{"id":5575,"date":"2022-04-19T17:10:21","date_gmt":"2022-04-19T15:10:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/detenuti-stranieri-e-irregolarita-del-soggiorno-in-italia-2\/"},"modified":"2022-05-30T11:09:04","modified_gmt":"2022-05-30T09:09:04","slug":"diritto-al-movimento-lo-sport-in-carcere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/diritto-al-movimento-lo-sport-in-carcere\/","title":{"rendered":"Sport"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span><\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.3) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Sport&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5575\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5575\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Sport&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5575&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Sport&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5575\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/12.-ANTIGONE_XVIIIrapporto_Sport.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Diritto al movimento. Lo sport in carcere.<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Le informazioni dalle nostre visite<\/strong><\/p>\n<p>\u201cLe detenute per l&#8217;attivit\u00e0 sportiva hanno a disposizione alcuni attrezzi e materassini disposti nel corridoio che collega la sezione all&#8217;area trattamentale\u201d, \u00e8 quanto leggiamo nella scheda sulla Casa Circondariale di Forl\u00ec dell\u2019Osservatorio di Antigone. In altri istituti, come quello romano di Regina Coeli, che al momento della nostra visita ospitava oltre 900 persone, gli spazi sono pochi ed inadatti per lo svolgimento di attivit\u00e0 sportive all\u2019aria aperta. Nella casa di reclusione femminile di Trani, che al momento della nostra visita ospitava 42 donne, non \u00e8 presente alcuna attivit\u00e0 sportiva. La stessa situazione l\u2019abbiamo trovata nella casa di reclusione di San Cataldo, dove non \u00e8 presente un\u2019area esterna e i 79 detenuti l\u00ec reclusi al momento della nostra visita non svolgevano alcuna attivit\u00e0 sportiva.<br \/>\nNella casa di reclusione di Altamura, e nelle case circondariali di Treviso, Taranto e Massa Marittima le attivit\u00e0 sportive, sospese con l\u2019avvento della pandemia, non avevano ancora ripreso quando abbiamo visitato gli istituti &#8211; rispettivamente il 27 luglio, il 21 giugno, il 25 agosto e il 10 novembre 2021.<\/p>\n<p>Nel 44,8% degli istituti visitati i detenuti avevano un accesso settimanale alla palestra, ma il 30,2% non lo aveva. Inoltre Nel 17,7% dei casi, alcune sezioni particolari non hanno accesso alla palestra.<br \/>\nIl 40,6% degli istituti visitati garantisce l\u2019accesso a un campo sportivo settimanalmente, mentre il 36,5% non lo consente.<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/9337181\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Sul sito del Ministero della Giustizia, alla voce<em> Sport<\/em>, si legge: <em>\u201cLa pratica sportiva all\u2019interno degli Istituti penitenziari svolge un significativo ruolo volto a promuovere la valorizzazione della corporeit\u00e0 e l\u2019abbattimento delle tensioni indotte dalla detenzione, favorendo al tempo stesso forme di aggregazione sociale e di positivi modelli relazionali di sostegno ad un futuro percorso di reinserimento.<\/em><\/p>\n<p>I programmi sportivi (&#8230;) sono attuati principalmente tramite apposite convenzioni con organismi nazionali e locali preposti alla cura di questo genere di attivit\u00e0 tra i quali CONI, UISP, US Acli, CSI e AICS\u201d.