{"id":5652,"date":"2022-04-26T12:19:17","date_gmt":"2022-04-26T10:19:17","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/vedere-il-ruolo-delle-immagini-nei-casi-di-violenza-e-tortura-2\/"},"modified":"2022-05-30T11:18:19","modified_gmt":"2022-05-30T09:18:19","slug":"i-diritti-lgbt-in-carcere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/i-diritti-lgbt-in-carcere\/","title":{"rendered":"I diritti LGBT+ in carcere"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Alessandra Rossi<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=I diritti LGBT+ in carcere&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5652\"  style=\"color:; 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Figlio della stagione degli Stati Generali dell\u2019esecuzione penale, resa urgente da problematiche come il sovraffollamento delle strutture e l\u2019impostazione carcerocentrica, tale progetto ha esteso il suo interesse anche alla condizione delle persone lgbt+ ristrette.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Quando si parla di persone omosessuali e <em>transgender<\/em> in carcere, l\u2019immaginario collettivo richiama al centro il tema della sicurezza[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Quando si parla di persone omosessuali e <em>transgender<\/em> in carcere, l\u2019immaginario collettivo richiama al centro il tema della sicurezza: uscire dal tracciato sicuro dell\u2019eterosessualit\u00e0, dall\u2019espressione convenzionale del proprio genere \u00e8 un rischio concreto. Significa essere esposti alla prevaricazione e alla violenza virile ma anche a discriminazioni istituzionali. Questione di lunga data, con conseguenze profonde, che hanno a che fare con la dignit\u00e0 della persona e con i limiti ad essa imposti dalla condizione carceraria.[\/vc_column_text][vc_column_text]Il faro dell\u2019attivit\u00e0 riformatrice della Commissione \u00e8 stato l\u2019articolo 27 della Costituzione, che richiama due aspetti complementari del nostro stato di diritto: il principio di umanit\u00e0 e quello di solidariet\u00e0. Nei lavori dei tavoli tematici questi principi sono diventati istanze, affinch\u00e9 possano essere garantiti un\u2019esecuzione della pena a misura dell\u2019individuo e l\u2019accesso ad attivit\u00e0 educative e trattamentali. La buona notizia \u00e8 che queste istanze sono effettivamente entrate nella legislazione attraverso i decreti legislativi del 2018 (applicativi della legge Orlando) e in particolare nel D. lgs 123, che riforma l\u2019Ordinamento penitenziario estendendo la tutela dell\u2019art. 3 della Costituzione ai fattori di discriminazione per \u201csesso, identit\u00e0 di genere e orientamento sessuale\u201d. Una trasformazione che oggi si rivela per\u00f2 problematica, perch\u00e9 allarga le dimensioni della differenza, ora anche sessuale, prevedendone la tutela in nome dell\u2019uguaglianza.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Il fatto \u00e8 che non ce la faccio pi\u00f9 a comportarmi da etero, come ho fatto in questi otto anni.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>La differenza sessuale: tra affettivit\u00e0\u2019 negata e invisibilizzazione delle donne<\/strong><\/p>\n<p>In tema di orientamento sessuale, l\u2019amministrazione penitenziaria e il legislatore italiano hanno sempre considerato l\u2019eterosessualit\u00e0 come la norma e la promiscuit\u00e0 come un rischio di disordine. Ne consegue che in carcere la dimensione della sessualit\u00e0 \u00e8 sostanzialmente negata, contenuta all\u2019interno grazie alla rigida separazione dei sessi e accessibile in forma residuale solo per chi ottiene permessi premio.<\/p>\n<ul>Sono molto depresso: non parlo della mia detenzione, ormai mi mancano pochi anni. Il fatto \u00e8 che non ce la faccio pi\u00f9 a comportarmi da etero, come ho fatto in questi otto anni. Un paio di anni fa, in un altro istituto, arriv\u00f2 un detenuto nuovo e mi riconobbe: raccont\u00f2 a tutti che fuori mi aveva visto mano nella mano con un uomo. Mi ritrovai tutta la sezione contro: insulti, sguardi disgustati, altre cose che non dico. Mi fecero cambiare sezione: dissi subito a quelli della nuova sezione che quel tizio aveva mentito, che non era vero quello che raccontava. Piano piano le acque si calmarono: ma ero io che mentivo, non avevo altra scelta. (Detenuto bisessuale &#8211; 37 anni. Fonte: Gay Help Line 2021 <span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_2');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_2');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_2\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>)<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Nella prassi, in situazioni come questa, l\u2019amministrazione penitenziaria d\u00e0 ancora oggi priorit\u00e0 al mantenimento della sicurezza interna e non al diritto dei singoli di non essere discriminati: in sostanza se ne fa una questione di giusta allocazione del detenuto, in modo che egli non debba temere attacchi violenti e prevaricazioni all\u2019interno degli spazi comuni. Questa sicurezza per\u00f2 \u00e8 garantita solo tramite la separazione o l\u2019isolamento: una circolare DAP, la 500422 del 2001, indica infatti l\u2019omosessualit\u00e0 tra i criteri di assegnazione dei ristretti alle cd. \u201csezioni protette\u201d, che isolano la persona precludendole spesso la partecipazione alle attivit\u00e0 trattamentali e ai progetti di inserimento lavorativo a cui accedono gli altri. La novella dell\u2019art. 14 Ord. penit. co 7 cerca di rimediare agli effetti discriminatori di questa separazione, chiarendo che chi \u00e8 a rischio di sopraffazioni in ragione dell\u2019identit\u00e0 sessuale va assegnato a sezioni omogenee, in cui non si ritrovi a dividere gli spazi con autori di reati che abbiano a che fare con la sessualit\u00e0 o generino riprovazione sociale (cd. \u201csezioni promiscue\u201d). Essa stabilisce inoltre che la distribuzione delle sezioni deve essere uniforme su territorio nazionale, l\u2019assegnazione deve avvenire previo consenso dell\u2019interessato, a cui va garantita la partecipazione ad attivit\u00e0 trattamentali insieme alla restante popolazione detenuta.