{"id":4342,"date":"2021-03-02T17:30:59","date_gmt":"2021-03-02T16:30:59","guid":{"rendered":"http:\/\/antigone.filarete.it\/fuori-uscire-dal-carcere-in-tempi-di-pandemia-2\/"},"modified":"2021-05-04T22:22:37","modified_gmt":"2021-05-04T20:22:37","slug":"gabbie-box-manette-la-coercizione-nei-tribunali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/gabbie-box-manette-la-coercizione-nei-tribunali\/","title":{"rendered":"Gabbie, box, manette. La coercizione nei tribunali."},"content":{"rendered":"<section class=\"wpb-content-wrapper\"><p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Eleonora Colombo e Claudio Paterniti Martello<\/span><\/h4>[vc_column_text][\/vc_column_text][vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (7.4.18) simplesharebuttons.com --><div id=\"ssba-classic-2\" class=\"ssba ssbp-wrap left ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:left\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"email\" class=\"ssba_email_share\" href=\"mailto:?subject=Gabbie,%20box,%20manette.%20La%20coercizione%20nei%20tribunali.&body=%20https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4342\"><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/email.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Email\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Email this to someone\" \/><div title=\"email\" class=\"ssbp-text\">email<\/div><\/a><a data-site=\"\" class=\"ssba_facebook_share\" href=\"http:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4342\"  target=\"_blank\" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on Facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"\" class=\"ssba_twitter_share\" href=\"http:\/\/twitter.com\/share?url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4342&text=Gabbie%2C%20box%2C%20manette.%20La%20coercizione%20nei%20tribunali.%20\"  target=&quot;_blank&quot; ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"Twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Tweet about this on Twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><\/div><\/div>     <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/05\/43.-ANTIGONE_XVIIrapporto_GabbieBox.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Gabbie, box, manette: gli imputati e i mezzi di coercizione nei tribunali italiani ed europei<\/span><\/h4><h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 sottotitolo\" style=\"\"><span><\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]\u00c8 frequente, in Italia e in molti Paesi europei, che gli imputati, in tribunale, siano sottoposti a mezzi di coercizione. Spesso vengono tradotti da un ambiente all\u2019altro del tribunale con le manette ai polsi, nonostante la presenza di agenti ai loro fianchi. \u00c8 poi frequente, almeno in Italia, che in attesa dell\u2019udienza si ritrovino ristretti in celle adiacenti all\u2019aula dell\u2019udienza, anche in questo caso ammanettati e affiancati da agenti di polizia. In molti paesi, infine, assistono alla propria udienza confinati in box di vetro o plexiglass, o in celle chiuse da sbarre di ferro (i cosiddetti gabbiotti, frequenti in Italia); o, ancora, in ambienti separati dal resto dell\u2019aula da balaustre di legno.<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_1');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_1');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_1\" class=\"footnote_tooltip\">&#8220;<span style=\"font-weight: 400;\">Si veda, sul tema, specie della rappresentazione, il documento \u201cThe Dock and Physical Restraints : the presumption of innocence put to the test by appearances at trial\u201d, consultabile al link seguente: <span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.ejtn.eu\/Documents\/Themis%202012\/THEMIS%202012%20BUCHAREST%20DOCUMENT\/Written_paper_France%206.pdf<\/span><\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_1').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_1', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script> L\u2019applicazione di queste misure coercitive, in genere, non \u00e8 dovuta a esigenze di sicurezza reali, comprovate. Formalmente sono motivate dalla pericolosit\u00e0 presunta degli imputati. Nella realt\u00e0 la causa \u00e8 da ricercare in ragioni logistiche, e in una certa inerzia che impedisce di mettere in discussione strumenti coercitivi inutili (il pi\u00f9 delle volte) e disposizioni spaziali ereditate da un tempo in cui le garanzie processuali erano pi\u00f9 deboli e le esigenze di sicurezza, almeno in alcuni casi, erano reali.<br \/>\nQuesto trattamento coercitivo non \u00e8 riservato a tutti gli imputati. Riguarda solo coloro che giungono in udienza gi\u00e0 privati della libert\u00e0, perch\u00e9 in stato di fermo o arresto, o in custodia cautelare. Queste persone arrivano in aula dalle celle del tribunale stesso, dalle stazioni di polizia o dal carcere, a seconda dei paesi e delle situazioni specifiche. Si tratta di persone che sono sottoposte a misure cautelari, ma che fino a sentenza definitiva sono innocenti. Ed \u00e8 una delle ragioni per cui pone problema il fatto che spesso non siedano in aula da persone libere, accanto al proprio difensore, conformemente al principio della parit\u00e0 delle parti. Ce ne sono della altre, come vedremo.<br \/>\nIn Italia, in molti tribunali, questi soggetti fanno ingresso in aula da un\u2019entrata diversa, separata. Da un parte c\u2019\u00e8 l\u2019ingresso generale, dall\u2019altro una porta che conduce al cosiddetto &#8220;gabbiotto&#8221; &#8211; nome informale che ben rende l\u2019idea del luogo di cui si parla. In genere le condizioni materiali dell\u2019aula e del \u201cgabbiotto\u201d divergono considerevolmente: da un lato una panchina di legno o di cemento, dall\u2019altro poltrone di una certa qualit\u00e0; da un lato pulizia, dall\u2019altro spesso sporcizia.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5058 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image1-300x199.png\" alt=\"\" width=\"539\" height=\"358\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image1-300x199.png 300w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image1.png 310w\" sizes=\"(max-width: 539px) 100vw, 539px\" \/><\/p>\n<p>La disposizione diseguale delle parti in causa ha un forte valore simbolico, enfatizzato peraltro dalla frequente esposizione mediatica degli imputati. L\u2019aula dell\u2019udienza \u00e8 in effetti un luogo pubblico, in cui talvolta sono presenti videocamere che registrano immagini poi trasmesse in servizi televisivi, giornali, altri canali online.