienza di 24 posti), 2 collocate nella sezione Nuovi Giunti e 1 collocata in isolamento circondariale<\/li>\n<li>7 a Ivrea (su una capienza di 20 posti)<\/li>\n<li>16 a Belluno (su una capienza di 16 posti)<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]La sezione di Napoli Secondigliano \u00e8 stata aperta nell\u2019ottobre 2022, quando \u00e8 stata trasferita da Napoli Poggioreale per lavori di ristrutturazione.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>La protezione, tra paradossi ed evoluzioni<\/strong><\/h5>\n<p>L\u2019analisi dei numeri delle persone transessuali detenute e, in particolare, della loro collocazione spaziale nel penitenziario, evidenzia la sostanziale affermazione della scelta della circuitazione, applicata a partire dalla circolare del 2001 sulle Sezioni cd. \u201cprotette\u201d (nota: Circolare DAP n. 500422 del Maggio 2001, Sezioni c.d. \u201cprotette\u201d. Criteri di assegnazione dei detenuti: <a href=\"http:\/\/win.dirittopenitenziario.it\/portale-di-scienze-penitenziarie\/circolari\/circ_6\/500422.pdf\">http:\/\/win.dirittopenitenziario.it\/portale-di-scienze-penitenziarie\/circolari\/circ_6\/500422.pdf<\/a>). Tali sezioni sono state istituite, si legge nella circolare, per \u201crispondere ad esigenze di tutela di determinate categorie di detenuti per motivi oggettivamente esistenti ancorch\u00e9 talora connessi a caratteristiche soggettive dei ristretti\u201d, portando come esempio proprio la transessualit\u00e0. Una delle criticit\u00e0 da tempo riscontrate nell\u2019osservazione degli istituti penitenziari riguarda il fatto che all\u2019interno di tali sezioni sono spesso state collocate persone che esprimevano bisogni di protezione molti diversi tra loro, con l\u2019effetto di rimarcare un marchio di diversit\u00e0 che non tiene conto della complessit\u00e0 dei vissuti e dei percorsi individuali. Questo ha riguardato, ad esempio, la collocazione per un certo periodo di persone transessuali e persone omosessuali dichiarate in un\u2019unica sezione protetta nella casa circondariale di Ivrea, cosa che ha determinato problemi di convivenza e notevoli tensioni che hanno poi spinto l\u2019Amministrazione Penitenziaria a trasferire nel 2016 le persone detenute omosessuali presso una specifica sezione protetta collocata nella casa circondariale di Verbania (Zago, 2019).<\/p>\n<p>L\u2019episodio rappresenta forse soltanto l\u2019apice delle criticit\u00e0 insite nell\u2019utilizzo di sezioni protette per persone che esprimono problemi e bisogni di natura diversa, per cui si arriva al paradosso per cui per proteggere dai rischi della promiscuit\u00e0 si arriva a istituire una sezione a sua volta promiscua (Ciuffoletti 2019).<\/p>\n<p>Altro effetto perverso dell\u2019applicazione delle sezioni protette riguarda la compromissione, da pi\u00f9 parti riportata, dei diritti connessi al trattamento penitenziario (nota: si rimanda agli studi di caso realizzati da Dias Vieira e Ciuffoletti, 2015, nella casa circondariale di Sollicciano, Mantovan e Vianello, 2017, negli istituti di Belluno e Napoli; e di Zago, 2019, negli istituti di Ivrea, Verbania e Roma Rebibbia femminile).<\/p>\n<p>La scelta di gestire la collocazione in sezioni protette attraverso \u201ccircuiti\u201d (connotati dal carattere dell\u2019informalit\u00e0), anzich\u00e9 attraverso \u201cregimi\u201d (che invece formalizzano la limitazione del diritto all\u2019uguaglianza di accesso al trattamento), non si traduce, nella materialit\u00e0 della condizione detentiva, nel godimento del pieno diritto al trattamento, anzi, pu\u00f2 rivelarsi di fatto come una condizione punitiva.