<\/p>\n<ul>In quest\u2019ambiente \u00e8 impossibile fare coming out: se dovessi parlare con il direttore, un educatore oppure con lo psicologo temo che mi sposterebbero in un reparto come \u201cprecauzione\u201d, cos\u00ec perderei il mio lavoro da sarto. Ho gi\u00e0 visto persone gay o trans isolate senza fare nulla dalla mattina alla sera e senza poter uscire dalla cella. Da una parte non posso parlare con il personale del carcere per non perdere il mio lavoro, dall\u2019altra parte non posso essere me stesso. (Detenuto gay &#8211; 46 anni. Fonte: Gay Help Line 2021)<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Contro questa distorsione amministrativa \u00e8 stato possibile, negli ultimi quattro anni, utilizzare lo strumento giuridico del ricorso ex art. 35bis, inserito in Ordinamento penitenziario proprio con la riforma del 2018. Significativo in tal senso il pronunciamento del Magistrato di Sorveglianza di Spoleto, che nell\u2019ordinanza 2407 del 18 dicembre 2018 ha dichiarato non pi\u00f9 compatibili con l\u2019attuale assetto normativo gli inserimenti di persone che temano discriminazioni per orientamento sessuale o identit\u00e0 di genere all\u2019interno di sezioni protette promiscue<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_3');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_3');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">3)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_3\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Nel testo si legge inoltre il monito del Magistrato a garantire regolarmente in carcere l\u2019applicazione della legge 76\/2016, che ha introdotto l\u2019istituto delle unioni civili: per chi \u00e8 unito civilmente infatti, la rivelazione dell\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 la via obbligata per accedere ai colloqui visivi e alla corrispondenza con il partner, ovvero alla tutela di un\u2019affettivit\u00e0 altrimenti negata<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_4');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_4');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_4\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">4)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_4\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Questa necessit\u00e0 di ricorrere a strumenti giudiziari per fare in modo che la norma antidiscriminatoria venga applicata evidenzia una difficolt\u00e0 nell\u2019abbandonare strategie classiche di gestione amministrativa: di fatto, per i ristretti, il principio di protezione sembra reggersi ancora in larga misura sulla mutua intimidazione tra categorie considerate meritevoli d\u2019infamia.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Gli omosessuali registrati dall\u2019amministrazione penitenziaria ad oggi sono 64: essi sono assegnati a sezioni protette per la stragrande maggioranza, 57 in tutto.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>I dati sulle presenze in carcere<\/strong><span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_5');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_5');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_5\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">5)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_5\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span><\/p>\n<p>L\u2019analisi dei dati sulla presenza e l\u2019assegnazione in carcere di persone omosessuali dichiarate ci permette di inquadrare la situazione attuale e le sue contraddizioni. Al momento i quasi 190 istituti penitenziari italiani accolgono 54.428 detenuti: posto che l\u2019orientamento sessuale \u00e8 un aspetto intimo dell\u2019identit\u00e0 degli individui e in quanto tale insondabile in termini di numerosit\u00e0, il DAP traccia la categoria <em>omosex<\/em> basandola sulla necessit\u00e0 di allocare in condizioni di sicurezza gli omosessuali maschi, visibili o dichiarati. In base a questo criterio, gli omosessuali registrati dall\u2019amministrazione penitenziaria ad oggi sono 64: essi sono assegnati a sezioni protette per la stragrande maggioranza, 57 in tutto. Dei restanti, 4 sono in isolamento individuale per ragioni protettive, 2 in sezioni comuni e 1 stazionante in accoglienza. Gli istituti che accolgono \u201cprotetti <em>omosex<\/em>\u201d ad oggi sono 20: di questi, 15 prevedono l\u2019allocazione di norma in sezioni promiscue, 2 nella sezione per autori di reati che provocano riprovazione sociale, solo 3 ne hanno una separata omogenea per omosessuali. L\u2019elevato numero di sezioni promiscue e il ricorso all\u2019isolamento protettivo evidenziano una prassi in contraddizione con la normativa antidiscriminatoria del 2018, che vorrebbe ormai superata la logica della segregazione protettiva (in isolamento o mista). Di contro per\u00f2, \u00e8 importante rilevare che le presenze pi\u00f9 numerose si registrano nei tre Istituti con sezioni omogenee: 10 detenuti a Verbania, 16 a Napoli Poggioreale e 4 Foggia.