{"id":4302,"date":"2021-03-02T17:21:47","date_gmt":"2021-03-02T16:21:47","guid":{"rendered":"http:\/\/antigone.filarete.it\/?p=4302"},"modified":"2021-05-04T22:09:04","modified_gmt":"2021-05-04T20:09:04","slug":"salute-mentale-in-carcere-o-della-solitudine","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/salute-mentale-in-carcere-o-della-solitudine\/","title":{"rendered":"Salute mentale in carcere o della solitudine"},"content":{"rendered":"<section class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Benedetta Centonze<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (7.4.18) simplesharebuttons.com --><div id=\"ssba-classic-2\" class=\"ssba ssbp-wrap left ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:left\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"email\" class=\"ssba_email_share\" href=\"mailto:?subject=Salute%20mentale%20in%20carcere%20o%20della%20solitudine&body=%20https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4302\"><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/email.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Email\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Email this to someone\" \/><div title=\"email\" class=\"ssbp-text\">email<\/div><\/a><a data-site=\"\" class=\"ssba_facebook_share\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4302\"  target=\"_blank\" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on Facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"\" class=\"ssba_twitter_share\" href=\"http:\/\/twitter.com\/share?url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4302&text=Salute%20mentale%20in%20carcere%20o%20della%20solitudine%20\"  target=&quot;_blank&quot; ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Tweet about this on Twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><\/div><\/div>     <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/28.-ANTIGONE_XVIIrapporto_SaluteMentale.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Salute mentale in carcere, o \u201cdella solitudine\u201d<\/span><\/h4><h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 sottotitolo\" style=\"\"><span><\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<p style=\"text-align: right; font-size: 10px;\"><em>\u201cIo, infatti, ero superiore a tutti loro, ero a mille miglia di distanza. Non erano che schiavi, mentre io ero uno spirito libero. Non ero io ad essere rinchiuso in gabbia, ma il mio corpo. E mentre la mia povera carne giaceva &#8211; senza provare sofferenza, del resto &#8211; nella piccola morte della camicia di forza, il mio dominio sul corpo era totale e potevo percorrere lo spazio infinito a mio piacimento.\u201d<\/em><br \/>\n<em>Il vagabondo delle stelle, Jack London<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Quella della salute mentale sicuramente costituisce una delle questioni di maggior rilevanza, anche in termini di complessit\u00e0, che interessano il mondo carcerario, in molti casi universo parallelo e sconosciuto.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>La storia di M.<\/strong><\/p>\n<p>Se la natura e le finalit\u00e0 dell&#8217;istituzione carceraria sono ancora al centro del dibattito pubblico, quello che accade lontano dai salotti e dalle opinioni &#8211; da pi\u00f9 parti sferzate con poca conoscenza dei fatti &#8211; sembra indicare che la direzione pi\u00f9 largamente intrapresa sia quella che considera il carcere in ottica punitiva. Per quanto esistano tentativi di aprire alla possibilit\u00e0 di rieducare e non solo di punire i detenuti, questi falliscono quasi sempre quando si tratta di proteggere persone con bisogni particolari e specifici, che sono i primi a subire il carcere in tutta la sua violenza. Come nel caso di M., un detenuto in espiazione presso un reparto di osservazione psichiatrica \u201cIl Sestante\u201d della Casa Circondariale di Torino. La vicenda ci viene narrata da un familiare che si rivolge al Difensore Civico di Antigone preoccupato della situazione particolarmente critica in cui versa il ragazzo.<br \/>\nVerso la fine di agosto, la famiglia di M. viene informata di un tentativo di suicidio del ragazzo. Alla debolezza si risponde con la forza, quindi sembrerebbe che M. venga trasferito in una cella liscia, denudato, senza materasso n\u00e9 coperta e con l\u2019acqua chiusa. La cella liscia \u00e8 una cella vuota, in cui i detenuti vengono lasciati senza niente che non siano le quattro mura lisce di una stanza. Quella delle celle lisce \u00e8 una prassi, seppur formalmente vietata dal regolamento penitenziario e da fonti sovranazionali, oramai consolidata in alcuni istituti di pena. In questi casi, il contenimento <em>ambientale<\/em> di soggetti con gravi problematiche psichiatriche sembra essere la risposta pi\u00f9 adeguata nel trattare tentativi di suicidio o atti di autolesionismo.