{"id":4263,"date":"2021-03-02T16:51:48","date_gmt":"2021-03-02T15:51:48","guid":{"rendered":"http:\/\/antigone.filarete.it\/?p=4263"},"modified":"2021-05-04T21:02:10","modified_gmt":"2021-05-04T19:02:10","slug":"covid-e-pandemia-in-europa-e-nel-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/covid-e-pandemia-in-europa-e-nel-mondo\/","title":{"rendered":"Covid e pandemia in Europa (e nel mondo)"},"content":{"rendered":"<section class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span><\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (7.4.18) simplesharebuttons.com --><div id=\"ssba-classic-2\" class=\"ssba ssbp-wrap left ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:left\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"email\" class=\"ssba_email_share\" href=\"mailto:?subject=Covid%20e%20pandemia%20in%20Europa%20(e%20nel%20mondo)&body=%20https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4263\"><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/email.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Email\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Email this to someone\" \/><div title=\"email\" class=\"ssbp-text\">email<\/div><\/a><a data-site=\"\" class=\"ssba_facebook_share\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4263\"  target=\"_blank\" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on Facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"\" class=\"ssba_twitter_share\" href=\"http:\/\/twitter.com\/share?url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4263&text=Covid%20e%20pandemia%20in%20Europa%20%28e%20nel%20mondo%29%20\"  target=&quot;_blank&quot; ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Tweet about this on Twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/5.-ANTIGONE_XVIIrapporto_CovidEuropa.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Covid e pandemia in Europa (e nel mondo)<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]All\u2019inizio della pandemia, mano a mano che il Coronavirus, avanzava di paese in paese portato in giro da viaggiatori ignari, le autorit\u00e0 cercavano di adottare le misure ritenute necessarie per contenerlo. Certamente non \u00e8 stato un compito facile soprattutto per l\u2019iniziale difficolt\u00e0 a comprendere la pericolosit\u00e0 di questo virus, che in alcuni pazienti infetti si manifestava come un semplice raffreddore mentre causava in altri gravissime difficolt\u00e0 respiratorie fino a rendere necessario il ricorso alla terapia intensiva. Alcuni governi hanno scelto lockdown generalizzati, altri restrizioni in alcuni precisi ambiti della vita dei propri cittadini.<\/p>\n<p>Anche dal punto di vista degli istituti penitenziari le risposte sono state diverse anche se con alcune misure simili, come simili sono i tratti tipici dei sistemi penitenziari: promiscuit\u00e0, sovraffollamento, scarse condizioni igienico-sanitarie e scarsa areazione dei luoghi chiusi. Con queste premesse, e sapendo che il propagamento delle malattie infettive in carcere pu\u00f2 essere molto veloce, i governi hanno messo in atto diversi tipi di misure volte a evitare l\u2019ingresso del virus negli istituti e, pi\u00f9 raramente, anche a diminuire il numero dei detenuti. Misure che purtroppo non hanno avuto un ampio respiro sistemico ma si sono limitate al contrasto emergenziale.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<b>Le chiusure del penitenziario al mondo esterno<\/b><\/p>\n<p>Le misure rispondenti alla necessit\u00e0 di tenere il virus fuori dalle carceri si sono concretizzate con chiusure spesso radicali del penitenziario al mondo esterno. In pratica, questo significa restrizioni o sospensioni delle visite familiari, dei permessi e delle visite di volontari e altri professionisti che in alcuni Paesi sono coinvolti nelle spesso scarse attivit\u00e0 di risocializzazione e ricreative per i detenuti. Emblematico il caso dell\u2019<a href=\"https:\/\/www.theguardian.com\/society\/2020\/oct\/20\/covid-19-prison-staff-say-restrictions-creating-a-mental-health-timebomb\">Inghilterra<\/a> in cui i detenuti sono stati per mesi (e in alcuni casi lo sono tuttora) rinchiusi nelle loro celle per 23 ore al giorno con gravissime conseguenze sulla loro salute mentale e fisica.