{"id":5596,"date":"2022-04-20T10:27:16","date_gmt":"2022-04-20T08:27:16","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/isolamento-ed-eventi-critici-2\/"},"modified":"2022-05-30T11:21:38","modified_gmt":"2022-05-30T09:21:38","slug":"la-detenzione-femminile-raccontata-attraverso-gli-occhi-di-una-detenuta-comune","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/la-detenzione-femminile-raccontata-attraverso-gli-occhi-di-una-detenuta-comune\/","title":{"rendered":"Donne ristrette. Lo sguardo di chi abita la prigione"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Francesca Bonassi e Francesca De Marinis<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Donne ristrette. 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Sono omosessuale e per questo mi sono allontanata dalla mia famiglia di origine. Per anni ho vissuto commettendo piccoli furti. Ho 26 anni, di cui otto li ho passati in carcere.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Sono Anna e sono in carcere da otto mesi. Non \u00e8 la mia prima esperienza detentiva, ma questa volta sono entrata nonostante fossi incinta. Una volta entrata in carcere ho iniziato ad avere complicanze con la gravidanza: ho avuto un distacco della placenta e ho perso mio figlio, poche ore dopo il raschiamento ero di nuovo sul letto della mia cella con tutto il mio dolore.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Sono Teresa, ho quasi 60 anni: per me \u00e8 difficile condividere una cella con tante persone giovani con abitudini diverse dalle mie. Ho sempre lavorato a nero come cuoca. Il \u2018sistema\u2019 mi ha dato 50 euro al mese per conservare un pacco con qualche chilo di droga dentro casa mia.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Sono Giusy e mi sento male perch\u00e9 da quando sto qua non riesco pi\u00f9 a guardare mio padre negli occhi. Ho sbagliato, facevo l\u2019autista per un gruppo che faceva truffe agli anziani nel nord Italia e ora, quando lo vedo, penso che sarebbe potuto capitare a lui.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Mi chiamo Angela, sono sposata e ho due figli. In carcere, per\u00f2, ho conosciuto Maria. Fare l&#8217;amore non era mai stato cos\u00ec bello, anche se dobbiamo accontentarci dei pochi minuti in cui le nostre concelline sono impegnate al lavoro o in altre attivit\u00e0.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Mi chiamo Mirjana. Sono in carcere da oltre vent&#8217;anni perch\u00e9 ho ammazzato il mio protettore. Sono entrata che ero appena una ragazza e, quando uscir\u00f2, conoscer\u00f2 i miei nipoti. In questi anni non ho mai chiesto un permesso, per me \u00e8 stato solo carcere.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Mi chiamo Latifah, sono nigeriana. Luned\u00ec scorso mio figlio ha compiuto 18 anni. Avevo i requisiti per ottenere un permesso e festeggiare con lui, ma il magistrato di sorveglianza, per un errore di calcolo, me l&#8217;ha negato.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Sono Ines, da anni soffro di depressione e ho tentato il suicidio due volte. Dopo vent\u2019anni dalla commissione del reato, il processo si \u00e8 concluso e la condanna \u00e8 divenuta esecutiva. Quando la polizia \u00e8 venuta a prendermi mi trovavo in ospedale al termine dell\u2019ennesimo ricovero. Il medico del carcere mi ha detto che la mia situazione migliorer\u00e0, ma come posso stare meglio qui dentro se per anni non sono riuscita a stare bene neanche l\u00e0 fuori, dove avevo vicino i miei cari e i miei figli?<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Mi chiamo Bianca, mentre studiavo ho iniziato a lavorare per andarmene da casa, ma i soldi non bastavano mai. Mi hanno beccato a spacciare e mi hanno messo agli arresti domiciliari nella casa di mia madre e del suo compagno. Lui ha ricominciato ad abusare di me \u2013 era la ragione per cui ero andata via \u2013 e quindi ho provato ad ucciderlo. Non mi pento, dentro sto meglio che fuori.