{"id":4306,"date":"2021-03-02T17:22:38","date_gmt":"2021-03-02T16:22:38","guid":{"rendered":"http:\/\/antigone.filarete.it\/?p=4306"},"modified":"2021-05-04T22:10:11","modified_gmt":"2021-05-04T20:10:11","slug":"una-morte-evitabile-il-processo-le-motivazioni-il-ruolo-dei-medici-penitenziari-nella-sentenza-sulla-morte-di-alfredo-liotta","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/una-morte-evitabile-il-processo-le-motivazioni-il-ruolo-dei-medici-penitenziari-nella-sentenza-sulla-morte-di-alfredo-liotta\/","title":{"rendered":"Una morte evitabile. Il processo, le motivazioni, il ruolo dei medici penitenziari nella sentenza sulla morte di Alfredo Liotta"},"content":{"rendered":"<section class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Simona Filippi<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (7.4.18) simplesharebuttons.com --><div id=\"ssba-classic-2\" class=\"ssba ssbp-wrap left ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:left\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"email\" class=\"ssba_email_share\" href=\"mailto:?subject=Una%20morte%20evitabile.%20Il%20processo,%20le%20motivazioni,%20il%20ruolo%20dei%20medici%20penitenziari%20nella%20sentenza%20sulla%20morte%20di%20Alfredo%20Liotta&body=%20https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4306\"><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/email.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Email\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Email this to someone\" \/><div title=\"email\" class=\"ssbp-text\">email<\/div><\/a><a data-site=\"\" class=\"ssba_facebook_share\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4306\"  target=\"_blank\" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on Facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"\" class=\"ssba_twitter_share\" href=\"http:\/\/twitter.com\/share?url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4306&text=Una%20morte%20evitabile.%20Il%20processo%2C%20le%20motivazioni%2C%20il%20ruolo%20dei%20medici%20penitenziari%20nella%20sentenza%20sulla%20morte%20di%20Alfredo%20Liotta%20\"  target=&quot;_blank&quot; ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Tweet about this on Twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><\/div><\/div>     <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/30.-ANTIGONE_XVIIrapporto_MorteEvitabile.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Una morte evitabile. Il processo, le motivazioni, il ruolo dei medici penitenziari nella sentenza sulla morte di Alfredo Liotta.<\/span><\/h4><h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 sottotitolo\" style=\"\"><span><\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][vc_column_text]Il Giudice, nelle motivazioni della sentenza, ribadisce la legittimazione alla costituzione di parte civile di Antigone anche evidenziando il \u201cconcreto operato\u201d nei confronti dei prossimi congiunti.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Il 31 dicembre 2020, il Giudice del Tribunale di Siracusa, Dott.ssa Federica Piccione, ha depositato le motivazioni della sentenza che ricostruiscono la responsabilit\u00e0 penale di cinque medici penitenziari per il decesso di Alfredo Liotta.<\/p>\n<p>\u00c8 doveroso ribadire che trattasi di sentenza di primo grado e che pertanto la responsabilit\u00e0 penale dei condannati non pu\u00f2 dirsi definitiva &#8211; anche se i fatti di reato sono prossimi alla prescrizione, e pertanto soltanto una rinuncia a questo meccanismo potrebbe portare alla definizione di un secondo grado di giudizio.<br \/>\n\u00c8 altrettanto doveroso evidenziare che il processo si \u00e8 celebrato per nove imputati, tutti medici penitenziari ad eccezione del perito medico nominato dalla Corte di Appello di Catania, e che quattro di loro sono stati assolti \u201c<em>per non aver commesso il fatto<\/em>\u201d.