<\/p>\n<p>In alcuni Paesi l&#8217;uso della tecnologia \u00e8 stato incoraggiato per favorire i contatti tra i detenuti e le loro famiglie e talvolta per svolgere alcune attivit\u00e0 a distanza. Tuttavia l\u2019attuazione di questa misura \u00e8 stata limitata dalla disponibilit\u00e0 di mezzi tecnologici quali computer, tablet e telefoni cellulari, dalla qualit\u00e0 delle reti informatiche e, in alcuni Paesi, <a href=\"https:\/\/www.antigone.it\/rivista-archivio\/Rivista_Anno_XV_N1\/13_Spain.pdf\">non essendo gratuita<\/a>, dalla disponibilit\u00e0 economica dei detenuti che potevano cos\u00ec permettersi di vedere le proprie famiglie attraverso uno schermo oppure semplicemente di poter effettuare una telefonata in pi\u00f9. In diversi casi le associazioni di volontariato hanno donato schede telefoniche o si sono fatte carico di coprire le spese per le telefonate e le videochiamate per i detenuti meno abbienti.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<b>Le misure deflattive<\/b><\/p>\n<p>Nella prima fase altre misure importanti sono state quelle <a href=\"https:\/\/www.antigone.it\/rivista-archivio\/Rivista_Anno_XV_N1\/01_Preface.pdf\">deflattive<\/a> per rispondere alla necessit\u00e0 di creare spazio per la quarantena dei detenuti. Non tutti i governi hanno adottato misure deflattive, ma dove invece ci\u00f2 \u00e8 stato fatto le misure adottate variano significativamente. In alcuni casi erano volte a facilitare il rilascio anticipato dei detenuti, di solito alla fine della loro pena, spesso per essere messi in detenzione domiciliare, con o senza qualche forma di controllo elettronico. A volte queste misure erano mirate a specifici segmenti della popolazione detenuta, come i detenuti pi\u00f9 anziani, i detenuti con patologie pregresse o le donne incinte. Altre misure adottate miravano a ridurre il numero di nuovi detenuti che entravano nelle carceri, posticipando l&#8217;esecuzione della loro pena o convertendo queste sentenze in qualche forma di alternativa alla detenzione, di solito nel caso di reati minori o quando il colpevole non rappresentava una grave minaccia per la societ\u00e0. Nella maggior parte dei casi sono state adottate combinazioni di queste diverse misure. Tuttavia, ci sono stati anche governi che non hanno adottato nessuna di queste misure e non hanno affrontato in alcun modo il problema del sovraffollamento.<\/p>\n<p>Due casi in cui la popolazione detenuta \u00e8 diminuita drasticamente sono l\u2019<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/covid-e-pandemia-in-italia\/\">Italia<\/a> (di cui abbiamo gi\u00e0 parlato) e la <a href=\"https:\/\/oip.org\/communique\/surpopulation-carcerale-face-a-lurgence-le-reflexe-prison-a-la-peau-dure\/\">Francia<\/a>, dove la popolazione detenuta \u00e8 scesa da 72.575 detenuti del 15 marzo (dopo aver ricevuto una condanna da parte della CEDU nel gennaio 2020 proprio per il sovraffollamento e le condizioni di detenzione) a 58.695 detenuti il 1 luglio. Questo risultato \u00e8 stato ottenuto grazie a un utilizzo pi\u00f9 esteso della liberazione anticipata per i detenuti a fine pena e la riduzione dell&#8217;attivit\u00e0 giudiziaria. Tuttavia, come \u00e8 avvenuto in Italia, da allora la popolazione detenuta \u00e8 tornata a crescere fino ad arrivare a 62.673 unit\u00e0 il 1 gennaio 2021. Anche in Francia non \u00e8 stata colta l\u2019occasione presentata dalla pandemia per ridurre la popolazione detenuta in maniera duratura.