{"id":5620,"date":"2022-04-22T10:20:34","date_gmt":"2022-04-22T08:20:34","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/santa-maria-capua-vetere-nelle-viscere-dello-stato-democratico-2\/"},"modified":"2022-05-30T11:19:29","modified_gmt":"2022-05-30T09:19:29","slug":"un-anno-di-contenzioso-strategico-il-caso-rotundo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/un-anno-di-contenzioso-strategico-il-caso-rotundo\/","title":{"rendered":"Un anno di contenzioso strategico. Il caso Rotundo"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Simona Filippi<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Un anno di contenzioso strategico. 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Il caso Rotundo<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Con sentenza del 4 novembre 2021, la Corte di Appello di Bari, in riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Foggia che aveva condannato Giuseppe Rotundo alla pena della reclusione per un anno e nove mesi, ha pronunciato l&#8217;assoluzione perch\u00e9 il fatto non costituisce reato.<br \/>\nI Giudici hanno accolto la tesi difensiva secondo cui Rotundo \u00e8 stato vittima di un&#8217;azione di violenza da parte di tre agenti di polizia penitenziaria cui lo stesso ha reagito <em>\u201cin quanto costretto dalla necessit\u00e0 di difendersi dall&#8217;aggressione e dalle violenze fisiche\u201d<\/em>.<br \/>\nSono trascorsi pi\u00f9 di undici anni dai fatti.<br \/>\nEra il 12 gennaio 2011 quando, cos\u00ec come ricostruito nei capi di imputazione, tre agenti di polizia penitenziaria abusavano dei <em>mezzi di correzione<\/em> in danno di Giuseppe Rotundo portandolo in una cella di isolamento del carcere di Lucera dove lo costringevano a spogliarsi e lo colpivano con calci e pugni in varie parti del corpo cagionandogli lesioni giudicate guaribili entro 40 giorni, colpendolo prima con un pugno alla nuca, poi in faccia e con calci e pugni su tutto il corpo infine facendolo cadere a terra in uno stato di incoscienza.<br \/>\nAnche gli agenti di polizia penitenziaria denunciavano di essere stati loro vittime di un\u2019azione di violenza da parte di Rotundo il quale avrebbe utilizzato violenza e minaccia per opporsi, inveendo contro un agente con parole offensive e minacciose quindi scagliandosi contro altri assistenti intervenuti per la definizione del procedimento disciplinare in particolare intimando parole ingiuriose e infine colpendo al volto con un pugno un agente e cercando di colpire con calci e pugni gli altri due.<br \/>\nSono cos\u00ec nati due diversi procedimenti poi riuniti davanti allo stesso Giudice.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]In contrasto con quanto ricostruito dal Tribunale, ho sempre sostenuto la totale inconciliabilit\u00e0 tra le due versioni offerte da una parte dal detenuto e dall&#8217;altra dai poliziotti.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]In contrasto con quanto ricostruito dal Tribunale, ho sempre sostenuto la totale inconciliabilit\u00e0 tra le due versioni offerte da una parte dal detenuto e dall&#8217;altra dai poliziotti.<br \/>\nIl punto di partenza era condiviso dai protagonisti: la vicenda ha avuto inizio da un diverbio provocato da Rotundo mentre era in fila in attesa di effettuare la telefonata ai familiari.<br \/>\nDa questo momento in poi i racconti prendono strade differenti: il detenuto sostiene di essere stato chiamato da uno degli agenti e di essere stato condotto in una cella della sezione di isolamento dove, dopo essere stato invitato a spogliarsi per la perquisizione necessaria per l&#8217;incontro con il Comandante, veniva invece brutalmente picchiato dagli agenti: <em>\u201cQuattro stavano dentro, e gli altri due tre, per\u00f2 erano tutto con i guanti, lo notai subito questo particolare, e capii che cosa stava succedendo. Se non che, insomma alla fine ero completamente nudo, e ricevetti il primo pugno alla nuca da Leone Vincenzo, mi girai per difendermi non escludo di aver colpito molto probabilmente, anzi sono quasi sicuro di aver colpito perch\u00e9 ho reagito e quindi per difesa, ho reagito per difesa e ho cercato di difendermi ma non ci fu verso perch\u00e9 dopo due secondi ero subito in stato di incoscienza, per terra, nudo. E, quindi, fui completamente massacrato, e non ricordo pi\u00f9 niente di quel attimo, ricordo solo che poi fui preso da alcuni agenti e spostato nella cella a fianco, sempre in quel reparto l\u00e0. Mi chiusero con il blindato, nudo l&#8217;11 gennaio, c&#8217;era un materasso brutto, buttato l\u00e0, era evidentemente una cella che non usavano mai e misero me in quella cella.