<br \/>\nCome si \u00e8 detto, le ragioni formali a fondamento di queste misure sono le cosiddette esigenze di sicurezza. Sbarre, barriere e manette servono a scongiurare pericoli di fuga, aggressioni, disordini che potrebbero insorgere nel corso dell\u2019udienza, contatti con terzi. Che questi pericoli siano reali e attuali \u00e8 per\u00f2 perlomeno dubbio. Com\u2019\u00e8 dubbio che non vi siano altri mezzi dissuasivi che \u00e8 possibile mettere in atto. Da diverse interviste svolte da Antigone con avvocati operanti in vari fori d\u2019Italia, \u00e8 emerso con chiarezza come a monte non vi sia alcuna valutazione concreta, puntuale, relativa al singolo caso. Non si prendono in conto elementi legati al caso &#8211; come la resistenza al momento dell\u2019arresto &#8211; da cui si potrebbe far desumere una presunzione di pericolosit\u00e0 del soggetto &#8211; per quanto anche questi criteri sarebbero discutibili. Quella privazione della libert\u00e0 \u00e8 il frutto di un automatismo, il risultato di una prassi che mette simbolicamente l\u2019imputato in una situazione di pre-colpevolezza. Rispetto al pericolo di violenze, peraltro, va tenuto conto del fatto che al momento dell\u2019interrogatorio l\u2019imputato, almeno in Italia, viene comunque tradotto di fronte al giudice, al quale parla senza strumenti di coercizione. Senza che ci\u00f2 comporti reazioni sconsiderate.<br \/>\n\u00c8 un trattamento diffuso in molti paesi, sia pur con alcune varianti, che contrasta con diversi principi: la presunzione di innocenza, visivamente messa in discussione dai segni tipici della pena, portati da soggetti non ancora giudicati; la tutela della dignit\u00e0 della persona sottoposta a procedimento penale; il diritto a un\u2019assistenza legale effettiva, ostacolata dalla distanza fisica tra il difensore e l\u2019assistito, o da citofoni rumorosi e altre barriere.<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_2');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_2');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_2\" class=\"footnote_tooltip\"><span style=\"font-weight: 400;\">Sul tema si veda l\u2019interessante articolo del New York Times, corredato da numerose e significative immagini: <span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.nytimes.com\/2013\/11\/19\/world\/europe\/courtroom-cages-remain-common-despite-criticism.html<\/span><\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_2').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_2', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019impatto visivo degli imputati in gabbia \u00e8 forte. Sono note, in Italia, le immagini dell\u2019aula bunker di Palermo (un&#8217;aula di tribunale costruita tra il 1985 e il 1986 nel carcere dell&#8217;Ucciardone) in cui si celebr\u00f2 il maxiprocesso a Cosa nostra.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<span style=\"font-weight: 400;\">L\u2019impatto visivo degli imputati in gabbia \u00e8 forte. Sono note, in Italia, le immagini dell\u2019aula bunker di Palermo (un&#8217;aula di tribunale costruita tra il 1985 e il 1986 nel carcere dell&#8217;Ucciardone) in cui si celebr\u00f2 il maxiprocesso a Cosa nostra: g<\/span>li imputati, accusati di reati gravissimi (e poi condannati), assistevano alle udienze da gabbie metalliche in cui si trovavano uno a fianco all\u2019altro. In quel caso si trattava di soggetti con forti legami con il territorio, e rispetto ai quali appariva e appare fondato il sospetto di pericolosit\u00e0. Ma quel trattamento \u00e8 riservato anche a molti altri imputati, non paragonabili ad essi. La reclusione nei gabbiotti \u00e8 prassi diffusa ogni qualvolta un\u2019udienza chiama in causa un numero rilevante di imputati. Quando gli imputati sono pochi \u00e8 pi\u00f9 raro che vi si faccia ricorso. In questi casi \u00e8 pi\u00f9 facile che il giudice conceda loro di sedere a fianco al proprio difensore &#8211; come peraltro previsto dalla normativa. Ad ogni modo ci\u00f2 avviene, spesso, dopo un\u2019attesa pi\u00f9 o meno lunga passata in una cella adiacente all\u2019aula, talvolta in manette.<br \/>\nIn Italia i \u201cgabbiotti\u201d sono uno strumento coercitivo diffuso. In altri paesi sono molto presenti box di vetro o plexiglass. <span style=\"font-weight: 400;\">Hanno avuto grande diffusione mediatica, nei mesi scorsi, le immagini di Aleksej Navalny, attivista, politico e blogger russo che ha assistito al proprio processo, a Mosca, da un box di vetro.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\"><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5061 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image3-300x168.png\" alt=\"\" width=\"527\" height=\"295\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image3-300x168.png 300w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image3-768x431.png 768w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image3-560x315.png 560w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image3.png 980w\" sizes=\"(max-width: 527px) 100vw, 527px\" \/><\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">Hanno avuto grande diffusione mediatica, nei mesi scorsi, le immagini di Aleksej Navalny, attivista, politico e blogger russo che ha assistito al proprio processo, a Mosca, da un box di vetro.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<span style=\"font-weight: 400;\">\u00c8 uno strumento molto diffuso anche in Francia.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Le norme, come spesso accade, contrastano con le prassi. Nell\u2019ordinamento italiano, l\u2019art. 474 c.p.p. contiene un principio generale secondo il quale ogni imputato dovrebbe assistere libero all\u2019udienza. L\u2019articolo prevede delle eccezioni. Ma dovrebbe trattarsi, appunto, di eccezioni. Questo il testo del codice: \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">l&#8217;imputato assiste all&#8217;udienza libero nella persona, anche se detenuto, salvo che in questo caso siano necessarie cautele per prevenire il pericolo di fuga o di violenza<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">\u201d<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">Le eccezioni dovrebbero essere motivate, ma nella pratica ci\u00f2 non accade. A questo si aggiunge l\u2019art. 146 delle disposizioni attuativa del codice di procedura penale, il quale prevede che le parti private siedano a fianco dei propri difensori &#8211; salvo la sussistenza di esigenze di cautela, che ancora una volta dovrebbero essere le eccezioni. Infine, l\u2019art. 42 bis dell\u2019ordinamento penitenziario vieta, per le traduzioni individuali dei detenuti, l\u2019uso delle manette, salvo i casi di pericolo di fuga o in cui siano presenti condizioni particolarmente difficili, certificate da un provvedimento della direzione del carcere o dell\u2019autorit\u00e0 giudiziaria. \u00c8 un aspetto diverso rispetto alle modalit\u00e0 con cui si assiste all\u2019udienza, ma comunque rilevante.