<br \/>\nTengo particolarmente a dedicare lo scritto del rapporto annuale di Antigone a questo processo per pi\u00f9 motivi: per i familiari di Alfredo, prima fra tutti la moglie Patrizia, e per il grande impegno tenuto dall\u2019associazione in tutti questi anni fin dal mese di giugno 2013, quando \u00e8 stato depositato l\u2019esposto, concretizzatosi in molti aspetti, dal prezioso lavoro delle volontarie, il medico Susanna Zecca e la psicologa Lucia Giordano, sino alla costituzione di parte civile nel processo. Il Giudice, nelle motivazioni della sentenza, ribadisce la legittimazione alla costituzione di parte civile di Antigone anche evidenziando il \u201cconcreto operato\u201d nei confronti dei prossimi congiunti i quali avevano deciso di presentare denuncia \u201c<em>proprio grazie all&#8217;intermediazione dell&#8217;Associazione che li aveva sostenuti durante la fase procedimentale delle indagini<\/em>.\u201d[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La morte di Alfredo \u00e8 stata determinata dallo stato di \u201ccacchesia\u201d ossia dal progressivo deterioramento di <em>tutti gli organi, anche di quello cardiaco<\/em>.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>La ragione clinica della morte di Alfredo Liotta<\/strong><\/p>\n<p>Il 26 luglio del 2012 alle 21.40 circa, il detenuto M.D.P., che svolgeva la mansione di piantone per Alfredo, si accorge che lo stesso aveva lo sguardo fisso nel vuoto, per questo avvisa il medico di turno il quale, alle ore 21.50, ne accerta il decesso.<br \/>\nLa morte di Alfredo \u00e8 stata determinata dallo stato di \u201c<em>cacchesia<\/em>\u201d ossia dal progressivo deterioramento di <em>tutti gli organi, anche di quello cardiaco,<\/em> \u201c<em>derivante dal fatto che il tessuto muscolare era stato sostituito da tessuto fibroso a causa della scarsa nutrizione.<\/em>\u201d<br \/>\nQuesto elemento \u00e8 stato accertato in maniera certa nel corso del dibattimento in quanto tutti i consulenti, sia dell&#8217;accusa che della difesa, hanno convenuto sul fatto che il progressivo decadimento delle condizioni fisiche del paziente, determinato dalla mancata nutrizione, sia stata la causa principale della morte di Alfredo.<br \/>\nAlfredo \u00e8 morto perch\u00e9 nelle ultime settimane di vita non \u00e8 pi\u00f9 riuscito a nutrirsi prima del cibo e infine, durante gli ultimi giorni, anche dei liquidi.<br \/>\nIl piantone, sentito quale testimone nel processo, ha ricordato che Alfredo non si alzava neanche per andare a lavarsi e che era lui a pulirlo \u201c<em>con l\u2019acqua, con la spugna<\/em>\u201d, ha ricordato che Alfredo \u201c<em>abbaiava<\/em>\u201d sempre per il dolore. (Testimonianza resa da M.D.P. in data 02.07.2019)<br \/>\nAnche la moglie ha ricordato le condizioni in cui ha trovato il marito in uno degli ultimi colloqui: \u201c<em>l&#8217;ho visto con la sedia a rotelle [\u2026] era pelle e ossa perch\u00e9 lui di fisico, me lo ricordo, era un settanta chili&#8230; [\u2026] Quindi bello e robusto era. Quindi, nel momento in cui me lo vedo venire e portare con la sedia a rotelle, poi con mio figlio abbiamo guardato nei pantaloni, che abbiamo ristretto i pantaloni, ho visto che le gambe ce le aveva quanto il mio braccio, dico era nascosto dal pantalone largo e poi aveva questo viso pallido, bianco, gli occhi gialli, le orecchie cadenti bianchissime, faceva un brutto odore.\u201d <\/em>(Testimonianza resa da Patrizia Savoca in data 25.06.2019)<br \/>\nLa moglie ha incontrato l&#8217;ultima volta Alfredo il 18 luglio 2012, otto giorni prima della morte.