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-map\" data-src=\"visualisation\/9251960\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]La distribuzione geografica su territorio nazionale degli Istituti con detenuti gay in sezioni protette mostra un sostanziale equilibrio tra nord e sud, con 8 strutture in queste due aree, ma una minore presenza al centro dove le strutture sono solo 4. Il dato \u00e8 rilevante perch\u00e9 l\u2019assegnazione a sezioni separate determina spesso movimentazioni verso Istituti che ne sono dotati, comportando un allontanamento della persona ristretta dai propri affetti, in deroga al principio della massima prossimit\u00e0 al luogo del radicamento familiare (art. 14 Ord. penit. co 1) e con ulteriore restrizione dell\u2019esercizio della sua affettivit\u00e0.[\/vc_column_text][vc_column_text]Su 64 detenuti totali solo 3 sono impegnati in attivit\u00e0 lavorative, 2 su progetti interni al carcere (ex art. 20 Ord. penit.) e 1 all\u2019esterno (ex art. 21 Ord. penit.): quest\u2019ultimo \u00e8 una delle due persone ristrette assegnate a sezione comune. Si tratta in totale del 5% dei detenuti omosessuali registrati: un livello basso, che conferma l\u2019impatto deterrente della separazione sull\u2019accesso alle occasioni riabilitative in campo sociale.[\/vc_column_text][vc_column_text]Per quanto riguarda l\u2019omosessualit\u00e0 femminile non si rilevano dati. Se infatti per l\u2019amministrazione penitenziaria l\u2019eterosessualit\u00e0 \u00e8 la norma, l\u2019omosessualit\u00e0 \u00e8 \u201cnormalmente\u201d questione maschile. Questo perch\u00e9 l\u2019istintualit\u00e0 virile \u00e8 un potente elemento di disordine in carcere: i rapporti tra donne invece, vengono percepiti come meno appariscenti, non determinati da pulsioni biologiche violente e quindi meno sovversivi. Ne consegue che la presenza di donne lesbiche o bisessuali non viene attenzionata in alcun modo, n\u00e9 in ottica sicuritaria n\u00e9 in ottica antidiscriminatoria<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_6');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_6');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_6\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">6)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_6\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. L\u2019unico dato significativo in questo ambito arriva dal monitoraggio dell\u2019incidenza delle malattie infettive sulle detenute condotto dal SIMSPe (Societ\u00e0 Italiana di Medicina e Sanit\u00e0 Penitenziaria), che nel 2015 segnala un\u2019incidenza delle infezioni sessualmente trasmissibili di sei volte superiore a quella della popolazione libera e chiarisce che il 6% delle donne partecipanti alla ricerca ha dichiarato di avere attivit\u00e0 sessuale in carcere di tipo omosessuale<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_7');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_7');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_7\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">7)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_7\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. In una visione straight delle identit\u00e0, realizzato il modellamento di comunit\u00e0 mono-sessuali, \u201comogenee\u201d appunto, la questione dell\u2019omosessualit\u00e0 rimane visibile solo sul fronte del maschile biologico.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>La differenza di genere: questo non \u00e8 un carcere per trans<\/strong><\/p>\n<p>Considerare la complessit\u00e0 delle autoidentificazioni sessuali e di genere in un sistema penitenziario binario ed essenzialista dovrebbe portare a una problematizzazione delle politiche amministrative centrate sul mantenimento della sicurezza interna: ed \u00e8 proprio su questo <em>status quo<\/em> che impatta l\u2019intento antidiscriminatorio dell\u2019art. 1 Ord. penit., che sceglie di esplicitare il sesso e il genere, oltre all\u2019orientamento sessuale.<br \/>\nAd oggi infatti le persone lgbt+ interpretano il genere nella dimensione di un\u2019agentivit\u00e0 slegata dal vincolo biologico, che in termini di ruolo sociale ed espressione corporea non ricalca la normativit\u00e0 del maschile e del femminile legato al sesso. In questo quadro saliente di non conformit\u00e0 per\u00f2, in Italia e non solo in carcere, le persone trans subiscono un <em>continuum<\/em> di violenza di genere per tutto l\u2019arco della vita. L\u2019impossibilit\u00e0 di ricondurle alle categorie del nostro spazio sociale, riversata nel sistema giuridico penitenziario, le ha rese a lungo \u201csoggetti imprevisti\u201d per il carcere: se gli uomini transgender non esistono perch\u00e9 la loro natura biologica non pone il problema di un\u2019allocazione sicura, per le donne la visibilit\u00e0 dei corpi e la loro sessualizzazione le espone a comportamenti violenti e a una difficolt\u00e0 di tutela negli spazi chiusi della detenzione.