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<b>Uno sguardo alla Francia<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La Francia, si \u00e8 detto, \u00e8 uno dei paesi che fanno un ricorso generalizzato ai box. In seguito a un decreto<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_3');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_3');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">3)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_3\" class=\"footnote_tooltip\">Arr\u00eat\u00e9 du 18 ao\u00fbt 2016 portant approbation de la politique minist\u00e9rielle de d\u00e9fense et de s\u00e9curit\u00e9 NOR : JUST1624217A, consultabile al seguente indirizzo: <span class=\"footnote_url_wrap\">http:\/\/www.textes.justice.gouv.fr\/art_pix\/JUST1624217A.pdf<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_3').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_3', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> emanato dal Ministero della Giustizia nel 2016 (con il quale si dava applicazione a una direttiva nazionale relativa alla sicurezza delle attivit\u00e0 giudiziaria), ha preso il via, nei tribunali d\u2019Oltralpe, la generalizzazione del dispositivo di sicurezza costituito dal box di vetro, gi\u00e0 presente in molti tribunali. Il provvedimento \u00e8 stato duramente criticato e infine\u00a0 impugnato dal <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Syndicat des avocats de France <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">di fronte al <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">D\u00e9fenseur des droits, <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">l\u2019ombudsperson francese. \u00c8 inoltre giunto di fronte alla Corte di Cassazione e al Consiglio di Stato. In seguito a queste azioni l\u2019installazione dei box si \u00e8 interrotta dopo aver riguardato 18 aule di tribunale. Il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">D\u00e9fenseur des droits<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> ha censurato con il proprio parere il provvedimento del Governo<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_4');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_4');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_4\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">4)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_4\" class=\"footnote_tooltip\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/juridique.defenseurdesdroits.fr\/doc_num.php?explnum_id=17462<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_4').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_4', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, raccomandando ai Ministeri degli interni e della Giustizia l\u2019abrogazione della normativa vigente, la limitazione della presenza dei box ai soli casi in cui sussistono gravi rischi per sicurezza, oltrech\u00e9 la creazione di box rispettosi dei diritti fondamentali dell\u2019imputato. Il provvedimento ha suscitato interesse in vari paesi<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_5');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_5');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_5\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">5)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_5\" class=\"footnote_tooltip\">In Italia il provvedimento \u00e8 stato ottimamente commentato da\u00a0 Nicola Canestrini. <i>Cf. <\/i>il suo \u00a0<i>La detenzione in gabbie metalliche durante l\u2019udienza \u00e8 lesiva dei diritti fondamentali dell\u2019imputato<\/i>, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 4, cosultabile al link seguente: <a href=\"https:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Canestrinii_gp_2018_4.pdf\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Canestrinii_gp_2018_4.pdf<\/span><\/a> Per l\u2019interesse suscitato dalla questione vedi ad esempio il risalto dato da Fair Trials. <a href=\"https:\/\/www.fairtrials.org\/news\/glass-boxes-courtrooms-violate-presumption-innocence-finds-french-ombudsperson\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.fairtrials.org\/news\/glass-boxes-courtrooms-violate-presumption-innocence-finds-french-ombudsperson<\/span><\/a><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_5').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_5', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, e vale la pena riproporre le argomentazioni avanzate dal <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">D\u00e9fenseur. <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">La prima riguarda l\u2019infondatezza dei presupposti su cui poggia il provvedimento del Governo, ovvero l\u2019esistenza di esigenze di sicurezza. Il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">D\u00e9fenseur <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">sottolinea come nei tre tribunali da lui monitorati non vi sia stato, negli anni precedenti, alcun episodio di violenza, tentativo di fuga o di contatti con terzi. Anche dalle interviste di Antigone \u00e8 emerso come episodi del genere, in Italia, siano pressoch\u00e9 inesistenti. Alcuni hanno visto nel ricorso ai \u201cgabbiotti\u201d un lascito degli anni \u201870, un periodo che ha visto alcune contestazioni in aula, per quanto largamente minoritarie.<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">D\u00e9fenseur<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> ha poi ravvisato nella collocazione degli imputati in box di vetro o plexiglass una violazione del diritto a un processo equo e alla partecipazione effettiva al procedimento. Tale collocazione, infatti, comporta difficolt\u00e0 per l\u2019imputato a conferire con il proprio difensore nel corso dell\u2019udienza. La comunicazione, sostiene il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">D\u00e9fenseur<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, \u00e8 possibile, ma \u00e8 fortemente inibita dalla presenza del vetro o di citofoni rumorosi, quando invece dovrebbe essere sempre libera e confidenziale. La questione, in Francia, era gi\u00e0 stata affrontata molti anni prima. Gi\u00e0 nel 1985 la Corte di Cassazione si era pronunciata sulla legittimit\u00e0 dei box di vetro, subordinandola alla presenza di confidenzialit\u00e0 e libert\u00e0 nella comunicazione tra assistito e difensore<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_6');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_6');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_6\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">6)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_6\" class=\"footnote_tooltip\">\u00a0Cf. 9 Cour de cassation, Chambre criminelle, 15 mai 1985, 84-95.752, citata nel provvedimento del <i>D\u00e9fenseur des droits<\/i><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_6').