{"id":6023,"date":"2023-02-21T15:31:40","date_gmt":"2023-02-21T14:31:40","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione-femminile\/vedere-il-ruolo-delle-immagini-nei-casi-di-violenza-e-tortura-2-2\/"},"modified":"2023-06-05T11:30:24","modified_gmt":"2023-06-05T09:30:24","slug":"le-domande-delle-donne-al-difensore-civico-di-antigone","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/le-domande-delle-donne-al-difensore-civico-di-antigone\/","title":{"rendered":"Le donne scrivono al Difensore Civico di Antigone"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Alicia Alonso Merino<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.3) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Le donne scrivono al Difensore Civico di Antigone&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6023\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6023\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Le donne scrivono al Difensore Civico di Antigone&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6023&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Le donne scrivono al Difensore Civico di Antigone&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6023\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/83.-ANTIGONE_DonneDetenute_DifensoreCivico.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Le donne scrivono al Difensore Civico di Antigone<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Come ogni anno, il Difensore Civico dei diritti delle persone detenute di Antigone ha ricevuto lettere con domande e dubbi di donne detenute in diversi carceri o reparti del Paese. Il basso numero di detenute in Italia (circa il 4% del totale) non consente di garantire che le donne siano confinate vicino alle loro case. Ci\u00f2 si traduce in una situazione in cui le donne possono essere detenute in reparti di carceri maschili, pi\u00f9 vicine ai loro luoghi di residenza, o in carceri femminili che spesso si trovano a grande distanza da casa, poich\u00e9 ce ne sono pochissime.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">Essere rinchiuse in sezioni di carceri maschili significa che i bisogni speciali delle donne potrebbero non essere presi in considerazione<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Essere rinchiuse in sezioni di carceri maschili significa che i bisogni speciali delle donne potrebbero non essere presi in considerazione, poich\u00e9 il regime carcerario sar\u00e0 determinato dalla maggior parte dei detenuti maschi. Cos\u00ec una detenuta della CC di Como ha descritto la discriminazione e la difficolt\u00e0 di accesso agli stessi servizi nelle stesse condizioni dei detenuti:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cAl femminile non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di usufruire del teatro, non c\u2019\u00e8 possibilit\u00e0 di fare corsi di musica, visto che gli strumenti sono solo al maschile. L\u2019area adibita all\u2019aria non ha palloni utilizzabili\u2026 e non da alcuna possibilit\u00e0 di svolgere attivit\u00e0 sportive.<\/em><br \/>\n<em>L\u2019area educativa esiste solo al maschile e le detenute sono prive di educatori stabili, con la conseguenza che non vengono redatte osservazioni e sintesi, precludendo l\u2019acceso a misure alternative, con danni gravissimi per le detenute\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Molte donne sono tenute lontane dalle loro case, riducendo le possibilit\u00e0 di contatto familiare[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]In pratica, molte donne sono tenute lontane dalle loro case, riducendo le possibilit\u00e0 di contatto familiare. Questa distanza dalla famiglia e la mancanza di contatti diretti \u00e8 motivo di denuncia per le detenute. Nello specifico, dal carcere di Latina ce lo raccontava una detenuta:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cNon faccio colloqui con mia madre dal 20.12.2019. Non ho pi\u00f9 il pap\u00e0 e mia madre non ce la fa a venire sia per problema di