<\/p>\n<p>Infatti un Protocollo d\u2019Intesa \u00e8 stato di recente sottoscritto tra il Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria e<a href=\"https:\/\/www.sportesalute.eu\/\"> Sport e Salute<\/a>, per l\u2019attivit\u00e0 sportiva nelle carceri fino al 31 dicembre 2023.<\/p>\n<p>Lo yoga, il rugby, il calcio e la palestra rappresentano le attivit\u00e0 generalmente pi\u00f9 offerte negli istituti penitenziari. La UISP \u00e8 l\u2019ente di promozione pi\u00f9 presente, ma anche il Centro Sportivo Italiano (CSI) svolge diverse attivit\u00e0 in carcere. Anche il CONI &#8211; per il tramite delle sue sedi Regionali &#8211; offre attivit\u00e0 sportiva in alcuni istituti.<\/p>\n<p>Sono poche le strutture penitenziarie dove la comunicazione sulle attivit\u00e0 sportive parla di corsi. Sebbene sia probabile che spesso si tratti solo di una modalit\u00e0 un po\u2019 superficiale di affrontare il tema sportivo, tuttavia allo stesso tempo questa modalit\u00e0 sembra rispecchiare una visione dello sport come mero tempo libero, elemento frivolo &#8211; se non inutile &#8211; nella vita delle persone, in modo particolare se detenute.<\/p>\n<p>Ma lo sport in carcere per il nostro ordinamento \u00e8 davvero un elemento cos\u00ec accessorio?[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Lo sport \u00e8 considerato dall\u2019UNESCO un diritto umano. \u00c8 quanto si legge all\u2019articolo 1 della \u200b\u200bCarta Internazionale per l&#8217;Educazione Fisica, l&#8217;Attivit\u00e0 Fisica e lo Sport.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Perch\u00e9 lo sport in carcere deve essere un diritto<\/strong><\/p>\n<p>L\u2019articolo 27 dell\u2019ordinamento penitenziario (L. 354\/1975) prevede che le attivit\u00e0 sportive siano da inserirsi nel quadro del trattamento rieducativo perch\u00e9, al pari delle attivit\u00e0 culturali e di altre attivit\u00e0 ricreative, contribuiscono alla realizzazione della personalit\u00e0 dei detenuti e degli internati. La norma prevede poi che queste attivit\u00e0 vengano organizzate di concerto tra la direzione dell\u2019istituto, gli educatori, gli assistenti sociali, i mediatori culturali e anche i rappresentanti dei detenuti e degli internati, prevedendo per\u00f2 al contempo anche la partecipazione del mondo esterno perch\u00e9 considerate <em>utili al reinserimento sociale<\/em> (art. 1.2 O.P.). Questa norma \u00e8 importante perch\u00e9 conferisce alla direzione dell\u2019istituto un ruolo organizzativo, ideativo e anche realizzativo, al contempo per\u00f2 precisando che \u00e8 necessario su questo tema un coinvolgimento il pi\u00f9 possibile orizzontale anche degli altri attori coinvolti nel piano di trattamento, detenuti e comunit\u00e0 esterna inclusi.<\/p>\n<p>Anche il Regolamento di Esecuzione (D.P.R. 230 del 2000) all\u2019articolo 59 pone le attivit\u00e0 sportive sullo stesso piano di quelle culturali e ricreative; tutte, attivit\u00e0 da organizzarsi con la partecipazione di detenuti e internati, anche se lavoratori e\/o studenti. L\u2019ultimo comma dell\u2019articolo &#8211; il numero 6 &#8211; inserisce tra gli organizzatori delle attivit\u00e0 anche i volontari del mondo esterno che ex art. 17 O.P. svolgono attivit\u00e0 all\u2019interno degli istituti penitenziari. Nella seconda parte del comma 2 dello stesso articolo, <em>si sollecita<\/em> il coinvolgimento degli enti che, a livello locale e nazionale, si occupano delle attivit\u00e0 sportive, dunque dal CONI, alle Federazioni sportive, passando per gli enti di promozione sportiva.