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_6', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script>.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">I difensori intervistati da Antigone hanno messo in luce un ulteriore elemento che inibisce la comunicazione con l\u2019assistito, ovvero la presenza frequente, in Italia, di agenti che stazionano in prossimit\u00e0 degli imputati.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<span style=\"font-weight: 400;\">I difensori intervistati da Antigone hanno messo in luce un ulteriore elemento che inibisce la comunicazione con l\u2019assistito, ovvero la presenza frequente, in Italia, di agenti che stazionano in prossimit\u00e0 degli imputati. \u00c8 un problema che non riguarda solo il momento specifico dell\u2019udienza. <\/span><a href=\"https:\/\/www.antigone.it\/upload2\/uploads\/docs\/IPC_ITA.pdf\"><span style=\"font-weight: 400;\">Da una precedente ricerca<\/span><\/a><span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_7');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_7');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_7\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">7)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_7\" class=\"footnote_tooltip\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">Cf. <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">il report sull\u2019Italia del progetto \u201cInside police Custody\u201d, dell\u2019associazione Antigone<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_7').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_7', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><span style=\"font-weight: 400;\"> era emerso in effetti come la violazione della riservatezza del colloquio tra avvocato e assistito fosse frequente anche prima delle udienze, limitatamente ai casi delle direttissime. Nel tribunale di Roma, per fare un esempio, i colloqui che precedono le direttissime avvengono di norma nel corridoio antistante l&#8217;aula dell\u2019udienza, o in un angolo dell\u2019aula stessa, con gli agenti posti accanto alla persona arrestata. L\u2019avvocato pu\u00f2 chiedere che si allontanino, ma sta a lui farlo, e spesso non lo fa.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">D\u00e9fenseur<\/span><\/i> <i><span style=\"font-weight: 400;\">des droits, <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">nel suo parere, rileva poi come la collocazione degli imputati in box di vetro o plexiglass violi il principio di presunzione di innocenza. L\u2019ombudsperson rileva un contrasto con la direttiva (UE) 2016\/343, del Parlamento europeo e del Consiglio, del 9 marzo 2016, avente per oggetto il rafforzamento di alcuni aspetti della presunzione di innocenza e del diritto di presenziare al processo nei procedimenti penali<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_8');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_8');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_8\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">8)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_8\" class=\"footnote_tooltip\"><i>Cf. <\/i><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX%3A32016L0343<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_8').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_8', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script> La direttiva prevede, all\u2019art. 5, relativo alla presentazione di indagati e imputati, l\u2019adozione, da parte degli stati membri, di \u201cmisure appropriate per garantire che gli indagati e imputati non siano presentati come colpevoli, in tribunale o in pubblico, attraverso il ricorso a misure di coercizione fisica\u201d. Lo stesso articolo prevede delle eccezioni che rendono in alcuni casi legittima l\u2019applicazione di mezzi di coercizione, allorch\u00e9 si riveli necessario prevenire tentativi di fuga o contatti con terzi, o per esigenze di sicurezza. Ma dovrebbe trattarsi di eccezioni. La presentazione degli imputati nei box di vetro o in celle, sostiene il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">D\u00e9fenseur, <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">assimila l\u2019imputato a un colpevole, ed \u00e8 suscettibile di influire sul libero convincimento del giudice e dei giurati. Si tratta di un\u2019opinione diffusa anche tra gli avvocati intervistati da Antigone.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Infine, ed \u00e8 un punto centrale, il <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">D\u00e9fenseur<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> rileva rispetto alla norma impugnata e alla prassi diffusa un&#8217;incapacit\u00e0 da parte dello Stato di garantire la dignit\u00e0 delle persone sottoposte a procedimento penale. A tal proposito richiama la giurisprudenza pi\u00f9 recente dalla Corte europea dei diritti dell\u2019uomo, che vale la pena riproporre brevemente. La Corte Edu ha visto spesso in questa modalit\u00e0 di presentazione dell\u2019imputato una violazione dell\u2019art. 3 della Convenzione, che proibisce qualsiasi forma di tortura, pena o trattamento inumano o degradante. Giova ricordare che quello presente nell\u2019art. 3 \u00e8 un divieto assoluto. Non sono cio\u00e8 ammesse eccezioni motivate dalla specificit\u00e0 della situazione e da conseguenti esigenze di bilanciamento, contrariamente a quanto previsto per altri diritti. <\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<b>La posizione della Corte Europea dei Diritti dell\u2019Uomo<\/b><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Queste le sentenze pi\u00f9 recenti e significative della Corte Edu. Nella sentenza Khodorkovskiy e Lebedev v. Russia<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_9');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_9');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_9\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">9)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_9\" class=\"footnote_tooltip\">Vedi Khodorkovskiy e Lebedev c. Russia, 25 luglio 2013, ricorsi 11082\/06 e 13772\/05<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_9').