<br \/>\nM., stando a quanto riferitoci, passa diversi giorni in questa cella, e quando chiudono l\u2019acqua ci hanno riferito addirittura che si sarebbe trovato nelle condizioni di bere dallo scarico del W.C.<br \/>\nLa situazione di M. peggiora, si agita, la cella liscia non aiuta di certo e la prassi che ci viene narrata \u00e8 quella di frequenti iniezioni intramuscolari per cercare di sedare il detenuto.<br \/>\nM. subisce un trattamento sanitario obbligatorio che da quanto raccontato non risponde a nessuna perizia psichiatrica. Viene denunciata infatti l\u2019assenza di test clinici adeguati che possano configurare una corrispondente terapia. M. trascorre nove mesi continuativi nella sezione dedicata a soggetti in acuzie del reparto di osservazione psichiatrica, in cui la permanenza massima prevista dalla legge \u00e8 invece di trenta giorni.<br \/>\nQuella di M. \u00e8 solo una delle tante storie che arrivano al nostro ufficio e che ci danno l\u2019idea di quanta strada ancora c\u2019\u00e8 da fare per garantire diritti e protezione a chi vive all\u2019interno delle carceri italiane. Infatti, come emerso dal nostro rapporto annuale, in 98 istituti visitati dall\u2019Osservatorio della nostra associazione nel 2019, una media del 27,6% dei detenuti risulta in terapia psichiatrica e il 41 % delle patologie sono disturbi psichici. Quella della salute mentale sicuramente costituisce una delle questioni di maggior rilevanza, anche in termini di complessit\u00e0, che interessano il mondo carcerario, in molti casi universo parallelo e sconosciuto.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Il carcere, infatti, nella sua essenza \u00e8 terreno fertile per l\u2019insorgere di patologie psicologiche e psichiatriche anche durante tutta la fase detentiva e nella fase prossima alla scarcerazione.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Uno sguardo sulla salute mentale in carcere<\/strong><\/p>\n<p>Nell\u2019analisi della salute mentale all\u2019interno degli istituti penitenziari, uno dei primi aspetti da valutare per comprendere la portata della questione \u00e8 legato all\u2019incidenza del suicidio e di atti autolesionistici compiuti da soggetti ristretti nelle carceri italiane.<br \/>\nSecondo i dati del Ministero della giustizia, nel 2019 si sono verificati in totale 53 suicidi, con 8,7 suicidi ogni 10.000 detenuti mediamente presenti, 8,376 atti autolesionistici e 939 tentativi di suicidio. Secondo i dati raccolti dal Dossier \u201cmorire di carcere\u201d di Ristretti Orizzonti, fino a dicembre 2020 si sono verificati 55 suicidi all\u2019interno delle carceri, numero destinato ad aumentare anche come conseguenza del crescente isolamento rispetto al mondo esterno dei soggetti ristretti a seguito della pandemia. Questi dati sono particolarmente preoccupanti soprattutto se paragonati alle stime riportate dall\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0, secondo cui nel 2016 in Italia nella popolazione libera si \u00e8 registrato un tasso di suicidi pari allo 0,82 ogni 10.000 abitanti. Ancora una volta il carcere \u00e8 il luogo in cui si registra una maggiore incidenza del fenomeno suicidario. In tal senso, il momento dell\u2019ingresso all\u2019interno del sistema carcerario rappresenta un evento traumatico: la rottura dei rapporti con il mondo esterno, le debolezze e le problematiche individuali, la precariet\u00e0 dei rapporti affettivi congiuntamente alla condizione propria della carcerazione sono tutti elementi che incidono sulla probabilit\u00e0 di commissione del suicidio e che rendono dunque i detenuti una delle categorie maggiormente a rischio.