{"id":3549,"date":"2019-05-11T08:42:09","date_gmt":"2019-05-11T06:42:09","guid":{"rendered":"http:\/\/antigone.filarete.it\/?page_id=62"},"modified":"2023-03-07T17:35:08","modified_gmt":"2023-03-07T16:35:08","slug":"le-nostre-proposte","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/le-nostre-proposte\/","title":{"rendered":"Le nostre proposte"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Susanna Marietti<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Le nostre proposte&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3549\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3549\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Le nostre proposte&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3549&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Le nostre proposte&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/3549\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 grve-animated-item grve-fadeIn titolo\" style=\"\" data-delay=\"200\"><span>Partire dalle donne per una nuova idea di carcere<\/span><\/h4><h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 grve-animated-item grve-fadeIn sottotitolo\" style=\"\" data-delay=\"200\"><span><\/span><\/h4>[vc_column_text animation=&#8221;fadeIn&#8221;]Il Rapporto che avete davanti agli occhi \u00e8 il risultato di uno straordinario viaggio collettivo in luoghi anomali. Sono anomali, in quanto difformi dalla regola, in quanto non sovrapponibili al modello di riferimento. Se la regola e il modello sono i luoghi del carcere maschile, allora le sezioni e gli istituti che ospitano le donne detenute costituiscono un\u2019anomalia. Non \u00e8 su di loro che il carcere si \u00e8 plasmato nel modello di detenzione, non \u00e8 qui che ha sviluppato le sue norme e le sue prassi pi\u00f9 affermate.<\/p>\n<p>Non \u00e8 qui per un motivo banale: perch\u00e9 le donne in carcere sono percentualmente poche, perch\u00e9 lo sono da sempre, perch\u00e9 lo sono ovunque. Semplicemente, il carcere qui non ha potuto esercitare a sufficienza i propri schemi di comportamento.<\/p>\n<p>E allora il nostro viaggio \u00e8 stato straordinario, perch\u00e9 \u00e8 uscito in ogni tappa dall\u2019ordinariet\u00e0 per guardare oltre le mura che racchiudono quella piccola quota di donne che si trova ad abitare le carceri italiane. Nei mesi scorsi abbiamo visitato con il nostro Osservatorio i quattro istituti penitenziari femminili che si trovano in Italia, le 44 sezioni femminili collocate in carceri a prevalenza maschile, le tre carceri minorili dove si trovano ragazze, le sei sezioni che ospitano detenute trans pur all\u2019interno di carceri considerate maschili, i cinque Istituti a custodia attenuata per madri. Vi raccontiamo quel che abbiamo visto lungo questi percorsi. Vi raccontiamo uno per uno i luoghi visitati, dedicando uno spazio del nostro Rapporto a ciascuno di essi. E poi vi raccontiamo i numeri, la vita interna, le riflessioni, in una lettura che speriamo possa contribuire a far uscire la detenzione delle donne dalla zona d\u2019ombra nella quale troppo spesso si trova.<\/p>\n<p>Di carcere si parla poco e male. La sua quotidianit\u00e0 autentica non interessa granch\u00e9. Se ne parla quando accade il fatto di cronaca eclatante: l\u2019evasione, la rivolta, il reato efferato. Ma l\u2019evasione, la rivolta, il reato efferato quasi mai riguardano la detenzione delle donne. E allora si finisce per parlare solo di uomini anche quelle poche volte che il carcere fa notizia.<\/p>\n<p>Il primo motivo per cui abbiamo scelto di intraprendere il nostro viaggio \u00e8 stato dunque questo: parlare e far parlare di donne detenute. Ma non \u00e8 stato il solo. Si \u00e8 aggiunta la spinta alla conoscenza che caratterizza Antigone dalla sua nascita. Il carcere femminile \u00e8 poco noto e visitarlo per intero da nord a sud e da destra a sinistra ha significato per noi accrescere la nostra consapevolezza del sistema.<\/p>\n<p>Ed \u00e8 questa consapevolezza che oggi ci fa dire che la detenzione femminile pu\u00f2 e deve divenire un modello capace di allargarsi anche al di l\u00e0 dei propri confini. Le donne detenute radicalizzano una serie di caratteristiche della popolazione carceraria nel suo complesso che sempre pi\u00f9 sono rappresentate nella massa delle persone che la nostra societ\u00e0 rinchiude in galera. Parliamo della massa, quella che produce i grandi numeri, che non \u00e8 il nucleo di detenuti con un elevato spessore criminale. La massa della popolazione detenuta \u00e8 costituita da persone che provengono dagli strati pi\u00f9 marginali della societ\u00e0, che sperimentano povert\u00e0 economica ed educativa, che vivono un\u2019emarginazione che il periodo di detenzione non fa altro che approfondire, che presentano uno scarso spessore criminale e anche una scarsa pericolosit\u00e0 penitenziaria.<\/p>\n<p>La grande maggioranza delle donne \u00e8 tutto questo, ancora di pi\u00f9. Dallo scarso spessore criminale e dalla scarsa pericolosit\u00e0 penitenziaria si pu\u00f2 e si deve ripartire per immaginare un modello di detenzione nuovo e pi\u00f9 aperto, dove il tempo della pena acquisti direzione e significato, dove il raccordo con il territorio circostante sia capillare e continuo. Si pu\u00f2 partire dalla detenzione delle donne per rovesciare l\u2019ottica: rendiamola il modello cui parametrare il carcere, la regola dalla quale ripartire per vedere altrove l\u2019anomalia, per vederla in un carcere inutilmente segregante e in una vita interna priva di contenuto.