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Mi chiamo Samantha, ho 22 anni. Da quanto tempo sei detenuta? Non mi ricordo. Come non ricordi, da qualche giorno, qualche mese o anni? Non lo so. Samantha, assumi psicofarmaci qui in carcere? Si. Quali? La pillola bianca, la pillola gialla e la pillola arancione.<\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Sono quasi quattro anni che, ogni settimana, come attivisti di Antigone Campania ci rechiamo presso il \u201cvecchio\u201d carcere femminile, dove proviamo a mettere le nostre competenze legali, mediche e psicologiche a disposizione delle detenute. Durante questi incontri abbiamo sentito centinaia di storie: in alcuni casi siamo riusciti a dare un reale sostegno materiale, in qualche altro non siamo riusciti a far altro che accogliere quei vissuti, garantendo ascolto a persone a cui spesso viene negata la possibilit\u00e0 di parlare e far sentire le proprie ragioni.<br \/>\nGrazie al confronto di questi anni, tutti noi abbiamo imparato moltissimo sul carcere e sulle logiche che regolano la vita quotidiana all\u2019interno di quegli spazi fatti di mura, sbarre, carne ed ossa.<br \/>\nProprio per questo volevamo che quel luogo lo potesse raccontare una detenuta comune, con una lunga storia di detenzione alle spalle, che abbiamo conosciuto nei primissimi giorni di sportello in quello che potrebbe essere un qualsiasi carcere femminile del sud Italia.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]I miei effetti personali li aveva il personale di polizia: per andare in bagno dovevo chiedere la carta igienica, per mangiare la forchetta ed il coltello.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Che impatto ha avuto sulla tua vita entrare in carcere?<\/strong><\/p>\n<p>Con l\u2019ingresso in carcere per me \u00e8 cambiato tutto. In realt\u00e0 ho ricordi molto sfocati dei primi tempi. Ho tentato di rimuovere.<br \/>\nPrima di entrare in carcere non stavo bene; all&#8217;ingresso sono quindi stata collocata nell\u2019articolazione psichiatrica: condividevo la cella con un\u2019altra detenuta ed ero sorvegliata a vista tutto il tempo, anche quando andavo in bagno, quando facevo la doccia, quando mangiavo. Era una situazione del tutto surreale, un incubo. Non ero pi\u00f9 padrona di me stessa: non potevo fare nulla senza essere controllata, dipendevo completamente dalle altre persone. I miei effetti personali li aveva il personale di polizia: per andare in bagno dovevo chiedere la carta igienica, per mangiare la forchetta ed il coltello.<br \/>\nPerfino la mia compagna di cella mi teneva d\u2019occhio: mentre dormivo, a volte, veniva a controllare che non smettessi di respirare. Non ero pi\u00f9 padrona nemmeno del mio respiro.<br \/>\nPoi forse la cosa pi\u00f9 dura \u00e8 stata lo strappo dalla famiglia. \u00c8 traumatizzante quando ti rendi veramente conto che puoi sentire, vedere e toccare la tua famiglia in modo centellinato, che gli altri ti devono dare il permesso per toccare e abbracciare i tuoi cari. Durante i colloqui, eravamo seduti allo stesso tavolo, ma se io mi avvicinavo un po\u2019 di pi\u00f9 e tenevo un po\u2019 di pi\u00f9 le mie mani strette a quelle di mio padre, mi bussavano dal vetro e mi dicevano di separarle.<br \/>\nLe telefonate di 10 minuti: tu immaginati che mentre parli i 10 minuti scadono e cade la linea.<br \/>\n\u00c8 uno strappo che continua, \u00e8 costante. Da quando c\u2019\u00e8 stato il Covid io non ho pi\u00f9 fatto venire i miei genitori a colloquio, per pi\u00f9 di un anno li ho sentiti solo tramite videochiamata.<br \/>\nAnche l\u2019affetto in carcere \u00e8 una concessione, \u00e8 un lusso. Penso che tutto passi, che tutto quello che ho vissuto di brutto passer\u00e0, per\u00f2 questa sensazione penso che forse non passer\u00e0 mai, ogni volta che li abbraccer\u00f2 penser\u00f2 che non \u00e8 sempre tutto scontato.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Com\u2019\u00e8 cambiata la tua vita in carcere con il trasferimento nelle celle comuni?<\/strong><\/p>\n<p>Ricordo ancora perfettamente la prima domanda che mi \u00e8 stata fatta appena sono entrata nella cella: \u201ctu sai scrivere?