<br \/>\nIl diario clinico attesta il quotidiano inesorabile decadimento, fisico e psichico, del detenuto, con riferimenti frequenti ad un suo presunto atteggiamento di strumentalizzazione:<br \/>\n2 luglio 2012: \u201c<em>viene portato in barella perch\u00e9 riferisce malessere generale e di non riuscire a mantenere posizione eretta<\/em>\u201d; sempre il 2 luglio 2012: \u201c<em>Si visita a letto perch\u00e9 a suo dire non riesce ad alzarsi<\/em>\u201d;<br \/>\n4 luglio 2012: \u201c<em>Si visita il detenuto in cella, su richiesta dell&#8217;infermiera, poich\u00e9 apparentemente non in grado di recarsi in infermeria. Il detenuto si presenta sdraiato a letto, poco curato nell&#8217;aspetto e nella persona, maleodorante, riferisce di non alimentarsi in modo appropriato<\/em>\u201d;<br \/>\n9 luglio 2012: \u201c<em>Soggetto che non si alimenta da diversi giorni<\/em>\u201d; sempre il 9 luglio 2012: \u201c<em>Riferisce di non riuscire ad alimentarsi, ma beve l&#8217;acqua, e di non mantenere la stazione eretta<\/em>\u201d; sempre il 9 luglio 2012: \u201c<em>Soggetto che non si alimenta da diversi giorni e non riesce a mantenere la stazione eretta<\/em>\u201d;<br \/>\n13 luglio 2012: \u201c<em>Scarsamente collaborante e poco disponibile al colloquio. Eloquio stentato, tono flebile e a tratti contenuto sconnesso. Riferisce di non alimentarsi non avendo sensazione di fame [\u2026] riferisce di non sapere perch\u00e9 non si alimenta<\/em>\u201d;<br \/>\n18 luglio 2012: \u201c<em>Non collaborante. Il piantone riferisce che non si alimenta<\/em>\u201d;<br \/>\n19 luglio 2012: \u201c<em>Rifiuta di praticare soluzione fisiologica<\/em>\u201d;<br \/>\n20 luglio 2012: \u201c<em>Rifiuta controllo e di praticare flebo<\/em>\u201d;<br \/>\n21 luglio 2012: \u201c<em>Si visita in cella il detenuto che presenta alvo diarroico da ieri dopo aver praticato peretta evacuativa per stipsi ostinata. [\u2026] Il detenuto riferisce astenia marcata e parla con voce flebile. Non si alimenta e non riesce a mantenere la stazione eretta. Lo si invita a praticare flebo ma non appare disponibile<\/em>\u201d;<br \/>\n23 luglio 2012: \u201c<em>Lamenta bruciore anale. Alla visita l&#8217;ano \u00e8 sporco di feci<\/em>\u201d;<br \/>\n25 luglio 2012: \u201c<em>Si visita in cella il detenuto che presenta abbondante rettorragia per la presenza di noduli emorroidari ma non accetta di sottoporsi a terapia medica. Il detenuto non si alimenta non assume liquidi a sufficienza e rifiuta qualsiasi terapia. [\u2026] Condizioni cliniche scadenti ad evoluzione progressiva<\/em>\u201d;<br \/>\n26 luglio 2012: \u201c<em>Il sottoscritto [\u2026] viene notiziato che il il detenuto Liotta Alfredo non rispondeva agli stimoli del piantone, con cui aveva parlato fino a pochi minuti fa. Recatomi urgentemente in sezione, trovo il detenuto in sezione, supino sul letto, senza segni vitali. All&#8221;ispezione non si notano segni efferenti di violenza. Decesso per presunte cause naturali.<\/em>\u201d<br \/>\n<em><br \/>\n<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Il dibattimento ha permesso di ricostruire che Alfredo non voleva morire, anzi, poco prima di perdere del tutto la lucidit\u00e0 aveva anche accettato di farsi inserire una flebo di soluzione fisiologica.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Sciopero della fame o anoressia?<\/strong><\/p>\n<p>Il dibattimento ha permesso di ricostruire in maniera chiara e dettagliata che Alfredo non aveva smesso di nutrirsi per uno sciopero della fame ma a causa della sindrome anoressica di cui era portatore oramai da diverso tempo, e che ha determinato la mancata nutrizione, l&#8217;ipotonia e l&#8217;ipotrofia muscolare sino a causarne l&#8217;incapacit\u00e0 di intendere e di volere nella manifestazione del rifiuto della terapia sia orale che parenterale.