{"id":5629,"date":"2022-04-22T17:56:59","date_gmt":"2022-04-22T15:56:59","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/scuola-2-2\/"},"modified":"2022-05-30T11:20:45","modified_gmt":"2022-05-30T09:20:45","slug":"le-domande-delle-donne-al-difensore-civico","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/le-domande-delle-donne-al-difensore-civico\/","title":{"rendered":"Donne ristrette. Le domande al Difensore Civico"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Alicia Alonso Merino<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.5) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Donne ristrette. 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Le domande al Difensore Civico&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5629\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/38.-ANTIGONE_XVIIIrapporto_DonneRistrette.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Le domande delle donne al Difensore Civico<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Le donne costituiscono una parte molto piccola della popolazione carceraria totale. Il fatto che il numero di detenuti maschi sia sempre molto pi\u00f9 alto di quello delle detenute nel sistema penitenziario ha fatto s\u00ec che le esigenze di genere delle donne fossero generalmente trascurate e che la loro situazione passasse spesso inosservata. Siccome nella realt\u00e0 nazionale carceraria le detenute sono solo il 4%, \u00e8 altrettanto bassa la percentuale di detenute che si rivolgono al Difensore Civico. Nonostante ci\u00f2, non abbiamo voluto trascurarne i reclami, che analizzeremo pi\u00f9 avanti.[\/vc_column_text][vc_column_text]La prigione \u00e8 un&#8217;istituzione progettata da e per gli uomini che colpisce i generi in modo diverso. Il carcere rappresenta un problema maggiore per le donne che per gli uomini, in quanto oltre al romperne i legami familiari le allontana da quello che vivono come dovere di tutela e cura<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_1');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_1');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5629_1_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5629_1_1\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.[\/vc_column_text][vc_column_text]La perdita della libert\u00e0 significher\u00e0 per le donne anche la disintegrazione della famiglia, poich\u00e9 esse ne sono le sostenitrici emotive. Ma non \u00e8 questo che accade se \u00e8 l&#8217;uomo ad entrare in prigione, poich\u00e9 sono le donne a mantenere il ruolo principale di &#8220;badante degli altri\/e&#8221;. Oltre a prendersi cura dei loro figli, le donne spesso si assumono la responsabilit\u00e0 dei loro genitori anziani o si prendono cura dei familiari malati o disabili.[\/vc_column_text][vc_column_text]Quando entrano in prigione, gli uomini rimpiangono la perdita delle loro posizioni di prestigio, la capacit\u00e0 di controllare le proprie famiglie, e il fatto di dover obbedire agli ordini. Le detenute, d&#8217;altra parte, rimpiangono soprattutto la perdita dei loro legami familiari e dei propri figli, una perdita che si trasforma spesso in senso di colpa, e nella sensazione di &#8220;averli delusi&#8221;<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_2');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_2');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5629_1_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5629_1_2\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.[\/vc_column_text][vc_column_text]Le <a href=\"https:\/\/www.giustizia.it\/giustizia\/it\/mg_1_12_1.wp?facetNode_1=0_2&facetNode_3=0_2_12&facetNode_2=0_0&previsiousPage=mg_1_12&contentId=SPS1188464\">Regole delle Nazioni Unite per il trattamento delle donne detenute<\/a> (le Regole di Bangkok) riconoscono che esse sono una categoria vulnerabile con bisogni ed esigenze diversi. Nello specifico, la Regola 1 stabilisce che: \u201c<em>Affinch\u00e9 sia messo in pratica il principio di non discriminazione, sancito dalla regola 6 delle Regole Minime per il trattamento dei detenuti, bisogna tener conto delle esigenze peculiari delle donne detenute per l&#8217;attuazione delle presenti regole. Le misure adottate per soddisfare tali necessit\u00e0 nella prospettiva della parit\u00e0 di genere non devono essere considerate discriminatorie<\/em>\u201d. Per tanto, l\u2019amministrazione penitenziaria deve preoccuparsi, tra l&#8217;altro, che le attivit\u00e0 e i servizi rispondano alle particolari esigenze delle detenute in relazione al loro benessere mentale e psicologico, alla loro cura, alle preoccupazioni relative ai propri figli e alle particolari esigenze in materia di salute e igiene.