\u201d. In un primo momento non capivo il senso di una domanda del genere. Ho sempre dato per scontato il fatto che tutte le persone della mia et\u00e0 sapessero leggere e scrivere, mentre in carcere ho capito che non \u00e8 cos\u00ec.<br \/>\nAll\u2019inizio mi sentivo diversa dalle altre detenute e forse questo mi ha anche spaventato, avevo moltissima paura di rimanere sola, isolata, anche perch\u00e9 generalmente le persone che commettono reati come il mio non sono ben viste. Quindi ho fatto di tutto per integrarmi e ho messo al servizio di tutti le mie capacit\u00e0: scrivevo alla direttrice quando volevamo incontrarla o chiederle qualcosa, scrivevo le \u2018domandine\u2019 per chiunque me lo chiedesse e questo mi ha permesso anche di vivere tranquilla.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Puoi provare a raccontare ad una persona che non sa nulla di carcere, quali dinamiche si creano nelle sezioni detentive?<\/strong><\/p>\n<p>La cella ha sicuramente delle dinamiche particolari, che si potrebbero definire familistiche.<br \/>\nLa figura del \u2018capo cella\u2019 esiste, \u00e8 reale, diciamo che \u00e8 la persona che gestisce la stanza, \u00e8 anche sociologicamente studiata. Generalmente \u00e8 la persona che \u00e8 da pi\u00f9 tempo in quella cella, per\u00f2 poi dipende dal carisma delle singole detenute. In alcuni casi questa posizione di supremazia dipende anche dall\u2019avere pi\u00f9 soldi: chi ha pi\u00f9 soldi ha pi\u00f9 potere decisionale rispetto a chi ha meno soldi, ma il fatto di governare una stanza \u00e8 determinato dalle caratteristiche della persona, sono dinamiche veramente molto sottili.<br \/>\nAlle volte capita che in una cella dove c\u2019\u00e8 gi\u00e0 un certo equilibrio entri un\u2019altra detenuta forte e a quel punto possono esserci degli scontri e sono proprio gli agenti che sono costretti ad intervenire e \u201csciogliere\u201d la stanza. La direzione riconosce i soggetti pi\u00f9 forti e, prima che si arrivi ad uno scontro fisico, mette le persone in celle diverse.<br \/>\nAllo stesso tempo ci sono altre persone pi\u00f9 deboli, sia caratterialmente, sia economicamente, che quindi preferiscono avere una sigaretta da fumare dopo pranzo anche se questo pu\u00f2 voler dire fare i piatti tutti i giorni o fare il letto anche per un\u2019altra.<br \/>\nIl \u2018capo cella\u2019 lo riconosci subito perch\u00e9 non si occupa mai delle pulizie della stanza, al massimo cucina perch\u00e9 le piace cucinare. In ogni caso il \u2018capo cella\u2019 non ha mai dei turni fissi.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Come funziona la spesa?<\/strong><\/p>\n<p>Tendenzialmente si divide in parti uguali tra tutte, ma il piatto a tavola si assicura anche a chi non ha i soldi per fare la spesa.<br \/>\nPoi dipende molto da chi gestisce la stanza: in alcuni casi c\u2019\u00e8 la regola per cui se a tavola si mettono sette piatti, l&#8217;ottavo esce sempre. Le sigarette sono considerate un lusso, il cibo no.<br \/>\nCi sono pure stanze in cui si fa il \u2018tavolo dei ricchi\u2019 che mangia alle 20.30 e per il quale si cucina, ed il \u2018tavolo dei poveri\u2019 che mangia verso le 17.30\/18 quando passa il carrello.<br \/>\nIn questo discorso si inserisce anche un\u2019altra logica: le altre detenute devono sapere che nella mia cella il cibo non manca a nessuna, poi che tu in cambio devi occuparti della pulizia \u00e8 una questione che riguarda solo la stanza, fuori non si deve sapere.<br \/>\nOvviamente questo non vuol dire che non si possano creare legami veri. Io dopo 7 anni per\u00f2 ne ho costruito solo uno e, nonostante lei sia uscita e sia ora a Bologna, continuiamo a sentirci, perch\u00e9 quello che hai vissuto insieme l\u00e0 dentro non si scorda.<br \/>\nPoi, certo, ci sono anche i momenti di condivisione belli: quest\u2019estate, per esempio, anche se io e molte altre non eravamo \u2018permessanti\u2019, ho scritto alla direttrice per chiederle di festeggiare il Ferragosto sul terrazzo del carcere. \u00c8 stato bellissimo, siamo state sul terrazzo con la musica fino a mezzanotte. Anche quando c\u2019\u00e8 stata la finale dell\u2019Italia l\u2019abbiamo vista tutte nella stanza della socialit\u00e0 e abbiamo festeggiato insieme.