\u201d<\/em><br \/>\nGli agenti sostengono invece che, dopo il diverbio avvenuto con Rotundo, gli stessi lo avevano condotto in una cella adibita ad ufficio per la contestazione disciplinare e, l\u00ec, una volta entrato, il detenuto si sarebbe scagliato contro gli agenti per poi scivolare a terra: <em>\u201cInsieme agli altri colleghi siamo intervenuti per portarlo alla calma ed \u00e8 scivolato a terra, cos\u00ec l&#8217;abbiamo preso di peso tirandolo chi con le braccia\u2026. perch\u00e9 lui continuava a dimenarsi\u201d<\/em>.<br \/>\nI fatti ricostruiti nel corso del processo si sono sviluppati secondo un copione oramai noto: l&#8217;utilizzo della sezione di isolamento quale luogo di commissione del delitto e il medico che non predispone il referto.<br \/>\nA volte il ripetersi di dinamiche consolidate si scontra con accadimenti imprevedibili: il detenuto che riesce a denunciare e l&#8217;operatore che conferma il racconto denunciato.<br \/>\nIn questa vicenda, la notizia di reato \u00e8 giunta grazie alla volont\u00e0 e alle capacit\u00e0 del detenuto.<br \/>\nRotundo conosce bene il carcere e sa come muoversi.<br \/>\nPer questo, decide di scrivere una lettera che inserisce in una busta senza indicare il nome e che consegna ad un altro detenuto cui chiede di spedirla all&#8217;avvocato: <em>\u201csiccome ero consapevole che non sarebbe partita e nome mio [\u2026] Avevo questa paura, e decisi di passare la lettera ad un compagno, che si trovava nella sezione sopra, che avevo modo di vedere quando loro si recavano ai passeggi.\u201d<\/em><br \/>\nL&#8217;avvocato, letta la missiva, decide di depositarla in Procura e cos\u00ec, a pochi giorni dai fatti, personale della Polizia giudiziaria si reca in carcere ad effettuare rilievi fotografici sul corpo del detenuto:<em> \u201cE&#8217; necessario verificare e documentare con urgenza \u2013 e prima che il decorso del tempo le cancelli \u2013 eventuali lesioni e tracce delle riferite percosse sul corpo di Rotundo.\u201d<\/em><br \/>\nLe fotografie attestano: tracce di ematoma ad entrambe le regioni periorbitali, di emorragia oculare destra, di emorragia oculare sinistra, di tumefazione regione frontale destra, ematoma avambraccio destro regione interna ed esterna e gomito, tumefazione dorso mano destra, graffi emitorace sinistro, ematomi sul ginocchio e gamba destra, ematoma caviglia, collo del piede e regione plantare dorsale piede destro.<br \/>\nIl giorno dopo i fatti, Rotundo incontra l&#8217;assistente sociale e la psicologa del carcere che sono poi venute a raccontare in Tribunale quanto avevano visto.<br \/>\nLa psicologa aveva incontrato il detenuto il giorno precedente e quando lo rivede il giorno seguente stenta a riconoscerlo: <em>\u201cera la prima volta che vedevo una persona ridotta cos\u00ec\u201d<\/em> mentre l&#8217;assistente sociale ha ricordato in maniera pi\u00f9 precisa le condizioni fisiche in cui si trovava: <em>\u201cdopo qualche minuto arrivarono due agenti con il detenuto, i quali entrarono e la persona era claudicante, quindi si reggeva da un lato la mano con la gamba\u2026.\u201d<\/em>, e ancora: \u201c<em>claudicava, aveva il viso tumefatto, aveva delle tumefazioni al viso e lamentava anche, s\u00ec lamentava di dolori alla testa.