<br \/>\nTuttavia, il momento dell\u2019ingresso non costituisce l\u2019unico momento di criticit\u00e0: il carcere, infatti, nella sua essenza \u00e8 terreno fertile per l\u2019insorgere di patologie psicologiche e psichiatriche anche durante tutta la fase detentiva e nella fase prossima alla scarcerazione. Numerose sono le patologie che insorgono in queste due fasi e che sono state riscontrate da alcuni studiosi. Secondo Donald Clemmer, ad esempio, nel corso dell\u2019espiazione della pena il soggetto detenuto assimila un insieme di norme che governano ogni aspetto di vita dello stesso, portandolo cos\u00ec a determinare un annichilimento della personalit\u00e0 e dei valori che aveva prima dell\u2019ingresso in carcere. Viene denominata dagli addetti ai lavori \u201c<em>sindrome da prigionizzazione<\/em>\u201d e dimostra quanto l\u2019ambiente carcerario possa essere nocivo per i soggetti pi\u00f9 deboli che lo subiscono, sforniti di strumenti adeguati a reagire al contesto di privazione della libert\u00e0 personale.<br \/>\nAltri disturbi psichici particolarmente frequenti tra la popolazione detenuta sono il disturbo dell\u2019adattamento, i disturbi legati all\u2019uso di sostanze stupefacenti, il disturbo del controllo degli impulsi e i disturbi della personalit\u00e0.<br \/>\nUltimo momento definito critico per il soggetto \u00e8 rappresentato dalla fase prossima alla scarcerazione, durante il quale insorgono una serie di preoccupazioni e ansie legate al reinserimento all\u2019interno della societ\u00e0 libera, che per molti pu\u00f2 rappresentare un momento di forte difficolt\u00e0.<br \/>\nIl tema legato alla tutela della salute mentale in carcere sicuramente rappresenta uno dei nodi pi\u00f9 difficili da sciogliere, per la necessit\u00e0 da una parte di garantire cure adeguate che rendano il contesto detentivo quanto meno possibile peggiorativo del disagio psichico, dall\u2019altra per la necessit\u00e0 di assicurare la sicurezza della societ\u00e0 libera e all\u2019interno degli istituti stessi.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Lo scopo formale \u00e8 quello di garantire a questi soggetti un\u2019attivit\u00e0 di tipo terapeutico e riabilitativo in maniera continuativa e individualizzata.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Le articolazioni per la salute mentale<\/strong><\/p>\n<p>Il vigente ordinamento penitenziario, nello specifico il regolamento di esecuzione D.P.R 230\/2000 agli artt.111 e 112, prevede la possibilit\u00e0 di assegnare detenuti affetti da patologie psichiatriche in sezioni speciali, oggi denominate \u201carticolazioni per la salute mentale\u201d, volte a garantire servizi di assistenza rafforzata per rendere il regime carcerario compatibile con i disturbi psichiatrici. Tali reparti sono destinati a condannati o internati che sviluppino una patologia psichiatrica durante la detenzione o a condannati affetti da vizio parziale di mente, e si prevede che la permanenza nelle suddette sezioni non debba essere superiore a trenta giorni. Lo scopo formale \u00e8 quello di garantire a questi soggetti un\u2019attivit\u00e0 di tipo terapeutico e riabilitativo in maniera continuativa e individualizzata. Tuttavia, le criticit\u00e0 che si riscontrano all\u2019interno di queste sezioni, in molti casi del tutto sprovviste di adeguati percorsi trattamentali e risocializzanti, finiscono per rendere nulle le intenzioni di cura che il legislatore si era posto come fine ultimo, diventando terreno fertile per il peggioramento delle patologie dei soggetti che ne vengono ristretti. Molto spesso infatti, l\u2019approccio terapeutico nelle sezioni di osservazione si limita al contenimento del detenuto, spesso in acuzie, e alla somministrazione della terapia farmacologica, dando priorit\u00e0 alle ragioni di ordine e sicurezza, come dimostrato dalla presenza in alcuni di questi reparti delle cosiddette celle lisce.<br \/>\nPer comprendere pi\u00f9 a fondo la questione relativa alle articolazioni per la salute mentale, prendiamo in esame proprio la Casa circondariale \u201cLorusso e Cutugno\u201d di Torino, nello specifico il reparto \u201cSestante\u201d. Lo stesso rappresenta il centro di riferimento regionale per la cura delle pi\u00f9 gravi malattie mentali manifestate dai detenuti, ed \u00e8 anche uno dei centri di riferimento dell&#8217;Amministrazione penitenziaria a livello nazionale.