<\/p>\n<ul>Ah no no: i trucchi, i vestiti\u2026 dentro non te li comprano. Tu entri e ti danno tutte cose da uomo\u2026 che ti senti proprio di morire a stare cos\u00ec. Infatti noi ci organizzavamo: quando una usciva in permesso premio comprava reggiseni, gonne, perizomi, e poi le rivendeva alle altre. Per forza, come fai se no? Quando sei in carcere purtroppo \u00e8 difficile: ci sei tu, le altre e un terzo sempre presente, il tempo. Ho un ricordo che ancora mi fa piangere: una volta feci la domandina per fare un corso di teatro, ero contenta perch\u00e8 nel mio Paese ho studiato danza movimento tanto tempo. Non me lo hanno fatto fare, perch\u00e9 era una attivit\u00e0 riservata ai maschi. (Ex detenuta trans &#8211; 24 anni. Fonte: Gay Help Line 2021)<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Tradizionalmente le donne trans sono state collocate in carceri e sezioni maschili in conformit\u00e0 con il dato biologico (se non operate) ma, riconosciute soggetti vulnerabili, la loro vulnerabilit\u00e0 \u00e8 stata gestita prima con il ricorso all\u2019isolamento protettivo continuo (ex art. 32 Reg. esec.) e poi con l\u2019assegnazione a sezioni separate protette<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_8');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_8');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_8\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">8)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_8\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Di nuovo una categoria residuale dunque, <em>transex<\/em> (come gi\u00e0 <em>omosex<\/em>), creata per ragioni di sicurezza ma che comporta una promiscuit\u00e0 nel momento in cui le vengono dedicati spazi \u201cprotetti\u201d insieme a detenuti soggetti a riprovazione sociale. E proprio per risolvere il problema percepito di avere delle donne, seppur non biologiche, protette insieme agli uomini, nel 2009 un gruppo di lavoro PEA del DAP aveva elaborato un modello di trattamento che ipotizzava la creazione di piccoli istituti o sezioni dedicati alle persone trans, in cui potessero essere seguite da personale misto, formato sulle tematiche dell\u2019identit\u00e0 di genere<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_9');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_9');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_9\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">9)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_9\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Tra le sperimentazioni previste, l\u2019annessione della sezione <em>transex<\/em> a un reparto femminile, poi realizzatasi nell\u2019esperienza del Reparto D del Carcere di Sollicciano, Firenze. Esito diverso ha avuto il progetto del PRAP Toscana di attivare una prassi di detenzione esclusivamente dedicata a una sorta di \u201cterzo genere\u201d, quello delle persone trans, in un piccolo istituto a Empoli: esso si \u00e8 prima arenato e poi interrotto.<\/p>\n<ul>Devo dirti la verit\u00e0: io con i detenuti uomini mi sono sempre trovata bene. Era bello nelle ore d\u2019aria stare insieme\u2026 per loro era importante che c\u2019eravamo noi come donne per parlare: io ho aiutato tante persone dal punto di vista psicologico. I problemi pi\u00f9 grandi ce li faceva il personale, con le prese in giro, col fatto che ci chiamavano al maschile: \u201cattenta che se la gonna \u00e8 troppo corta ti esce fuori qualcosa!\u201d. Sai che ti dico: stare con i maschi o con le femmine. Questa questione non importa se poi hai persone che ti trattano di merda. (Ex detenuta trans &#8211; 24 anni. Fonte: Gay Help Line 2022)<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Il dibattito sulla condizione delle persone trans in carcere \u00e8 tornato ad accendersi in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale 221\/2015, che ha sganciato la possibilit\u00e0 di rettificare il sesso anagrafico dall\u2019obbligo di completare il percorso di transizione con l\u2019intervento chirurgico di riattribuzione dei caratteri sessuali[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Partendo da tali presupposti, il dibattito sulla condizione delle persone trans in carcere \u00e8 tornato ad accendersi in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale 221\/2015, che ha sganciato la possibilit\u00e0 di rettificare il sesso anagrafico dall\u2019obbligo di completare il percorso di transizione con l\u2019intervento chirurgico di riattribuzione dei caratteri sessuali. Questo principio \u00e8 affermato in parziale correzione della legge 164\/1982 e in accoglimento delle indicazioni dell\u2019<em>American Psychological Association<\/em> che proprio nel 2015 chiariva che le identificazioni in base al costrutto di genere si pongono su un <em>continuum<\/em> e non sulla dimensione binaria del sesso assegnato alla nascita<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_10');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_10');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_10\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">10)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_10\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Alla prova del diritto, come confermato nel 2018, l\u2019amministrazione penitenziaria \u00e8 stata chiamata cos\u00ec a problematizzare, se non superare, la scelta sistemica di collocare le persone trans in sezioni separate e ad adeguare le generalit\u00e0 di detenuti e detenute all\u2019identit\u00e0 di genere anagraficamente riconosciuta.[\/vc_column_text][vc_column_text]La questione pi\u00f9 difficile da risolvere in questo quadro diventa per\u00f2 la possibilit\u00e0, ora prevista, di assegnare a sezioni comuni femminili le donne trans non operate: non a caso assume particolare rilievo sul tema un recente pronunciamento del Tribunale di Sorveglianza di Firenze, che con ordinanza 682 del 4 febbraio 2020 \u00e8 intervenuto a regolamentare le prassi di tutela dell\u2019identit\u00e0 di genere. La vicenda \u00e8 quella di una donna <em>transgender<\/em> detenuta presso la Casa Circondariale di Firenze Sollicciano, nella sezione trans annessa al reparto femminile (Reparto D)<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_11');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_11');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_11\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">11)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_11\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Questa