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Ci troviamo con due tipi di donne che si rivolgono al Difensore Civico per chiedere aiuto: o detenute incarcerate, oppure donne che si interessano della situazione di persone detenute[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]In questo contesto, ci troviamo con due tipi di donne che si rivolgono al Difensore Civico per chiedere aiuto: o detenute incarcerate, oppure donne che si interessano della situazione di persone detenute. Queste ultime sono quasi sempre compagne, mogli, figlie, cognate o amiche che si preoccupano della situazione dei parenti maschi detenuti. Come Sara<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_3');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_3');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5629_1_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">3)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5629_1_3\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>, che cercava un affidamento territoriale con il Sert per il suo compagno detenuto, dal momento che voleva dargli una nuova opportunit\u00e0. Oppure Lucia, preoccupata per il trasferimento tempestivo di suo padre, allontanato da loro senza spiegazioni. O Francesca, impegnata affinch\u00e9 suo nipote detenuto potesse frequentare l\u2019ultimo anno di scuole superiori, dato che all&#8217;interno dell\u2019istituto non c\u2019\u00e8 un corso scolastico attivo. Oppure Marina allarmata dalla mancanza di cure mediche e dal peggioramento dello stato di salute di suo marito detenuto.[\/vc_column_text][vc_column_text]Diversamente, non capita spesso di ricevere richieste da uomini preoccupati per le loro mogli, o madri, o sorelle, o amiche detenute. Tutto ci\u00f2 a conferma dei risultati di ricerche<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_4');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_4');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5629_1_4\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">4)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5629_1_4\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span> che ci dicono che una volta imprigionate, le detenute ricevono poco supporto per mantenere i legami familiari durante la loro prigionia o per recuperarli quando escono. Un&#8217;alta percentuale di detenute \u00e8 &#8220;abbandonata&#8221; dai propri mariti e compagni; quando esse ricevono visite sono, principalmente, da altre donne (figlie, madri, sorelle). Invece, quando un uomo entra in prigione, le mogli continuano a visitarli e diventano le capofamiglia.[\/vc_column_text][vc_column_text]Le altre donne che si rivolgono al Difensore Civico sono le detenute. A prima vista, i loro problemi possono sembrare simili a quelli dei detenuti maschi: mancanza di assistenza sanitaria, problemi con i trasferimenti, sovraffollamento, poca comunicazione con i familiari, etc. Ma dalla lettura attenta delle loro lettere e dietro tutti i loro problemi, c&#8217;\u00e8 una preoccupazione e un&#8217;angoscia permanente per la cura della propria famiglia, per la situazione dei figli e figlie, gli anziani e tutti coloro che in qualche modo dipendono dalle loro attenzioni.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Da 3 anni e 2 mesi non abbraccio i miei bambini. Si \u00e8 distrutto il rapporto tra noi.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]La misura d\u2019isolamento che impone il carcere \u00e8 vissuta con notevole sofferenza da parte delle detenute che sono madri. I bambini al di fuori della prigione sono fonte di grande ansia, come ci scrive una mamma detenuta:<\/p>\n<p>Da 3 anni e 2 mesi non abbraccio i miei bambini. Si \u00e8 distrutto il rapporto tra noi.[\/vc_column_text][vc_column_text]Le mamme si preoccupano della separazione in quanto temono che gli si portino via i figli. Una detenuta che si rivolge a noi per un problema di mancanza di cure, a Vigevano, ci racconta nella sua lettera che aveva avuto una figlia nel 2019 e che le era stata portata via e data in affidamento al momento della nascita, senza darle nemmeno la possibilit\u00e0 di dimostrare che aveva cambiato vita.[\/vc_column_text][vc_column_text]Nella stessa ottica, un\u2019altra detenuta a Voghera ci confessava che, per lei:<\/p>\n<ul>\u00c8 impensabile poter sopravvivere in carcere pensando giorno e notte a mia figlia, lasciata a vivere in queste condizioni. Mi sento impotente e a causa di questi gravi problemi famigliari le mie patologie di salute peggiorano.