<\/p>\n<p>Discutibile appare il riferimento, posto invece in apertura del secondo comma dell\u2019articolo 59, che vorrebbe le attivit\u00e0 sportive rivolte in modo particolare ai giovani. Invero \u00e8 vasta la letteratura scientifica che dimostra come praticare attivit\u00e0 sportiva sia molto importante per persone anziane o comunque non pi\u00f9 giovani. Su questo si rimanda alla bibliografia riportata a pagina 48 delle<em><a href=\"https:\/\/www.salute.gov.it\/imgs\/C_17_pubblicazioni_2828_allegato.pdf\"> Linee di indirizzo sull\u2019attivit\u00e0 fisica per le differenti fasce d\u2019et\u00e0 e con riferimento a situazioni fisiologiche e fisiopatologiche e a sottogruppi specifici di popolazione<\/a><\/em>, pubblicata dal Ministero della Salute. Sono tante le considerazioni che rilevano su questo: prima di tutto se la sedentariet\u00e0 \u00e8 la ragione che pi\u00f9 di tutte spinge l\u2019Organizzazione Mondiale della Sanit\u00e0 a promuovere l\u2019attivit\u00e0 fisica per ridurre il rischio dell\u2019insorgere di gravi patologie, la detenzione &#8211; che la sedentariet\u00e0 sicuramente acuisce e impone -, \u00e8 a maggior ragione da ritenersi fattore di rischio in assenza di un\u2019adeguata offerta di attivit\u00e0 fisica, di movimento anche all\u2019aria aperta. In modo particolare, proprio al contrario di quanto previsto dal dettato normativo &#8211; proprio in soggetti non pi\u00f9 giovani.<\/p>\n<p>Nel <a href=\"https:\/\/www.camera.it\/_dati\/leg16\/lavori\/schedela\/apriTelecomando.asp?codice=16PDL0011040\">2008<\/a> e nel <a href=\"https:\/\/www.camera.it\/leg17\/995?sezione=documenti&tipoDoc=lavori_testo_pdl&idLegislatura=17&codice=17PDL0007430\">2013<\/a> sono state presentate alla Camera due proposte di legge molto simili per la promozione dell\u2019attivit\u00e0 sportiva negli istituti penitenziari. Entrambi i testi d\u2019 iniziativa dell\u2019allora PDL, non ebbero poi alcun seguito, contenevano per\u00f2 alcune indicazioni importanti. Si faceva poi riferimento ad un\u2019indagine del Dipartimento dell\u2019Amministrazione penitenziaria secondo la quale il carcere ordinario produce <em>segni di sofferenza<\/em>, aumentando <em>livelli di stress dei detenuti<\/em> nei quali \u00e8 possibile riscontrare diversi disturbi tra cui la claustrofobia, l\u2019irritabilit\u00e0 permanente, l\u2019ottundimento delle capacit\u00e0 intellettive e l\u2019apatia , disturbi della personalit\u00e0 e tanti altri. Per queste ragioni si raccomandava proprio il ricorso all\u2019attivit\u00e0 fisica e sportiva, <em>universalmente riconosciuta come un mezzo insostituibile per la prevenzione di molte patologie<\/em> <em>o disfunzioni legate alla sedentariet\u00e0<\/em>, tra le quali &#8211; si ricordavano &#8211; l\u2019obesit\u00e0, il diabete e le malattie cardiovascolari. Allo sport si riconosceva ancora la funzione propriamente educativa, racchiusa nel termine che veniva usato nella proposta di legge di <em>disciplina<\/em>. Termine questo forse discutibile, almeno quanto risulta invece indiscutibile il potenziale valore educativo dello sport, su cui torneremo.<\/p>\n<p>Del resto lo sport in carcere non \u00e8 considerato elemento accessorio neanche dalle <a href=\"https:\/\/search.coe.int\/cm\/Pages\/result_details.aspx?ObjectId=09000016809ee581\">Regole penitenziarie europee (2006)2-rev<\/a> che, proprio come il quadro normativo nazionale, nella raccomandazione 27.6, includono le attivit\u00e0 sportive nelle proposte ricreative per i detenuti &#8211; che devono essere messi nelle condizioni anche di organizzarle. Le stesse Regole (89) raccomandano poi l\u2019inclusione in carcere tra il personale specializzato, anche di<em> professori o istruttori di educazione fisica e sportiva.