{"id":6130,"date":"2023-02-24T11:55:50","date_gmt":"2023-02-24T10:55:50","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione-femminile\/cattive-madri-la-gabbia-del-genere-e-della-maternita-2\/"},"modified":"2023-05-02T16:56:59","modified_gmt":"2023-05-02T14:56:59","slug":"casa-di-reclusione-femminile-di-trani","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/casa-di-reclusione-femminile-di-trani\/","title":{"rendered":"Casa di Reclusione femminile di Trani"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.5) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Casa di Reclusione femminile di Trani&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6130\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6130\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Casa di Reclusione femminile di Trani&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6130&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Casa di Reclusione femminile di Trani&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6130\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/4.-ANTIGONE_DonneDetenute_Trani.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Casa di Reclusione femminile di Trani<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Indirizzo: Via piazza Plebiscito, 18 76125 Trani (BT)<br \/>\nTelefono: 0883 481019<br \/>\nEmail: <a href=\"mailto:crsf.trani@giustizia.it\">crsf.trani@giustizia.it<\/a><br \/>\nPec: <a href=\"mailto:crsf.trani@giustiziacert.it\">crsf.trani@giustiziacert.it<\/a><br \/>\nTipologia: Casa di Reclusione femminile<br \/>\nDislocazione: urbana[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Aspetti identificativi e problematiche<\/strong><\/h5>\n<p>Il carcere femminile di Trani \u00e8 una delle due Case di Reclusione femminili presenti in Italia. Al momento della visita erano presenti 42 donne, a fronte di una capienza di 28 posti. Sono tutte detenute in regime comune, divise in due sezioni penali. L&#8217;istituto \u00e8 ospitato in un edificio dell\u2019800 con begli ambienti interni, ma che non ha mai visto opere di ammodernamento. Il soffitto in alcuni ambienti \u00e8 interessato da infiltrazioni, umidit\u00e0, caduta di calcinacci. L\u2019istituto non presenta inoltre spazi verdi e i cortili dei passeggi sono piccoli e spogli. Il carcere avrebbe necessit\u00e0 di essere reso pi\u00f9 consono alle esigenze delle donne recluse. L&#8217;assenza di spazi aperti pesa indubbiamente nei periodi estivi quando non \u00e8 possibile nemmeno permanere nei passeggi vista la mancanza di una copertura per l\u2019ombra. La pandemia ha accentuato l&#8217;isolamento delle ospiti di questa struttura, che non beneficiano di attivit\u00e0 di particolare rilievo, a parte il lavoro, che occupa poche di loro. Si segnala in generale un\u2019assistenza sanitaria esigua, considerato il numero limitato di ore di presenza dei medici all\u2019interno dell&#8217;istituto.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Struttura<\/strong><\/h5>\n<p>La struttura risale al 1800, fu inizialmente adibita a monastero. Nel 1860 divenne il carcere della citt\u00e0 di Trani e ospita al suo interno un istituto di pena femminile. L&#8217;istituto si trova nel centro della citt\u00e0 ed \u00e8 facilmente raggiungibile dalla stazione ferroviaria con una passeggiata di 10 minuti. L\u2019edificio presenta soffitti con volte alte, e una suggestiva cripta al cui interno si svolgono le funzioni religiose. La struttura non presenta, pur nella sua longevit\u00e0, la necessit\u00e0 di grandi interventi, ma di manutenzione ordinaria. In alcune stanze, soprattutto nel refettorio, sono presenti muffa e infiltrazioni.[\/vc_column_text][vc_column_text]<u><em>Gli spazi detentivi<\/em><\/u><br \/>\nVi sono due sezioni: penale A e penale B; in quest&#8217;ultima vige il regime di celle aperte. Al momento della visita era appena arrivata una donna detenuta AS3, la quale era collocata in una cella singola e svolgeva da sola le ore d&#8217;aria (in attesa di essere trasferita altrove).