<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]I doveri di cura diventano un&#8217;ossessione e vengono esacerbati, in quello che Ronconi e Zuffa chiamano &#8220;l&#8217;eccesso femminile&#8221; delle donne detenute<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_5');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_5');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5629_1_5\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">5)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5629_1_5\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. L&#8217;esperienza in carcere causa loro una maggiore sofferenza e un&#8217;esperienza di prigionia molto pi\u00f9 dolorosa. In questo modo, una detenuta a Latina lamentava la mancanza di contatto con la famiglia:<\/p>\n<ul>Sento il bisogno di vedere mia madre e viceversa. Sono loro la mia forza. Non ce la faccio pi\u00f9. Sto male, questo distacco \u00e8 troppo. Sono stanca, delusa e amareggiata.<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]L&#8217;incarcerazione ha effetti devastanti non solo per loro, ma per un gran numero di persone fuori dal carcere, dato che di solito sono esse il centro di reti di relazioni che contribuiscono a tenere la famiglia insieme<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_6');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_6');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5629_1_6\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">6)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5629_1_6\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.[\/vc_column_text][vc_column_text]Un&#8217;altra preoccupazione che si trova nelle loro lettere \u00e8 la paura di proiettarsi nel futuro, quando il fine pena \u00e8 vicino. Dopo aver passato gli anni con pochi stimoli e attivit\u00e0, loro criticano la mancanza di un percorso di reinserimento progressivo, che le prepari alla liberazione:<\/p>\n<ul>Tra un anno mi ritrovo in un mondo che non conosco pi\u00f9, dopo 12 anni chiusa [\u2026] Volevo essere trasferita a un carcere con una dinamica pi\u00f9 aperta e tutto un mondo carcerario diverso, cos\u00ec, prima della mia tanto attesa libert\u00e0 possa ritrovare il mio equilibrio.<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Questa incertezza e insicurezza creano ansia e angoscia: come possono relazionarsi con il mondo libero, quali saranno le conseguenze dello stigma sociale che portano?<\/p>\n<ul>Vorrei trascorrere questi ultimi mesi in un istituto diverso, di regime aperto, con pi\u00f9 possibilit\u00e0 lavorative. In modo che quando sar\u00f2 libera al mondo esterno non sar\u00e0 un impatto atroce, da una scatola di gabbia alla libert\u00e0 in assoluto. Sar\u00e0 una botta forte, perch\u00e9 riavr\u00f2 la mia libert\u00e0, dopo 13 anni e 6 mesi. [\u2026] Mi domando, qualcuno mi aiuter\u00e0 a non rimanere fino a fine pena in questa gabbia di ferro e cemento?<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]\u00c8 una paura non irrazionale ma fondata, che pu\u00f2 essere contenuta solo dalla possibilit\u00e0 di un futuro di autonomia economica e personale. Un futuro che deve essere preparato e costruito con il tempo, ma che loro non hanno<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_7');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_7');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5629_1_7\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">7)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5629_1_7\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.[\/vc_column_text][vc_column_text]A queste esperienze si aggiungono i problemi di strutture carenti esacerbati nelle sezioni femminili delle carceri maschili. Essere inserite nelle sezioni delle carceri maschili significa anche che le particolari esigenze delle donne potrebbero non essere prese in considerazione, poich\u00e9 il regime carcerario sar\u00e0 determinato dalla maggioranza dei detenuti maschi. Secondo Francesca Giofr\u00e8, le criticit\u00e0 delle strutture penitenziarie, per quanto riguarda le detenute, sono: istituti di detenzione pensati e progettati per il genere maschile; minori opportunit\u00e0 in termini educativi, trattamentali, di cura e di socialit\u00e0, soprattutto in istituti non dedicati; mancanza di spazi adeguati al numero delle donne detenute; promiscuit\u00e0 forzata e conflittualit\u00e0.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Gli spazi sono ridottissimi [\u2026] C\u2019\u00e8 una mini infermeria ma gli infermieri sono al maschile e se stiamo male devono venire dal maschile e non direi che arrivano all`istante[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Questo \u00e8 ci\u00f2 che diverse lettere scritte da detenute nella sezione di alta sicurezza del carcere di <a href=\"https:\/\/www.antigone.it\/osservatorio_detenzione\/lazio\/51-casa-circondariale-di-latina\">Latina<\/a> hanno portato alla nostra attenzione. A causa di una scarsa presenza femminile, vivono in una piccola sezione e le loro celle sono isolate dal resto degli spazi comuni:<\/p>\n<ul>Gli spazi sono ridottissimi [\u2026] C\u2019\u00e8 una mini infermeria ma gli infermieri sono al maschile e se stiamo male devono venire dal maschile e non direi che arrivano all`istante e qui abbiamo persone con patologie serie.