{"id":4340,"date":"2021-03-02T17:30:39","date_gmt":"2021-03-02T16:30:39","guid":{"rendered":"http:\/\/antigone.filarete.it\/dalla-parte-dei-lavoratori-il-lavoro-e-la-formazione-in-carcere-2\/"},"modified":"2021-05-04T22:21:49","modified_gmt":"2021-05-04T20:21:49","slug":"fuori-uscire-dal-carcere-in-tempi-di-pandemia","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/fuori-uscire-dal-carcere-in-tempi-di-pandemia\/","title":{"rendered":"Fuori. Uscire dal carcere in tempi di pandemia."},"content":{"rendered":"<section class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Jessica Lorenzon<\/span><\/h4>[vc_column_text][\/vc_column_text][vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (7.4.18) simplesharebuttons.com --><div id=\"ssba-classic-2\" class=\"ssba ssbp-wrap left ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:left\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"email\" class=\"ssba_email_share\" href=\"mailto:?subject=Fuori.%20Uscire%20dal%20carcere%20in%20tempi%20di%20pandemia.&body=%20https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4340\"><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/email.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Email\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Email this to someone\" \/><div title=\"email\" class=\"ssbp-text\">email<\/div><\/a><a data-site=\"\" class=\"ssba_facebook_share\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4340\"  target=\"_blank\" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on Facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"\" class=\"ssba_twitter_share\" href=\"http:\/\/twitter.com\/share?url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4340&text=Fuori.%20Uscire%20dal%20carcere%20in%20tempi%20di%20pandemia.%20\"  target=&quot;_blank&quot; ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Tweet about this on Twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><\/div><\/div>     <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/42.-ANTIGONE_XVIIrapporto_Fuori.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Fuori. Uscire dal carcere in tempo di pandemia<\/span><\/h4><h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 sottotitolo\" style=\"\"><span><\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<span style=\"font-weight: 400;\">Un articolo uscito sul <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">The Times<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> nel luglio del 2007, dal titolo <\/span><a href=\"https:\/\/www.thetimes.co.uk\/article\/early-release-prisoners-return-to-criminal-ways-m27fcwnj300\"><span style=\"font-weight: 400;\">\u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">I prigionieri rilasciati in anticipo ritornano alle loro carriere criminali<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, contribuiva a seminare il panico nella cittadinanza a seguito della scarcerazione di un gran numero di detenuti 18 giorni prima del loro fine pena ufficiale. Una misura deflattiva messa in atto dal governo britannico per gestire il sovraffollamento. Che impatto possono avere un paio di settimane di libert\u00e0 in pi\u00f9 per delle persone che hanno gi\u00e0, praticamente, terminato la loro condanna? \u00c8 evidente che la questione si gioca principalmente sul piano dell\u2019insicurezza percepita dai cittadini britannici, piuttosto che su qualsiasi rischio reale.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">I percorsi d\u2019uscita dai circuiti penali sono tra gli aspetti pi\u00f9 silenti del dibattito sul carcere in Italia, una tendenza che si riscontra in tutti i paesi occidentali<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> (cfr. J. Petersilia, 2003).<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<span style=\"font-weight: 400;\">I percorsi d\u2019uscita dai circuiti penali sono tra gli aspetti pi\u00f9 silenti del dibattito sul carcere in Italia, una tendenza che si riscontra in tutti i paesi occidentali<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> (cfr. J. Petersilia, 2003). <\/span>Complice la mancanza di un lessico sul fine pena e, l\u2019assenza di ritualit\u00e0 condivise, che permettano alla persona detenuta d\u2019essere riconosciuta dalla societ\u00e0 come nuovamente libera (Maruna, 2011). Lacune che vanno a nutrire una cultura del sospetto e dell\u2019insicurezza, diffusa a pi\u00f9 livelli, che rende difficile al legislatore proporre misure deflattive e alle persone in uscita una riconnessione sociale. Arresti, procedimenti penali e detenzioni