{"id":5743,"date":"2022-04-27T10:42:56","date_gmt":"2022-04-27T08:42:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/numeri-2\/"},"modified":"2022-05-30T10:59:26","modified_gmt":"2022-05-30T08:59:26","slug":"donne-e-bambini-in-carcere","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/donne-e-bambini-in-carcere\/","title":{"rendered":"Donne e bambini"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.3) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Donne e bambini&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5743\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5743\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Donne e bambini&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5743&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Donne e bambini&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5743\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-content\/uploads\/2022\/05\/4.-ANTIGONE_XVIIIrapporto_DonneBambini.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Donne e bambini<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Al 31 marzo 2022 erano 2.276 le donne presenti negli istituti penitenziari italiani, pari al 4,2% della popolazione detenuta totale.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Negli ultimi due decenni, la percentuale di donne detenute si \u00e8 invece sempre attestata intorno al 4%[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Osservando l&#8217;andamento del dato percentuale negli ultimi trent\u2019anni, vediamo come variazioni significative siano avvenute nel corso degli anni \u201890, arrivando a superare il 5% tra il 1991 e il 1993 e scendendo al 3,8% nel 1998. Negli ultimi due decenni, la percentuale di donne detenute si \u00e8 invece sempre attestata intorno al 4%, subendo alcune oscillazioni ma restando costantemente all\u2019interno del punto percentuale.[\/vc_column_text][vc_column_text]Guardando poi al resto d\u2019Europa, vediamo come il dato italiano di quest\u2019anno si collochi poco pi\u00f9 di un punto percentuale al di sotto della media europea pari a 5,3%, secondo le ultime statistiche pubblicate dal Consiglio d\u2019Europa.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/9535229\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Delle 2.276 donne detenute, 576 sono ospitate all\u2019interno delle quattro carceri esclusivamente femminili presenti sul territorio italiano. Esattamente un quarto del totale. Nello specifico, nelle due Case Circondariali di Roma Rebibbia e Pozzuoli vi sono rispettivamente 321 e 146 detenute, mentre nelle Case di Reclusione di Venezia e Trani sono 64 e 45. L&#8217;istituto a custodia attenuata (Icam) per madri detenute di Lauro ospita 8 donne recluse insieme ai propri figli minori di tre anni di et\u00e0. I restanti tre quarti delle donne detenute erano distribuite nelle 46 sezioni femminili presenti all\u2019interno di carceri maschili.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La detenzione all\u2019interno di un istituto pensato e abitato in larga maggioranza da uomini comporta una lunga serie di problematicit\u00e0 per le donne che vi ci vivono[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]La detenzione all\u2019interno di un istituto pensato e abitato in larga maggioranza da uomini comporta una lunga serie di problematicit\u00e0 per le donne che vi ci vivono. Dalle carenze strutturali come l\u2019assenza di servizi appositi, alle carenze di risorse come attivit\u00e0 sportive e ricreative. Per quanto riguarda i servizi sanitari e igienici, dei 24 istituti con donne detenute visitati da Antigone nel 2021 il 62,5% disponeva di un servizio di ginecologia e il 21,7% di un servizio di ostetricia. Solo nel 58,3% degli istituti visitati le celle erano dotate di bidet, come richiesto dal regolamento di esecuzione da pi\u00f9 di vent\u2019anni. Per quanto riguarda le risorse a disposizione per le donne detenute in istituti maschili, in linea di massima possiamo affermare che pi\u00f9 le sezioni femminili sono abitate da un numero consistente di detenute, pi\u00f9 alta sar\u00e0 la probabilit\u00e0 che vi siano risorse a loro dedicate. Se invece il numero \u00e8 piccolo o piccolissimo, tale probabilit\u00e0 scende inesorabilmente.