<\/em><\/p>\n<p>Lo sport \u00e8 considerato dall\u2019<a href=\"https:\/\/unesdoc.unesco.org\/ark:\/48223\/pf0000235409_ita\">UNESCO<\/a> un diritto umano. \u00c8 quanto si legge all\u2019articolo 1 della \u200b\u200bCarta Internazionale per l&#8217;Educazione Fisica, l&#8217;Attivit\u00e0 Fisica e lo Sport. Secondo questo primo articolo, non devono esservi discriminazioni di sorta nel riconoscimento di questo diritto fondamentale (1.1) e le istituzioni devono supportare queste attivit\u00e0 (1.2). Per questa ragione le risorse e le responsabilit\u00e0 per lo svolgimento dell\u2019attivit\u00e0 fisica e dello sport devono essere distribuite mirando al superamento dell\u2019esclusione dei gruppi pi\u00f9 vulnerabili e marginali (1.4).<\/p>\n<p>Come si diceva sopra, lo sport e l\u2019attivit\u00e0 fisica non devono essere intesi come un monolite, bens\u00ec si possono pensare e svolgere adattandoli al destinatario di riferimento; per questa ragione sarebbe importante che il nostro ordinamento non si limitasse a considerare i soli detenuti giovani quali target delle attivit\u00e0 proposte. Anzi, \u00e8 sempre l\u2019UNESCO a definire come <em>inclusive, adattate e sicure<\/em> le opportunit\u00e0 da offrirsi in ambito sportivo al fine di consentire la partecipazione <em>a tutti gli esseri umani<\/em>, senza limiti n\u00e9 barriere prevedendo proprio <em>anziani e persone con disabilit\u00e0<\/em> tra le categorie maggiormente da tutelare a fronte di una possibile esclusione (1.3).<\/p>\n<p>Il <em>Consiglio d\u2019Europa<\/em> \u201cintende per <em>sport<\/em> qualsiasi forma di attivit\u00e0 fisica che, attraverso una partecipazione organizzata o non, abbia per obiettivo l\u2019espressione o il miglioramento della condizione fisica e psichica, lo sviluppo delle relazioni sociali o l\u2019ottenimento di risultati in competizioni di tutti i livelli\u201d. La <a href=\"https:\/\/www.coni.it\/images\/documenti\/Carta_europea_dello_Sport.pdf\">Carta dello sport del Consiglio d\u2019Europa<\/a>, ripercorre anche alcuni temi gi\u00e0 trattati sopra, tra cui la responsabilit\u00e0 delle istituzioni nel promuovere l\u2019attivit\u00e0 sportiva, la collaborazione tra le diverse istituzioni e tutte le organizzazioni, anche volontarie, che si occupano di sport e attivit\u00e0 fisica.<\/p>\n<p>Lo sport pu\u00f2 essere veicolo di valori positivi. Per questa ragione anche l\u2019UNESCO raccomanda che l\u2019attivit\u00e0 sportiva sia il pi\u00f9 possibile organizzata e di qualit\u00e0 (1.7) affinch\u00e9 possano essere promossi valori puri come il <em>fair play, l\u2019uguaglianza, l\u2019onest\u00e0, l\u2019impegno, il coraggio, il lavoro di squadra, il rispetto delle regole e delle leggi, il rispetto di s\u00e9 stessi e degli altri, lo spirito di comunit\u00e0 e di solidariet\u00e0, cos\u00ec come il divertimento e il piacere.<\/em><\/p>\n<p>Questo tema \u00e8 molto importante perch\u00e9 invece &#8211; come abbiamo avuto modo di evidenziare in apertura &#8211; in carcere spesso per attivit\u00e0 sportiva si intende esclusivamente l\u2019accesso a un campo sportivo o a una palestra, senza che vi sia un\u2019attivit\u00e0 sportiva organizzata con allenamenti, l\u2019intervento di formatori, la partecipazione della societ\u00e0 esterna e &#8211; perch\u00e9 no &#8211; l\u2019iscrizione a tornei e campionati.