{"id":5656,"date":"2022-04-26T12:45:45","date_gmt":"2022-04-26T10:45:45","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/suicidi-e-autolesionismo-2-2\/"},"modified":"2022-05-30T11:14:41","modified_gmt":"2022-05-30T09:14:41","slug":"alba-la-casa-di-non-lavoro","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/alba-la-casa-di-non-lavoro\/","title":{"rendered":"Alba. La Casa di (non) lavoro"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Rosalba Altopiedi, Daniela Ronco, Giovanni Torrente<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Alba. 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La Casa di (non) lavoro. La visita alla Casa di lavoro di Alba: ovvero il non-senso della misura di sicurezza<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La Casa di lavoro di Alba appare come una classica istituzione di scarico volta a contenere quell\u2019umanit\u00e0 in eccesso ritenuta inaffidabile in ogni contesto, anche in carcere. Soggetti di cui tutti i servizi pubblici, ma anche (spesso) le famiglie di appartenenza, hanno cessato di occuparsi, e per la quale un cubo di cemento appare come uno dei tanti luoghi di un continuo processo di istituzionalizzazione privo di ogni finalit\u00e0 terapeutico\/risocializzativa.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]La premessa \u00e8 che chi scrive ha avuto sempre molti dubbi sulla legittimit\u00e0 del sistema delle misure di sicurezza personali all\u2019interno di una cornice dove lo Stato di diritto voglia fondarsi su principi garantisti, strettamente legati ad una concezione del diritto penale del fatto. Ancor di pi\u00f9, la dimensione della Casa di lavoro ci \u00e8 sempre apparsa come anacronistica, figlia di un\u2019idea del lavoro di matrice autoritaria\/disciplinare, ben poco compatibile con le migliori pratiche di reinserimento sociale fondate sulla dimensione lavorativa.<\/p>\n<p>La visita alla Casa di lavoro di Alba, effettuata il 4 aprile 2022, cancella tuttavia dall\u2019orizzonte ogni riflessione teorica sui fini e legittimit\u00e0 delle misure di sicurezza per offrire un quadro caratterizzato da uno spietato non-senso. Nel concreto, la Casa di lavoro di Alba \u00e8 un cubo di cemento, circondato da un muro divisorio che lo isola dal resto della struttura, all\u2019interno del quale \u00e8 collocata un\u2019umanit\u00e0 composta da individui con problematiche di svariato tipo, spesso legate a forme di evidente disagio psichico e\/o dipendenze, con la comune caratteristica di una carriera deviante tendenzialmente consolidata, da cui \u00e8 scaturita in sede processuale la dichiarazione di pericolosit\u00e0 sociale e quindi l\u2019applicazione della misura di sicurezza dopo l\u2019espiazione della pena.<br \/>\nIl fatto \u00e8 che in quel luogo, al momento della visita, non abbiamo riscontrato la bench\u00e9 minima forma di lavoro. Gli internati erano rinchiusi all\u2019interno di due piani detentivi in un contesto atomizzante dove le persone occupano i corridoi delle sezioni esprimendo le pi\u00f9 svariate forme di disagio, che ovviamente la permanenza in quel luogo non pu\u00f2 che acuire.<\/p>\n<p>La Casa di lavoro, si diceva, \u00e8 separata dal resto della struttura &#8211; una Casa circondariale oramai da lungo tempo pressoch\u00e9 inutilizzata a causa di un\u2019epidemia di legionella \u2013 grazie ad un muro divisorio, in quanto in passato la sezione era riservata a detenuti collaboratori di giustizia, separati dal resto della popolazione detenuta. Lo spazio tra la struttura e il muro \u00e8 davvero minimo, incompatibile con ogni attivit\u00e0 lavorativa esterna. Ma anche all\u2019interno gli spazi sono pressoch\u00e9 inesistenti, ad eccezione di alcune aule scolastiche presenti al secondo piano e chiuse al momento della visita. Ecco che allora l\u2019amministrazione penitenziaria si \u00e8 ingegnata nel collocare due strutture fra l\u2019ingresso della Casa di lavoro e il muro che la separa dal resto dell\u2019istituto. Si tratta di fatto di container dove tra qualche mese dovrebbero essere realizzate delle attivit\u00e0, seppur sia facilmente immaginabile come la temperatura estiva render\u00e0 pressoch\u00e9 impossibile svolgere qualsiasi attivit\u00e0 all\u2019interno di quei piccoli locali.