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Per quella che \u00e8 la mia esperienza, la commissione di un reato da parte di una donna \u00e8 sempre legata alla famiglia e al bisogno di prendersi cura dei propri figli.<br \/>\nForse anche per questo, per il fatto di non avere figli, spesso mi sono sentita esclusa.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Spesso si ha difficolt\u00e0 ad immaginare la detenzione femminile, un po\u2019 perch\u00e9 del carcere femminile si parla poco &#8211; anche per una questione legata al numero di detenute rispetto al totale della popolazione carceraria -, un po\u2019 per il fatto che, all\u2019interno di una societ\u00e0 patriarcale, la violenza \u00e8 una caratteristica principalmente associata al maschile, l\u2019obbedienza e la sottomissione al femminile, ed \u00e8 dunque pi\u00f9 difficile immaginare che sia una donna a trasgredire la legge e a commettere un reato, soprattutto se di stampo violento.<\/strong> <strong>Per quella che \u00e8 stata la tua esperienza, chi sono le donne che entrano in carcere?<\/strong><\/p>\n<p>Durante la mia detenzione ho conosciuto tantissime donne e tante di loro mi hanno raccontato di essersi sentite giudicate \u2013 in primis proprio dai giudici durante i processi \u2013, oltre che per il reato commesso, anche per non avere denunciato il marito o il compagno che commetteva reati. \u201cCome altro avrei dovuto agire con dei figli a carico?\u201d \u00e8 la classica risposta che ho ricevuto.<br \/>\nIo non ho figli, ma quello che accomuna quasi tutte le donne con cui sono entrata in contatto \u00e8 il fatto di aver taciuto i reati commessi dai compagni e di aver commesso loro stesse dei crimini perch\u00e9 non sapevano come mantenere la famiglia altrimenti. Per quella che \u00e8 la mia esperienza, la commissione di un reato da parte di una donna \u00e8 sempre legata alla famiglia e al bisogno di prendersi cura dei propri figli.<br \/>\nForse anche per questo, per il fatto di non avere figli, spesso mi sono sentita esclusa.<br \/>\nPi\u00f9 volte mi \u00e8 stato detto che il mio dolore non poteva essere paragonato a quello delle altre detenute perch\u00e9 io non avevo un compagno o dei figli ad aspettarmi fuori. Sono sempre stata circondata da donne che avevano figli, alcune di loro avevano poco pi\u00f9 di vent\u2019anni ed avevano gi\u00e0 quattro o cinque figli.<br \/>\nNon sono madre, \u00e8 vero, ma comunque sono figlia e sento il dolore che prova mia madre.<br \/>\nCome si pu\u00f2 ritenere che la mia sofferenza conti di meno perch\u00e9 non sono madre?[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Vuoi raccontarmi un po\u2019 di come il carcere incide sulla sfera della sessualit\u00e0 e dell\u2019affettivit\u00e0?<\/strong><\/p>\n<p>In questi anni quando ho sentito il bisogno di contatto, mi sono fatta bastare un abbraccio, perch\u00e9 tutti hanno bisogno di sentire l\u2019affetto, anche in carcere.<br \/>\nAllo stesso tempo, per\u00f2, ho visto nascere anche molte coppie: non so dirti se erano persone che all\u2019interno di quell\u2019ambiente chiuso hanno scoperto un\u2019altra forma di sessualit\u00e0 o se, invece, le privazioni legate alla vita detentiva fanno nascere l\u2019amore anche nei casi in cui non te l\u2019aspettavi.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Come si inseriscono nella quotidianit\u00e0 della vita in cella queste coppie che nascono tra le mura del carcere?<\/strong><\/p>\n<p>All\u2019inizio pu\u00f2 capitare che incontrino delle ritrosie, sia perch\u00e9 una coppia vuol dire un\u2019alleanza, sia perch\u00e9 pu\u00f2 dare fastidio il fatto che stanno nel letto insieme. Poi dipende dalle singole persone: se sono discrete ed educate spesso vengono anche prese in simpatia, \u00e8 anche bello vedere due persone felici insieme.