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Tra gli eventi il pi\u00f9 importante \u00e8 senza dubbio il Vivicitt\u00e0 che si svolge sia a Rebibbia Nuovo Complesso che a Rebibbia Femminile, con una gara di corsa al maschile che coinvolge anche persone dall\u2019esterno e una staffetta invece al femminile.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>La UISP e il carcere, tra circoli penitenziari e un progetto europeo<\/strong><\/p>\n<p>La <a href=\"https:\/\/www.uisp.it\/nazionale\/\">UISP<\/a> \u00e8 un ente di promozione sportiva che da pi\u00f9 di 20 anni svolge con le sue diverse sezioni locali varie attivit\u00e0 sportive in carcere.<\/p>\n<p>Nel corso delle nostre visite la presenza della UISP \u00e8 stata raccontata ai nostri osservatori negli istituti di Firenze Sollicciano con le attivit\u00e0 di calcio a 5 maschile e di danza al femminile, nella Casa circondariale di Prato con il basket, negli Istituti penali di Reggio Emilia con attivit\u00e0 in tutte le sezioni anche al femminile e in quella transgender, nella Casa circondariale di Sandremo con la scuola calcio, e al Gozzini di Firenze con lo yoga. Storica \u00e8 la presenza della UISP negli istituti romani &#8211; eccezion fatta per Regina Coeli. La referente sport in carcere per la UISP Roma, Ilaria Nobili, ci ha raccontato di come all\u2019interno della Sezione di Alta Sicurezza di Rebibbia Nuovo Complesso e dell\u2019istituto di Rebibbia Reclusione, siano attivi addirittura due circoli UISP fondati da detenuti. Anche nell\u2019istituto di Rebibbia Femminile la UISP ha per anni promosso attivit\u00e0 sportive per le donne recluse e anzi, proprio in questo istituto &#8211; anche nella sezione nido &#8211; ha iniziato il suo intervento in carcere in citt\u00e0; negli scorsi anni qui erano attive la pallavolo e la danza sportiva; mentre nella casa di reclusione di Rebibbia attivit\u00e0 di calcio, scacchi, tennis e danza. Tuttavia l\u2019esplosione dell\u2019emergenza pandemica nel 2020 ha interrotto gran parte delle attivit\u00e0 e ha bruscamente fatto cessare l\u2019inizio dell\u2019attivit\u00e0 scacchistica nel carcere di Regina Coeli al centro di Roma. L\u2019auspicio \u00e8 che tutte le attivit\u00e0 possano riprendere al pi\u00f9 presto.<\/p>\n<p>Le attivit\u00e0 sportive gestite dalla UISP Roma devono essere distinte tra eventi e attivit\u00e0 stagionali. Tra gli eventi il pi\u00f9 importante \u00e8 senza dubbio il Vivicitt\u00e0 che si svolge sia a Rebibbia Nuovo Complesso che a Rebibbia Femminile, con una gara di corsa al maschile che coinvolge anche persone dall\u2019esterno e una staffetta invece al femminile.<\/p>\n<p>Molto importante \u00e8 per la UISP il tema dello sport in carcere e infatti a questo \u00e8 dedicato un intero modulo obbligatorio nella formazione per operatori sportivi. Anche una ex detenuta, che ha svolto attivit\u00e0 di danza sportiva con la UISP a Rebibbia femminile, una volta uscita ha voluto partecipare a un corso per diventare operatrice sportiva, qualifica che ha conseguito.<\/p>\n<p>Perch\u00e9 \u00e8 importante l\u2019attivit\u00e0 sportiva in carcere secondo la UISP? Perch\u00e9 molto spesso chi prende parte alle attivit\u00e0 sportive non assume psicofarmaci. Lo sport permette in carcere di migliorare la qualit\u00e0 psicofisica e dare tonicit\u00e0 al corpo. Lo sport permette di &lt;&lt;ricontattare il corpo&gt;&gt;, la &lt;&lt;casa in cui abitiamo&gt;&gt;. Rappresenta un modo per divertirsi, evadere, incontrarsi. Azzera ogni differenza, le regole valgono ugualmente per tutte\/i.