<br \/>\nIl medico legale che aveva effettuato l&#8217;autopsia sul cadavere e al quale era stato chiesto di ricostruire le cause della morte per individuare eventuali responsabilit\u00e0, aveva invece stabilito che, a partire dal 19 luglio 2012, Alfredo aveva iniziato uno sciopero della fame \u201c<em>con rifiuto dell&#8217;assunzione di liquidi, sia per via orale che per fleboclisi, che di qualunque altra terapia<\/em>\u201d e che tale astensione aveva provocato un collasso cardiocircolatorio acuto. Per questo, concludeva il medico, non si poteva configurare alcuna responsabilit\u00e0 in capo al personale medico.<br \/>\nEra il 31 dicembre 2012.<br \/>\nFinalmente, il dibattimento ha permesso di ricostruire che, a partire dalla met\u00e0 del mese di luglio 2012, Alfredo non era pi\u00f9 consapevole e lucido rispetto all&#8217;esigenza di alimentarsi come fonte di sopravvivenza e che questo meccanismo non si \u00e8 instaurato per una scelta consapevole di protesta tramite lo strumento dello sciopero della fame ma si \u00e8 instaurato quale conseguenza della patologia anoressica e del significativo abbattimento della pressione arteriosa.<br \/>\nIl 18 luglio, Alfredo aveva una pressione pari a 100\/60 e il 21 luglio i valori scendevano a 85\/65. Aveva in atto una rettoragia.<br \/>\nI valori pressori cos\u00ec alterati unitamente alla mancata alimentazione e idratazione hanno reso Alfredo incapace di determinarsi in maniera consapevole. Il dibattimento ha permesso di ricostruire che Alfredo non voleva morire, anzi, poco prima di perdere del tutto la lucidit\u00e0 aveva anche accettato di farsi inserire una flebo di soluzione fisiologica.<br \/>\nAlfredo non ha mai detto: \u201c<em>Lasciatemi morire, voglio morire<\/em>\u201d; Alfredo diceva una cosa molto differente: di \u201c<em>non alimentarsi in modo appropriato<\/em>\u201d (8 luglio 2012), di \u201c<em>non riuscire ad alimentarsi<\/em>\u201d (9 luglio 2012), di \u201c<em>non alimentarsi non avendo sensazione di fame<\/em>\u201d (13 luglio 2012), di \u201c<em>non sapere perch\u00e9 non si alimenta<\/em>\u201d (16 luglio 2012).<br \/>\nAnche la moglie ha ricordato che il marito a colloquio le diceva che \u201c<em>non riusciva a mangiare<\/em>\u201d e che in carcere <em>non lo curavano:<\/em> \u201c<em>no, qua non c&#8217;\u00e8 assolutamente niente, aiutami tu, fai qualcosa fuori tu<\/em>\u201d, \u201c<em>mi chiedevano quanti figlio ho, come mi chiamo, dico io sto male, perch\u00e9 mi chiedono queste cose e non provvedono che io sto male<\/em>\u201d.<br \/>\nLa moglie ha ricordato che chiedeva ad Alfredo se mangiava o se lo stavano curando e lui \u201c<em>mi ha detto di no, dice fai qualcosa tu fuori. Quindi, dico, dammi il tempo, resisti, l&#8217;abbiamo supplicato con i miei figli, lui piangeva, piangeva perch\u00e9 diceva che io non ho pi\u00f9 forze, non ce la faccio pi\u00f9 e poi ci sono stati attimi dove era lucido e poi non era lucido, perch\u00e9 stava tutto il tempo a lamentarsi e piangeva dei dolori che aveva addosso.\u201d<br \/>\n<\/em>Durante l&#8217;ultimo colloquio, Patrizia ha provato anche a fargli bere un po&#8217; di latte di mandorla: \u201c<em>mi sono fatta dare un po&#8217; di latte di mandorla da un detenuto e con mio figlio dico: vieni apri la bocca, ti imbocco io, dico, ti aiuto io. Lui aveva paura, dico, non ce la faccio, non ce la faccio. Dico ingoia un pochino, ingoia, perch\u00e9 se tu non bevi lo sai come vai a finire. Dice: ma non sono io, mi diceva, non sono io che non voglio, non posso, mi diceva<\/em>.\u201d<br \/>\nDunque, a pochi giorni dalla morte, il 16 luglio, in uno stato di depauperamento oramai protratto da troppo tempo, Alfredo riferisce al medico che lo visita di non sapere la ragione per cui non si nutriva.<br \/>\nProprio a partire da questo momento, i medici avrebbero dovuto prendere atto che il paziente non era pi\u00f9 consapevole delle sue azioni e avrebbero dovuto attivarsi per garantire il mantenimento delle funzioni vitali.