<\/ul>\n<p>Al secondo piano abbiamo come saletta una cella piccola, senza bagno ma pi\u00f9 di 8 persone \u00e8 impossibile e al secondo siamo 20. Vicino il telefono, allora non si sente nulla. Siamo tutte insieme e non c\u2019\u00e8 saletta non fumatori.[\/vc_column_text][vc_column_text]Nella sezione femminile di <a href=\"https:\/\/www.antigone.it\/osservatorio_detenzione\/lazio\/51-casa-circondariale-di-latina\">Latina<\/a>, soprattutto, pesano le restrizioni dovute al regime di alta sicurezza e la chiusura delle stanze detentive al di fuori delle ore garantite per l&#8217;aria e la socialit\u00e0. Uno dei punti critici \u00e8 la continua carenza di spazi a disposizione. Questa situazione impone una stretta turnazione anche per le attivit\u00e0 extra e impedisce una partecipazione diversificata al femminile ai corsi di formazione. Inoltre, gli spazi all&#8217;esterno per l&#8217;esercizio di sport o ginnastica sono trascurati:<\/p>\n<ul>Al secondo piano restiamo senza lavatrice in pieno inverno, con gente ammalata e anziana. La Caritas ce la voleva donare, non fu permesso. Dopo mesi di lotta, fummo autorizzate a comprarla a nostre spese. Ma in pieno inverno a lavare i panni nel bid\u00e8 \u00e8 stato drammatico.<\/ul>\n<ul>Abbiamo solo due stendini in plastica per tutte, ed \u00e8 pieno di muffa, dovuto alla umidit\u00e0. Gli armadi che abbiamo in cella sono arrugginiti e per coprire la ruggine ci siamo fatto mandare dalle famiglie i rotoli di carta adesiva. Non c\u2019\u00e8 un lavatoio. Nel bid\u00e8 ci laviamo oltre le parti intime, i denti, i panni, perch\u00e9 nel lavandino laviamo i piatti e le pentole. Abbiamo passato un\u2019estate terribile.<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]D\u2019altra parte, prestano poca o nessuna attenzione alle questioni specifiche delle donne, come le mestruazioni, la menopausa, i servizi ginecologici, una nutrizione adeguata e altri bisogni fondamentali di salute sessuale e riproduttiva:<\/p>\n<ul>Qui siamo quasi tutte con il ferro basso e ci compriamo integratori e ferro a nostre spese.<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Alla fine, a causa del loro numero ridotto, le donne sono spesso detenute in strutture lontane dalle loro case, il che \u00e8 un ostacolo al mantenimento dei legami con le famiglie, e ha un effetto particolarmente dannoso sul loro benessere mentale e sulle loro prospettive di reintegrazione. Infine, come diceva Ida del Grosso: Se il carcere \u00e8 un luogo di dolore, il carcere femminile lo \u00e8 ancora di pi\u00f9<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_8');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5629_1('footnote_plugin_reference_5629_1_8');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5629_1_8\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">8)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5629_1_8\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Nell\u2019ufficio del Difensore Civico siamo testimoni anche di questo.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<div class=\"speaker-mute footnotes_reference_container\"> <div class=\"footnote_container_prepare\"><p><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_label pointer\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_5629_1();\">References<\/span><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_collapse_button\" style=\"display: none;\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_5629_1();\">[<a id=\"footnote_reference_container_collapse_button_5629_1\">+<\/a>]<\/span><\/p><\/div> <div id=\"footnote_references_container_5629_1\" style=\"\"><table class=\"footnotes_table footnote-reference-container\"><caption class=\"accessibility\">References<\/caption> <tbody> \r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5629_1('footnote_plugin_tooltip_5629_1_1');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5629_1_1\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>1<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">JULIANO, DOLORES, Presunci\u00f3n de Inocencia: Riesgo, delito y pecado en femenino, Gakoak, 2011, p. 85<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5629_1('footnote_plugin_tooltip_5629_1_2');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5629_1_2\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>2<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">\u00cddem., p. 