<br \/>\nIl reparto \u00e8 suddiviso a sua volta in due sezioni: la Sezione VII, reparto osservazione, in cui vengono ristretti i soggetti in acuzie, sottoposti a videosorveglianza in maniera continuativa, e la Sezione VIII, reparto trattamento, per soggetti che vengono valutati idonei a intraprendere un percorso terapeutico. Come riportato dal rapporto del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute e private della libert\u00e0 personale, a seguito di una visita effettuata nel 2018, le criticit\u00e0 pi\u00f9 evidenti vengono riscontrate soprattutto nella sezione VII: nonostante nasca come luogo in cui debbano essere ristretti soggetti nella fase pi\u00f9 acuta della malattia, dunque soggetti che avrebbero maggiore bisogno di cure, viene segnalata la totale mancanza di qualsiasi progetto terapeutico e l\u2019esclusione di attivit\u00e0 che consentano qualsiasi forma di socialit\u00e0. I detenuti si trovano ristretti in celle singole per la quasi totalit\u00e0 della giornata. In questi casi, la tutela della salute mentale sembra in continuo conflitto tra modalit\u00e0 di isolamento e controllo e cura del disagio. A riprova di ci\u00f2, l\u2019elemento di maggiore criticit\u00e0 che viene riscontrato \u00e8 rappresentato dalla presenza di una cella liscia, la stanza 150, che manca di qualsiasi elemento di arredo, televisore compreso, con servizio igienico alla turca a vista e senza lavabo. Un altro dato allarmante che viene riportato dal Garante \u00e8 rappresentato dal registro degli accessi in cella liscia: nonostante infatti formalmente venga dichiarato che la permanenza nella stessa dura generalmente qualche ora, in realt\u00e0 vengono registrati in alcuni casi la permanenza di soggetti per periodi superiori a venti giorni.<br \/>\nLe condizioni strutturali generali del reparto, inoltre, risultano anch\u2019esse particolarmente scadenti: tutte le camere presentato necessit\u00e0 di interventi di ristrutturazione; viene denunciata sporcizia diffusa, tracce di muffa, materassi scaduti e servizi igienici a vista in tutte le celle. Le condizioni delle strutture sono state anche filmate dalle telecamere dell\u2019Osservatorio di Antigone nel 2019, nel video disponibile al seguente link: <a href=\"https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kWZNf20uY-c\">https:\/\/www.youtube.com\/watch?v=kWZNf20uY-c<\/a><br \/>\nL\u2019unico elemento di positivit\u00e0 \u00e8 rappresentato dall\u2019assistenza psicologica e psichiatrica che viene garantita quotidianamente dalle 8:00 alle 20:00.<br \/>\nLa sezione VIII, o reparto trattamento, presenta senza dubbio delle condizioni complessivamente migliori. Le camere sono in buone condizioni per quanto riguarda l\u2019arredamento e la manutenzione e i bagni sono separati. Inoltre, all\u2019interno della sezione vi \u00e8 una sala biblioteca, una stanza per l\u2019attivit\u00e0 trattamentale e un ambulatorio per percorsi congiunti con psicologi, psichiatri ed educatori.<br \/>\nPartendo dalle storie che giungono all\u2019ufficio del Difensore Civico e passando per l\u2019analisi delle modalit\u00e0 con cui viene trattata la salute mentale in carcere, e poi avendo la possibilit\u00e0 di osservare da vicino lo stato in cui versano i reparti di osservazione psichiatrica, risultano evidenti le lacune che l\u2019istituzione penitenziaria soffre rispetto al tema della salute mentale. Infatti, nell\u2019amministrazione dei detenuti e della loro permanenza nelle sezioni, che siano esse ordinarie oppure specificamente psichiatriche, quello che si predilige sono le necessit\u00e0 di ordine e sicurezza, mediante l\u2019utilizzo di metodi per lo pi\u00f9 punitivi, quali sono le celle lisce. Questa tendenza riguarda anche i detenuti psichiatrici, senza che invece venga data priorit\u00e0 allo sviluppo di un sistema detentivo quanto pi\u00f9 possibile accorto alle necessit\u00e0 specifiche di tali soggetti, e che punti a una loro riabilitazione e a un trattamento di cura delle problematiche di salute mentale.<br \/>\nDall\u2019analisi svolta emerge dunque che il carcere per la sua stessa natura, nonostante i tentativi affannosi del legislatore, non possa e non debba essere considerato come un luogo adatto alla cura dei malati psichiatrici.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Breve bibliografia:<\/strong><br \/>\nGiulia Camera (2017), <em>Liberi, detenuti in carcere e ristretti in strutture dedicate: diverse prospettive del diritto alla salute in La tutela della salute nei luoghi di detenzione<\/em> a cura di Antonella Massaro pp.117-124.<br \/>\nMaddalena Di Lillo (2019), <em>Il problema della salute mentale in carcere, https:\/\/antigoneonlus.medium.com\/il-problema-della-salute-mentale-in-carcere-4ae94fe83391<\/em><br \/>\nDomenica Lagan\u00e0 (2019), <em>Psicologia del suicidio in carcere, una valutazione comparativa tra nuovi giunti e detenuti con \u201cfine pena mai\u201d<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text] \u201cIo, infatti, ero superiore a tutti loro, ero a mille miglia di distanza. 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