<br \/>\nLa Uisp dal 2019 \u00e8 anche parte di un progetto Europeo (Erasmus+) sul tema dello Sport in carcere; il partenariato mette insieme organizzazioni in Belgio, Olanda, Croazia e Bulgaria. Obiettivo del progetto \u00e8 quello di mappare le attivit\u00e0 sportive attive negli istituti penitenziari di questi paesi che abbiano la missione di creare un ponte tra dentro e fuori dal carcere. Ne abbiamo parlato con Camilla De Concini, coordinatrice per UISP Nazionale del progetto Erasmus+ Sport in Prison con l\u2019obiettivo anche di capire come negli altri paesi \u00e8 concepito lo sport negli istituti penitenziari. In Belgio lo sport in carcere \u00e8 a tutti gli effetti un diritto: sono garantite almeno due ore settimanali di attivit\u00e0 sportiva per ciascun detenuto e &#8211; soprattutto &#8211; le organizzazioni che svolgono attivit\u00e0 sportiva all\u2019interno delle mura, lavorano a tutti gli effetti con lo staff penitenziario e hanno addirittura i propri uffici all\u2019interno degli istituti di pena. Lo sport \u00e8 cos\u00ec a tutti gli effetti parte integrante del percorso che il detenuto persegue nel corso della sua detenzione.<\/p>\n<p>In Olanda chi si occupa di sport in ambito penitenziario afferisce direttamente al ministero della Giustizia. Questa integrazione totale a livello istituzionale non va per\u00f2 a sminuire l\u2019attivit\u00e0, anzi. Il Ministero \u00e8 chiaramente un interlocutore molto forte e &#8211; ci \u00e8 stato raccontato &#8211; questo ha permesso anche il coinvolgimento di societ\u00e0 appartenenti alla massima serie del campionato federale di calcio olandese, impegnate in attivit\u00e0 all\u2019interno degli istituti.<br \/>\nDiscorsi diversi per Croazia e Bulgaria: nel primo caso lo sport in carcere rappresenta non pi\u00f9 di un mero passatempo; nel secondo caso \u00e8 stata definita \u201cdisastrosa\u201d la situazione, dove vi \u00e8 una grandissima difficolt\u00e0 a dare valore allo sport in ambito penitenziario.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Uno storico incontro tra atlete detenute e atlete del mondo esterno che ogni sabato (Atletico Diritti femminile gioca sempre in casa), si incontravano sul campo da calcetto.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Atletico Diritti in carcere<\/strong><\/p>\n<p>Antigone nel 2014 insieme all\u2019associazione Progetto Diritti, ha fondato la <a href=\"https:\/\/www.atleticodiritti.it\/\">Polisportiva Atletico Diritti<\/a>. Erano gli anni delle battute infelici &#8211; razziste e omofobe &#8211; di alcuni altissimi dirigenti della federcalcio. Atletico Diritti nacque con il precipuo obiettivo di offrire una visione sportiva e una missione sportiva in grado di mettere al centro i valori sportivi positivi di cui si \u00e8 parlato sopra, partendo dai principi di uguaglianza e di solidariet\u00e0 che lo sport &#8211; come pochi altri momenti e strumenti comuni nella vita delle persone &#8211; riesce a offrire. L\u2019integrazione orizzontale \u00e8 stato il modello proposto da Atletico Diritti fin dall\u2019inizio: nella prima storica sezione sportiva &#8211; quella del calcio a 11 maschile &#8211; ragazzi migranti si sono allenati fianco a fianco a studenti universitari (l\u2019universit\u00e0 di Roma Tre \u00e8 partner fin dagli albori della polisportiva) e ragazzi che avevano avuto problemi con la giustizia, ex detenuti, ragazzi in misura alternativa o in messa alla prova, ma anche detenuti in art. 21.