[\/vc_column_text][vc_column_text]Per evitare l\u2019eccessiva marginalizzazione delle donne detenute, la riforma dell\u2019ordinamento penitenziario entrata in vigore nell\u2019ottobre del 2018 prevede esplicitamente che le donne ospitate in apposite sezioni all\u2019interno di istituti maschili debbano essere \u201cun numero tale da non compromettere le attivit\u00e0 trattamentali\u201d. Sono diversi per\u00f2 gli istituti dove le donne rappresentano una minima percentuale. E\u2019 questo il caso della Casa di Reclusione di Paliano dove su 70 detenuti presenti solo tre sono donne e della Casa Circondariale di Mantova dove su 130 detenuti le donne sono cinque. Questi sono solo gli esempi pi\u00f9 estremi, ma osservando la distribuzione della popolazione detenuta vediamo come siano frequenti gli istituti penitenziari dove le donne costituiscono gruppi particolarmente esigui.<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Gli istituti a prevalenza maschile che ospitano sezioni femminili dovrebbero favorire l\u2019organizzazione di attivit\u00e0 comuni tra uomini e donne[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Se la disposizione della riforma risulta ancora di lontana attuazione, gli istituti a prevalenza maschile che ospitano sezioni femminili dovrebbero favorire l\u2019organizzazione di attivit\u00e0 comuni tra uomini e donne, cos\u00ec da scongiurare il pericolo di marginalizzazione e di ozio forzato per le poche donne ristrette. Dai dati raccolti da Antigone nel corso dell\u2019anno, emerge per\u00f2 come solo nel 4,3% degli istituti visitati con sezioni femminili siano previste occasioni di incontro tra detenute e detenuti.[\/vc_column_text][vc_column_text]Ci sono poi istituti maschili con sezioni femminili di grandi dimensioni. Le principali sono nella Casa Circondariale di Torino che ospita 116 donne detenute, nella Casa di Reclusione di Milano Bollate che ne ospita invece 94 e nella Casa Circondariale di Milano San Vittore 83. Seguono poi gli istituti di Vigevano, Bologna, Lecce e Palermo ognuno con circa una settantina di donne detenute.[\/vc_column_text][vc_column_text]Per quanto riguarda le quattro carceri esclusivamente femminili, ad eccezione della Casa di Reclusione di Venezia, gli altri tre istituti risultano significativamente sovraffollati. Nello specifico, Trani registra un tasso di sovraffollamento del 140,6%, Pozzuoli del 139% e Rebibbia femminile del 123,5%.[\/vc_column_text][vc_column_text]Il numero pi\u00f9 alto di donne detenute si trova nella regione Lazio (395), vista la presenza a Roma del carcere femminile pi\u00f9 grande d\u2019Europa. Seguono la Lombardia con 365 detenute e la Campania con 314.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Nel 2021 gli ingressi in carcere da parte di donne sono stati il 6,7% degli ingressi totali, una percentuale superiore a quella delle presenze[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Nel 2021 gli ingressi in carcere da parte di donne sono stati il 6,7% degli ingressi totali, una percentuale superiore a quella delle presenze che mostra come le permanenze delle donne abbiano tendenzialmente durata inferiore rispetto a quelle degli uomini. Il maggior numero di ingressi femminili nel corso dell\u2019anno si \u00e8 riscontrato in Lombardia (440), seguito da quelli del Lazio (330), della Campania (305), del Piemonte (246) e della Sicilia (180).[\/vc_column_text][vc_column_text]Delle 2.276 donne detenute al 31 marzo 2022, 727 sono di origine straniera ossia il 31,9%. La percentuale \u00e8 leggermente superiore a quella degli uomini detenuti stranieri, pari al 31,3%. Per le donne straniere, i primi due paesi di provenienza sono la Romania (24,9%) e la Nigeria (16,5%), seguite a distanza dal Marocco (5,8%), dalla Bosnia Erzegovina (5,1%) e dalla Bulgaria (4%). Se guardiamo al totale della popolazione detenuta vediamo come le nazionalit\u00e0 pi\u00f9 presenti cambiano, con il Marocco al primo posto (19,9%), seguito dalla Romania (11,9%), dall\u2019Albania (10,7%), dalla Tunisia (10,2%) e dalla Nigeria (7,5%). Per quanto riguarda la posizione giuridica, le donne straniere con condanna definitiva sono il 70% del totale.[\/vc_column_text][vc_column_text]Erano invece 1.118 le donne detenute che a fine 2021 disponevano di un lavoro. Di queste, 925 erano impiegate alla dipendenza dell\u2019amministrazione penitenziaria, mentre 193 assunte da datori di lavoro esterni.<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La percentuale \u00e8 dunque ben superiore rispetto a quella delle donne in esecuzione penale interna, riflesso di pene tendenzialmente pi\u00f9 brevi e della maggiore tendenza a prevedere percorsi alternativi[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Donne in esecuzione penale esterna<\/strong><\/p>\n<p>Al 15 marzo 2022, erano 13.642 le donne in carico al sistema di esecuzione penale esterna costituendo l\u201911,7% del totale. La percentuale \u00e8 dunque ben superiore rispetto a quella delle donne in esecuzione penale interna, riflesso di pene tendenzialmente pi\u00f9 brevi e della maggiore tendenza a prevedere percorsi alternativi in particolar modo per le donne con figli minori. Quasi il 19% delle donne in esecuzione penale esterna sono di origine straniera, provenienti soprattutto da paesi europei.