<br \/>\nL&#8217;istituto presenta celle da circa 14 mq &#8220;lordi\u201d, che possono arrivare ad ospitare fino a 5 persone recluse. Le celle sono situate al primo piano, con finestre ampie e prive di schermatura. In una delle cella visitate si \u00e8 riscontrata la presenza di 6 posti letto, dove erano collocate 4 persone, per uno spazio, compreso di mobilio, molto contenuto. Nell&#8217;altra cella visitata, un camerone, vi era invece uno spazio molto ampio e meglio strutturato. In tutte le celle visitate sono garantiti 3 mq calpestabili a persone. L\u2019ambiente bagno, collocato all\u2019interno di tutte le celle in un piccolo locale separato, \u00e8 dotato di bidet ed acqua calda, mentre il locale docce \u00e8 situato all\u2019esterno. Il riscaldamento funzionante. In tutte le sezioni le celle sono aperte almeno 8 ore al giorno e le persone hanno accesso a pi\u00f9 di 4 ore di aria. La cella adibita ad isolamento \u00e8 luminosa e normalmente arredata.[\/vc_column_text][vc_column_text]<u><em>Gli spazi comuni<\/em><\/u><br \/>\nAll\u2019interno delle sezioni detentive visitate ci sono spazi per la socialit\u00e0. Vi \u00e8 una grande sala comune, adibita a refettorio, dove sono presenti anche attrezzi per fare esercizio fisico. Lo spazio \u00e8 molto ampio ma al tempo stesso vuoto. E\u2019 presente una biblioteca ma non \u00e8 accessibile come spazio comune, ma solo di transito per il possesso dei libri. E&#8217; comunque curato: sono presenti due armadi con una buona variet\u00e0 di libri, anche in lingua inglese. Oltre al refettorio comune \u00e8 presente un ampio spazio dedicato essenzialmente alle attivit\u00e0 dell&#8217;officina creativa, dove alcune donne fanno attivit\u00e0 di cucito. Sono presenti spazi esclusivamente dedicati a scuola e formazione e altri per le lavorazioni. Non sono presenti spazi esclusivamente dedicati al culto per non cattolico.<br \/>\nGli spazi per i passeggi sono spogli, piccoli e privi di coperture per pioggia, intemperie e sole. Tutte le persone detenute hanno accesso settimanale ad una palestra ma non ad un campo sportivo e non c\u2019\u00e8 l\u2019area verde per i colloqui nei mesi estivi. L&#8217;unico spazio esterno presente \u00e8 il cortile. Questo, seppur curato con piante e fiori, non \u00e8 utilizzato dalle donne detenute, ma essenzialmente, per convegni ed iniziative in cui \u00e8 coinvolta la Casa di Reclusione.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Donne detenute<\/strong><\/h5>\n<p>Al momento della visita erano presenti 42 donne detenute, a fronte di 28 posti disponibili. Di queste, 31 avevano una condanna definitiva, una era una donna internata. Vi era poi una persona appartenente al circuito dell&#8217;Alta Sicurezza (AS3), in attesa di essere trasferita. Le donne straniere erano 7. All\u2019interno dell\u2019istituto vengono ospitate donne detenute in regime di Media sicurezza e internate.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Personale<\/strong><\/h5>\n<p>Il Direttore \u00e8 il Dott. Giuseppe Altomare, incaricato anche in altro istituto. E\u2019 presente anche un vicedirettore. Vi \u00e8 un unico funzionario giuridico-pedagogico, cos\u00ec come previsto dalla pianta organica. Anche il numero delle unit\u00e0 di Polizia penitenziaria effettivamente presente corrisponde a quello previsto in pianta organica, ossia 30. Oltre al cappellano era presente un ministro del culto dei Testimoni di Geova. Non sono presenti mediatori linguistici e culturali, mentre i volontari che operano nell\u2019istituto sono 30. Il Magistrato di sorveglianza entra in istituto senza regolarit\u00e0, solo per casi eccezionali o particolari.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Salute<\/strong><\/h5>\n<p>Non \u00e8 garantita la presenza di un medico 24 ore su 24. Lo psichiatra e lo psicologo sono presenti in entrambi i casi 3 ore alla settimana. E\u2019 garantito un servizio di ginecologia, ma non uno di ostetricia. Nel 2020 non sono state effettuate traduzioni per motivi sanitari. Non accedono medici del Ser.D, ma non sono state segnalate particolari situazioni rispetto alle persone tossicodipendenti. Al momento della visita non vi erano detenute in attesa di un posto in REMS, n\u00e9 in \u201cosservazione psichiatrica\u201d per accertamento delle infermit\u00e0 psichiatriche, ne\u2019 con \u201cinfermit\u00e0 psichica sopravvenuta\u201d (art. 148 c.p.).