<br \/>\nIn questo momento infatti risulta dal diario clinico che Alfredo era entrato in una condizione psichica che gli impediva di auto-determinarsi consapevolmente in ordine al rifiuto delle cure.<br \/>\nAlfredo non si \u00e8 astenuto dall&#8217;assunzione del cibo e poi anche dei liquidi in maniera cosciente e lucida ma in quanto affetto da una forma importante di anoressia, e l\u2019astensione del cibo ha provocato l&#8217;insorgenza di uno stato di incoscienza assimilabile allo stato di infermit\u00e0 mentale, pertanto doveva prevalere l&#8217;istanza solidaristica di protezione della vita.<br \/>\nViceversa, ovviamente quando il detenuto decide volontariamente di protrarre il digiuno, accettando anche il rischio di morire, il sopravvenuto stato di incoscienza non pu\u00f2 giustificare l&#8217;intervento medico in quanto opera il limite fondamentale della libert\u00e0 terapeutica del soggetto che implica anche la libert\u00e0 di lasciarsi morire.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]I medici non hanno eseguito neanche un esame obiettivo n\u00e9 fatto diagnosi.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Le omissioni dei medici<\/strong><\/p>\n<p>La data del 16 luglio 2012 \u00e8 stata dunque individuata dal Giudice come momento a partire dal quale i medici, a fronte della incapacit\u00e0 di autodeterminarsi del paziente, si sarebbero dovuti attivare per evitare che il progressivo deterioramento fisico gi\u00e0 in atto degenerasse in maniera irreversibile.<br \/>\nLe diverse attivit\u00e0, anche le pi\u00f9 elementari, che i medici non hanno invece posto in essere ma che avrebbero dovuto fare vengono ben evidenziate nella sentenza: i sanitari non hanno sottoposto Alfredo a esami di laboratorio per verificare il funzionamento degli organi vitali e per accertare quale fosse l&#8217;equilibrio idroelettrolitico dell&#8217;organismo, non hanno accertato quale era la funzionalit\u00e0 degli organi vitali, in quale stato essi si trovavano e le cause della progressiva ipotensione al fine di attivare le terapie cos\u00ec come non hanno accertato le cause psicologiche e psichiatriche del rifiuto del cibo.<br \/>\nI medici non hanno eseguito neanche un esame obiettivo n\u00e9 fatto diagnosi. I cinque medici si sono limitati a visitare Alfredo nella sua cella e a segnare giorno per giorno il degrado delle sue condizioni nonostante non soltanto il decadimento fisico fosse evidente e nonostante, elemento altrettanto rilevante, nel diario clinico vi fossero comunque importanti elementi clinici che avrebbero dovuto ulteriormente allarmarli: il 2 luglio 2012, viene chiesta visita psichiatrica in quanto il paziente \u201c<em>non si alimenta correttamente<\/em>\u201d; 9 luglio 2012, viene chiesto il trasferimento presso un CDT e lo psichiatra che lo visita evidenzia \u201c<em>tono dell&#8217;umore deflesso<\/em>\u201d e giunge alla conclusione clinica di \u201c<em>sindrome anoressica<\/em>\u201d; 10 luglio 2012: viene nuovamente ribadita la necessit\u00e0 di un trasferimento presso un CDT dell&#8217;amministrazione; 13 luglio 2012, un medico che lo visita parla espressamente di \u201c<em>stato sub confusionale<\/em>\u201d.<br \/>\nA partire proprio dal 13 luglio, nessun medico dei cinque che lo visiteranno si attiva per mantenere stabile il quadro clinico anche in presenza dei presupposti per un intervento coattivo, anche se Alfredo oramai non si alimentava da giorni e aveva interrotto anche l&#8217;assunzione di liquidi: \u201c<em>ci\u00f2 che si rimprovera ai sanitari, a partire dal 13.7.2012, \u00e8 l&#8217;abbandono del Liotta sia sotto il profilo diagnostico [\u2026] sia sotto quello terapeutico, atteso che tutti i sanitari succedutisi sino al decesso non avevano fatto altro che registrare acriticamente lo stato di fatto, senza rispondere adeguatamente ai campanelli di allarme di un aggravamento della situazione in corso.