donna, che pur aveva ottenuto l\u2019adeguamento dei dati anagrafici sugli atti di stato civile, era ancora indentificata come un uomo su matricola e documenti amministrativi, nonch\u00e9 collocata in una sezione separata contro la sua volont\u00e0. Il reclamo ex art. 35bis e 69 Ord. penit. al Magistrato di Sorveglianza si era concluso con un rigetto, motivato dalla preoccupazione che la sua condizione genitale maschile potesse determinare un problema di ordine pubblico interno all\u2019Istituto. L\u2019ordinanza di impugnazione del Tribunale ha poi ribaltato questo giudizio, chiarendo che l\u2019identit\u00e0 anagrafica va rispettata a prescindere dalla coincidenza tra corpo e psiche e osservando che, al di l\u00e0 delle buone intenzioni dell\u2019amministrazione, il reparto separato all\u2019interno della sezione femminile non ha favorito le attivit\u00e0 congiunte delle donne trans con le altre detenute ma si \u00e8 limitato a riprodurre un principio di separatezza che ne viola sistematicamente le pari opportunit\u00e0 trattamentali.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Ad oggi le persone trans, tutte donne, registrate in carico a Istituti penitenziari sono 63: di queste 5 sono assegnate a sezioni promiscue, una \u00e8 in casa di lavoro, 2 sono in sezione comune femminile, tutte le altre sono in sezioni protette omogenee[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>I dati sulle presenze in carcere<\/strong><\/p>\n<p>Anche nel caso delle persone trans l\u2019analisi dei dati DAP consente di fare luce sull\u2019effettiva applicazione della recente normativa antidiscriminatoria. Quel che balza agli occhi gi\u00e0 alla prima lettura delle tabelle d\u2019archivio, \u00e8 l\u2019utilizzo incongruo dei pronomi: nel linguaggio burocratico le donne trans vengono definite al maschile o al femminile in maniera confusa e la scelta terminologica per indicare la categoria ricade ancora sulla parola \u201ctransessuali\u201d, termine marcato da un pregiudizio sessualizzante e non comprensivo delle persone non operate.[\/vc_column_text][vc_column_text]Ad oggi le persone trans, tutte donne, registrate in carico a Istituti penitenziari sono 63: di queste 5 sono assegnate a sezioni promiscue, una \u00e8 in casa di lavoro, 2 sono in sezione comune femminile, tutte le altre sono in sezioni protette omogenee riservate a categoria <em>transex<\/em>. Gli Istituti che accolgono persone <em>transgender<\/em> sono in tutto 12: di questi 7 prevedono una sezione protetta dedicata, quasi sempre a custodia aperta, mentre solo 3 hanno sezioni promiscue, con proporzione inversa rispetto ai detenuti omosessuali. Anche in termini di numerosit\u00e0, le sezioni pi\u00f9 consistenti sono quelle omogenee: 15 detenute a Rebibbia Cinotti, 12 a Como, 10 a Reggio Emilia, 8 a Napoli Poggioreale, 5 a Ivrea e Belluno. Non si registra nessuna detenuta trans in isolamento preventivo, n\u00e9 in allocazione temporanea. \u00c9 importante inoltre osservare che nel carcere di Firenze Sollicciano, a causa di disposizioni straordinarie relative alla ristrutturazione dei locali, il Reparto D \u00e8 temporaneamente chiuso: la sola detenuta registrata come persona trans \u00e8 allocata in sezione comune femminile, camera singola. Allo stesso modo la Casa circondariale femminile di Trento ospita al momento una donna trans in sezione comune.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-map\" data-src=\"visualisation\/9265779\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]La distribuzione su territorio nazionale degli Istituti in esame vede una presenza di strutture di gran lunga pi\u00f9 numerosa al nord, con 8 istituti: dei restanti, due sono al centro e due al sud. In termini di percentuale, al nord si concentra il 60% delle detenute, il 40% al centro-sud. Sul totale delle presenze si rileva una netta prevalenza di cittadine non italiane: in tutto l\u201982%, pari a 50 persone. L\u2019assoluta maggioranza delle ristrette vive dunque lontana dalle reti familiari e relazionali di origine, in un Paese diverso dal proprio e in un contesto etnico-culturale con codici che possono essere molto distanti tra loro e da quello in cui sono cresciute: le frequenti redistribuzioni tra Istituti e l\u2019assenza di legami con l\u2019esterno, compromette nei fatti anche la possibilit\u00e0 di godere di permessi premio.[\/vc_column_text][vc_column_text]Interesse primario delle persone <em>transgender<\/em> sin dall\u2019ingresso in carcere \u00e8 la garanzia di poter proseguire, o attivare, il percorso di affermazione di genere tramite l\u2019accesso alla terapia ormonale sostitutiva. Su questo piano la riforma del 2018 interviene concretamente, introducendo all\u2019art. 11 co 10 Ord. penit. il diritto alla prosecuzione del programma terapeutico e al supporto psicologico ai fini della legge 164\/1982. Questa disposizione \u00e8 servita a sanare una difformit\u00e0 di trattamento tra i servizi sanitari regionali, che solo in alcune Regioni garantivano la copertura dei costi dei farmaci per la terapia ormonale e mettevano a disposizione i medici specialisti coinvolti nel percorso di transizione. Inoltre, nel 2020, una determina dell\u2019Agenzia Italiana del Farmaco ha inserito nell\u2019elenco dei medicinali erogabili a titolo gratuito dal SSN gli ormoni necessari al percorso di femminilizzazione o mascolinizzazione<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_12');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_12');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_12\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">12)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_12\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>: anche in questo caso per\u00f2, il ritardo nell\u2019indicazione dei criteri esecutivi da parte delle Regioni mette a tutt\u2019oggi a rischio l\u2019effettivit\u00e0 di uno strumento essenziale a garantire il \u201ccorredo dell\u2019identit\u00e0\u201d delle persone trans.