{"id":6043,"date":"2023-02-22T12:10:22","date_gmt":"2023-02-22T11:10:22","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione-femminile\/sono-appena-uscita-dal-carcere-e-vi-racconto-quel-che-ho-vissuto-2\/"},"modified":"2023-06-05T11:28:40","modified_gmt":"2023-06-05T09:28:40","slug":"maternita-e-carcere-uno-spaccato-da-pozzuoli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/maternita-e-carcere-uno-spaccato-da-pozzuoli\/","title":{"rendered":"Lo Sportello di Antigone a Pozzuoli: maternit\u00e0 e carcere"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Marco Colacurci<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Lo Sportello di Antigone a Pozzuoli: maternit\u00e0 e carcere&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6043\"  style=\"color:; 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color: #eeb74f;\">Le mancanze di lavoro e servizi sociali e i pi\u00f9 bassi livelli di istruzione penalizzano in modo particolare le donne, contribuendo ad alimentare quei fattori culturali che le identificano e definiscono nel ruolo di madri<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Un incipit fuori fuoco<\/strong><span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_1');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_1');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_1\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span><\/h5>\n<p>Lo sportello a tutela delle persone detenute presso il carcere femminile di Pozzuoli \u00e8 stata la prima attivit\u00e0 di Antigone Campania a cui ho preso parte. Introdotto da un\u2019amica conosciuta negli anni universitari, ero stato a diverse assemblee e avevo avuto modo di conoscere i compagni che le animavano e, soprattutto, farmi conoscere da loro.<br \/>\nAll\u2019epoca, avevo appena terminato un dottorato di ricerca in diritto penale, con una tesi sulla responsabilit\u00e0 da reato degli enti, e mi approcciavo al lungo lavoro necessario a far diventare una tesi dottorale una monografia. Allo stesso tempo, cercavo un modo per superare la mia ignoranza sul carcere: non facevo l\u2019avvocato, gli studi universitari al pi\u00f9 approfondivano l\u2019esecuzione penale, confinata all\u2019esame, solitamente a scelta, di diritto penitenziario.<br \/>\nCos\u00ec, quando dopo diversi mesi di assemblee avevamo discusso dei rinnovi delle autorizzazioni per fare il volontario allo sportello di Pozzuoli, avevo chiesto di inserirmi. Non sapevo bene cosa aspettarmi, anche se dalle discussioni degli altri avevo iniziato a farmi un\u2019idea. Soprattutto, mi confortava sapere che avrei iniziato la mia esperienza da un istituto detentivo femminile: un carcere piccolo, in un ex convento tinteggiato di rosa a strapiombo sul mare, sembrava il posto adatto a un neofita come me.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>La detenzione femminile come detenzione marginale<\/strong><\/h5>\n<p>Potrei continuare e raccontare il primo impatto con l\u2019istituto, i controlli all\u2019ingresso, le storie e le problematiche affrontate, ma se ho deciso di accennare alla mia esperienza personale \u00e8 solo per sottolineare come, nella mia (vecchia) percezione, la detenzione femminile era una realt\u00e0 secondaria, marginale e tutto sommato meno complessa di quella maschile.<br \/>\nChiaramente mi sbagliavo, ma credo sia giusto, nel cercare di parlare delle problematiche relative alla maternit\u00e0 in carcere, partire da un dato quasi scontato nella percezione comune, anche perch\u00e9 confortato dai numeri: le donne detenute sono in numero decisamente minore degli uomini, i reati per i quali sono condannate sono tendenzialmente meno gravi, e la gestione della quotidianit\u00e0 carceraria, perlomeno dal punto di vista della conflittualit\u00e0 con gli agenti di polizia e il personale amministrativo, appare pi\u00f9 facile.<br \/>\nQuesto pregiudizio informa, pi\u00f9 di quanto ci si potrebbe aspettare, la realt\u00e0 effettiva degli istituti femminili, tali per la loro composizione e non, invece, per una particolare architettura e organizzazione. A ben vedere, si tratta di un problema radicale, che concretizza una marginalit\u00e0 si potrebbe dire esistenziale della detenzione femminile, confinata in luoghi niente affatto pensati per svolgere questa funzione, e trattata allo stesso modo in cui \u00e8 trattata la detenzione maschile, cos\u00ec finendo per sommare alle criticit\u00e0 croniche di quest\u2019ultima criticit\u00e0 ulteriori.