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_9', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, del 25 luglio 2013, la Corte afferma che la collocazione nel corso dell\u2019udienza all\u2019interno di un gabbia metallica pu\u00f2 costituire trattamento degradante. Nella sentenza Yaroslav Belousov v. Russia<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_10');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_10');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_10\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">10)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_10\" class=\"footnote_tooltip\">\u00a0Vedi Yaroslav Belousov v. Russia, ricorsi 2653\/13 e 60980\/14, sentenza 4 ottobre 2016<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_10').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_10', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, del 4 ottobre 2016, precisa che ci\u00f2 vale sempre per le gabbie metalliche (e dunque per i cosiddetti \u201cgabbiotti\u201d), ma che per i box di vetro o plexiglass \u00e8 necessario valutare altri elementi (durata della collocazione, dimensioni, modalit\u00e0 di comunicazione con il proprio assistito e altri).\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Nel caso di Belousov, la Corte ha ravvisato una violazione dell\u2019art. 3, oltre che del diritto di difesa dell\u2019imputato, garantito dall\u2019art. 6 comma 3 lettere (b) e (c) della Convenzione e riguardante la partecipazione effettiva al processo ed all\u2019assistenza difensiva<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_11');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_11');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_11\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">11)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_11\" class=\"footnote_tooltip\">Cf. il commento di N. Canestrini citato sopra<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_11').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_11', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script> Il ricorrente, che aveva peraltro subito una detenzione provvisoria ingiustificata, era stato posto nel box di default, senza una valutazione concreta del caso, per tutta la durata del processo (di diversi mesi). In ragione di tale collocazione non aveva potuto \u201ccomunicare riservatamente con il proprio difensore se non attraverso microfoni\/altoparlanti posti sul vetro ma in prossimit\u00e0 della polizia penitenziaria, senza poter scambiare appunti\u201d<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_12');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_12');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_12\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">12)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_12\" class=\"footnote_tooltip\">Traduzione di Canestrini<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_12').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_12', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script> Un passaggio della sentenza \u00e8 particolarmente significativo rispetto agli effetti umilianti e degradanti che la Corte ritiene derivino dalla collocazioni nei box o nelle celle: \u201cda ultimo, la Corte non trova argomenti convincenti per ritenere necessario tenere rinchiuso un imputato in una gabbia durante il processo per contenerlo fisicamente, per prevenire la sua fuga, per contenere comportamenti disordinati o aggressivi, o proteggerlo da aggressioni esterne. Il confinamento nella gabbia quindi pu\u00f2 essere difficilmente inteso in modo diverso dal voler degradare o umiliare la persona ingabbiata. \u00c8 quindi evidente il significato umiliante e degradante di una persona rinchiusa in una gabbia durante il processo\u201d<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_13');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_13');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_13\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">13)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_13\" class=\"footnote_tooltip\">Vedi ancora il commento di Canestrini<\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_13').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_13', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Vi \u00e8 poi la sentenza Kavkazskiy c. Russia, del 28 novembre 2017, con cui la Corte condanna ancora una volta la Russia per aver violato l\u2019art. 3 della Convenzione a causa della collocazione dell\u2019imputato dentro un box di vetro. Violazione ravvisata anche nella sentenza Svinarenko e Slyadnev v. Russia<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">.<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_14');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_14');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_14\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">14)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_14\" class=\"footnote_tooltip\">Svinarenko and Slyadnev v. Russia [GC] &#8211; 32541\/08 and 43441\/08, consultabile al seguente link: <span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/hudoc.exec.coe.int\/ENG#{%22EXECIdentifier%22:[%22004-14144%22]}<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_14').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_14', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script> In questo caso ha valutato il criterio dello spazio di cui disponevano gli imputati &#8211; due persone accusate di reati tra cui la rapina che nel corso del processo erano stati confinati all\u2019interno di gabbie metalliche ampie 1,5 per 2,5 metri, circondate da sbarre e chiuse al di sopra da filo metallico.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Da ultimo merita di essere citata la sentenza Valyuzhenich v. Russia, del 26\/03\/2019, nella quale la Corte ha stabilito che \u201ccostituisce un trattamento degradante, in violazione dell\u2019art. 3 CEDU, la detenzione in una gabbia metallica del ricorrente durante le udienze del processo penale in cui \u00e8 imputato, con la conseguente compressione del suo diritto di difesa, stante l\u2019impossibilit\u00e0 di conferire con il suo legale, e con l\u2019effetto per lui umiliante di apparire un pericoloso criminale, in violazione del principio di presunzione di innocenza\u201d. Ancora una volta la Corte parla di effetto umiliante per l\u2019imputato, e di presentazione dello stesso come \u201cpericoloso criminale\u201d.