{"id":6030,"date":"2023-02-21T15:59:13","date_gmt":"2023-02-21T14:59:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione-femminile\/le-domande-delle-donne-al-difensore-civico-di-antigone-2\/"},"modified":"2023-06-05T11:27:23","modified_gmt":"2023-06-05T09:27:23","slug":"la-storia-a-lieto-fine-di-miriam-vittima-due-volte","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/la-storia-a-lieto-fine-di-miriam-vittima-due-volte\/","title":{"rendered":"La storia a lieto fine di Miriam, vittima due volte"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Gennaro Santoro<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=La storia a lieto fine di Miriam, vittima due volte&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6030\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6030\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=La storia a lieto fine di Miriam, vittima due volte&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6030&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=La storia a lieto fine di Miriam, vittima due volte&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6030\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/88.-ANTIGONE_DonneDetenute_Miriam.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>La storia a lieto fine di Miriam, vittima due volte: la detenzione e l'impossibilit\u00e0 di ricevere un permesso di soggiorno<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">La storia a lieto fine di Miriam \u00e8 una goccia nell\u2019oceano, un\u2019eccezione alla regola che vede tante donne straniere rimpatriate a fine pena <\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Miriam (nome di fantasia) \u00e8 arrivata dal Messico a Fiumicino con una borsa contenente droga. Una corriera della droga arrestata al suo arrivo e condannata con rito direttissimo a cinque anni e quattro mesi di carcere, con la misura di sicurezza dell&#8217;espulsione dallo Stato a fine pena.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Durante la detenzione Miriam impara l\u2019italiano e nel 2019 consegue il diploma di scuola secondaria di secondo grado triennale di informatica. Grazie alla buona condotta, ottiene la detenzione domiciliare ed infine l\u2019affidamento in prova. Miriam svolge con successo un tirocinio formativo all\u2019Accademia di Francia, per poi essere assunta da un\u2019azienda di pulizie. Frequenta anche l\u2019Istituto Industriale \u201cEnrico Fermi\u201d e tutte le relazioni dei servizi sociali la dipingono come una ragazza che si \u00e8 pienamente integrata. Ma intanto il fine pena (luglio 2021) si avvicina ed il terrore di essere rimpatriata in Messico diventa sempre pi\u00f9 grande.<br \/>\nGrazie a vari attori del privato sociale (tra gli altri: la Cooperativa Il Cammino, le associazioni BeFree, ColtivAzione, Antigone e la Comunit\u00e0 di Sant\u2019Egidio), Miriam riesce a farsi coraggio e a raccontare la sua storia, che \u00e8 poi la storia di tante corriere delle droga e di tante donne costrette a commettere reati. Miriam \u00e8 infatti autrice e vittima del reato che ha commesso. Costretta a salire su un aereo con il carico di droga per ordine del proprio compagno.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Ma Miriam, contrariamente a tante altre, ha la capacit\u00e0 e la fortuna di rivolgersi ad un centro antiviolenza ed alla fine si convince a presentare la domanda di protezione internazionale. Ottiene poi la revoca dell\u2019espulsione per assenza dell\u2019attualit\u00e0 della pericolosit\u00e0 sociale e, una volta finita di scontare la pena, grazie al permesso di soggiorno per attesa asilo, continua a lavorare presso l\u2019azienda che l\u2019ha assunta durante gli ultimi mesi dell\u2019esecuzione della pena. Finalmente, lo scorso 22 novembre, le \u00e8 stato riconosciuto lo status di rifugiata politica e l\u2019incubo di dover tornare in Messico, dove molto probabilmente sarebbe stata nuovamente costretta a fare la corriera della droga, \u00e8 finalmente finito.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]La storia a lieto fine di Miriam \u00e8 una goccia nell\u2019oceano, un\u2019eccezione alla regola che vede tante donne straniere rimpatriate a fine pena anche quando sono state costrette a commettere il reato e durante l\u2019esecuzione della pena hanno dato prova di essere pienamente meritevoli di avere un permesso di soggiorno in Italia. Durante l\u2019esecuzione della pena, le donne sono infatti ritenute regolari sul territorio italiano dove devono appunto scontare la propria pena; e ci\u00f2 le consente di lavorare e di dar prova del proprio reiserimento. A fine pena, per\u00f2, viene meno il titolo che legittima la loro regolarit\u00e0 sul territorio dello Stato (l\u2019esecuzione della sentenza di condanna) e sono sistematicamente espulse. Tutto ci\u00f2 in antitesi con la nostra Costituzione che prevede la finalit\u00e0 rieducativa della pena.