<br \/>\nIn letteratura, si \u00e8 da pi\u00f9 parti rilevato come il carcere sia un istituto concepito essenzialmente al maschile, con riflessi particolarmente negativi sulle condizioni delle donne detenute, sia in caso di sezioni femminili in carceri maschili sia in istituti interamente femminili<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_2');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_2');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_2\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Sono molteplici i fattori che spingerebbero, invece, a una differenziazione, individuati a partire da una prospettiva anzitutto criminologica: si rileva, infatti, come la criminalit\u00e0 femminile riguardi in misura preponderante reati non violenti, a cui sono associate pene detentive dalla durata pi\u00f9 breve<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_3');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_3');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_3\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">3)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_3\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.<br \/>\nAncora, si \u00e8 osservato come le donne che entrano nel circuito penitenziario abbiano subito pi\u00f9 frequentemente rispetto agli uomini esperienze pregresse di abusi e violenza. A questo dato si associa, altres\u00ec, un livello di istruzione mediamente pi\u00f9 basso e una maggiore instabilit\u00e0 lavorativa. Inoltre, diversi studi hanno evidenziato come l\u2019esperienza detentiva abbia un impatto pi\u00f9 negativo sulle donne dal punto di vista della salute mentale, un aspetto che va a sommarsi con le specifiche necessit\u00e0 legate alla tutela della salute fisica della donna<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_4');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_4');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_4\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">4)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_4\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.<br \/>\nDa tutto ci\u00f2 si fa discendere la necessit\u00e0 di immaginare spazi e pratiche che tengano conto del femminile all\u2019interno del carcere, in modo da sottrarlo a quella dimensione di subalternit\u00e0 rispetto al maschile che ad oggi lo caratterizza<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_5');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_5');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_5\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">5)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_5\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.<br \/>\nConsiderazioni che, a ben vedere, si intrecciano con quelle, pi\u00f9 generali, dirette a conseguire una maggiore individualizzazione del trattamento, in modo da perseguire in maniera pi\u00f9 efficace gli obiettivi di rieducazione e risocializzazione che come noto la nostra Costituzione assegna alla pena. Riflettere, dunque, sulla detenzione femminile e sulla maternit\u00e0 in carcere come condizione di minoranza o subalternit\u00e0 significa ribadire la necessit\u00e0 di un miglioramento della detenzione per tutte le persone recluse, a partire da loro bisogni e necessit\u00e0 individuali<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_6');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_6');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_6\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">6)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_6\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Una volta in carcere: madre e non pi\u00f9 madre<\/strong><\/h5>\n<p>Prima di mettere piede in un carcere avevo l\u2019idea di un\u2019istituzione monolitica, retta su meccanismi di applicazione anche ottusa ma irresistibile della legge. Gi\u00e0 dopo pochi mesi, invece, la percezione era del tutto differente: il carcere mi sembrava il regno della schizofrenia e dell\u2019irrazionalit\u00e0.<br \/>\nLa pena non \u00e8 mai uguale a se stessa, differisce a seconda non soltanto del circuito trattamentale in cui la persona detenuta \u00e8 collocata, ma da variabili molto spesso al di fuori del suo controllo. Un caos speculare a quello che pu\u00f2 essere sperimentato all\u2019esterno, nella crisi stabile dello Stato sociale di diritto, centuplicato nel momento in cui si insinua all\u2019interno della prigione.<br \/>\nTra le varie criticit\u00e0, quelle legate alla gestione della maternit\u00e0 in carcere appaiono paradossali, soprattutto se osservate da una prospettiva meridionale, dove le mancanze di lavoro e servizi sociali e i pi\u00f9 bassi livelli di istruzione penalizzano in modo particolare le donne, contribuendo ad alimentare quei fattori culturali che le identificano e definiscono nel ruolo di madri<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_7');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_7');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_7\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">7)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_7\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Se il mondo all\u2019esterno del carcere assegna alla donna, volente o nolente, soprattutto il ruolo di madre, quello all\u2019interno non si preoccupa pi\u00f9 di questo aspetto, o, al limite, lo utilizza in chiave punitiva.