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Conclusioni<\/strong><\/p>\n<p>Questa istantanea delle condizioni delle persone lgbt+ ristrette, a distanza di quattro anni dalla riforma dell\u2019Ordinamento penitenziario, disegna un quadro a tinte discordanti, in cui lo strumento giuridico fatica a inserirsi su un piano di effettivit\u00e0 e la pandemia da covid-19 ha congelato l\u2019effetto benefico delle iniziative trattamentali di formazione e supporto. Nel 2015 una cordata di associazioni trans, con capofila il Movimento Identit\u00e0 Transessuale di Bologna, era riuscita a portare un presidio all\u2019interno di 5 Istituti penitenziari che ospitano persone <em>transgender<\/em>, attivando sportelli di ascolto e iniziative di sensibilizzazione<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_13');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_13');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_13\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">13)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_13\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Ad oggi questo progetto \u00e8 ancora in piedi grazie alla costanza e alla buona volont\u00e0 di professioniste e volontarie delle associazioni che, in assenza di specifica copertura finanziaria, continuano ad assicurare alle detenute trans uno spazio di colloquio per esprimere i propri bisogni.[\/vc_column_text][vc_column_text]Anna D\u2019Amaro, oggi referente del progetto per il MIT, spiega che proprio in reazione alle chiusure per l\u2019emergenza pandemica, \u00e8 stato necessario rimodulare il progetto su una modalit\u00e0 diffusa, prendendo contatti con le amministrazioni di ogni Istituto e mettendosi a disposizione per dare supporto psicologico o legale alle persone lgbt+ anche con colloqui in videochiamata. La collaborazione con le associazioni romane Libellula e Ora d\u2019Aria, e con Arcigay Antinoo di Napoli \u00e8 stata fondamentale per ripartire la competenza territoriale delle carceri tra nord, centro e sud:<\/p>\n<ul>Dal 2021 siamo riuscite a riattivare i colloqui in presenza a Milano San Vittore e il presidio fisso del luned\u00ec a Reggio Emilia: per il resto delle strutture riceviamo le richieste di colloqui online direttamente dalle detenute. Le situazioni pi\u00f9 difficili le troviamo dove le donne trans sono collocate in sezioni promiscue insieme ai sex offenders: il loro vissuto di violenza pregressa, spesso legato all\u2019attivit\u00e0 come sex worker, le costringe a vivere in una condizione costante di paura. \u00c8 evidente che questa scelta non rispetti il loro bisogno di protezione e la loro volont\u00e0. Proprio a San Vittore, in questo momento, una detenuta \u00e8 in forte sofferenza perch\u00e9 per tutelare la propria incolumit\u00e0 non le \u00e8 possibile condividere spazi comuni ed \u00e8 costretta ad un isolamento di fatto in cella singola.<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]L\u2019attivit\u00e0 delle volontarie consente di rilevare i problemi di esecuzione del nuovo Ordinamento penitenziario anche sul piano sanitario: la carenza maggiore si registra nella disponibilit\u00e0 di endocrinologi e psicologi interni alle strutture carcerarie, al punto che spesso le detenute sono costrette a trasporti coatti all\u2019esterno per accedere alle cure relative al trattamento ormonale. In questo stato di cose \u00e8 auspicabile che l\u2019amministrazione istituisca protocolli con i centri lgbt+ che offrono servizi in tale ambito.[\/vc_column_text][vc_column_text]Anche in tema di attivit\u00e0 trattamentali, le associazioni sono una risorsa per mettere in campo iniziative accessibili alle persone trans: proprio nell\u2019ultimo anno un accordo con la Libreria delle Donne di Bologna ha consentito al MIT di attivare il progetto \u201c<em>Libro sospeso<\/em>\u201d, tramite il quale chi vuole pu\u00f2 acquistare libri per le detenute. L\u2019idea \u00e8 semplice ma con effetto <em>win-win<\/em>, perch\u00e9 il dono crea una connessione tra il mondo esterno e le donne ristrette, aprendo uno squarcio di consapevolezza sull\u2019esistenza di \u201crealt\u00e0 differenti\u201d, che rimangono altrimenti nascoste alla coscienza comune. Aggiunge la D\u2019Amaro<\/p>\n<ul>Quest\u2019anno poi riusciremo a portare in carcere a Reggio Emilia, il festival \u201cDivergenti\u201d. Il festival del cinema trans ci consente di promuovere una narrazione che altrove ha poco spazio, creando un focus sulle esperienze di chi ha un\u2019identit\u00e0 di genere non conforme: sar\u00e0 importante per le detenute ritrovarsi in queste storie e sentire per una volta le loro vite al centro della scena.