salute sia per problema economici. \u00c8 vero che io ho sbagliato, ma mia madre che colpa ne ha? Il mio percorso non \u00e8 servito a niente? Non ce la faccio pi\u00f9, sto male, questo distacco \u00e8 troppo\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Anche dal carcere di Messina si fanno carico di quanto sia dolorosa questa realt\u00e0, soprattutto quando sono madri:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201c[a Messina] tante mamme lontano dai propri figli, da Napoli, Roma, Puglia e sono stati trasferiti qui su un\u2019isola? I disagi vengono creati alle famiglie e ai tanti bambini che sono privati d\u2019avere contatti da vicino con le proprie mamme\u201d.<br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La \u201ccolpa\u201d per l\u2019abbandono dei figli \u00e8 un altro motivo di angoscia e dolore permanenti[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]La realt\u00e0 dei figli e delle figlie che risentono della difficolt\u00e0 dell&#8217;assistenza diretta e la \u201ccolpa\u201d per l&#8217;abbandono \u00e8 un altro motivo di angoscia e dolore permanenti. Cos\u00ec ce lo ha raccontato una madre detenuta nei CC di Vigevano:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cHo 2 figli minorenni, il maschio del 2008 (affidato a mia madre) e la femmina del 2009 (affidato al padre e mia madre), purtroppo ne ho avuto uno nel 2019, ma \u00e8 stato portato in affidamento in ospedale stesso. Da allora non ho pi\u00f9 avuto sue notizie. Io so che per legge l\u2019adottabilit\u00e0 si apre quando si hanno 10 anni di condanna, mentre con me hanno aperto l\u2019adottabilit\u00e0 sin da ora anzi gi\u00e0 da 1 anno. Non mi hanno dato nemmeno la possibilit\u00e0 di dimostrare che ho cambiato vita. Sto cadendo in una brutta depressione. \u00c8 come se io stessi facendo una doppia carcerazione\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Non mancano nemmeno le critiche alle condizioni in cui si deve scontare la pena e la mancanza di prospettive future[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Non mancano nemmeno le critiche alle condizioni in cui si deve scontare la pena, la mancanza di prospettive future, la possibilit\u00e0 di svolgere un percorso trattamentale per migliorare progressivamente le condizioni di vita all&#8217;interno del carcere. Dal carcere di Messina ci hanno descritto cos\u00ec la situazione:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cI passeggi sono pochissimi metri, non si pu\u00f2 passeggiare, non c\u2019\u00e8 lo spazio. Il bagno \u00e8 con un muro a met\u00e0 da schifo. E una tettoia di lamiere\u2026. Mi domando perch\u00e9 lo stato \u00e8 cos\u00ec indifferente a tutto questo? mi sembra un 41 bis, cosa si deve fare? A chi dobbiamo rivolgerci? Il codice penale non prevede le torture psicologiche, per\u00f2 ci sono costantemente, Se presenti una domandina per le telefonate, o per le video chiamate e la perdono ti dicono non si trova la domandina e ci rimettiamo noi perch\u00e9 si telefona solo due volte a settimana. Se ci stiamo rivolgendo a voi \u00e8 perch\u00e9 veramente si \u00e8 al limite della sopportazione di tutto questo abuso\u201d<br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]La critica all&#8217;abbandono istituzionale \u00e8 confermata da un&#8217;altra detenuta nella CC di Latina dove si \u00e8 lamentata che:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201c[A Latina] nessuno si interessa per la declassificazione. Ma se dopo un percorso impeccabile a nessuno \u00e8 interessato aiutarmi, sono delusa e amareggiata, anche se ormai manca poco alla fine. Da Latina non esce nessuno, n\u00e9 in permesso, n\u00e9 con un beneficio. Si pu\u00f2 attendere 15 mesi per una camera di consiglio? Per poi avere un rinvio di altri 5 mesi?\u201d<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Denuncia ricevuta sulla vita in carcere che concludeva citando il Canto II de La Divina Commedia di Dante: &#8220;Lasciate ogni speranza voi che entrate&#8221;, paragonando la mancanza di speranza che implica scontare una pena detentiva, all&#8217;inferno che ha descritto il fiorentino.