<br \/>\nCome spiega meglio Francesca Bonassi nel contributo che segue, infatti, la donna reclusa \u00e8 punita due volte, per aver violato la norma penale e quella sociale. Ma in che modo si articola questa relazione tra il carcere e le donne? E come si traduce tutto ci\u00f2 sulla maternit\u00e0? Per provare a guardare a questi elementi, si pu\u00f2 fare riferimento a tre diversi movimenti, utili a descrivere, appunto, il rapporto tra le donne, la maternit\u00e0 e il carcere.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Primo movimento. Verso il carcere<\/strong><\/h5>\n<p>Alle persone che decidono di rivolgersi allo sportello non chiediamo il reato per cui si trovano in carcere, ma spesso si finisce per parlarne. I reati pi\u00f9 diffusi, almeno nella mia esperienza, sono quelli contro il patrimonio e in materia di sostanze stupefacenti, questi ultimi il pi\u00f9 delle volte contestati in forma associativa. Si tratta di un campione piuttosto rappresentativo del <em>trend<\/em> nazionale, e non solo femminile, della composizione della popolazione carceraria per tipologia delittuosa commessa.<br \/>\nIn particolare, i reati in tema di droga sono quelli raccontati pi\u00f9 spesso da una prospettiva per cos\u00ec dire materna: non \u00e8 insolito che le donne siano condannate per aver tenuto in casa e\/o nascosto le sostanze vietate in modo da aiutare l\u2019attivit\u00e0 del figlio o del marito. Erano dunque condotte realizzate anche in quanto madri: cos\u2019altro avrebbero potuto fare \u2013 chiedevano pi\u00f9 a loro stesse che a me, mentre ne parlavano. Sottrarsi al proprio ruolo non sembrava un\u2019opzione praticabile.<br \/>\nLa circostanza per cui il pi\u00f9 delle volte questi reati sono contestati come fattispecie associative rafforza l\u2019idea di un reato \u201cda ruolo\u201d: con il rischio di scontare un\u2019eccessiva generalizzazione, si tratta di ipotesi che, nell\u2019anticipare la rilevanza penale di determinate condotte, puntano dritte ai legami che fondano i consorzi familiari, in primo luogo di sangue. La qualificazione operata dalla magistratura ratifica questo dato.<br \/>\nTalvolta, dunque, la maternit\u00e0 \u00e8 una condizione che pu\u00f2 spingere la donna verso il carcere. Non \u00e8 un tradimento del ruolo, ma una conferma. Certo, si tratta di ipotesi marginali sotto l\u2019aspetto statistico, ma utili ad aggiungere un punto di vista ulteriore alla relazione tra maternit\u00e0 e carcere<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_8');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_8');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_8\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">8)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_8\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400; color: #eeb74f;\">Le difficolt\u00e0 per le madri di mantenere rapporti saldi con figli e familiari sono enormi<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Secondo movimento. Dentro il carcere<\/strong><\/h5>\n<p>L\u2019assenza di considerazione per la maternit\u00e0 si manifesta nella maniera pi\u00f9 marcata, com\u2019\u00e8 ovvio, all\u2019interno del carcere, durante la detenzione, e assume forme molteplici.<br \/>\nSi tratta di criticit\u00e0 che, a ben vedere, incidono in generale sul rapporto genitoriale in quanto tale, e che dunque abbracciano anche la relazione padri-figli. Da un punto di vista normativo, tuttavia, va sottolineato come sovente la tutela apprestata dalla legge \u00e8 rivolta in primo luogo alla madri, e solo in subordine ai padri<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_9');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_9');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_9\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">9)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_9\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>. Inoltre, e soprattutto, gli elementi dapprima evidenziati, inerenti al differente <em>background<\/em> criminologico delle detenute madri, all\u2019impatto apparentemente pi\u00f9 gravoso della carcerazione sul loro benessere psico-fisico, nonch\u00e9 al ruolo di cura della famiglia culturalmente assegnato alla donna, sollecita a guardare a tali problematiche principalmente dall\u2019angolazione della detenzione femminile.<br \/>\nLe difficolt\u00e0 per le madri di mantenere rapporti saldi con figli e familiari sono enormi, a partire dai colloqui, con il carcere spesso difficilmente raggiungibile con i mezzi pubblici anche dalla vicina citt\u00e0 di Napoli, e la necessit\u00e0 per i figli di saltare giorni di scuola per andare a far visita alle madri. L\u2019assenza di stanze per l\u2019affettivit\u00e0, inoltre, sottrae un luogo in cui poter trascorrere del tempo anche solo all\u2019apparenza \u201cnormale\u201d, assegnando agli incontri durante i colloqui quella rigidit\u00e0 tipica dell\u2019istituzione che li ospita.