<br \/>\nOnestamente, credo che non ci sia mai un sentimento di omofobia, forse anche perch\u00e9 \u00e8 una dinamica abbastanza conosciuta nel carcere femminile. Forse sono le detenute pi\u00f9 grandi d\u2019et\u00e0 che hanno pi\u00f9 difficolt\u00e0 ad accettare coppie omosessuali.<br \/>\n<em>Interviene un\u2019altra detenuta<\/em>. Io non ho alcun problema con le coppie dello stesso sesso, per\u00f2 quello che non capisco \u00e8 perch\u00e9 non \u00e8 prevista la possibilit\u00e0 di un colloquio matrimoniale se ho un compagno o una compagna all\u2019esterno. Io ho fatto il carcere anche in Francia e l\u00e0, gi\u00e0 anni fa, c\u2019era la possibilit\u00e0 di effettuare un colloquio matrimoniale a settimana.<br \/>\nLa questione non riguarda solo il sesso, ma tutta l\u2019affettivit\u00e0: durante quell\u2019ora di colloquio puoi scegliere anche solo di trascorrere il tempo abbracciati, ma in una situazione nella quale ti \u00e8 concessa un minimo di privacy.<br \/>\nLo stesso vale anche se non hai una relazione: tu puoi anche voler stare con tua madre, con tuo padre, con tua sorella in una stanza per farti una confidenza pi\u00f9 intima, o anche solo per piangere.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Qual \u00e8 il rapporto tra corpo e carcere e come incidono su di te le privazioni alle quali sei sottoposta?<\/strong><\/p>\n<p>Il carcere ha cambiato la mia forma di rapportarmi agli altri.<br \/>\nQuando ho iniziato il lavoro all\u2019esterno, dopo molti anni durante i quali non ero mai uscita dal carcere, la paura pi\u00f9 forte che avevo era di non riuscire a parlare con una persona che non conoscevo, la paura di non saper interagire con gli altri.<br \/>\nTi far\u00e0 ridere, ma io all\u2019inizio mi sono messa a parlare con tutti quelli che incontravo in metropolitana. Quando sono uscita avevo paura di tutto, forse avevo proprio paura di uscire; avevo paura di fare le cose pi\u00f9 semplici, di andare a prendere la metropolitana, di non sapere acquistare il biglietto, di non ricordare le strade&#8230; cose che magari prima facevo con naturalezza.<br \/>\nNon lo so, forse avevo paura di riprendere in mano la mia vita.<br \/>\nNon aver avuto potere sulla propria vita per tanto tempo e improvvisamente tornare ad averne: fino ad ora ci sono state persone che hanno deciso e agito per me, ora io devo occuparmi di nuovo di tutte le cose da sola.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Posso avere dei codini per i capelli, ma devono essere contati.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Possiamo dire che c\u2019\u00e8 una difficolt\u00e0 legata all\u2019infantilizzazione tipica del carcere?<\/strong><\/p>\n<p>Assolutamente s\u00ec.<br \/>\nCi sono alcune regole che sono necessarie, anche per mantenere l&#8217;ordine. Penso pure a cose banali, ad esempio agli orari stabiliti per fare la lavatrice o per usare i phon che stanno sul piano, perch\u00e9 altrimenti le persone che vivono nelle celle l\u00ec accanto non hanno un attimo di quiete.<br \/>\nPer\u00f2 poi ci sono altre regole che secondo me non hanno senso, il cui unico scopo \u00e8 spersonalizzarti ed infantilizzarti.<br \/>\nPosso farti gli esempi pi\u00f9 vari: non poter avere le proprie cose a disposizione, non poter avere orecchini n\u00e9 bracciali. Fino a quando non \u00e8 arrivata la nuova direttrice, non si potevano neanche portare le calze. Ora hanno ammesso le coperte di plaid, mentre prima dovevamo dormire con le coperte dei militari (ride), per\u00f2 potevamo avere le vestaglie o le tute di pile. Posso avere dei codini per i capelli, ma devono essere contati.<br \/>\nL\u2019anno scorso hanno autorizzato i cappelli di lana: lo stesso cappello che l\u2019anno scorso \u00e8 entrato, quest\u2019estate l\u2019ho mandato a casa per farlo lavare e quest\u2019inverno mi \u00e8 stato detto che non poteva entrare perch\u00e9 aveva un pon-pon troppo grande. Sar\u00e0 un desiderio stupido, ma io volevo un cappello con il pon-pon. In carcere ti vengono anche questi desideri.