[\/vc_column_text][vc_column_text]<div class=\"visualizer-actions\"><a href=\"#\" class=\"visualizer-action visualizer-action-csv\" data-visualizer-type=\"csv\" data-visualizer-chart-id=\"4366\" data-visualizer-container-id=\"visualizer-4366-2117838135\" data-visualizer-mime=\"application\/csv\" title=\"Download as a CSV\">CSV<\/a> &nbsp;<a href=\"#\" class=\"visualizer-action visualizer-action-xls\" data-visualizer-type=\"xls\" data-visualizer-chart-id=\"4366\" data-visualizer-container-id=\"visualizer-4366-2117838135\" data-visualizer-mime=\"application\/vnd.ms-excel\" title=\"Download as a spreadsheet\">Excel<\/a> &nbsp;<a href=\"#\" class=\"visualizer-action visualizer-action-image\" data-visualizer-type=\"image\" data-visualizer-chart-id=\"4366\" data-visualizer-container-id=\"visualizer-4366-2117838135\" data-visualizer-mime=\"\" title=\"Download as an image\">Download<\/a> &nbsp;<\/div><div id=\"visualizer-4366-2117838135\"class=\"visualizer-front  visualizer-front-4366\"><\/div><!-- Not showing structured data for chart 4366 because description is empty --><\/p>\n<p style=\"font-size: 10px;\">Dati dell&#8217;Observatoire International des Prisons section fran\u00e7aise<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Un caso in cui le misure deflattive sono state meno incisive \u00e8 quello di <a href=\"https:\/\/www.crimeandjustice.org.uk\/resources\/update-whats-been-happening-prison-population-during-covid-19\">Inghilterra e Galles<\/a>, dove la popolazione detenuta \u00e8 calata da 84.000 a inizio marzo a 79.000 a inizio dicembre. Questa decrescita sarebbe dovuta al calo degli ingressi negli istituti penitenziari pi\u00f9 che a misure volte al rilascio dei detenuti di cui hanno beneficiato solo 316 detenuti contro i 4.000 previsti. La combinazione fra riduzione del lavoro dei tribunali per via delle regolamentazioni legate alla lotta al Coronavirus, calo degli arresti e minori richieste di rinvio a giudizio da parte dei pubblici ministeri sono fra le cause della diminuzione degli ingressi nel sistema penitenziario inglese.[\/vc_column_text][vc_column_text]<div class=\"visualizer-actions\"><a href=\"#\" class=\"visualizer-action visualizer-action-csv\" data-visualizer-type=\"csv\" data-visualizer-chart-id=\"4368\" data-visualizer-container-id=\"visualizer-4368-1928746852\" data-visualizer-mime=\"application\/csv\" title=\"Download as a CSV\">CSV<\/a> &nbsp;<a href=\"#\" class=\"visualizer-action visualizer-action-xls\" data-visualizer-type=\"xls\" data-visualizer-chart-id=\"4368\" data-visualizer-container-id=\"visualizer-4368-1928746852\" data-visualizer-mime=\"application\/vnd.ms-excel\" title=\"Download as a spreadsheet\">Excel<\/a> &nbsp;<a href=\"#\" class=\"visualizer-action visualizer-action-image\" data-visualizer-type=\"image\" data-visualizer-chart-id=\"4368\" data-visualizer-container-id=\"visualizer-4368-1928746852\" data-visualizer-mime=\"\" title=\"Download as an image\">Download<\/a> &nbsp;<\/div><div id=\"visualizer-4368-1928746852\"class=\"visualizer-front  visualizer-front-4368\"><\/div><!-- Not showing structured data for chart 4368 because description is empty --><\/p>\n<p style=\"font-size: 10px;\">Nostra elaborazione su dati del UK Ministry of Justice https:\/\/www.gov.uk\/government\/statistics\/prison-population-figures-2020<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<b>I contagi negli istituti penitenziari <\/b><\/p>\n<p>Queste misure purtroppo non hanno fermato l\u2019ingresso dei contagi negli istituti penitenziari, con diversi gradi di gravit\u00e0 a seconda del paese. Secondo i <a href=\"https:\/\/wp.unil.ch\/space\/files\/2021\/02\/Prisons-and-the-COVID-19_2nd-Publication_201109.pdf\">dati SPACE<\/a> del Consiglio d&#8217;Europa, dall&#8217;inizio della pandemia al 15 settembre 2020, in tutta l\u2019area del Consiglio d\u2019Europa almeno 3.300 detenuti e 5.100 membri del personale penitenziario sono risultati positivi al Covid-19, ma si tratta certamente di numeri molto pi\u00f9 bassi di quelli reali, visto che non tutte le amministrazioni penitenziarie hanno risposto ai questionari degli autori dello studio. Se nuove statistiche fossero pubblicate oggi, questo numero sarebbe molto pi\u00f9 alto soprattutto a causa di un\u2019impennata dei casi di Coronavirus nelle carceri europee durante la seconda ondata.