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La collocazione in box o celle \u00e8 diffusa <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">in tutta Europa. Hanno sollevato un certo numero di critiche i \u201cdocks\u201d installati a partire dal 2000 in molte aule giudiziarie dell\u2019Inghilterra e del Galles. Tali \u201c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">docks\u201d<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\"> in alcuni tribunali sono posti all\u2019interno di cavit\u00e0 scavate nel muro, separati dall\u2019aula da una striscia di vetro. In\u00a0 altri sono delle strutture di legno e vetro poste al centro dell\u2019aula.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-5062\" src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image2-300x201.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"201\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image2-300x201.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image2-1024x686.jpg 1024w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image2-768x514.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image2-1536x1029.jpg 1536w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image2-1920x1286.jpg 1920w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone wp-image-5059\" src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image5-201x300.jpg\" alt=\"\" width=\"254\" height=\"379\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image5-201x300.jpg 201w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image5-686x1024.jpg 686w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image5-768x1147.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image5-1029x1536.jpg 1029w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image5-1286x1920.jpg 1286w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image5.jpg 1339w\" sizes=\"(max-width: 254px) 100vw, 254px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-size: 13px;\"><em>Dock in un\u2019aula di tribunale inglese<\/em><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Anche in Spagna gli imputati sono sottoposti a strumenti di coercizione pesanti, come le manette, applicate senza un&#8217;adeguata valutazione del rischio.<\/span><\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" class=\"wp-image-5060 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image4-300x169.jpg\" alt=\"\" width=\"488\" height=\"275\" srcset=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image4-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image4-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image4-560x315.jpg 560w, https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2021\/03\/image4.jpg 1000w\" sizes=\"(max-width: 488px) 100vw, 488px\" \/><\/p>\n<p style=\"font-size: 13px;\"><em>Imputato in manette, posto dentro un box di vetro in un\u2019aula di un tribunale spagnolo<\/em><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">Le immagini degli imputati in gabbia, in manette o ammanettati e in gabbia vengono diffuse nei canali televisivi, sui giornali, sui social network. Questo avviene in un quadro mediatico con una forte tendenza \u201ccolpevolista\u201d, con dei media che tendono a presentare le ipotesi investigative alla stregua di verit\u00e0 gi\u00e0 accertate.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<span style=\"font-weight: 400;\">In Italia invece i box di vetro sono un\u2019eccezione. Di norma vi sono appunto i &#8220;gabbiotti&#8221;, considerati dalla Corte in contrasto con l\u2019art. 3 della CEDU.\u00a0\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Al tema delle modalit\u00e0 con cui gli imputati assistono alle udienze si affiancano la questione del trattamento a cui sono sottoposti indagati e imputati in attesa dell\u2019udienza, un\u2019attesa spesso consumata in manette dentro una cella adiacente all\u2019aula dell\u2019udienza, oltre che la questione delle modalit\u00e0 con cui vengono trasferiti da un luogo all\u2019altro del tribunale stesso. Spostamenti che di norma avvengono in manette &#8211; i cosiddetti \u201cferri\u201d. La totalit\u00e0 dei difensori intervistati ha espresso forti riserve rispetto alla reale esigenza di ricorrere a questo strumento allorch\u00e9 si \u00e8 scortati da agenti, in luoghi da cui la fuga \u00e8 quanto meno inverosimile. Nessuno degli intervistati, peraltro, serbava memoria o aveva conoscenza di tentativi di fuga attuati prima o nel corso dell\u2019udienza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">I temi sollevati non sono di certo sollevati qui per la prima volta.\u00a0 In un documento pubblicato dalle Camere penali di Milano<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_15');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_4342_1('footnote_plugin_reference_4342_1_15');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_4342_1_15\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">15)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_15\" class=\"footnote_tooltip\">Scaricabile a questo link: <span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.camerepenali.it\/cat\/7881\/lestetica_della_giustizia,_le_gabbie_e_lipocrisia.html<\/span><\/span><\/span><script type=\"text\/javascript\"> jQuery('#footnote_plugin_tooltip_4342_1_15').tooltip({ tip: '#footnote_plugin_tooltip_text_4342_1_15', tipClass: 'footnote_tooltip', effect: 'fade', predelay: 0, fadeInSpeed: 200, delay: 400, fadeOutSpeed: 200, position: 'top right', relative: true, offset: [10, 10], });<\/script><\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> nel 2016, gli avvocati meneghini chiedono la rimozione delle celle dalle aule del Palazzo di giustizia nonch\u00e9 l\u2019abolizione della prassi secondo cui gli imputati vengono tradotti in aula con le manette ai polsi. Il documento cita un episodio significativo dello spazio che i \u201cgabbiotti\u201d occupano nell\u2019immaginario degli operatori legali, e del significato che vi viene associato. In occasione del processo Ruby &#8211; in cui era imputato l\u2019ex presidente del consiglio Silvio Berlusconi &#8211; il presidente del tribunale dispose in effetti la copertura mediante teli bianchi delle celle dell\u2019aula, cos\u00ec