<\/p>\n<p>Nel 2018 Atletico Diritti ha deciso di affiancare alle 3 sezioni attive in quel momento (calcio a 11 maschile, basket e cricket) una sezione interamente femminile, il calcio a 5 con una squadra speciale composta interamente dalle donne detenute nel carcere di Rebibbia Femminile a Roma. La squadra di calcio a 5 femminile di Rebibbia \u00e8 la prima squadra femminile in carcere d\u2019Italia. Nel 2019 ha disputato per la prima volta uno storico campionato amatoriale, quello organizzato dal Centro Sportivo Italiano. Il campionato in questione, poi interrotto dal Covid e a cui le ragazze si sono iscritte nuovamente nel 2021, \u00e8 composto da squadre di donne libere che si allenano e giocano nel \u201cmondo di fuori\u201d. Questo ha significato uno storico incontro tra atlete detenute e atlete del mondo esterno che ogni sabato (Atletico Diritti femminile gioca sempre in casa), si incontravano sul campo da calcetto, prima in cemento e poi &#8211; finalmente &#8211; in erba sintetica. Un momento di libert\u00e0 quello del calcetto, un prezioso momento di scambio tra il mondo delle donne recluse e il resto del mondo in una cornice di tifo composta da altre donne detenute, ma anche da moltissime componenti dello staff penitenziario, sempre pronto a sostenere la squadra delle ragazze di Rebibbia. Atletico Diritti femminile ha ospitato sul campo di Rebibbia anche la Nazionale delle Parlamentari, la rappresentativa del Vaticano, alcune atlete della AS Roma Women e il Presidente della Camera Roberto Fico ha presenziato a un torneo facendosi portavoce delle ragazze detenute con la Nazionale Italiana di Calcio femminile che di l\u00ec a breve sarebbe partita per i campionati Europei di calcio.<\/p>\n<p>Lo sport significa tanto per le persone detenute; le ragazze di Atletico Diritti hanno rafforzato questa convinzione.<\/p>\n<p>Per questa ragione, Atletico Diritti ha voluto rilanciare e nell\u2019estate del 2021 ha portato un altro sport all\u2019interno di un altro istituto penitenziario romano; a Rebibbia Penale \u00e8 nata cos\u00ec la sezione di tennistavolo. Al corso intensivo nel mese di luglio ha fatto seguito un torneo con la partecipazione del Comitato Regionale della Federazione Italiana Tennistavolo. Poi in autunno si \u00e8 deciso di iscrivere i ragazzi al campionato regionale e &#8211; nonostante il Covid abbia qualche volte impedito l\u2019attivit\u00e0 &#8211; mancano due partite alla sua conclusione.<\/p>\n<p>La risposta dei detenuti alle attivit\u00e0 sportive proposte in modo organizzato \u00e8 sempre alta ed importante, questo dimostra che lo sport \u00e8 una vera e propria esigenza, per il fisico e per la mente. Stare insieme, condividere, lottare uniti verso un unico obiettivo, divertirsi, incontrare nuove persone, aiutarsi, ma anche competere rispettando s\u00e9 stessi, l\u2019avversario, le regole, gli arbitri; sono tutti elementi che rendono il momento dello sport unico e anche formativo, un momento di libert\u00e0 e di responsabilit\u00e0 individuale e collettivo che dovrebbe essere imprescindibile in qualunque percorso di trattamento si voglia offrire a una persona reclusa.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Le informazioni dalle nostre visite \u201cLe detenute per l&#8217;attivit\u00e0 sportiva hanno a disposizione alcuni attrezzi e materassini disposti nel corridoio che collega la sezione all&#8217;area trattamentale\u201d, \u00e8 quanto leggiamo nella scheda sulla Casa Circondariale di Forl\u00ec dell\u2019Osservatorio di Antigone. 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