<\/p>\n<p>Nelle sole <a href=\"https:\/\/www.crimeandjustice.org.uk\/resources\/second-wave-prisons-more-deadly-first\">Inghilterra e Galles<\/a>, il numero di detenuti positivi dall&#8217;inizio della pandemia al 4 gennaio si aggira intorno ai 6.000. 2.407 di questi casi sono stati registrati solo tra il 1\u00b0 dicembre 2020 e il 4 gennaio 2021. Sono 57 i detenuti che si crede siano morti per cause legate al Coronavirus.<\/p>\n<p>In <a href=\"https:\/\/oip.org\/analyse\/covid-la-deuxieme-vague-vue-des-prisons\/\">Francia<\/a>, tra l&#8217;inizio dell&#8217;epidemia e il 15 ottobre, sono stati identificati 33 focolai negli istituti penitenziari, due settimane dopo erano 57 e 80 a met\u00e0 novembre. Il 13 novembre pi\u00f9 di 470 agenti penitenziari e 204 detenuti risultavano positivi al Covid-19.<\/p>\n<p>In <a href=\"https:\/\/www.hfhr.pl\/hfpc-zaniepokojona-zwiekszajaca-sie-liczba-przypadkow-koronawirusa-w-jednostkach-penitencjarnych\/\">Polonia<\/a> nel dicembre 2020, il numero di casi di Covid-19 fra i detenuti ha superato i 400. In confronto, a met\u00e0 ottobre 2020 erano stati segnalati solo 56 casi di coronavirus in tutte le strutture penitenziarie. Anche la situazione tra il personale penitenziario \u00e8 grave e presenta numeri elevati: si tratta di 207 casi di Covid-19 registrati fino a ottobre 2020 che sono aumentati esponenzialmente fino a raggiungere 3119 casi all&#8217;inizio di dicembre.<\/p>\n<p>I numeri dei contagi variano molto da paese a paese e anche fra penitenziari le situazioni posso essere completamente diverse e cambiare molto rapidamente. Tuttavia, anche la mancanza di dati \u00e8 una questione importante: molti Paesi non hanno pubblicato il numero di detenuti risultato positivo al Covid-19 e le notizie trapelano all\u2019esterno in modo informale. Questo mostra una mancanza di trasparenza delle istituzioni penitenziarie che deve essere superata al fine di affrontare meglio la crisi e prevenire la violazione dei diritti dei detenuti. Va ricordato anche che la mancanza di trasparenza e di informazioni colpisce soprattutto i familiari dei detenuti, che spesso si ritrovano nell\u2019incertezza sulle possibili condizioni di detenzione e salute dei propri cari.<\/p>\n<p>In questo senso \u00e8 interessante il caso della <a href=\"https:\/\/apador.org\/en\/submission-before-the-committee-of-ministers-on-the-new-action-plan-of-the-romanian-government-in-respect-to-the-cases-of-bragadireanu-v-romania-and-rezmives-and-others-v-romania\/\">Romania<\/a>, in cui APADOR, un\u2019associazione per la difesa dei diritti umani, denuncia la mancanza di trasparenza dell\u2019Amministrazione Penitenziaria nella divulgazione dei dati sui contagi. Secondo quest\u2019associazione, ci sarebbero delle discrepanze fra i numeri divulgati dall\u2019Amministrazione Penitenziaria tramite comunicati stampa, quelli pubblicati sul sito e quelli inviati all\u2019associazione stessa in seguito alla procedura di accesso agli atti (simile al nostro FOIA). Il totale dei detenuti deceduti per Covid-19 \u00e8 ancora sconosciuto.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<b>Gli Stati Uniti d\u2019America<\/b><\/p>\n<p>Un discorso a parte va fatto per gli <a href=\"https:\/\/www.antigone.it\/rivista-archivio\/Rivista_Anno_XV_N1\/15_United%20States%20of%20America.pdf\">Stati Uniti<\/a>, dove risiede solo il 4-5% della popolazione mondiale mentre i suoi 2,1 milioni di detenuti rappresentano un quarto della popolazione detenuta del mondo. Negli USA il <a href=\"https:\/\/www.prisonstudies.org\/highest-to-lowest\/prison_population_rate?field_region_taxonomy_tid=All\">numero di detenuti ogni 100.000 abitanti<\/a> \u00e8 di 655 mentre in Europa si aggira intoro a una media di 100. La