<br \/>\nAncora, il legame tra carcere e terzo settore, e le disfunzioni che lo caratterizzano ad esempio in tema di affidamento al lavoro, emergono con ancora pi\u00f9 nitore nel momento in cui si riflettono negativamente su persone, come le madri, che ambiscono a contribuire al mantenimento della propria famiglia.<br \/>\nMolto spesso, all\u2019ingresso in carcere corrisponde il venir meno della potest\u00e0 genitoriale. Questo avviene tutte le volte in cui all\u2019esterno non ci sono persone che possano occuparsi del minore, che viene affidato a una famiglia disposta ad accoglierlo. Spesso, durante lo sportello, mi \u00e8 capitato di ascoltare i racconti di donne, soprattutto straniere, delle loro visite ai propri figli in casa di altre famiglie, nel tempo rapido dei permessi.<br \/>\nGli esempi potrebbero essere tanti, e le soluzioni, in verit\u00e0, non cos\u00ec difficili da immaginare e realizzare: pi\u00f9 permessi, rafforzamento delle misure alternative, individuazione di spazi idonei ad accogliere i familiari delle persone detenute, maggiore utilizzo degli strumenti tecnologici, gi\u00e0 peraltro sperimentati in costanza di pandemia, per permettere una maggiore costanza dei rapporti.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Terzo movimento. \u201cIntorno\u201d al carcere<\/strong><\/h5>\n<p>L\u2019ultimo movimento concepisce il carcere \u2013 in maniera probabilmente non molto originale \u2013 come un muro, un ostacolo su cui si infrange il desiderio di maternit\u00e0. Nel riflettere, infatti, sui rapporti tra maternit\u00e0 e carcere, \u00e8 necessario considerare anche come la detenzione impatti sulle aspettative di genitorialit\u00e0.<br \/>\n\u00c8 una questione anzitutto pratica, che si ricollega alla mancanza delle stanze per l\u2019affettivit\u00e0 e che riguarda sia la detenzione femminile che quella maschile. Il tema del sesso in carcere, sebbene dibattuto da tempo, \u00e8 ancora trattato dall\u2019opinione pubblica con un misto di sempreverde logica securitaria e inedito voyeurismo penitenziario, come la fantomatica vicenda delle casette del sesso, venuta alla ribalta la scorsa estate, dimostra.<br \/>\nAncora una volta, l\u2019inerzia del legislatore italiano su tematiche solo alle nostre latitudini ritenute \u201cscivolose\u201d \u2013 a differenza di quanto accade nella maggioranza degli Stati occidentali \u2013 potrebbe essere in parte superata dall\u2019azione della Corte Costituzionale, che dovr\u00e0 pronunciarsi sulla questione sollevata dal Tribunale di Spoleto in merito all\u2019art. 18 ord. pen., nella parte in cui appunto non garantisce il diritto alla sessualit\u00e0 dei detenuti<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_10');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_10');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_10\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">10)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_10\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.<br \/>\nDiritto alla sessualit\u00e0 che inevitabilmente si riflette su quello alla famiglia: la possibilit\u00e0 per le donne detenute di diventare madri spesso dipende dall\u2019accesso a forme di fecondazione assistita, e dunque dal corretto funzionamento della sanit\u00e0 in carcere. La Corte di Cassazione da tempo si \u00e8 pronunciata sul punto, chiarendo che la tutela della salute delle persone detenute abbraccia anche l\u2019accesso a tali tecniche (si vedano le sentt. nn. 7791\/2008 e 46728\/2011). Tuttavia, vi si pu\u00f2 fare ricorso solo qualora sussistano i presupposti previsti dalla legge, dunque in presenza di malattie che impediscono la procreazione, tra cui non rientra la detenzione in s\u00e9<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_11');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_11');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_11\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">11)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_11\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.<br \/>\nGi\u00e0 da questa brevissima rassegna emerge il modo in cui il carcere nega e \u201copacizza\u201d il diritto alla maternit\u00e0, rinunciando a tutelarlo sia in costanza di genitorialit\u00e0 sia a livello soltanto potenziale. Come spesso accade quando si discute di carcere e riforme, alle prospettive radicali di un suo superamento si affiancano quelle, considerate pi\u00f9 realistiche, che puntano a interventi mirati, in grado almeno nell\u2019immediato di assicurare un miglioramento delle condizioni detentive.