intramurarie sono rituali codificati e appresi a livello sociale, tant\u2019\u00e8 che nonostante la loro storia recente sono considerati fatti naturali e ovvi. Lo stesso non si pu\u00f2 dire del fine pena e dei processi di reinserimento sociale, rispetto ai quali non vi sono prassi note e diffusamente condivise. La pandemia ha offerto un\u2019ennesima occasione per interrogarsi su queste questioni. Fin dai primi giorni dell\u2019emergenza sanitaria in corso si \u00e8 parlato di sovraffollamento carcerario e dell\u2019urgenza di risoluzione della stessa, dato il potenziale impatto del virus in ambienti chiusi, malsani e affollati come le sezioni detentive nelle carceri italiane. A livello mediatico \u00e8 stato dato ampio spazio alle sommosse di marzo e ai conseguenti tentativi da parte del legislatore di ridurre l\u2019impatto del virus negli istituti, le prime azioni sono state timide e contenute in rapporto alla potenziale capillarit\u00e0 del contagio. La possibilit\u00e0 di svuotare le carceri \u00e8 stata trattata come extrema ratio, nonostante i numeri delle presenze avessero gi\u00e0 da mesi confermato l\u2019illegalit\u00e0 della situazione negli istituti. Il decreto Cura Italia, al quale verr\u00e0 dato spazio in questo contributo, \u00e8 stato in buona sostanza l\u2019unica misura adottata. E il tema che \u00e8 sempre venuto meno nel discorso pubblico \u00e8 quello legato ai percorsi, o meglio, ai destini, delle persone scarcerate in piena epidemia. Fatto non irrilevante, basti pensare che nel 2020 le presenze in carcere sono calate pi\u00f9 di 5000 persone nel solo periodo primaverile.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come la commissione di un reato, anche il reinserimento sociale rappresenta una sfida all\u2019ordine costituito. Un passaggio pregno di ostacoli e di occasioni. E com\u2019\u00e8 il fine pena di una persona che dopo un periodo di vita in carcere giunge all\u2019esterno vedendosi limitate le possibilit\u00e0 di spostamento e di azione a seguito delle numerose misure adottate per scongiurare i contagi, come sono i vari lockdown e le chiusure anticipate? In questo testo si proceder\u00e0 a imbuto, muovendosi da una dimensione nazionale e approdando alle esperienze individuali. Verranno ripercorse le prime fasi della pandemia in carcere, gli effetti reali che le misure introdotte dal legislatore hanno generato. In ultimo verr\u00e0 dato spazio ai percorsi d\u2019uscita attraverso la voce delle persone scarcerate a seguito dell\u2019applicazione del decreto Cura Italia.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">All\u2019inizio del mese di settembre, in Italia, vi erano ancora 7000 detenuti in pi\u00f9 della capienza regolamentare e in molti istituti il distanziamento sociale era impossibile da mantenere.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<b>Legalit\u00e0 o panico morale? L\u2019incertezza del legislatore a inizio pandemia<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">A febbraio 2020 le presenze in carcere erano oltre 61.000, con un tasso di affollamento del 120%; mantenere il distanziamento fisico all\u2019interno degli istituti non era quindi possibile. Le settimane successive le ricordiamo: le informazioni sul virus riempiono le giornate e ben presto anche la societ\u00e0 civile si trova \u201cimprigionata\u201d in casa. Il testo del primo Decreto Legge sull\u2019emergenza sanitaria (DL n. 6\/2020<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4340_1('footnote_plugin_reference_4340_1_1');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4340_1('footnote_plugin_reference_4340_1_1');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4340_1_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4340_1_1\" class=\"footnote_tooltip\">Decreto Legge n. 6 \/2020. Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell\u2019emergenza epidemiologica da COVID-19.<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4340_1_1').