mettendole ancora pi\u00f9 in evidenza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Il trattamento descritto mette in discussione molti principi affermati dalla pi\u00f9 alta normativa: la dignit\u00e0 della persona sottoposta a procedimento penale, la presunzione di innocenza, il diritto a un processo equo, il diritto a un\u2019assistenza legale effettiva. Le torsioni a tali principi sono peraltro enfatizzate dall\u2019esposizione mediatica degli imputati, che li pone davanti a una platea estremamente vasta. Il processo avviene, com\u2019\u00e8 noto, in un luogo pubblico. Le udienze, di norma, sono aperte al pubblico e ai giornalisti, che in molti casi vi assistono\u00a0 muniti di videocamera. Le immagini degli imputati in gabbia, in manette o ammanettati e in gabbia vengono diffuse nei canali televisivi, sui giornali, sui social network. Questo avviene in un quadro mediatico con una forte tendenza \u201ccolpevolista\u201d, con dei media che tendono a presentare le ipotesi investigative alla stregua di verit\u00e0 gi\u00e0 accertate. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Ci\u00f2 mette ancora pi\u00f9 in crisi il principio della presunzione di innocenza.\u00a0<\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">La diffusione di immagini di indagati o imputati sottoposti a strumenti di coercizione spesso avviene in contrasto con la normativa vigente. Ci\u00f2 riguarda principalmente il momento dell\u2019arresto o della traduzione da un posto all\u2019altro. L\u2019art. 114 del c.p.p., in effetti, afferma che \u201c\u00e8 vietata la pubblicazione dell&#8217;immagine di persona privata\u00a0 della\u00a0 libert\u00e0 personale ripresa mentre la stessa si\u00a0 trova\u00a0 sottoposta all&#8217;uso di manette ai polsi ovvero ad\u00a0 altro\u00a0 mezzo di coercizione fisica, salvo che la persona vi consenta\u201d<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">. <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">Ora, capita che le immagini\u00a0 siano fornite dalle autorit\u00e0 stesse. Il Legislatore europeo, con la direttiva 2016\/343, ha cercato di delineare norme per il rafforzamento della presunzione di innocenza relativamente alla diffusione di questo tipo di immagini. Gli Stati, si legge nel considerando 19, \u201cdovrebbero adottare le misure necessarie per garantire che, nel fornire informazioni ai media, le autorit\u00e0 pubbliche non presentino gli indagati o imputati come colpevoli, fino a quando la loro colpevolezza non sia stata legalmente provata\u201d<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">.\u00a0<\/span><\/i><\/p>\n<p><span style=\"font-weight: 400;\">Alla luce del quadro delineato, si impone, tanto nel quadro italiano quanto pi\u00f9 in generale in quello europeo, una decisa azione di contrasto alla collocazione automatica degli imputati in gabbie, box o simili. Cos\u00ec come si rende opportuna una modifica delle modalit\u00e0 con cui gli imputati attendono di comparire davanti al giudice o vengono trasferiti da un luogo all\u2019altro del tribunale. \u00c8 necessario perseguire la strada indicata dalla normativa europea e dalla Corte Edu, garantendo maggiormente la dignit\u00e0 della persona sottoposta a procedimento penale, il diritto a un processo equo e la presunzione di innocenza. <\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<\/section><div class=\"speaker-mute footnotes_reference_container\"> <div class=\"footnote_container_prepare\"><p><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_label pointer\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_4342_1();\">References<\/span><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_collapse_button\" style=\"display: none;\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_4342_1();\">[<a id=\"footnote_reference_container_collapse_button_4342_1\">+<\/a>]<\/span><\/p><\/div> <div id=\"footnote_references_container_4342_1\" style=\"\"><table class=\"footnotes_table footnote-reference-container\"><caption class=\"accessibility\">References<\/caption> <tbody> \r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_1');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_1\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>1<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">&#8220;<span style=\"font-weight: 400;\">Si veda, sul tema, specie della rappresentazione, il documento \u201cThe Dock and Physical Restraints : the presumption of innocence put to the test by appearances at trial\u201d, consultabile al link seguente: <span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.ejtn.eu\/Documents\/Themis%202012\/THEMIS%202012%20BUCHAREST%20DOCUMENT\/Written_paper_France%206.pdf<\/span><\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_2');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_2\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>2<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Sul tema si veda l\u2019interessante articolo del New York Times, corredato da numerose e significative immagini: <span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.nytimes.com\/2013\/11\/19\/world\/europe\/courtroom-cages-remain-common-despite-criticism.html<\/span><\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_3');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_3\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>3<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Arr\u00eat\u00e9 du 18 ao\u00fbt 2016 portant approbation de la politique minist\u00e9rielle de d\u00e9fense et de s\u00e9curit\u00e9 NOR : JUST1624217A, consultabile al seguente indirizzo: <span class=\"footnote_url_wrap\">http:\/\/www.textes.justice.gouv.fr\/art_pix\/JUST1624217A.pdf<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_4');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_4\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>4<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/juridique.defenseurdesdroits.fr\/doc_num.php?explnum_id=17462<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_5');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_5\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>5<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">In Italia il provvedimento \u00e8 stato ottimamente commentato da\u00a0 Nicola Canestrini. <i>Cf. <\/i>il suo \u00a0<i>La detenzione in gabbie metalliche durante l\u2019udienza \u00e8 lesiva dei diritti fondamentali dell\u2019imputato<\/i>, in Giurisprudenza Penale Web, 2018, 4, cosultabile al link seguente: <a