<br \/>\nLe soluzioni per tutelare in maniera pi\u00f9 incisiva il diritto alla maternit\u00e0 delle donne detenute si intrecciano con interventi di pi\u00f9 ampio respiro, di cui dovrebbe poter beneficiare l\u2019intera popolazione detenuta. Servirebbe solo il coraggio di attuarle, nell\u2019attesa di ripensare radicalmente al carcere in quanto tale<span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_12');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6043_1('footnote_plugin_reference_6043_1_12');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6043_1_12\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">12)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6043_1_12\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<div class=\"speaker-mute footnotes_reference_container\"> <div class=\"footnote_container_prepare\"><p><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_label pointer\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_6043_1();\">References<\/span><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_collapse_button\" style=\"display: none;\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_6043_1();\">[<a id=\"footnote_reference_container_collapse_button_6043_1\">+<\/a>]<\/span><\/p><\/div> <div id=\"footnote_references_container_6043_1\" style=\"\"><table class=\"footnotes_table footnote-reference-container\"><caption class=\"accessibility\">References<\/caption> <tbody> \r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_1');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_1\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>1<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Quando abbiamo deciso di contribuire al rapporto annuale di Antigone, quali volontari dello sportello dei diritti delle persone detenute attivo presso il carcere femminile di Pozzuoli ci siamo confrontati a lungo su quale questione affrontare.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Il tema della maternit\u00e0 si \u00e8 imposto a partire dai racconti delle esperienze raccolte da ciascuno di noi, sebbene le problematiche emerse durante il dibattito fossero tante, dal sopravvitto alla condizione delle celle, dal regime trattamentale delle sex offenders alle difficolt\u00e0 (e alla casualit\u00e0) per le persone detenute di ottenere l\u2019affidamento al lavoro.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Quello della maternit\u00e0 ci \u00e8 apparso sin da subito un tema \u201cscomodo\u201d, e non tanto perch\u00e9 rischiava di ribadire l\u2019equazione tra donna e madre, come se fosse l\u2019unico o il principale argomento di cui discutere nel momento in cui ci si occupa della detenzione femminile, ma perch\u00e9 eravamo consapevoli della complessit\u00e0 della questione, e del rischio di non essere in grado di dominarla.\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Cos\u00ec, abbiamo deciso di raccontare la nostra esperienza, in tempi e modi diversi, nel carcere femminile di Pozzuoli, cercando di restituire almeno in parte quello che abbiamo compreso e che ci \u00e8 stato raccontato in questi anni. Quelli che seguono sono due brevi contributi di due dei volontari del gruppo, numeroso, che da circa 4 anni anima lo sportello.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_2');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_2\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>2<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Nel 2010, l\u2019Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato le United Nations Rules for the Treatment of Female Prisoners and Non-Custodial Measures for Women Offenders (Resolution A\/RES\/65\/229), anche conosciute come le \u201cBangkok rules\u201d, che prevedono appunto una serie di indicazioni e line-guida per ridurre le misure detentive custodiali nei confronti delle donne e per garantire i loro diritti all\u2019interno della prigione. Sul tema, v. ad es. in <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">P.H. Van Kempen &#8211;\u00a0 M. Krabbe<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> (eds.), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Women in Prison. The Bangkok Rules and Beyond<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Intersentia, Cambridge, 2017.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_3');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_3\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>3<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Per un\u2019analisi di taglio criminologico sulla criminalit\u00e0 femminile nella letteratura interna, v. di recente <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">C. Pecorella<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> (a cura di), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">La criminalit\u00e0 femminile. Un\u2019indagine empirica e interdisciplinare<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Mimesis, Milano-Udine, 2020.