<\/p>\n<p>I rischi di isolamento e di compromissione del diritto al trattamento sono stati oggetto di discussione sia degli Stati Generali dell\u2019Esecuzione Penale (nota: cfr. in particolare il tavolo 2: Vita detentiva. Responsabilizzazione del detenuto, circuiti e sicurezza, <a href=\"https:\/\/www.giustizia.it\/giustizia\/it\/mg_2_19_1_2.page?previsiousPage=mg_2_19_1\">https:\/\/www.giustizia.it\/giustizia\/it\/mg_2_19_1_2.page?previsiousPage=mg_2_19_1<\/a>), che della riflessione sul punto del Garante Nazionale, espressosi da tempo a favore di un modello dinamico che possa coniugare una separazione notturna e un\u2019offerta trattamentale comune diurna da svolgersi senza alcuna discriminazione, in modo da superare gli effetti perversi dell\u2019isolamento protettivo.<\/p>\n<p>In linea con tali tendenze interpretative, anche la significativa decisione del Magistrato di Sorveglianza di Spoleto che ha accolto il ricorso ex art. 35bis presentato da una persona detenuta, richiamando, nella motivazione della sentenza, l\u2019art. 14 o.p. secondo cui \u201cl\u2019assegnazione dei detenuti e degli internati per i quali si possano temere aggressioni o sopraffazioni da parte della restante popolazione detenuta, in ragione solo dell\u2019identit\u00e0 di genere o dell\u2019orientamento sessuale, deve avvenire, per categorie omogenee, in sezioni distribuite in modo uniforme sul territorio nazionale, previo consenso degli interessati, i quali, in caso contrario, saranno assegnati a sezioni ordinarie. \u00c8 in ogni caso garantita la partecipazione ad attivit\u00e0 trattamentali, eventualmente anche insieme alla restante popolazione detenuta.\u201d (vedi Ord. n. 2407\/2018 Magistrato di Sorveglianza di Spoleto: https:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ordinanza_spoleto.pdf). Con tale sentenza il Magistrato ha quindi anche dichiarato l\u2019incompatibilit\u00e0 con l\u2019attuale assetto normativo della prassi di inserire persone che temono discriminazioni per via dell\u2019orientamento sessuale o dell\u2019identit\u00e0 di genere all\u2019interno di sezioni protette promiscue (cfr. anche il commento di Alessandra Rossi pubblicato sul precedente Rapporto, 2022 dal titolo \u201cI diritti LGBT+ : Il carcere alla prova del principio di non discriminazione verso la differenza sessuale e di genere\u201d <a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/i-diritti-lgbt-in-carcere\/\">https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/i-diritti-lgbt-in-carcere\/<\/a>)[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5>Conclusioni<\/h5>\n<p>Un carcere prevalentemente maschile e connotato da una sempre marcata distinzione binaria tra i sessi, unitamente ai numeri contenuti delle persone transgender detenute, fanno s\u00ec che le stesse siano trattate come \u201ceccezioni\u201d all\u2019interno del sistema penitenziario.<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]L\u2019essere percepiti e trattati come \u201ceccezione\u201d dentro al carcere non va inteso in termini di opportunit\u00e0 di accedere a una condizione per vari aspetti privilegiata, bens\u00ec, al contrario, significa rischiare o sperimentare forme di pluri-stigmatizzazione ed emarginazione, maggior fatica ad esercitare i propri diritti, subire, complessivamente, una carcerazione ancor pi\u00f9 afflittiva[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]L\u2019essere percepiti e trattati come \u201ceccezione\u201d dentro al carcere non va inteso in termini di opportunit\u00e0 di accedere a una condizione per vari aspetti privilegiata, bens\u00ec, al contrario, significa