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4340_1_1', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><\/span><span style=\"font-weight: 400;\">), del 23 febbraio, non prendeva in considerazione le carceri italiane. Nel contempo, dal Dipartimento dell\u2019Amministrazione penitenziaria e dal Dipartimento della Giustizia minorile e di Comunit\u00e0, arrivavano indicazioni circoscritte, volte a \u201cchiudere e isolare\u201d quanto pi\u00f9 possibile. Chi conosce la realt\u00e0 del carcere sa bene che i suoi confini sono porosi e quotidianamente attraversati, e che l\u2019isolamento totale non \u00e8 pensabile; basti pensare al gran numero di agenti di polizia penitenziaria, fin da subito potenziali vettori del virus da fuori a dentro e viceversa. L\u20198 marzo arrivano dal legislatore nuove e ulteriori indicazioni. L\u2019invito \u00e8 quello di \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">limitare i permessi e la libert\u00e0 vigilata o di modificare i relativi regimi in modo da evitare l\u2019uscita e il rientro dalle carceri, valutando la possibilit\u00e0 di misure alternative di detenzione domiciliare<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d (Ulteriori disposizioni attuative del DL n. 6\/2020, p.4). Delibere apparentemente timide e impacciate a fronte dell\u2019avanzamento della situazione pandemica. In quei giorni Antigone avanza <\/span><a href=\"http:\/\/www.antigone.it\/news\/antigone-news\/3281-coronavirus-carceri-antigone-dopo-decreto-governo-che-apre-a-nostre-proposte-ci-appelliamo-a-direttori-e-magistrati-perche-le-attuino-da-oggi-e-in-modo-ampio?fbclid=IwAR02rESTIKEYNsqrDdAsXOLN8t8QlUSD29CmyUMJANd5j_RArMSkYI2GYog\"><span style=\"font-weight: 400;\">6 proposte<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> per ripristinare i contatti tra popolazione detenuta e mondo esterno in sicurezza, individuando l\u2019uso dei dispositivi video come medium privilegiato. Contestualmente, a livello internazionale fonti autorevoli indicano le misure deflattive come unica via per la riduzione dei contagi. L\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">American Civil Liberties Union <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">(Aclu) attraverso uno <\/span><a href=\"https:\/\/antigoneonlus.medium.com\/ridurre-il-numero-di-detenuti-riduce-i-positivi-al-coronavirus-in-carcere-e-fuori-1e1ed259c453\"><span style=\"font-weight: 400;\">studio<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> multidisciplinare mette in correlazione l\u2019aumento delle scarcerazioni con la diminuzione del numero delle morti legate al Covid. Di pari passo l\u2019Organizzazione mondiale della Sanit\u00e0 (Oms) e il Comitato europeo per la Prevenzione della\u00a0Tortura\u00a0e delle Pene o Trattamenti inumani o degradanti (Cpt) sono concordi sulla necessit\u00e0 di favorire quanto pi\u00f9 possibile misure non detentive. Nonostante l\u2019incedere della pandemia e contro le numerose evidenze scientifiche, la scorsa primavera in Italia le strategie deflattive erano considerate l\u2019<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">extrema ratio<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">. \u00c8 mancata da pi\u00f9 parti la consapevolezza dei gravi rischi dovuti al sovraffollamento?\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Non si vuole qui offrire spiegazioni esaustive ma proporre una riflessione che aiuti nella comprensione dello scenario proposto. Come anticipato in introduzione vi \u00e8 una difficolt\u00e0 nella gestione delle scarcerazioni, che non \u00e8 solo pratica, ma anche, forse soprattutto, simbolica. Il tentennamento iniziale a svuotare gli istituti per salvare le vite, \u00e8 forse legato alla mancanza di una segnaletica che guida la comprensione del fine pena nella cittadinanza? Aumentando vissuti di paura e percezione di insicurezza? Se \u00e8 vero che in una democrazia il legislatore dovrebbe farsi portavoce delle istanze del sentire comune, a inizio pandemia esso si \u00e8 trovato al centro tra due correnti: da una parte la necessit\u00e0 di rendere pi\u00f9 sicure le carceri, dall\u2019altra quella di non scatenare il panico tra la popolazione civile gi\u00e0 scossa dai fatti in corso.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Per ritornare a una situazione di legalit\u00e0, l\u2019obiettivo comune doveva essere quello di diminuire la popolazione detenuta di almeno 10.000 unit\u00e0, a cominciare dai soggetti pi\u00f9 vulnerabili. Ma \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Che si creda o meno, nel decreto Cura Italia le condizioni di salute delle persone detenute non sono nemmeno prese in considerazione<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d commentavano i coordinatori dell\u2019Osservatorio di Antigone a fine marzo in un <\/span><a href=\"https:\/\/antigoneonlus.medium.com\/il-decreto-cura-italia-non-cura-il-carcere-scongiurare-i-lazzaretti-senza-tentennamenti-560c779a7074\"><span style=\"font-weight: 400;\">articolo<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\"> pubblicato su Medium. In buona sostanza con il decreto sono semplicemente stati