{"id":6033,"date":"2023-02-21T16:03:23","date_gmt":"2023-02-21T15:03:23","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione-femminile\/la-detenzione-e-limpossibilita-di-chiedere-ed-ottenere-un-permesso-di-soggiorno-2\/"},"modified":"2023-06-05T11:26:24","modified_gmt":"2023-06-05T09:26:24","slug":"appena-uscita-dal-carcere-di-como","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/appena-uscita-dal-carcere-di-como\/","title":{"rendered":"Sono appena uscita dal carcere e vi racconto quel che ho vissuto"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>di Anonima<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Sono appena uscita dal carcere e vi racconto quel che ho vissuto&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6033\"  style=\"color:; 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color: #eeb74f;\">Io arrivo in carcere alla fine del giugno 2022 [..] Un caldo torrido, non mi forniscono quasi nulla se non un pezzo di sapone e un accappatoio.<\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Sono uscita dal carcere alla fine del 2022 e vi racconto brevemente quella che per me, e penso molte altre, \u00e8 stata una delle esperienze pi\u00f9 dure della vita.<br \/>\nPremetto che, avendo fatto l\u2019avvocato penalista per oltre trent\u2019anni, finire dalla parte opposta della barricata mi ha fatto comprendere non solo le carenze di un sistema carcerario che non funziona, ma anche quelle che derivano dall\u2019isolamento in cui i detenuti si vengono a trovare, non tanto con i familiari, sempre presenti, quanto con le istituzioni e coloro incaricati di assisterli.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Io arrivo in carcere alla fine del giugno 2022 per dei definitivi di parecchi anni addietro (e anche su questo ci sarebbe da dire, visto che in quasi tutti i casi si parla di condanne vecchie, con la resa dei conti che arriva quando quasi tutte si sono con fatica ricostruite una vita!). Vengo messa da sola in cella di osservazione per le misure anti-Covid. Un caldo torrido, non mi forniscono quasi nulla se non un pezzo di sapone e un accappatoio. Solo la signora della spesina si preoccupa di darmi una bottiglia di acqua visto che mi arrangiavo con quella del rubinetto.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Riesco ad uscire a camminare all\u2019aria solo una volta in sei giorni e finisco in un cortile di cemento senza zone d\u2019ombra e senza acqua disponibile. Ovvio che decido di non uscire pi\u00f9 perch\u00e9 sarei morta per il caldo. Mi chiedono se voglio farmi una doccia e mi dicono di aspettare perch\u00e9 mi avrebbero accompagnato nelle docce per gli isolati. Cambiano i turni degli assistenti ed io alla fine in sei giorni riesco a farmi solo una doccia calda, salvo poi passare per una che non si lavava!!<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Alla fine, fatto il tampone, entro in sezione. Le celle sono piccolissime e vecchie nella struttura, tubazioni corrose dal tempo e mal funzionanti. L\u2019acqua del bidet o della turca di una cella fuoriusciva in quella adiacente perch\u00e9 le tubature erano collegate e sempre intasate, con conseguenti allagamenti ecc. Le celle erano abitate da due detenute, tranne una pi\u00f9 grande dove ce ne stavano quattro. Diciamo che lo spazio per due era minimo, non ci si poteva muovere e gli armadietti erano minuscoli. Ben presto il flusso dei detenuti \u00e8 stato tale che hanno ricominciato a fare celle da tre, in violazione delle note sentenze della Corte Europea che aveva stabilito il numero massimo di persone in base alla metratura della cella.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]In cella non c\u2019\u00e8 l\u2019acqua calda e, se in estate ci siamo arrangiare, con i primi freddi \u00e8 stata una tragedia. In pi\u00f9 a settembre si \u00e8 rotto un pezzo della vecchissima caldaia e, non trovando il ricambio, visto che l\u2019acqua delle docce era fredda, il direttore ha deciso di stabilire turni per le docce fra femminile e maschile. In pratica alcuni giorni la doccia si poteva fare solo al mattino e altri solo al pomeriggio!! Peccato che chi andava all\u2019aria a camminare tante volte non poteva lavarsi e doveva farlo in cella con l\u2019acqua ghiacciata.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Fino a settembre i blindi non venivano chiusi, ma in seguito venivano chiusi a chiave alle 23.30 e non c\u2019era modo di evitarlo anche se molte stavano male sentendosi ancora pi\u00f9 prive di aria e di luce. Venivano riaperti solo alle 7.30 del mattino. Gli orari di apertura e chiusura delle celle non erano mai regolari. L\u2019apertura doveva avvenire alle 8.00 ma non capitava mai prima delle 9.00, mentre la chiusura avveniva sempre alle 20.00, con ci\u00f2 privandoci di almeno un\u2019ora di apertura.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]L\u2019area esterna della sezione era un cemento senza verde, per\u00f2 aveva una fontana, assente invece nell\u2019area degli isolati. C\u2019erano quattro palloni disponibili, ma tutti squarciati e sgonfi. Pi\u00f9 volte abbiamo richiesto di averne di nuovi ma l\u2019area educativa non ha mai provveduto. Stessa cosa per la rete di pallavolo mai messa.