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_4');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_4\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>4<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">V. ad es. il rapporto della World Health Organization, redatto in collaborazione con il Swiss Federal Office<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">for Public Health, l\u2019International Committee of the Red Cross, il Pompidou Group of the Council of Europe, e il United Nations Office on Drugs and Crime<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> (UNODC)<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, dal titolo <\/span><a href=\"https:\/\/www.euro.who.int\/__data\/assets\/pdf_file\/0006\/249207\/Prisons-and-Health,-18-Womens-health-and-the-prison-setting.pdf\"><span style=\"font-weight: 400;\">Prison and Health<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, 2014, spec. p. da 159 a 164.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> Con riferimento all\u2019esperienza italiana e alle criticit\u00e0 della tutela del benessere psico-fisico della donna all\u2019interno del carcere, L. Baccaro, Carcere e salute, Sapere edizioni, 2003, spec. p. 80 ss.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_5');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_5\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>5<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Per un ripensamento delle strutture carcerarie destinate a ospitare detenute donne, v. ad es. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">A. Garcia Basalo<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">The design of women\u2019s prison. An architectural perspective on gender-specific needs and realities of female prisoners and main requirement for improvement<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, in <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">P.H. Van Kempen &#8211;\u00a0 M. Krabbe<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> (eds.), <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Women in Prison<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">,<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">c<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">it.<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, p. 161 ss. Nella letteratura interna, F. Giofr\u00e8 \u2013 P. Posocco (a cura di), Donne in carcere. Ricerche e progetti per Rebibbia, Lettera Ventidue, Siracusa, 2020-<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_6');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_6\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>6<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">T. Pitch, La detenzione femminile: caratteristiche e problemi, in Aa. Vv., Donne in carcere. Ricerca sulla detenzione femminile in Italia, Feltrinelli, Milano, 1992, disponibile anche in <\/span><a href=\"http:\/\/www.ecn.org\/filiarmonici\/pitch1992.html\"><span style=\"font-weight: 400;\"><span class=\"footnote_url_wrap\">http:\/\/www.ecn.org\/filiarmonici\/pitch1992.html<\/span><\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">. Nello scritto in questione, l\u2019Autrice, dopo aver \u201cassunto\u201d, ossia dato per presupposto, la differenza tra la detenzione femminile e quella maschile, quale punto di partenza dell\u2019indagine contenuta nel volume collettivo, evidenzia come il focalizzare l\u2019attenzione sui percorsi istituzionali delle detenute donne possa \u201cnon solo condurre a una riflessione su come si declina la detenzione per le donne (qualit\u00e0 e quantit\u00e0 delle risorse loro destinate, criteri della distribuzione di queste risorse ecc.), ma fornire indizi per una riflessione sulla pena detentiva, in primo luogo per le donne, e poi, a partire da loro, anche per gli uomini\u201d.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_7');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_7\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>7<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Ad es.: www.istat.it\/it\/files\/2022\/10\/Livelli-di-istruzione-e-ritorni-occupazionali-anno-2021.pdf.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_8');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_8\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>8<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Sul ruolo della donna all\u2019interno delle associazioni criminali, a partire da una recente indagini empirica avente ad oggetto la giurisprudenza del Tribunale di Milano, G. <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Pep\u00e8, La partecipazione delle donne alle associazioni a delinquere<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, in<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> C. Pecorella (a cura di), La criminalit\u00e0 femminile<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, cit.,<\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\"> p. 81 ss.