derogati i limiti della precedente legge 199\/2010, la quale era essa stessa un provvedimento deflattivo d\u2019emergenza, divenuto in seguito parte dell\u2019apparato sanzionatorio. Laddove per\u00f2 alcune condizioni sono state estese, ve ne sono poi state aggiunte altre di natura punitiva, come l\u2019impossibilit\u00e0 di accesso alla misura per le persone coinvolte durante, le ormai famose, rivolte di inizio marzo. In aggiunta a questo, i possibili beneficiari sono stati divisi in due categorie. Da un lato i dimittendi ai quali restava da scontare una condanna inferiore ai 6 mesi, dall\u2019altra parte tutti coloro con un residuo pena da 6 a 18 mesi. Per i secondi scattava l\u2019obbligo del braccialetto elettronico. Braccialetti che al momento dell\u2019uscita del Decreto non erano reperibili. L\u2019impatto di questa misura secondo le previsioni, poi confermate, sarebbe stato limitato; nonostante si stia parlando del tentativo pi\u00f9 corposo messo in atto da inizio pandemia per schivare la trasformazione delle prigioni in lazzaretti. Al contrario \u00e8 stato notevole l\u2019impatto mediatico e, come anticipabile, vi sono susseguite numerose critiche e discorsi allarmistici. Si pensi che alcune testate nazionali riportavano dichiarazioni come: \u201c<\/span><a href=\"https:\/\/www.lastampa.it\/politica\/2020\/03\/18\/news\/salvini-il-governo-fa-uscire-dalle-celle-cinquemila-ladri-e-spacciatori-inaccettabile-1.38607979\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">Un vero e proprio premio per i delinquenti dopo le rivolte<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">. Se da un lato per\u00f2 vi \u00e8 sempre chi fa la voce grossa tentando di racimolare consensi politici, in questo caso sulla pelle della popolazione detenuta e di chi lavora all\u2019interno degli istituti di pena, dall\u2019altro la preoccupazione che investe la societ\u00e0 libera \u00e8 un elemento delicato che necessita di riconoscimento. Sentimenti di cui lo Stato \u00e8 chiamato a farsi carico responsabilmente, offrendo <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">in primis<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> dati chiari e informazioni corrette sulla criminalit\u00e0 e la sua gestione. Ma che impatto effettivo ha avuto il decreto Cura Italia per il carcere?<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alla fine di marzo erano state scarcerate circa 200 persone grazie al DL Cura Italia, tutte le altre sono uscite in base alla legislazione gi\u00e0 vigente in connubio con il solerte lavoro della Magistratura di sorveglianza che ha disposto in fretta detenzioni domiciliari e altri provvedimenti. Secondo i dati dell\u2019Osservatorio di Antigone al 31 marzo la popolazione detenuta era scesa del 5,5% rispetto al mese precedente, ma non in maniera uniforme in tutto il territorio nazionale. A titolo di esempio si riporta il caso di due regioni vicine, Emilia Romagna e Veneto; nella prima la popolazione detenuta era calata del 16.3% mentre nella seconda di solo 3,8%. In altre regioni, come Marche e Calabria, la popolazione detenuta era invece in fase di crescita. La popolazione continua a calare nei mesi successivi: a fine del mese di maggio sono 9000 i detenuti in meno, tra fine pena, concessioni di detenzioni domiciliari e mancati ingressi. La discesa si ferma durante l\u2019estate, per poi riprendere come sappiamo nel verso opposto a fine stagione. All\u2019inizio del mese di settembre, in Italia, vi erano ancora 7000 detenuti in pi\u00f9 della capienza regolamentare e in molti istituti il distanziamento sociale era impossibile da mantenere. <\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">Molte persone non vedono di buon occhio un passato in carcere e quindi non assumono ex detenuti, in altri casi invece tale situazione si trasforma in occasione e la pena continua anche dopo il carcere attraverso l\u2019offerta di tirocini inspiegabilmente lunghi o stipendi pi\u00f9 bassi della media.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<b>Uscire dal carcere durante la pandemia<\/b><span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4340_1('footnote_plugin_reference_4340_1_2');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4340_1('footnote_plugin_reference_4340_1_2');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4340_1_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4340_1_2\" class=\"footnote_tooltip\"><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0La ricerca sul campo si \u00e8 svolta nel Nord Italia nel corso del 2020. Nomi personali, luoghi e parti delle testimonianze sono stati alterati per garantire l\u2019anonimato.