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]All\u2019inizio ho parlato con un educatore, il quale mi ha consigliato di andarmene a Bollate e mi ha detto che lui se ne sarebbe andato. E cos\u00ec \u00e8 stato, eravamo ad agosto!! Pi\u00f9 visto nessuno. La psicologa l\u2019ho vista un po\u2019 di pi\u00f9, ma a un certo punto \u00e8 sparita anche lei. Abbiamo tutte iniziato a preoccuparci, perch\u00e9 avevamo istanze varie e sapevamo che dal carcere non partivano osservazioni o sintesi, per cui tutte restavano chiuse l\u00ec dentro. Abbiamo interpellato il direttore, il cappellano, i volontari, ma tutti si dichiaravano impotenti visto che al concorso per sei educatori se ne erano presentati due, ovviamente indirizzati al maschile dove i detenuti erano la maggioranza.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Alla fine, e siamo novembre, dopo continue nostre lamentele \u00e8 comparsa dal nulla un\u2019educatrice che a tutte ha fatto presente la sua impossibilit\u00e0 ad aiutarci visto che non ci conosceva. A me ha detto che si sarebbe fatta aiutare da una psicologa, che in effetti ho visto una volta e a cui ho chiesto che fine avesse fatto la precedente con cui avevo gi\u00e0 parlato. Niente, la psicologa non la vedo pi\u00f9, ma comprendo che le persone con cui noi parlavamo all\u2019inizio non avevano lasciato relazioni scritte degli incontri. Chi arrivava da altre carceri aveva relazioni dettagliate da trasmettere in sorveglianza, noi non avevamo nulla. Io ad esempio sono uscita con due righe con scritto che avevo compreso i miei errori e volevo rieducarmi (onestamente non so neanche come sia potuto bastare per mandarmi in affidamento).<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<\/p>\n<p style=\"text-align: right;\">Gli educatori stanno al maschile, e al femminile non ci vuole venire nessuno. Questa \u00e8 l\u2019idea che ci siamo fatte. Ed \u00e8 ovvio che sia cos\u00ec, visto l\u2019immenso lavoro che ci sarebbe da fare dopo mesi, se non anni, di nulla!<\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Gli educatori stanno al maschile, e al femminile non ci vuole venire nessuno. Questa \u00e8 l\u2019idea che ci siamo fatte. Ed \u00e8 ovvio che sia cos\u00ec, visto l\u2019immenso lavoro che ci sarebbe da fare dopo mesi, se non anni, di nulla!<br \/>\nI corsi all\u2019interno del carcere erano e sono quasi inesistenti. Soprattutto non sono corsi professionali che mirano a un reinserimento lavorativo. Unico degno di nota \u00e8 stato quello di informatica, che per\u00f2 potevano seguire in pochi visti gli spazi ristretti e i pochi terminali disponibili.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Per noi detenute c\u2019era poi il grosso problema delle tinte e dei prodotti di cosmesi, che in spesa non erano acquistabili. In pratica era il cappellano che cercava di comprare il possibile e prima della messa consegnava le tinte e altro. Non si capisce il perch\u00e9 di questa privazione e perch\u00e9 non fosse possibile l\u2019acquisto in spesa. Teniamo anche conto che per avere una tinta ci volevano anche pi\u00f9 di due mesi e sicuramente anche quella era una privazione che aumentava il disagio gi\u00e0 grande. Anche su questo, migliaia di richieste al direttore sempre rimaste inevase.<br \/>\nAnche la durata delle telefonate, comprese quelle skype o whatsapp, era ridotta rispetto ad altre carceri, e non si comprende il motivo.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Da ultimo, bisogna tenere presente che tante detenute avevano gravi problemi psichici ma erano in sezione insieme alle altre. Ogni settimana i tentativi pi\u00f9 o meno seri di suicidio erano all\u2019ordine del giorno. La tendenza dell\u2019area medica era di dare a tutte terapia di calmanti e antidepressivi, cos\u00ec inducendo le detenute a dormire tutto il giorno e ovviando ai problemi gestionali presenti. Sicuramente persone che avevano bisogno di cure, terapie o interventi urgenti erano del tutto abbandonate e anche la collaborazione con l\u2019ospedale non era funzionale. Una detenuta erano due anni che attendeva l\u2019operazione per un tumore benigno al collo. Altre con esami importanti da fare non venivano chiamate.<br \/>\n[\/vc_column_text][vc_column_text]Gli agenti di polizia sono invece una nota lieta nel nulla, nel senso che cercano di fare il possibile in una situazione inumana e di totale degrado.<br \/>\nQuesta \u00e8 la mia esperienza surreale in un carcere del nord Italia dove manca tutto, soprattutto il rispetto per la dignit\u00e0 di ogni essere umano e di noi donne in particolare.<br \/>\n[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;50px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_id=&#8221;citazione&#8221;] Io arrivo in carcere alla fine del giugno 2022 [..] Un caldo torrido, non mi forniscono quasi nulla se non un pezzo di sapone e un accappatoio. 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