<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Da quanto osservato sin qui appare evidente che nelle carceri italiane la segregazione per categorie residuali e l\u2019urgenza di prevenzione della promiscuit\u00e0 non vengono ancora accantonate, tanto nelle scelte amministrative quanto negli agiti del personale penitenziario. Correzione, normalizzazione, sorveglianza e patologizzazione sono dispositivi ancora utilizzati, che ben si contestualizzano nel codice culturale binario della struttura carceraria. Il rischio \u00e8 quello di trasformare la tutela dei diritti degli individui in tutela dei diritti di alcuni contro altri, custodi e custoditi, o di alcune contro altre, donne <em>transgender<\/em> e donne <em>cisgender<\/em>. Per questo sar\u00e0 ora importante lavorare sull\u2019effettivit\u00e0 della <em>ratio<\/em> giuridica antidiscriminatoria sancita nel 2018, a cominciare dalla riforma del Regolamento di esecuzione dell\u2019Ordinamento penitenziario, come richiesto da Antigone nel documento programmatico licenziato proprio nel 2021<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_14');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_5652_1('footnote_plugin_reference_5652_1_14');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_5652_1_14\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">14)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_5652_1_14\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. A tutela delle persone lgbt+ ristrette Antigone invita a prevedere un processo di assegnazione che dia al diretto interessato possibilit\u00e0 di scelta; a svolgere in ogni istituto attivit\u00e0 in comune con il resto della popolazione, magari con il supporto di una sorveglianza dinamica adeguata; a superare le attuali difficolt\u00e0 di accesso alla scolarizzazione, alla formazione, alle attivit\u00e0 lavorative e sportive; a garantire la formazione del personale penitenziario e sanitario. L\u2019 obiettivo \u00e8 la realizzazione di un sistema che, disinnescando la paura della differenza sessuale e di genere, rimuova il rischio oggi ancora concreto di emarginazione e di lesione dei diritti individuali.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<div class=\"speaker-mute footnotes_reference_container\"> <div class=\"footnote_container_prepare\"><p><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_label pointer\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_5652_1();\">References<\/span><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_collapse_button\" style=\"display: none;\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_5652_1();\">[<a id=\"footnote_reference_container_collapse_button_5652_1\">+<\/a>]<\/span><\/p><\/div> <div id=\"footnote_references_container_5652_1\" style=\"\"><table class=\"footnotes_table footnote-reference-container\"><caption class=\"accessibility\">References<\/caption> <tbody> \r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_1');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_1\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>1<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Istituiti con D. m. 8 maggio 2015, gli Stati Generali dell\u2019esecuzione penale hanno articolato il loro lavoro in 18 tavoli tematici, presentando il documento finale in un evento svoltosi a Rebibbia il 18 e 19 aprile 2016: <a href=\"https:\/\/www.giustizia.it\/resources\/cms\/documents\/documento_finale_SGEP.pdf\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.giustizia.it\/resources\/cms\/documents\/documento_finale_SGEP.pdf<\/span><\/a><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_2');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_2\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>2<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Gay Help Line \u00e8 il contact center nazionale contro l\u2019omofobia e la transfobia del Gay Center di Roma.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_3');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_3\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>3<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Ord. n. 2407\/2018 Magistrato di Sorveglianza di Spoleto: <a href=\"https:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ordinanza_spoleto.pdf\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/wp-content\/uploads\/2019\/09\/ordinanza_spoleto.pdf<\/span><\/a>.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_4');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_4\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>4<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Emblematica la vicenda di una coppia di ristretti nella Casa di reclusione di Padova, che nel 2019 hanno fatto coming out in carcere dichiarando la reciproca volont\u00e0 di unirsi civilmente. Cfr. <a href=\"http:\/\/ristretti.org\">ristretti.org<\/a><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_5');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_5\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>5<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Fonte: Dipartimento Amministrazione Penitenziaria, su elaborazione dell\u2019Ufficio del Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libert\u00e0. I dati sono aggiornati al 15 febbraio 2022.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_6');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_6\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>6<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Cfr. Le dimensioni dell\u2019affettivit\u00e0, cap. Identit\u00e0 di genere: omosessualit\u00e0 e transessualit\u00e0 della detenzione, Istituto Superiore di Studi Penitenziari 2013.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_7');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_7\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>7<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">XVI Congresso Nazionale della Societ\u00e0 Italiana di Medicina e Sanit\u00e0 Penitenziaria (SIMSPe), Cagliari 3-5 giugno 2015.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_8');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_8\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>8<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Cfr. il pronunciamento della Corte EDU sul leading case X vs Turkey del 9 ottobre 2012, che ha definito ingiustificata qualsivoglia misura che escluda totalmente il detenuto dalla vita penitenziaria.