<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4340_1_2').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4340_1_2', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Quanto discusso finora ha messo in luce l\u2019iter intrapreso dal legislatore, nei primi mesi della pandemia, per controllare l\u2019emergenza. Dopo le prime manovre, come si \u00e8 detto, volte all\u2019isolamento e alla chiusura, abbiamo assistito a un tentativo di abbassamento delle presenze; l\u2019unica via percorribile per il ripristino della legalit\u00e0. L\u2019anomia che caratterizza il processo di reinserimento e il fine pena \u00e8 emersa nella sua portata, anche attraverso le reazioni della societ\u00e0 civile. L\u2019intento \u00e8 ora quello di conoscere pi\u00f9 da vicino le esperienze dirette delle persone uscite dal carcere a seguito dell\u2019art.123 (DL n. 18\/2020); le quali si sono ritrovate in una situazione di vita gi\u00e0 di per s\u00e9 molto complessa, inasprita dalle chiusure e dai blocchi al movimento. La ricerca qualitativa, che per definizione approfondisce contesti ridotti e attraversa singole storie di vita, aiuta nel mettere a fuoco e superare la distanza tra disposizioni governative e biografie. Attraverso la presentazione di alcune testimonianze raccolte durante i mesi di ricerca sul campo, verr\u00e0 aperta una finestra sulle difficolt\u00e0 legate alla riconnessione con il mondo esterno, in particolare per chi esce dal carcere privo di qualsiasi documento.<\/span><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cSai (si rivolge a chi scrive, n.d.r), ho rinunciato ai miei 45 giorni di sconto pena. Avevo ottenuto tutto in carcere, la buona condotta, i permessi, poi mi hanno fatto uscire per l\u2019art. 123 (dl Cura Italia, n.d.r.). La prima notte che sono arrivato qui (casa di accoglienza, n.d.r.) ho passato ore a camminare sull\u2019erba in cerchio, a piedi nudi. Ho rinunciato alla fine anticipata della misura alternativa per restare qui, per riflettere. Fuori non ho casa, non ho lavoro, ora non ho neanche la macchina. Durante uno dei primi colloqui l\u2019avvocato mi ha avvisato che mia moglie aveva chiesto la separazione, da quel momento non l\u2019ho pi\u00f9 ne vista ne sentita. Ora sto aspettando di capire se c\u2019\u00e8 la possibilit\u00e0 di lavorare un pezzo di terra qui e ricevere uno stipendio, ho tante risorse, questa volta vorrei investirle verso il bene\u2026 Non ho niente l\u00ec fuori, qui per me ora \u00e8 una terra-pia (gioco di parole tra terapia e terra + pia, n.d.r.)\u201d<\/span><\/i><span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4340_1('footnote_plugin_reference_4340_1_3');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4340_1('footnote_plugin_reference_4340_1_3');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4340_1_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">3)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4340_1_3\" class=\"footnote_tooltip\"><span style=\"font-weight: 400;\">Le note etnografiche contenute nel paragrafo rappresentano un estratto dal Diario di ricerca di chi scrive.<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4340_1_3').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4340_1_3', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><i>R., 52 anni;<\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La nota etnografica sopra riportata \u00e8 tratta dal racconto di R., che ho intervistato prima di pranzo, in cucina. Tra un consiglio su come cuocere il pesce e un altro, su come tagliare gli alberi in sicurezza, mi racconta i suoi ultimi 5 mesi dopo l\u2019uscita dalla Casa di Reclusione. Ci troviamo in una struttura che il magistrato di sorveglianza ha valutato come \u201cdimora adeguata\u201d per terminare l\u2019esecuzione penale esterna. Mi hanno invitata a fermarmi per il pranzo, perch\u00e9 \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">c\u2019\u00e8 sempre un piatto in pi\u00f9 per tutti quelli che vogliono fermarsi<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d. Non ci sono cancelli, non ci sono telecamere. Spesso, di notte, passano gli agenti per i controlli sulle presenze. Per il resto non c\u2019\u00e8 nessun dispositivo fisico a bloccare la scelta di \u201cuscire\u201d, di andarsene. R. ha deciso di fermarsi, anche se la sua misura \u00e8 terminata ormai da qualche mese. I confini del carcere, i processi deumanizzanti e depersonalizzanti che attiva, si manifestano nelle loro conseguenze anche molto dopo l\u2019uscita. Lasciando la persona, spesso priva di legami, in difficolt\u00e0 nell\u2019attraversare quel confine simbolico tra status di detenuto e persona libera.