87-88<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5629_1('footnote_plugin_tooltip_5629_1_3');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5629_1_3\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>3<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Nomi fittizi<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5629_1('footnote_plugin_tooltip_5629_1_4');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5629_1_4\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>4<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">MI\u00d1O, RAQUEL Y ROJAS, GRACIELA, Nadie las visita. La invisibilidad de las mujeres privadas de libertad. UNR Editora, Rosario (Argentina), 2012, p. 147; C\u00c1RDENAS, ANA, Informe final, Proyecto Mujeres y c\u00e1rcel: Diagn\u00f3stico de las necesidades de grupos vulnerables en prisi\u00f3n, Universidad Diego Portales, Santiago de Chile, 2010, p. 45; ANTONY GARC\u00cdA, CARMEN, Las mujeres confinadas. Estudio criminol\u00f3gico sobre el rol gen\u00e9rico en la ejecuci\u00f3n de la penal en Chile y en Am\u00e9rica Latina, Editorial Jur\u00eddica de Chile, Santiago, 2001, p. 82.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5629_1('footnote_plugin_tooltip_5629_1_5');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5629_1_5\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>5<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">RONCONI, Susanna; ZUFFA, Grazia. Recluse. Los sguardo della differenza femminile sul carcere. Ediesse. Roma. 2014. p. 183.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5629_1('footnote_plugin_tooltip_5629_1_6');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5629_1_6\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>6<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">\u00cddem. p. 30.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5629_1('footnote_plugin_tooltip_5629_1_7');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5629_1_7\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>7<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">RONCONI, Susanna; ZUFFA, Grazia. Recluse. Los sguardo della differenza femminile sul carcere. Ediesse. Roma. 2014. p. 162.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5629_1('footnote_plugin_tooltip_5629_1_8');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5629_1_8\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>8<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">DEL GROSSO, Ida. \u201cRealt\u00e0 e peculiarit\u00e0 degli istituti femminili\u201d. PAJARI, Daniela et al. Donne e carcere. Giuffr\u00e8 Editore. Milano. 2018. p. 195.<\/td><\/tr>\r\n\r\n <\/tbody> <\/table> <\/div><\/div><script type=\"text\/javascript\"> function footnote_expand_reference_container_5629_1() { jQuery('#footnote_references_container_5629_1').show(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_5629_1').text('\u2212'); } function footnote_collapse_reference_container_5629_1() { jQuery('#footnote_references_container_5629_1').hide(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_5629_1').text('+'); } function footnote_expand_collapse_reference_container_5629_1() { if (jQuery('#footnote_references_container_5629_1').is(':hidden')) { footnote_expand_reference_container_5629_1(); } else { footnote_collapse_reference_container_5629_1(); } } function footnote_moveToReference_5629_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_5629_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } } function footnote_moveToAnchor_5629_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_5629_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } }<\/script>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Le donne costituiscono una parte molto piccola della popolazione carceraria totale. Il fatto che il numero di detenuti maschi sia sempre molto pi\u00f9 alto di quello delle detenute nel sistema penitenziario ha fatto s\u00ec che le esigenze di genere delle donne fossero generalmente trascurate e che la loro situazione passasse [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":5677,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[9],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5629"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5629"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5629\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5631,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5629\/revisions\/5631"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5629"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5629"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5629"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}