<br \/>\nSi segnala in generale un\u2019assistenza sanitaria esigua, considerato il numero limitato di ore dedicate dai medici alle persone detenute presso l\u2019istituto.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Eventi critici e sistema disciplinare<\/strong><\/h5>\n<p>Nel corso del 2020 si \u00e8 verificato un caso di autolesionismo, mentre non si sono verificati casi di tentato suicidio o di suicidio. Esiste un \u201cProtocollo di prevenzione del rischio suicidario in istituto\u201d cos\u00ec come richiesto dall\u2019OMS e dal Dap. L&#8217;unica aggressione rilevata all&#8217;anno 2020 \u00e8 avvenuta tra detenute per futili motivi. Nel 2020 non \u00e8 stato disposto nessun isolamento per ragioni disciplinari.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Maternit\u00e0<\/strong><\/h5>\n<p>Non sono presenti nell\u2019istituto strutture e servizi disponibili per le donne con prole al seguito.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Scuola, lavoro e formazione professionale<\/strong><\/h5>\n<p>Al momento della visita era presente solo un corso di scuola media, frequentato da 10 donne. Erano 22 le donne che lavoravano alle dipendenze dell&#8217;Amministrazione penitenziaria, mentre erano 2 quelle alle dipendenze del datore di lavoro esterno, la Cooperativa Officina Creativa, che realizza borse con materiale di riciclaggio. Erano 5 le persone detenute coinvolte in corsi di formazione professionale. L&#8217;Officina creativa, in cui le donne fanno attivit\u00e0 di cucito, era poco frequentata, soprattutto per la gratuit\u00e0 dell&#8217;attivit\u00e0 stessa, richiesta nella fase di formazione. L&#8217;azienda richiede espressamente che le donne detenute che intendono lavorare per essa seguano preliminarmente un corso di formazione gratuito al termine del quale possono presentare richiesta di impiego. Questo tipo di percorso per molte donne non \u00e8 sostenibile, perch\u00e9 il bisogno di lavorare e ricevere una retribuzione utile per il loro sostentamento e quello delle loro famiglie \u00e8 fondamentale. Viene comunicato, inoltre, che in ragione dell\u2019interesse in comune del personale dell\u2019istituto e delle donne detenute nel curare le mura storiche del carcere, era stato consentito ad alcune di esse di effettuare opere di tinteggiatura, per le quali erano in attesa delle attrezzature adeguate.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Attivit\u00e0 ricreative, culturali e sportive<\/strong><\/h5>\n<p>La pandemia ha accentuato l&#8217;isolamento degli ospiti di questa struttura, che non beneficiano di attivit\u00e0. Al momento della visita non vi era nessuna attivit\u00e0 sportiva, culturale o ricreativa in corso.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Contatti con l\u2019esterno<\/strong><\/h5>\n<p>Si svolgono colloqui anche il sabato e la domenica, ma non in orari pomeridiani. La prenotazione avviene solo telefonicamente. Meno del 25% delle detenute effettua regolarmente colloqui in presenza, mentre oltre l\u201980% effettua telefonate straordinarie e videochiamate con i familiari. Le videochiamate sono sostitutive dei colloqui in presenza e durano oltre 30 minuti. Non \u00e8 prevista una qualche forma di accesso al web per le persone detenute.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Indirizzo: Via piazza Plebiscito, 18 76125 Trani (BT) Telefono: 0883 481019 Email: crsf.trani@giustizia.it Pec: crsf.trani@giustiziacert.it Tipologia: Casa di Reclusione femminile Dislocazione: urbana[\/vc_column_text][vc_column_text] Aspetti identificativi e problematiche Il carcere femminile di Trani \u00e8 una delle due Case di Reclusione femminili presenti in Italia. Al momento della visita erano presenti 42 donne, [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":5975,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[49],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6130"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6130"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6130\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6989,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6130\/revisions\/6989"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}