<\/p>\n<p>Prima di fare ci\u00f2, bisogna per\u00f2 garantire pieni diritti e adeguata attenzione alle donne in carcere. In un sistema troppo spesso declinato al maschile, manca una considerazione specifica dei bisogni femminili e delle potenzialit\u00e0 che la detenzione femminile pu\u00f2 avere nel plasmare una nuova idea di carcere.<\/p>\n<p>Le dieci proposte che qui presentiamo sono anch\u2019esse frutto del nostro viaggio straordinario. Ci auguriamo che vengano raccolte e che possano continuare a fare tanta strada.<\/p>\n<p>La tragedia di Antigone racconta del rapporto tra la legge e la giustizia e del conflitto tra il potere maschile e il corpo della donna. E ad Antigone abbiamo voluto titolare questo primo Rapporto sulle donne detenute in Italia, nel nome di tutte le Antigoni che si trovano nelle carceri italiane.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h3>LE DIECI PROPOSTE DI ANTIGONE PER I DIRITTI DELLE DONNE DETENUTE<\/h3>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Nella legislazione italiana mancano norme che guardino ai bisogni specifici delle donne detenute. Allo stesso modo, le norme in materia di organizzazione degli uffici e del personale non adottano una prospettiva di genere e non guardano ai rischi di discriminazione. Andrebbero introdotte &#8211; nell\u2019Ordinamento penitenziario (Legge n.354 del 1975), nella Legge 395 del 1990, nel Regolamento di esecuzione (D.P.R. n.230 del 2000), ma anche attraverso circolari dell\u2019Amministrazione Penitenziaria &#8211; norme che abbiano un approccio rispettoso della prospettiva di genere. Le Regole di Bangkok (Regole delle Nazioni Unite relative al trattamento delle donne detenute e alle misure non detentive per le donne autrici di reato) ribadiscono che le misure adottate per soddisfare tali necessit\u00e0 nella prospettiva della parit\u00e0 di genere non sono da considerarsi discriminatorie.<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]<em>Quelle che riportiamo qui di seguito sono solo alcune delle proposte possibili di innovazione:<\/em><\/p>\n<ol>\n<li>Va istituito nel Dipartimento dell\u2019Amministrazione Penitenziaria un ufficio che si occupi di detenzione femminile, che deve essere diretto da esperti in politiche di genere.<\/li>\n<li>Vanno previste azioni positive dirette a rimuovere gli ostacoli che le donne incontrano nell\u2019accesso al lavoro, all\u2019istruzione, alla formazione professionale.<\/li>\n<li>Le camere di pernottamento delle detenute devono disporre di tutto ci\u00f2 che \u00e8 necessario per soddisfare le esigenze igieniche e sanitarie specifiche delle donne, compresi gli assorbenti igienici forniti gratuitamente.<\/li>\n<li>Alle donne detenute deve essere assicurato un servizio di prevenzione e di screening dei tumori femminili equivalente a quello delle donne in libert\u00e0. In particolare il PaP test e il test di screening per il cancro al seno o all\u2019apparato riproduttivo devono essere offerti alle detenute parimenti a quanto avviene nella comunit\u00e0 libera per le altre donne della medesima et\u00e0.<\/li>\n<li>In fase di accoglienza della donna in carcere deve essere assicurato dagli operatori del carcere e da quelli del Servizio Sanitario Nazionale un approfondito esame diretto a verificare se la donna ha subito violenza sessuale o altri abusi o forme di violenza prima dell\u2019ammissione in carcere. Se durante la detenzione vengono accertati o denunciati episodi di violenza sessuale o altri abusi o maltrattamenti, la donna deve essere prontamente informata del diritto di rivolgersi all\u2019autorit\u00e0 giudiziaria.<\/li>\n<li>Alla donna vittima di violenza presa in carico dal punto di vista sanitario, psicologico e sociale durante la detenzione deve essere assicurata continuit\u00e0 di cura una volta fuori.<\/li>\n<li>Nelle carceri dove sono recluse donne vi deve essere staff adeguatamente formato e specializzato sulla violenza di genere. Tutto il personale incaricato di lavorare con le donne detenute deve ricevere una formazione relativa alle esigenze specifiche di genere e ai diritti delle donne detenute.<\/li>\n<li>Vanno previste azioni dirette a evitare ogni forma di discriminazione basate sul genere nei confronti delle donne che lavorano nello staff penitenziario a tutti i livelli.<\/li>\n<li>In accordo con il principio per cui la vita in carcere deve approssimarsi il pi\u00f9 possibile a quella nella comunit\u00e0 libera, in tutte le carceri che ospitano sia uomini che donne vanno previste attivit\u00e0 diurne congiunte, cos\u00ec da incrementare le opportunit\u00e0 in particolare per le donne detenute.<\/li>\n<li>Le carceri e le sezioni femminili devono essere improntate il massimo possibile al modello della custodia attenuata.<\/li>\n<\/ol>\n<p>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text][\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text animation=&#8221;fadeIn&#8221;]Il Rapporto che avete davanti agli occhi \u00e8 il risultato di uno straordinario viaggio collettivo in luoghi anomali. 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