[\/vc_column_text][vc_column_text]Questo perch\u00e9 le straniere in carcere (al pari dei detenuti maschi) incontrano enormi difficolt\u00e0 nel richiedere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno o ad accedere alla procedura relativa al riconoscimento della protezione internazionale. Ed infatti, finanche per chi ha un titolo di soggiorno in corso di validit\u00e0 al momento della carcerazione, \u00e8 sistematicamente precluso di formalizzare la richiesta di rinnovo dal carcere.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">La posizione dell\u2019Amministrazione penitenziaria nel tempo si \u00e8 orientata a sostenere che la richiesta di rilascio\/rinnovo del permesso di soggiorno non solo non fosse un obbligo, ma nemmeno un diritto<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Questo perch\u00e9 le straniere in carcere (al pari dei detenuti maschi) incontrano enormi difficolt\u00e0 nel richiedere il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno o ad accedere alla procedura relativa al riconoscimento della protezione internazionale. Ed infatti, finanche per chi ha un titolo di soggiorno in corso di validit\u00e0 al momento della carcerazione, \u00e8 sistematicamente precluso di formalizzare la richiesta di rinnovo dal carcere.[\/vc_column_text][vc_column_text]La posizione dell\u2019Amministrazione penitenziaria nel tempo si \u00e8 orientata a sostenere che la richiesta di rilascio\/rinnovo del permesso di soggiorno non solo non fosse un obbligo, ma nemmeno un diritto: al detenuto si riporta infatti che non \u00e8 possibile effettuare tale richiesta all\u2019interno dell\u2019istituto, ma che la si dovr\u00e0 fare al momento dell\u2019uscita. Nella realt\u00e0, una volta fuori dal carcere, se non si ha gi\u00e0 un permesso di soggiorno, viene avviata la concreta esecuzione dell\u2019espulsione, e molti irregolari finiscono nei Centri di Permanenza per i Rimpatri in attesa di essere espulsi.[\/vc_column_text][vc_column_text]Tale stato dell\u2019arte arreca dei gravissimi pregiudizi agli interessati in quanto la costante giurisprudenza ritiene che lo straniero extra UE detenuto abbia un obbligo giuridico chiaro e definito di richiedere il permesso di soggiorno con gli stessi termini e alle stesse condizioni degli altri cittadini stranieri, ovvero ha 60 giorni dalla scadenza per richiederne il rinnovo, oppure pu\u00f2 richiederne il rilascio se sussistono i requisiti dall\u2019interno del carcere.<br \/>\nSecondo la sentenza della Corte di cassazione n.50487 del 2019, infatti, la condizione detentiva non \u00e8 giuridicamente di ostacolo alla presentazione della domanda amministrativa. Nel caso di Miriam, si \u00e8 riusciti a formalizzare la domanda di protezione internazionale e ad avviare la procedura di rilascio del permesso per attesa asilo proprio perch\u00e9 l\u2019ultima parte della pena \u00e8 stata scontata in regime di affidamento in prova. Per chi invece \u00e8 in carcere, di fronte al sistematico e illegittimo rifiuto dell\u2019Amministrazione di trasmettere la domanda di rilascio del permesso di soggiorno in Questura, si suggerisce di far comunque inviare una raccomandata alla detenuta o di far firmare alla stessa una delega ad un volontario affinch\u00e9 trasmetta a mezzo pec la domanda. Ferma restando la possibilit\u00e0 di poter chiedere un intervento dell\u2019Autorit\u00e0 giudiziaria per accertare l\u2019illegittimit\u00e0 del comportamento serbato dall\u2019Amministrazione penitenziaria.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Ci\u00f2 in quanto, come gi\u00e0 detto, la normativa prevede un triplice obbligo: quello del detenuto straniero di presentare richiesta, quello del direttore di trasmettere l\u2019istanza alla competente Questura e quello della Questura di recepire la richiesta e dare avvio alla pratica. Obblighi d\u2019altronde ribaditi anche nella nuova formulazione dell\u2019art. 35 del regolamento penitenziario secondo le Raccomandazioni della Commissione presieduta dal Prof. Marco Ruotolo. Dunque, in attesa che tali Raccomandazioni vengano (finalmente) fatte proprie dal Legislatore, l\u2019unica strada percorribile \u00e8 quella di inoltrare la richiesta di asilo o rilascio del permesso di soggiorno tramite raccomandata o volontari delegati. Nell\u2019interesse della singola detenuta, ma anche per far s\u00ec che il percorso di integrazione intrapreso durante l\u2019esecuzione della pena non sia gettato alle ortiche a fine pena.<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La storia a lieto fine di Miriam \u00e8 una goccia nell\u2019oceano, un\u2019eccezione alla regola che vede tante donne straniere rimpatriate a fine pena [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Miriam (nome di fantasia) \u00e8 arrivata dal Messico a Fiumicino con una borsa contenente droga. 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