<\/span><\/i><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_9');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_9\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>9<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Per una panoramica degli istituti in materia, v. D.M. Schir\u00f2, voce Detenute madri, in Dig. disc. pen., Utet, Milano, 2016, p. 242 ss.<\/span><span style=\"font-weight: 400;\"> V. anche A. Lorenzetti, Maternit\u00e0 e carcere: alla radice di un irriducibile ossimoro, in Quest. giust., 2\/2019, disponibile in <\/span><a href=\"http:\/\/www.questionegiustizia.it\/rivista\/articolo\/maternita-e-carcere-alla-radice-di-un-irriducibile-ossimoro_660.php\"><span style=\"font-weight: 400;\">www.questionegiustizia.it\/rivista\/articolo\/maternita-e-carcere-alla-radice-di-un-irriducibile-ossimoro_660.php<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_10');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_10\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>10<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Magistrato di Sorveglianza di Spoleto, dott. Fabio Gianfilippi, ord. 12 gennaio 2023 (ud. 14 dicembre 2022), n. 23, in <\/span><a href=\"http:\/\/www.giurisprudenzapenale.com\/\"><span style=\"font-weight: 400;\">www.giurisprudenzapenale.com<\/span><\/a><span style=\"font-weight: 400;\">, con nota di F. Martin, Carcere e sessualit\u00e0: nuovi spiragli costituzionali, 23 gennaio 2023.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_11');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_11\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>11<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Sul punto, v. di recente M.P. Iadicicco, Detenzione e nuovi diritti. Il controverso inquadramento delle istanze\u00a0<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">connesse all\u2019affettivit\u00e0 e alla sessualit\u00e0 nell\u2019esecuzione penale, in Bio<\/span> <span style=\"font-weight: 400;\">Law J., n. 4\/2022, spec. pp. 170-172.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6043_1('footnote_plugin_tooltip_6043_1_12');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6043_1_12\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>12<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><span style=\"font-weight: 400;\">Per una prospettiva di progressivo \u201csmantellamento\u201d del carcere a partire da interventi \u201cmirati\u201d diretti a correggere distorsioni e disfunzioni relative a particolari categorie di persone detenute o a determinati istituti v. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">S. Anastasia, V. Calderone, L. Manconi, F. Resta<\/span><span style=\"font-weight: 400;\">, <\/span><i><span style=\"font-weight: 400;\">Abolire il carcere<\/span><\/i><span style=\"font-weight: 400;\">, Chiarelettere, Roma, 2015.<\/span><\/td><\/tr>\r\n\r\n <\/tbody> <\/table> <\/div><\/div><script type=\"text\/javascript\"> function footnote_expand_reference_container_6043_1() { jQuery('#footnote_references_container_6043_1').show(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_6043_1').text('\u2212'); } function footnote_collapse_reference_container_6043_1() { jQuery('#footnote_references_container_6043_1').hide(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_6043_1').text('+'); } function footnote_expand_collapse_reference_container_6043_1() { if (jQuery('#footnote_references_container_6043_1').is(':hidden')) { footnote_expand_reference_container_6043_1(); } else { footnote_collapse_reference_container_6043_1(); } } function footnote_moveToReference_6043_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_6043_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } } function footnote_moveToAnchor_6043_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_6043_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } }<\/script>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Le mancanze di lavoro e servizi sociali e i pi\u00f9 bassi livelli di istruzione penalizzano in modo particolare le donne, contribuendo ad alimentare quei fattori culturali che le identificano e definiscono nel ruolo di madri[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text] Un incipit fuori fuoco1) Lo sportello a tutela delle persone detenute presso il carcere [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":5975,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[9],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6043"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6043"}],"version-history":[{"count":20,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6043\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7141,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6043\/revisions\/7141"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6043"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6043"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6043"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}