<\/em>\u201d<br \/>\nIl dibattimento ha permesso di accertare che il tempestivo intervento dei sanitari avrebbe posto un argine alla degenerazione progressiva e avrebbe certamente ritardato l&#8217;evento morte consentendo il riequilibrio dei valori mediante l&#8217;assunzione di liquidi e nutrienti.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][vc_column_text]La vicenda di Alfredo Liotta, nel suo atroce epilogo, attesta con forza la necessit\u00e0 di continuare a porre sempre lo sguardo alle modalit\u00e0 con cui le persone detenute vengono curate.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Considerazioni finali<\/strong><\/p>\n<p>Vale sicuramente la pena concludere questa ricostruzione tornando alla parte iniziale della sentenza, ove il Giudice inizia la ricostruzione delle responsabilit\u00e0 degli imputati dall&#8217;analisi della posizione di garanzia ricoperta dai medici penitenziari (\u201c<em>1. Posizione di garanzia dei medici della struttura carceraria<\/em>\u201d) richiamando gli articoli 11 della Legge penitenziaria e 18 del Regolamento di esecuzione.<br \/>\nI fatti accertati in questa lunga vicenda giudiziaria dimostrano infatti la necessit\u00e0 di continuare a ribadire con forza la piena titolarit\u00e0 del diritto alla salute della persona privata della libert\u00e0.<br \/>\nConosciamo bene il senso e le ragioni politiche e sociali della riforma con cui nel 2008 sono state finalmente attribuite la cura della persona detenuta al Servizio sanitario nazionale ma la vicenda di Alfredo Liotta, nel suo atroce epilogo, attesta con forza la necessit\u00e0 di continuare a porre sempre lo sguardo alle modalit\u00e0 con cui le persone detenute vengono curate.<\/p>\n<p>Queste le parole utilizzate dal consulente medico della Procura nel corso del dibattimento: \u201c<em>chiunque dei medici presta la propria prestazione sanitaria consapevole che riveste la figura di garanzia nei confronti del malato, qui nel carcere \u00e8 ancora esasperata questa figura perch\u00e9 il detenuto non pu\u00f2 liberamente fare qualsiasi cosa che vuole, cio\u00e8 \u00e8 limitato a quello che sono le possibilit\u00e0 offerte che si d\u00e0. Quindi ognuno prescrive la responsabilit\u00e0 eventualmente di non fare delle scelte conseguenti alle valutazioni cliniche che fa<\/em>\u201d.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/section>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][vc_column_text]Il Giudice, nelle motivazioni della sentenza, ribadisce la legittimazione alla costituzione di parte civile di Antigone anche evidenziando il \u201cconcreto operato\u201d nei confronti dei prossimi congiunti.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Il 31 dicembre 2020, il Giudice del Tribunale di Siracusa, Dott.ssa Federica Piccione, ha depositato le motivazioni della sentenza che ricostruiscono la responsabilit\u00e0 [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4245,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0},"categories":[9],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4306"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4306"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4306\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5445,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4306\/revisions\/5445"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4245"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4306"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4306"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4306"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}