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cQuando sono arrivato qui (in comunit\u00e0 n.d.r.) avevo il braccialetto elettronico che poi mi hanno tolto. Non voglio pi\u00f9 ritornare in carcere, voglio far passare tutto, vorrei anche cambiare nome. Io ho tanta fede, sono spirituale, credo che arriver\u00e0 qualcosa di buono per me. (\u2026) vorrei andare a M. ma non so se posso spostarmi tra regioni, tu mi sai dire? Avrei bisogno almeno di rinnovare il passaporto, che \u00e8 l\u2019unico documento che posso avere ora. Tu sai dirmi come si prenotano gli appuntamenti? Non lo faccio da anni\u201d B., 47 anni;<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019intervista con B. fa emergere uno dei temi ricorrenti dei percorsi di reinserimento in Italia per le persone straniere: l\u2019assenza di documenti. Accade non di rado che la persona entri in carcere con i documenti validi e ne esca con gli stessi scaduti. Fronteggiare le sfide del reinserimento senza gli attrezzi necessari risulta fallimentare: senza una residenza diventa difficile trovare casa, l\u2019assenza del passaporto diventa ostativa per fare richiesta per un altro documento, senza carta d\u2019identit\u00e0 o codice fiscale non si apre un conto n\u00e9 alle poste n\u00e9 in banca, e cos\u00ec via. Sebbene il passaggio appaia netto, da dentro a fuori, dall\u2019isolamento alla comunit\u00e0, dalle periferie ai centri cittadini, la realt\u00e0 quotidiana del processo di reinserimento \u00e8 complessa e porosa. Alcune persone hanno avuto la \u201cfortuna\u201d di essere inserite in programmi per l\u2019accoglienza di \u201csenza fissa dimora e marginalit\u00e0 gravi\u201d, per i mesi mancanti alla data del fine pena. In alcune regioni questi programmi sono stati potenziati durante il periodo pandemico, grazie anche a una serie di finanziamenti messi a disposizione dalla Cassa delle Ammende. Nuove strutture sono state ritenute idonee per l\u2019accoglienza. Molte altre per\u00f2 hanno subito chiusure o riduzione dei posti disponibili a seguito dell\u2019avanzare della pandemia. Nonostante ci\u00f2, \u00e8 sempre una piccola percentuale del totale a beneficiare di questi inserimenti. La selettivit\u00e0 e la discrezionalit\u00e0 che caratterizza i percorsi post detentivi \u00e8 alta anche alla luce della scarsit\u00e0 di risorse a disposizione. Spesso ottengono il supporto solo coloro che, nonostante tutto, sono considerati nutriti di risorse personali. Individualmente e psicologicamente questo passaggio non ha margini definiti, \u00e8 fonte di preoccupazione e talvolta porta con s\u00e9 vissuti traumatici, come si pu\u00f2 apprendere dalle testimonianze di M. ed S. sotto riportate:<\/span><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cMi hanno chiamato dall\u2019ufficio matricola per dirmi &lt;&lt;oggi esci&gt;&gt;. Non ho pi\u00f9 capito niente. Ho chiesto se potevo andare a prendere le mie cose in cella e sono salito in sezione, poi \u00e8 arrivato l\u2019assistente che mi stava per fare un rapporto disciplinare dato che non mi sbrigavo a uscire. Mi sono lasciato il cancello alle spalle e non sapevo dove andare. Passavano gli autobus, tante persone, le voci, tutto era in movimento e io non ero abituato. Mi sono seduto su una panchina. &lt;&lt;Guarda&gt;&gt;, mi mostra le mani tremanti, come le aveva avute in qual momento. &lt;&lt;Panico, solo panico&gt;&gt;\u201d M, 59 anni;<\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">&lt;&lt;S\u00ec le sento ancora le battiture, mi sveglio di notte e mi sembra di sentire battere le sbarre. Non \u00e8 una cosa che andr\u00e0 via facilmente&gt;&gt; S. 39 anni;<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Una serie di sfide e ostacoli attendono la persona all\u2019uscita dal carcere, passaggio che alcuni studiosi hanno definito \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Rientro nel niente<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d (A. De Giorgi 2017, K. Middlemass & K. J. Smiley 2019). Come anticipato poc\u2019anzi, almeno un terzo della popolazione scarcerata non dispone di documenti personali, al momento dell\u2019uscita si trova quindi sprovvista di una regolare copertura sanitaria. Questa situazione, normalmente grave, \u00e8 ancora pi\u00f9 rischiosa in relazione al virus. L\u2019assenza di documenti e l\u2019impossibilit\u00e0 di