detenzione penale negli Stati Uniti presenta alcune peculiarit\u00e0 interessanti e al contempo problematiche sotto diversi punti di vista. Intanto abbiamo la mass incarceration &#8211; l\u2019incarcerazione di massa, espressione con cui si indica il fenomeno dell\u2019aumento esponenziale della popolazione detenuta negli Stati Uniti dagli anni 70 a oggi dato dall\u2019aumento della risposta penale alle problematiche sociali del paese e che colpisce prevalentemente le cosiddette black and brown communities. In secondo luogo la frammentazione dei sistemi penali e penitenziari sia orizzontalmente che verticalmente rende impossibile una direzione centrale delle carceri statunitensi. Infatti a seconda del tipo di reato che si viene commesso entrer\u00e0 in gioco un sistema penale (e di conseguenza penitenziario) diverso. Ad esempio, chi compie un reato federale verr\u00e0 perseguito da una corte federale e detenuto in un carcere federale gestito dalla Federal Bureau of Prisons; chi viola la legge statale verr\u00e0 sanzionato dalle corti statali e ristretto nelle carceri statali o nelle prigioni delle contee (in queste ultime solo in caso di pene molto brevi o di una misura cautelare). In questo contesto diventa molto difficile non solo promuovere il cambiamento, ma anche meramente tenere il conto di quanti detenuti e membri dello staff penitenziario risultano positivi al Coronavirus. L\u2019American Civil Liberties Union (ACLU), organizzazioni della societ\u00e0 civile e associazioni di avvocati, vedendo quanto stava avvenendo negli altri Paesi e cercando di prevenire il disastro umanitario che si sarebbe svolto di l\u00ec a poco hanno inizialmente cercato di avvertire le autorit\u00e0 del rischio che il virus poneva alla popolazione detenuta richiedendo la scarcerazione dei detenuti pi\u00f9 vulnerabili, l\u2019utilizzo di misure alternative alla detenzione, la diminuzione del numero degli arresti e di richieste di rinvio a giudizio per i reati meno gravi e il rispetto delle norme igieniche di prevenzione di base. Successivamente hanno dato inizio a migliaia di azioni legali e creato campagne di sensibilizzazione rivolte agli attori principali dei sistemi penali e ai Governatori degli Stati. L\u2019ACLU insieme a Prison Policy ha <a href=\"https:\/\/www.prisonpolicy.org\/reports\/failing_grades.html\">valutato<\/a> le misure adottate dagli Stati basandosi su quattro fattori: la disponibilit\u00e0 di test e di dispositivi di protezione personale nelle carceri, la riduzione della popolazione detenuta, il rilascio di detenuti vulnerabili, la pubblicazione dei dati sui contagi negli istituti penitenziari statali. I risultati conseguiti dagli Stati rasentano la sufficienza (D) o sono del tutto insufficienti (F). Secondo il progetto UCLA Law Covid-19 Behind Bars Data Project dall\u2019inizio della pandemia al 1 febbraio erano 370.885 i contagi avvenuti negli istituti penitenziari, oltre 2.270 i detenuti deceduti e oltre 100.000 le scarcerazioni.<\/p>\n<p>Il peso della pandemia sulla popolazione detenuta in tutto il mondo \u00e8 enorme: nella maggior parte delle giurisdizioni, i detenuti stanno vivendo in un isolamento dal mondo esterno senza precedenti e la vita penitenziaria sembra essersi ridotta all\u2019osso quando non proprio fermata. Nonostante ci\u00f2 il numero di detenuti e membri del personale che sono risultati positivi al Covid-19 \u00e8 in alcuni Paesi estremamente alto rispetto alla popolazione generale. Per proteggere questa popolazione cos\u00ec vulnerabile e per riprendere la vita penitenziaria \u00e8 assolutamente necessario velocizzare le vaccinazioni dei detenuti.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]All\u2019inizio della pandemia, mano a mano che il Coronavirus, avanzava di paese in paese portato in giro da viaggiatori ignari, le autorit\u00e0 cercavano di adottare le misure ritenute necessarie per contenerlo. 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