<\/p>\n<p>Quella mancanza di speranza, insieme alle condizioni di disumanit\u00e0, patologie mentali, problemi di dipendenza, sono senza dubbio alcuni dei complessi fattori di rischio che fanno decidere a una persona di porre fine all&#8217;angoscia vitale della reclusione, ricorrendo al suicidio. Una piaga istituzionale che quest&#8217;anno sta raggiungendo cifre allarmanti e che colpisce anche le donne detenute.<\/p>\n<p>Una detenuta della CC di Vigevano, che ci ha scritto per chiederci informazioni in merito alla possibilit\u00e0 di accedere a una misura alternativa, ci ha anche raccontato che:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cA Bergamo ho salvato una detenuta dopo averla trovata impiccata, ringrazio dio che non sia morta\u201d.<br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Oltre alle detenute, c\u2019\u00e8 anche un numero significativo di donne che si rivolgono al Difensore Civico preoccupate per gli altri detenuti[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Oltre alle detenute, c&#8217;\u00e8 anche un numero significativo di donne che si rivolgono al Difensore Civico preoccupate per gli altri detenuti. Sono le madri, le mogli, le compagne, le sorelle o le amiche dei carcerati. Donne che sostengono il sistema carcerario dall&#8217;esterno e che spesso passano inosservate al sistema stesso.<\/p>\n<p>L&#8217;esperienza di avere un familiare privato della libert\u00e0 \u00e8 devastante. Dal momento dell&#8217;arresto, le famiglie affrontano sostanziali cambiamenti nella loro vita quotidiana; la loro organizzazione si riconfigura, la loro economia peggiora, i loro legami e le loro relazioni affettive si alterano. Gli effetti prodotti dal carcere sono molteplici e gravi: colpiscono la soggettivit\u00e0 e l&#8217;autonomia dei detenuti, ma si estendono anche oltre le mura, colpendo direttamente le famiglie e, soprattutto, le donne. (RIMUF, 2022, p. 2)<\/p>\n<p>Nel corso dell\u2019ultimo anno, gran parte delle lettere ricevute dalle parenti dei detenuti hanno avuto a che fare con la preoccupazione per la loro situazione di salute e la mancanza di cure adeguate per varie patologie. Cos\u00ec, la figlia di una ristretta ci ha contattato riferendoci che la madre era stata arrestata ed era affetta da varie patologie e nessuno dalla CC di Latina le ha dato riscontro in merito alle problematiche di salute. Mentre un&#8217;altra donna ci scriveva preoccupata per il suo compagno detenuto nella Casa di Reclusione di Opera:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cLui dovrebbe prendere dei medicinali e ancora prima di esser li per custodia cautelare doveva fare un intervento e che tramite medico di base non \u00e8 possibile far avere medicine e li non sono provvisti. [\u2026] Nel 2006 aveva fatto pure una tac alla testa perch\u00e9 aveva problemi con una vena e dovrei risalire a una copia. Ho scritto al medico di base ma \u00e8 da solo 3 anni quel medico. Voi cortesemente sapete consigliare come dovrei fare o muovermi per far s\u00ec che abbia copia e che lui venga curato in modo adeguato e sicuro?\u201d.<br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Ci ha contattato anche un\u2019altra figlia devastata dalla delicata situazione sanitaria della madre appena trasferita, sempre lontana dalla famiglia:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cMia mamma detenuta ha varie patologie: psiche, fisiche, cardiopatica, problemi cardiovascolari, anemia, problema al midollo osseo, ipertesa e diabetica. Adesso l\u2019hanno trasferita a Piacenza non tenendo conto delle sue patologie, trattata come neanche un animale. Svegliata alle 3 di notte e col freddo (nemico di chi ha problemi cardiovascolari) e portata a Piacenza\u2026abbiamo saputo sue notizie dopo 3 giorni. Io adesso sto in pensiero perch\u00e9 non so che cure stanno iniziando in questo carcere. Mia mamma ha bisogno delle giuste cure. \u00c8 piena di patologie\u2026 non sta bene l\u00ec dentro. Non sappiamo come fare! e poi con i suoi problemi di depressione\u2026\u201d.