<\/p>\n<p>Il territorio offrirebbe poi delle opportunit\u00e0 lavorative, grazie soprattutto alla presenza di terreni agricoli esterni. Peccato per\u00f2 che l\u2019inaffidabilit\u00e0 delle persone internate renda impossibile ogni attivit\u00e0 che implichi l\u2019utilizzo di pale, mazze o oggetti appuntiti, ben sintetizzata dall\u2019espressione di una delle figure professionali intervistate durante la visita la quale, di fronte ad una nostra richiesta, ci ha detto: \u201cMa lei la darebbe una mazza a questi?\u201d.<br \/>\nEd effettivamente \u00e8 vero. La Casa di lavoro di Alba appare come una classica istituzione di scarico volta a contenere quell\u2019umanit\u00e0 in eccesso ritenuta inaffidabile in ogni contesto, anche in carcere. Soggetti di cui tutti i servizi pubblici, ma anche (spesso) le famiglie di appartenenza, hanno cessato di occuparsi, e per la quale un cubo di cemento appare come uno dei tanti luoghi di un continuo processo di istituzionalizzazione privo di ogni finalit\u00e0 terapeutico\/risocializzativa. A testimonianza di tale \u201cabbandono\u201d da parte della comunit\u00e0 esterna, si pensi che l\u2019istituto non dispone di un servizio di guardia medica h. 24 e che quindi tutti gli eventi critici che si verificano dopo le 20 debbono necessariamente richiedere l\u2019invio in ospedale o la gestione interna sino al mattino quando arriver\u00e0 un medico. Inoltre, in questa struttura, pur in presenza di un evidente problema legato ad un disagio psichico diffuso, lo psichiatra \u00e8 presente una sola volta a settimana, a turnazione fra gli psichiatri dipendenti dal servizio sanitario locale.<\/p>\n<p>Un luogo, quindi, che non pu\u00f2 che contribuire a peggiorare le problematiche di cui i soggetti ivi internati sono portatori, che siano collegate alle dipendenze, al disagio psichico, o alla carriera criminale. Questo, si badi bene, a prescindere dalla buona volont\u00e0 degli operatori della struttura. Durante la nostra visita abbiamo incontrato ufficiali e agenti di polizia penitenziaria, funzionari giuridico-pedagogici, una direttrice, un medico e una psicologa che evidentemente stanno cercando di fare del proprio meglio per limitare il danno e, crediamo, dare un senso alla loro professione.<\/p>\n<p>Al contrario, il problema \u00e8 strutturale. \u00c8 diabolico aver pensato ad un luogo come quel cubo di cemento per istituire una Casa di lavoro ed \u00e8 altrettanto diabolico mantenerla in piedi, a prescindere da ogni sforzo organizzativo dei singoli operatori. La visita ad un luogo come la Casa di lavoro di Alba non pu\u00f2 non interrogare sul senso di una giustizia che rinchiude soggetti fortemente problematici, all\u2019interno di una cornice che ricorda le esperienze manicomiali, senza una reale prospettiva e senza un futuro.<\/p>\n<p>Coloro che in questi mesi si stanno giustamente prodigando per una riforma del sistema della giustizia penale, dovrebbero probabilmente visitare la Casa di lavoro di Alba, crediamo anche per comprendere pienamente il senso profondo di un intervento che non potr\u00e0 che essere radicale.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La Casa di lavoro di Alba appare come una classica istituzione di scarico volta a contenere quell\u2019umanit\u00e0 in eccesso ritenuta inaffidabile in ogni contesto, anche in carcere. 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