accesso alle cure mette in pericolo le singole persone ma \u00e8 anche fonte di rischio per l\u2019intera comunit\u00e0. Dopo un\u2019esperienza lavorativa \u00e8 noto che vi sono delle difficolt\u00e0 nel trovare un lavoro adeguatamente retribuito: precedenti esperienze lavorative regolari pressoch\u00e9 assenti, formazione scolastica e professionale molto scarsa nella maggior parte dei casi. Molte persone non vedono di buon occhio un passato in carcere e quindi non assumono ex detenuti, in altri casi invece tale situazione si trasforma in occasione e la pena continua anche dopo il carcere attraverso l\u2019offerta di tirocini inspiegabilmente lunghi o stipendi pi\u00f9 bassi della media.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Dalle rilevazioni condotte dall\u2019Osservatorio sulle condizioni di detenzione emerge che solo il 26% circa dei detenuti lavora alle dipendenze dell\u2019Amministrazione penitenziaria, spesso per poche ore al giorno e per pochi giorni a settimana. E solo il 2,4% del totale \u00e8 impegnato con un datore di lavoro esterno. Con l\u2019emergenza sanitaria inoltre, in molti istituti sono stati chiusi gli spazi per le lavorazioni. Sar\u00e0 ancora pi\u00f9 difficile, nel prossimo futuro, un reinserimento lavorativo per le persone uscite dal carcere in periodo pandemico. Approderanno in un mercato del lavoro stanco e provato dalle sfide dell\u2019ultimo anno. Insieme ai bisogni materiali e fisici delle persone scarcerate, quelli relazionali sembrano spesso non superare la prova del fine pena. Molte persone vivono in una stato di carestia di legami nel tempo dopo il carcere. Non \u00e8 raro trovarsi soli di fronte a una societ\u00e0 che non riesce a staccare dalla persona l\u2019etichetta di criminale, e fatica a concepire rituali di reintegrazione. Ecco che, molto spesso, i percorsi di reinserimento passano in sordina e sembrano distanti anche per coloro che quotidianamente hanno a che fare con il mondo del carcere. Un silenzio assordante se si pensa che la maggior parte della popolazione attualmente detenuta in Italia avr\u00e0 il fine pena entro 3 anni. La scarcerazione \u00e8 quindi un tema importante e strettamente legato alla vita all\u2019interno delle prigioni.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201cOggi pomeriggio ho incontrato P. (il riferimento \u00e8 a chi conduce la ricerca, n.d.r.), tra le varie domande che gli ho fatto gli ho chiesto anche se \u00e8 musulmano vista la sua origine tunisina. P. mi ha risposto: &lt;&lt;No, io sono cattolico. Come te. E mi sono battezzato dopo il carcere&gt;&gt;\u201dP. 40 anni;<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Mi colpisce di P. l\u2019impegno che mette nel diventare \u201ccome tutti\u201d, nell\u2019essere \u201cnormale\u201d. Non stupisce che la sua scelta sia ricaduta proprio su un rituale, un rituale di passaggio per eccellenza come il battesimo. Alla luce dell\u2019assenza totale di rituali d\u2019integrazione nella nostra societ\u00e0, che si citava all\u2019inizio. Detto in altri termini il reinserimento, per essere tale, ha bisogno non solo di supporto materiale (es. ricerca lavoro, donazione di vestiario, corsi di informatica), ma anche di inclusione morale. Si pu\u00f2 ipotizzare che sia su questo terreno simbolico che si gioca gran parte della partita del post-pena. Non si pu\u00f2 prescindere da uno scarto culturale e da un\u2019assunzione di responsabilit\u00e0 da parte della cittadinanza. Un primo e doveroso passaggio \u00e8 quello informativo. Far conoscere le storie delle persone, le difficolt\u00e0 dei servizi, i numeri reali, anche dei reingressi in carcere. Per scongiurare la diffusione del panico morale, ma anche per rendere possibile un passaggio di status alla persona scarcerata, la quale ha gi\u00e0 scontato la condanna che gli era stata assegnata.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<b><i>Bibliografia<\/i><\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">De Giorgi A. (2017), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Back to nothing: Prisoner reentry and neoliberal neglect, <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">in<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0Social Justice<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">,\u00a044(1 (147), pp. 83-120;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Ford R. (2007), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Early-release prisoners return to criminal ways<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, in <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">The Times<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, 17 July, p. 1;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Maruna S. (2011), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Reentry as a rite of passage<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">,\u00a0in <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Punishment & Society<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">,\u00a013(1), pp. 3-28;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Middlemass K. M., & Smiley C. (2019),\u00a0<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Prisoner Reentry in the 21st Century: Critical Perspectives of Returning Home<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Routledge, London;<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Petersilia J. (2003), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">When prisoners come home: Parole and prisoner reentry<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Oxford University Press, New York.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/section><div class=\"speaker-mute footnotes_reference_container\"> <div class=\"footnote_container_prepare\"><p><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_label pointer\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_4340_1();\">References<\/span><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_collapse_button\" style=\"display: none;\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_4340_1();\">[<a id=\"footnote_reference_container_collapse_button_4340_1\">+<\/a>]<\/span><\/p><\/div> <div id=\"footnote_references_container_4340_1\" style=\"\"><table class=\"footnotes_table footnote-reference-container\"><caption class=\"accessibility\">References<\/caption> <tbody> \r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4340_1('footnote_plugin_tooltip_4340_1_1');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4340_1_1\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>1<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Decreto Legge n. 6 \/2020. Misure urgenti in materia di contenimento e gestione dell\u2019emergenza epidemiologica da COVID-19.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4340_1('footnote_plugin_tooltip_4340_1_2');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4340_1_2\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>2<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">\u00a0La ricerca sul campo si \u00e8 svolta nel Nord Italia nel corso del 2020. Nomi personali, luoghi e parti delle testimonianze sono stati alterati per garantire l\u2019anonimato.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4340_1('footnote_plugin_tooltip_4340_1_3');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4340_1_3\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>3<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Le note etnografiche contenute nel paragrafo rappresentano un estratto dal Diario di ricerca di chi scrive.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n <\/tbody> <\/table> <\/div><\/div><script type=\"text\/javascript\"> function footnote_expand_reference_container_4340_1() { jQuery('#footnote_references_container_4340_1').show(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_4340_1').text('\u2212'); } function footnote_collapse_reference_container_4340_1() { jQuery('#footnote_references_container_4340_1').hide(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_4340_1').text('+'); } function footnote_expand_collapse_reference_container_4340_1() { if (jQuery('#footnote_references_container_4340_1').is(':hidden')) { footnote_expand_reference_container_4340_1(); } else { footnote_collapse_reference_container_4340_1(); } } function footnote_moveToReference_4340_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_4340_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } } function footnote_moveToAnchor_4340_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_4340_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } }<\/script>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text][\/vc_column_text][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Un articolo uscito sul The Times nel luglio del 2007, dal titolo \u201cI prigionieri rilasciati in anticipo ritornano alle loro carriere criminali\u201d, contribuiva a seminare il panico nella cittadinanza a seguito della scarcerazione di un gran numero di detenuti 18 giorni prima del loro fine pena ufficiale. 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