<br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Inoltre, la mancanza di conoscenza di come funziona il sistema carcerario o di chi contattare genera enorme angoscia e impotenza:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cSono una zia disperata che non sa dove andare a sbattere per capire come aiutare il proprio nipote, detenuto nel carcere di Siracusa con un pneumotorace spontaneo e il COVID in corso. Non so come aiutarlo. L\u2019avvocato mi dice che non possiamo fare niente perch\u00e9 lo curano li. La mia domanda \u00e8 ma con un pneumotorace non dovrebbe stare a casa? Inoltra come posso sapere il medico che lo sta curando?\u201d.<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]La preoccupazione di come mantenere i contatti, di come svolgere le visite e di quale sia la procedura dei colloqui sono motivi di domande. Una sorella di un detenuto della CC di San Vittore a Milano ci ha chiesto aiuto per capire la procedura per vedere suo fratello. Allo stesso modo, una madre con il figlio incarcerato nella CC di Como aveva bisogno di chiarimenti su come funzionassero i requisiti del <em>Green pass<\/em> per accedere al colloquio.<br \/>\nIl timore per l&#8217;integrit\u00e0 fisica \u00e8 anch\u2019esso motivo di consultazione. Cos\u00ec scrive una donna preoccupata per la situazione di violenza che il marito aveva subito nella CC di Treviso:<\/p>\n<blockquote><p><em>\u201cMio marito \u00e8 stato aggredito da un altro detenuto. L&#8217;aggressione \u00e8 stata molto violenta, ha richiesto un intervento sanitario (in ospedale) e mio marito ha ricevuto 30 giorni di prognosi (rottura del setto nasale, trauma cranico ecc.). Vorrei sapere se posso muovermi in qualche modo. Abbiamo 2 bambini, e sono molto preoccupata\u201d.<br \/>\n<\/em><\/p><\/blockquote>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">In tutte le lettere si percepisce una grande preoccupazione per i propri cari, che si aggiunge alla difficolt\u00e0 di interagire e dialogare con l\u2019amministrazione penitenziaria e alla forte dipendenza dei detenuti dalle loro famiglie all\u2019esterno<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]In tutte le lettere si percepisce una grande preoccupazione per i propri cari, che si aggiunge alla difficolt\u00e0 di interagire e dialogare con l&#8217;amministrazione penitenziaria e alla forte dipendenza dei detenuti dalle loro famiglie all&#8217;esterno. La Rete Internazionale delle Donne Parenti di persone private della libert\u00e0 ritiene che per queste donne i compiti di cura non siano una scelta ma piuttosto un effetto di almeno due processi contemporanei, che si rafforzano a vicenda. Da un lato, l&#8217;ordine sociale su cui si basa la societ\u00e0 patriarcale, e dall&#8217;altro, la perdita di autonomia e di capacit\u00e0 di autosussistenza che l&#8217;istituto carcerario provoca nelle persone e che ha come correlato l&#8217;aumento della dipendenza da loro parenti, soprattutto donne (Red Internacional de Mujeres Familiares de Personas Privadas de la Libertad-RIMUF, 2022, <em>El impacto de las c\u00e1rcel en las mujeres familiares y las afectaciones a sus derechos<\/em>, Argentina, pag. 20; vedi anche P\u00e9rez Correa, Catalina (2014), <em>Las mujeres invisibles: los verdaderos costos de la prisi\u00f3n<\/em>, BID, M\u00e9xico).<\/p>\n<p>La nostra attivit\u00e0 di Difensore Civico, accedendo a testimonianze privilegiate della vita carceraria, ci porta ogni anno a trasmettere questa realt\u00e0 e a cercare di rendere pi\u00f9 visibili queste esistenze invisibili del \u201ccarcere al femminile\u201d.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Come ogni anno, il Difensore Civico dei diritti delle persone detenute di Antigone ha ricevuto lettere con domande e dubbi di donne detenute in diversi carceri o reparti del Paese. 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