<br \/>\nSe io devo parlare con il direttore o con il comandante capisco che devo fare una richiesta scritta, per avere un ordine, ma non capisco perch\u00e9 io debba fare una richiesta scritta per avere alcuni degli oggetti che mi porta la mia famiglia, e che vengono controllati dalla polizia al momento della consegna del pacco, come ad esempio le calze.<br \/>\nDopo tanti anni, non ho capito che ragione abbiano certe regole, mi sembra che il senso sia solo quello di infliggere un\u2019 ulteriore punizione, come se la pena che stai scontando non fosse sufficiente: devi essere privata di tutto, di qualsiasi cosa che possa renderti felice.<br \/>\nSpiegami perch\u00e9 non si possono avere pi\u00f9 di due o tre libri in stanza.<br \/>\nUn altro meccanismo impressionante in carcere \u00e8 che la responsabilit\u00e0 sembra non essere mai personale: la colpa di uno \u00e8 la colpa di tutti. Cos\u00ec non si responsabilizza. Loro dicono spesso che il carcere \u00e8 un luogo di prova, dove devi fare un percorso, ma se le cose mi vengono tolte senza ragione o perch\u00e9 un\u2019altra detenuta ha sbagliato, non mi viene data la possibilit\u00e0 di dimostrare il tipo di percorso che sto facendo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Le perquisizioni come funzionano?<\/strong><\/p>\n<p>Noi che lavoriamo all\u2019esterno siamo sottoposte a perquisizione sia in uscita che in entrata. Tutte le mattine gli agenti segnano cosa indossiamo, compreso il colore della biancheria intima. Quando torniamo controllano che abbiamo le stesse cose, dobbiamo spogliarci e fare le flessioni.<br \/>\n\u00c8 una cosa a cui dovresti abituarti, ma in realt\u00e0 non ti ci abitui mai.<br \/>\nSecondo me, se il lavoro all&#8217;esterno \u00e8 considerato una messa alla prova, la perquisizione potrebbe anche non essere fatta tutte le sere, ma a campione quando meno te l&#8217;aspetti.<br \/>\nPoi ci sono giorni in cui capita che la perquisizione sia pi\u00f9 invasiva, come se fossi una nuova giunta.<br \/>\n<em>Si inserisce un\u2019altra detenuta<\/em>. Una delle ultime volte mi hanno fatta spogliare da testa e piedi, mi hanno lasciata nuda come un verme e, quando ho chiesto di ridarmi le mutande, mentre controllavano tutte le cuciture dei miei vestiti, mi hanno risposto \u201cmica fa tanto freddo\u201d. Era febbraio.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Per molte, secondo me, la vita dopo il carcere \u00e8 comunque un altro calvario. Io sto cercando di cavarmela e un po\u2019 ci sto riuscendo, anche perch\u00e9 dentro di me ho la convinzione che prima o poi sar\u00e0 solo un brutto ricordo.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Spengo il registratore, la ringrazio del tempo e delle parole che mi ha dedicato, ma mi ferma e mi chiede di ricominciare a registrare.<\/strong><\/p>\n<p>Vorrei dirti un\u2019ultima cosa, prima di salutarci: il carcere riesce ad offrirti poche cose, quasi niente e quindi bisogna mettersi nella condizione di prendere tutto, anche le cose che non ti piacciono.<br \/>\nMolte delle persone che stanno in carcere sono sfiduciate, vedono tutto nero, trascorrono la giornata sul letto e questo mi mette molta tristezza. La cosa che sento dire pi\u00f9 spesso sai qual \u00e8? \u201cTanto io quando esco di qua che cosa posso fare?\u201d. Quello che davvero servirebbe \u00e8 un aiuto dopo, quando si esce dal carcere, quello \u00e8 il momento pi\u00f9 difficile.<br \/>\nPer molte, secondo me, la vita dopo il carcere \u00e8 comunque un altro calvario. Io sto cercando di cavarmela e un po\u2019 ci sto riuscendo, anche perch\u00e9 dentro di me ho la convinzione che prima o poi sar\u00e0 solo un brutto ricordo. Per molte altre, invece, il carcere \u00e8 una condizione che ti accompagna durante tutta la vita, non sar\u00e0 mai una cosa passata, perch\u00e9 tornarci in futuro \u00e8 una probabilit\u00e0 alta.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Sono Isabella, sono nata in Italia da genitori di etnia rom e non ho mai avuto un documento di riconoscimento. Sono omosessuale e per questo mi sono allontanata dalla mia famiglia di origine. Per anni ho vissuto commettendo piccoli furti. 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