rischiare o sperimentare forme di pluri-stigmatizzazione ed emarginazione, maggior fatica ad esercitare i propri diritti, subire, complessivamente, una carcerazione ancor pi\u00f9 afflittiva. La marginalit\u00e0 sociale vissuta nel penitenziario, peraltro, spesso accompagna percorsi di emarginazione gi\u00e0 sperimentati all\u2019esterno e verso i quali con grande probabilit\u00e0 si far\u00e0 ritorno una volta scontata la pena. [\/vc_column_text][vc_column_text]L\u2019interesse, normativo, giurisprudenziale, di ricerca, nei confronti dell\u2019impatto della detenzione sui percorsi di vita delle persone transessuali si \u00e8 sviluppato solo di recente e resta molta strada da fare per arrivare ad una piena affermazione dei diritti e per rispondere in maniera adeguata ai bisogni espressi. Colmare la lacuna di una formazione specifica verso l\u2019inclusione, che utilizzi un approccio intersezionale al tema, \u201cin grado di riconoscere l\u2019interazione tra identit\u00e0 di genere, classe sociale e appartenenza etnica\u201d (Mantovan, Vianello, 2015, p. 55) sembra essere la principale sfida che l\u2019attuale sistema penitenziario ha di fronte per ridurre quel divario tra l\u2019uguaglianza e la parit\u00e0 di accesso ai diritti in carcere e le concrete condizioni di detenzione sperimentate dalle persone detenute transessuali.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<blockquote><p><strong>Bibliografia<\/strong><\/p>\n<p>CHIANURA L, DI SALVO G. & GIOVANARDI G., Detenute transgender clandestine negli istituti penitenziari italiani: un\u2019indagine pilota, in Ecologia della mente- rivista interdisciplinare per la costruzione di un comportamento terapeutico, 2011, Roma, n. 2, pp. 220-238.<\/p>\n<p>CIUFFOLETTI S., Carcere e Antidiscriminazione. Prime prove di tutela dei diritti a fronte della (dimidiata) riforma dell\u2019ordinamento penitenziario, in GenIUS \u2013 Rivista di Studi Giuridici sull\u2019Orientamento Sessuale e l\u2019Identit\u00e0 di Genere, 2-2019<\/p>\n<p>DIAS VIEIRA A., CIUFFOLETTI S., REPARTO D: Un Tertium Genus Di detenzione? Case-study sull\u2019incarceramento di persone transgender nel carcere di Sollicciano, in Rassegna Penitenziaria e Criminologica 1-2015, pp. 159-207<\/p>\n<p>LORENZETTI A., Carcere e transessualit\u00e0: la doppia reclusione delle persone transgeneri, in Genius, luglio 2017 anno IV, numero 1, pp. 53-68.<\/p>\n<p>MANTOVAN C., VIANELLO F., Detenute e transgender: tra riconoscimento e normalizzazione. Le sezioni protette di Belluno e Napoli Poggioreale, in Antigone 2\/2017, pp. 53-84<\/p>\n<p>ROSSI A., I diritti LGBT+ : Il carcere alla prova del principio di non discriminazione verso la differenza sessuale e di genere\u201d, in \u201cIl carcere visto da dentro. XVIII Rapporto di Antigone sulle condizioni di detenzione\u201d (<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/i-diritti-lgbt-in-carcere\/\">https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/i-diritti-lgbt-in-carcere\/<\/a>)<\/p>\n<p>ZAGO G., Declinazioni del principio di dignit\u00e0 umana per i detenuti queer: sessualit\u00e0 e identit\u00e0 di genere nel sistema penitenziario italiano, in Giurisprudenza penale web, 2019, 2-bis \u2013 Affettivit\u00e0 e carcere: un binomio (im)possibile?, pp. 1-30.<\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text] Premessa: la questione della \u201cgestione\u201d della promiscuit\u00e0 Il tema della tutela dei diritti delle persone LGBTQI+ detenute da sempre evoca forme di marginalizzazione e spesso di violazione di diritti fondamentali. 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