[\/vc_column_text][vc_column_text]Guardando alle specifiche tipologie di misure alternative alla detenzione, vediamo come 1.776 siano le donne in affidamento in prova ai servizi sociali, 1.217 in detenzione domiciliare e 24 in semilibert\u00e0. Interessante notare come quasi il 60% delle donne in misura alternativa provengano dalla libert\u00e0 e non da una detenzione gi\u00e0 iniziata in carcere.[\/vc_column_text][vc_column_text]Le donne condannate ad un periodo di libert\u00e0 controllata sono 16, mentre le donne a cui \u00e8 stata applicata la misura di sicurezza della libert\u00e0 vigilata sono 299. Per quanto riguarda le sanzioni di comunit\u00e0, 991 svolgono lavori di pubblica utilit\u00e0, il 94% per aver violato il codice della strada e il 6% per una violazione della leggi sugli stupefacenti. Infine, 3.978 sono le donne che hanno ottenuto la sospensione del loro procedimento penale per svolgere un programma di messa alla prova. Le restanti 5.341 donne sono in carico al sistema di esecuzione penale esterna per indagini e consulenze.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<strong>Bambini in carcere<\/strong><\/p>\n<p>Al 31 marzo 2022, erano 19 i bambini di et\u00e0 inferiore ai tre anni che vivevano insieme alle loro 16 madri all\u2019interno di un istituto penitenziario. Di questi, il gruppo pi\u00f9 consistente \u00e8 composto da 8 bambini ospitati nell\u2019Istituto a custodia attenuata per madri detenute di Lauro, unico Icam autonomo e non dipendente da un istituto penitenziario. A questo segue un gruppo di 4 bambini all\u2019interno della sezione nido della Casa Circondariale di Rebibbia Femminile. Ospitano poi due bambini ognuno, gli Icam interni alla Casa Circondariale di Milano San Vittore e di Torino e la Casa Circondariale di Benevento. Un solo bambino si trova invece all\u2019interno dell\u2019Icam della Casa di Reclusione Femminile di Venezia.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/9534358\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]A fine 2021 i bambini in carcere erano 18, il numero pi\u00f9 basso registrato negli ultimi decenni.[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]A fine 2021 i bambini in carcere erano 18, il numero pi\u00f9 basso registrato negli ultimi decenni. Dopo i picchi raggiunti nei primi anni 2000, quando si sono arrivati a contare anche pi\u00f9 di 70 bambini in carcere, negli ultimi dieci anni i numeri sono complessivamente diminuiti seppur con un andamento piuttosto altalenante.[\/vc_column_text][vc_column_text]Con l\u2019arrivo della pandemia, la diminuzione dei bambini in carcere \u00e8 stata invece particolarmente significativa arrivando alla fine 2021 a contare 18 presenze, a fronte delle 48 di due anni prima. Tale calo dimostra quindi come sia possibile ricorrere a soluzioni alternative, tramite percorsi di esecuzione penale che limitino l&#8217;ingresso di bambini in carcere e al contempo evitino la separazione dalle loro madri. L\u2019auspicio \u00e8 dunque che si continui su questa strada anche con il ritorno a tempi ordinari, a prescindere dalle recenti logiche emergenziali.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Al 31 marzo 2022 erano 2.276 le donne presenti negli istituti penitenziari italiani, pari al 4,2% della popolazione detenuta totale.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Negli ultimi due decenni, la percentuale di donne detenute si \u00e8 invece sempre attestata intorno al 4%[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Osservando l&#8217;andamento del dato percentuale negli ultimi trent\u2019anni, vediamo come variazioni significative [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":5677,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_mi_skip_tracking":false},"categories":[8],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5743"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5743"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5743\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5930,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5743\/revisions\/5930"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5677"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5743"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5743"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/diciottesimo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5743"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}