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_9');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_9\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>9<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Programma esecutivo d\u2019azione n. 19\/2009 del DAP &#8211; Direzione generale dei Detenuti e del Trattamento, Ufficio IV finalizzato all\u2019 \u201cElaborazione di un modello di trattamento per transessuali\u201d.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_10');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_10\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>10<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Cfr. Guidelines for Psychological Practice With Transgender and Gender Nonconforming People, APA 2015 p. 834: <a href=\"https:\/\/www.apa.org\/practice\/guidelines\/transgender.pdf\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.apa.org\/practice\/guidelines\/transgender.pdf<\/span><\/a><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_11');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_11\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>11<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Ord. n. 682\/2018 del Tribunale di Sorveglianza di Firenze: <span class=\"footnote_url_wrap\">http:\/\/www.articolo29.it\/tribunale-sorveglianza-firenze-ordinanza-n-632-del-18-febbraio-2020\/?print=1<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_12');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_12\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>12<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Cfr. Det. AIFA 23 settembre 2020 nella duplice versione per farmaci femminilizzanti e mascolinizzanti: <a href=\"https:\/\/www.aifa.gov.it\/documents\/20142\/1229012\/Allegato_estrogeni.pdf\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.aifa.gov.it\/documents\/20142\/1229012\/Allegato_estrogeni.pdf<\/span><\/a>; <a href=\"https:\/\/www.aifa.gov.it\/documents\/20142\/1229012\/Allegato_testosterone_FM.pdf\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.aifa.gov.it\/documents\/20142\/1229012\/Allegato_testosterone_FM.pdf<\/span><\/a>.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_13');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_13\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>13<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Progetto pilota volto a migliorare le condizioni delle persone lgbt in carcere, 2014-15, associazione capofila MIT, finanziato dell\u2019UNAR. Ha consentito l\u2019apertura di sportelli lgbt+ a Milano San Vittore, Firenze Sollicciano, Napoli Poggioreale, Belluno e al reparto G8 di Rebibbia.<\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_5652_1('footnote_plugin_tooltip_5652_1_14');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_5652_1_14\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>14<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\">Cfr. Proposte di Antigone per un nuovo Regolamento di esecuzione dell\u2019Ordinamento penitenziario, 2021, cap. Persone detenute e internate lgbt+: <a href=\"https:\/\/www.antigone.it\/upload2\/uploads\/docs\/RegolamentoEsecuzioneProposta.pdf\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.antigone.it\/upload2\/uploads\/docs\/RegolamentoEsecuzioneProposta.pdf<\/span><\/a>.<\/td><\/tr>\r\n\r\n <\/tbody> <\/table> <\/div><\/div><script type=\"text\/javascript\"> function footnote_expand_reference_container_5652_1() { jQuery('#footnote_references_container_5652_1').show(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_5652_1').text('\u2212'); } function footnote_collapse_reference_container_5652_1() { jQuery('#footnote_references_container_5652_1').hide(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_5652_1').text('+'); } function footnote_expand_collapse_reference_container_5652_1() { if (jQuery('#footnote_references_container_5652_1').is(':hidden')) { footnote_expand_reference_container_5652_1(); } else { footnote_collapse_reference_container_5652_1(); } } function footnote_moveToReference_5652_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_5652_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } } function footnote_moveToAnchor_5652_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_5652_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } }<\/script>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]I diritti fondamentali delle persone private della libert\u00e0 personale sono stati tema centrale nel progetto di riforma dell\u2019Ordinamento penitenziario disegnato dalla Commissione Giostra del 20151). Figlio della stagione degli Stati Generali dell\u2019esecuzione penale, resa urgente da problematiche come il sovraffollamento delle strutture e l\u2019impostazione carcerocentrica, tale progetto ha esteso il [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":5677,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[9],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5652"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5652"}],"version-history":[{"count":7,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5652\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5961,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5652\/revisions\/5961"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5652"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5652"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5652"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}