href=\"https:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Canestrinii_gp_2018_4.pdf\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/wp-content\/uploads\/2018\/04\/Canestrinii_gp_2018_4.pdf<\/span><\/a> Per l\u2019interesse suscitato dalla questione vedi ad esempio il risalto dato da Fair Trials. <a href=\"https:\/\/www.fairtrials.org\/news\/glass-boxes-courtrooms-violate-presumption-innocence-finds-french-ombudsperson\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.fairtrials.org\/news\/glass-boxes-courtrooms-violate-presumption-innocence-finds-french-ombudsperson<\/span><\/a><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_6');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_6\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>6<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">\u00a0Cf. 9 Cour de cassation, Chambre criminelle, 15 mai 1985, 84-95.752, citata nel provvedimento del <i>D\u00e9fenseur des droits<\/i><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_7');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_7\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>7<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><i><span style=\"font-weight: 400;\">Cf. <\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">il report sull\u2019Italia del progetto \u201cInside police Custody\u201d, dell\u2019associazione Antigone<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_8');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_8\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>8<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><i>Cf. <\/i><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/eur-lex.europa.eu\/legal-content\/IT\/TXT\/?uri=CELEX%3A32016L0343<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_9');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_9\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>9<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Vedi Khodorkovskiy e Lebedev c. Russia, 25 luglio 2013, ricorsi 11082\/06 e 13772\/05<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_10');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_10\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>10<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">\u00a0Vedi Yaroslav Belousov v. Russia, ricorsi 2653\/13 e 60980\/14, sentenza 4 ottobre 2016<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_11');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_11\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>11<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Cf. il commento di N. Canestrini citato sopra<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_12');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_12\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>12<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Traduzione di Canestrini<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_13');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_13\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>13<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Vedi ancora il commento di Canestrini<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_14');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_14\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>14<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Svinarenko and Slyadnev v. Russia [GC] &#8211; 32541\/08 and 43441\/08, consultabile al seguente link: <span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/hudoc.exec.coe.int\/ENG#{%22EXECIdentifier%22:[%22004-14144%22]}<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_4342_1('footnote_plugin_tooltip_4342_1_15');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_4342_1_15\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>15<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Scaricabile a questo link: <span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.camerepenali.it\/cat\/7881\/lestetica_della_giustizia,_le_gabbie_e_lipocrisia.html<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n <\/tbody> <\/table> <\/div><\/div><script type=\"text\/javascript\"> function footnote_expand_reference_container_4342_1() { jQuery('#footnote_references_container_4342_1').show(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_4342_1').text('\u2212'); } function footnote_collapse_reference_container_4342_1() { jQuery('#footnote_references_container_4342_1').hide(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_4342_1').text('+'); } function footnote_expand_collapse_reference_container_4342_1() { if (jQuery('#footnote_references_container_4342_1').is(':hidden')) { footnote_expand_reference_container_4342_1(); } else { footnote_collapse_reference_container_4342_1(); } } function footnote_moveToReference_4342_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_4342_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } } function footnote_moveToAnchor_4342_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_4342_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } }<\/script>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text][\/vc_column_text][vc_column_text] [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243; el_class=&#8221;citazione&#8221;][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]\u00c8 frequente, in Italia e in molti Paesi europei, che gli imputati, in tribunale, siano sottoposti a mezzi di coercizione. Spesso vengono tradotti da un ambiente all\u2019altro del tribunale con le manette ai polsi, nonostante la presenza di agenti ai loro fianchi. \u00c8 poi frequente, almeno in Italia, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":4245,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_exactmetrics_skip_tracking":false,"_exactmetrics_sitenote_active":false,"_exactmetrics_sitenote_note":"","_exactmetrics_sitenote_category":0},"categories":[9],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4342"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4342"}],"version-history":[{"count":10,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4342\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5474,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4342\/revisions\/5474"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4245"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4342"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4342"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciassettesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4342"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}