\u201d \u201cs\u00ec, si lamentava, si lamentava e aveva ripeto, il volto tumefatto e claudicava da una gamba\u201d. <\/em>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]anche nella vicenda di Rotundo si sono dovuti fare i conti con la mancata refertazione da parte del medico[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Come anticipato, anche nella vicenda di Rotundo si sono dovuti fare i conti con la mancata refertazione da parte del medico che non ha adempito a quanto stabilito dall&#8217;art. 334 c.p.p. secondo cui chi ha l&#8217;obbligo di referto deve farlo pervenire entro quarantotto ore o, se vi \u00e8 pericolo, immediatamente, al pubblico ministero o a qualsiasi pubblico ufficiale.<br \/>\nSoltanto per inciso, una sentenza di condanna per rifiuto di atti di ufficio a carico di un medico penitenziario \u00e8 stata pronunciata di recente per i fatti che si sono svolti ad ottobre 2018 presso la Casa di reclusione di San Gimignano. Sentenza ad oggi non ancora definitiva.<br \/>\nIn questo caso, il medico \u00e8 stato condannato in primo grado per non aver prestato le cure alla vittima che era stata posta in una cella della sezione di isolamento. Secondo il Giudice che si \u00e8 pronunciato: <em>\u201cNon pare seriamente dubitabile che il medico abbia l&#8217;obbligo di visitare immediatamente il detenuto che sappia trovarsi nella situazione descritta, anche prima o a prescindere dalla disposizione del direttore del carcere, trattandosi del soggetto al quale spetta istituzionalmente di tutelare il diritto alla salute delle persone recluse, che l&#8217;uso della forza fisica potrebbe avere messo a repentaglio.\u201d<\/em><br \/>\nTornando alla vicenda di Rotundo, un&#8217;ultima valutazione \u00e8 imposta dalla scelta del luogo in cui si sono verificati i fatti: una cella della sezione di isolamento.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Dall&#8217;esperienza maturata in questi anni come Ufficio del contenzioso di Antigone, vediamo che, quasi sempre, \u00e8 la sezione di isolamento il luogo prescelto per la commissione di fatti di violenza a danno di un detenuto.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Dall&#8217;esperienza maturata in questi anni come Ufficio del contenzioso di Antigone, vediamo che, quasi sempre, \u00e8 la sezione di isolamento il luogo prescelto per la commissione di fatti di violenza a danno di un detenuto.<br \/>\nA partire dai fatti del carcere Asti (era il dicembre 2004) quando il Giudice cos\u00ec ricostruiva il luogo del delitto: <em>\u201csi trattava di inserire il detenuto in un determinato reparto dell&#8217;istituto, che per il suo posizionamento nell&#8217;edificio e per le particolari cautele legate al suo regime consentiva di agire in violazione delle regole imposte senza che potessero essere frappposti impedimenti da altri detenuti o da personale ligio al proprio dovere istituzionale. Tale reparto era, ovviamente, quello destinato all&#8217; \u201cisolamento\u201d<\/em>.<br \/>\nSino ai fatti che si sarebbero verificati presso il carcere di San Gimignano ad ottobre 2018 dove, nel capo di imputazione, viene evidenziato che la vittima <em>\u201csi trovava in regime di isolamento\u201d<\/em> disposto, tra l&#8217;altro, <em>\u201cillegittimamente\u201d<\/em> o, ancora, alla vicenda che, il 31 luglio 2018, ha portato alla morte del giovane <em>Sharaf Hassan<\/em> dopo che era stato detenuto presso una cella del reparto di isolamento della Casa circondariale di Viterbo.<br \/>\nLa scelta ricorrente di utilizzare questo luogo impone una riflessione sulla necessit\u00e0 di diffusione del sistema di video sorveglianza e sul rigoroso rispetto di quanto stabilito dall&#8217;art. 73 del Regolamento di esecuzione secondo cui la condizione di isolamento <em>\u201cdeve essere oggetto di particolare attenzione\u201d \u201ccon adeguati controlli giornalieri nel luogo di isolamento da parte sia di un medico sia di un componente del gruppo di osservazione e trattamento\u201d<\/em>.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Con sentenza del 4 novembre 2021, la Corte di Appello di Bari, in riforma della sentenza emessa dal Tribunale di Foggia che aveva condannato Giuseppe Rotundo alla pena della reclusione per un anno e nove mesi, ha pronunciato l&#8217;assoluzione perch\u00e9 il fatto non costituisce reato. 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