{"id":6138,"date":"2023-02-24T12:13:49","date_gmt":"2023-02-24T11:13:49","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione-femminile\/casa-di-reclusione-femminile-di-trani-2\/"},"modified":"2023-05-02T16:56:37","modified_gmt":"2023-05-02T14:56:37","slug":"casa-di-reclusione-femminile-di-venezia-giudecca","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/casa-di-reclusione-femminile-di-venezia-giudecca\/","title":{"rendered":"Casa di Reclusione femminile di Venezia Giudecca"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.3) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Casa di Reclusione femminile di Venezia Giudecca&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6138\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6138\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Casa di Reclusione femminile di Venezia Giudecca&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6138&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Casa di Reclusione femminile di Venezia Giudecca&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6138\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/uploads\/2023\/05\/3.-ANTIGONE_DonneDetenute_VeneziaGiudecca.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Casa di Reclusione femminile di Venezia Giudecca<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Indirizzo: S. Eufemia 712, 30133 Venezia<br \/>\nTelefono: 041 5204033<br \/>\nEmail: <a href=\"mailto:cr.venezia@giustizia.it\">cr.venezia@giustizia.it<\/a><br \/>\nPEC: <a href=\"mailto:cr.venezia@giustiziacert.it\">cr.venezia@giustiziacert.it<\/a><br \/>\nTipologia: Casa di Reclusione femminile<br \/>\nDislocazione: urbana[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Aspetti identificativi e problematiche<\/strong><\/h5>\n<p>Il carcere femminile di Venezia \u00e8 una delle due Case di Reclusione femminili presenti in Italia. Su una capienza regolamentare di 111 posti, al momento della visita erano presenti 64 donne. Non si registra quindi nessuna situazione di sovraffollamento. L&#8217;istituto ospita una sezione ordinaria di media sicurezza, una sezione sanitaria, una sezione per detenute in semilibert\u00e0 e un Istituto a custodia attenuata per madri detenute insieme ai propri bambini (ICAM). L&#8217;edificio \u00e8 ben tenuto dal punto di vista strutturale e igienico. All&#8217;interno si respira un&#8217;aria non conflittuale e il personale (direzione, area educativa, polizia penitenziaria) appare presente e disponibile. Tuttavia l&#8217;istituto \u00e8 da sempre soggetto a un elevatissimo turnover di tutti gli operatori e gli agenti. Si segnala la mancanza di corsi di scuole superiori.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Struttura<\/strong><\/h5>\n<p>L\u2019istituto si trova nell\u2019isola della Giudecca ed \u00e8 raggiungibile tramite le linee 4.1 e 4.2 del vaporetto ACTV da Piazzale Roma o stazione ferroviaria. La costruzione della struttura risale al XII secolo. Gli spazi sono ampi e di notevole valore estetico. Alcune aree sono inagibili e richiederebbero lavori di manutenzione e restauro. Le condizioni igieniche generali sono buone.[\/vc_column_text][vc_column_text]<u><em>Spazi detentivi<\/em><\/u><br \/>\nL&#8217;istituto, tutto di media sicurezza, \u00e8 composto da una sezione ordinaria per donne detenute con posizione giuridica mista; una sezione di accoglienza e sostegno per donne con particolari bisogni dal punto di vista sanitario (vicina all&#8217;infermeria, circa 20 posti, 11 presenze al momento della visita); un ICAM che ospita donne detenute insieme ai loro bambini (12 posti, due presenze pi\u00f9 un bambino al momento della visita); e una sezione semilibere e dimittende, adesso sezione usata per esigenze legate al covid (al momento della visita erano 4 le detenute positive al covid). Nella sezione ordinaria vi sono celle che vanno dai 4 posti (una sola) ai 9 (due). Le celle sono tutte ampie (infatti non vi sono letti a castello) e luminose, dotate di bagno in un vano annesso, con doccia e bidet. In tutte le celle visitate sono garantiti 3 mq calpestabili per persona. Sono tutte dotate di riscaldamento funzionante e di acqua calda. Vi \u00e8 un grande tavolo dove le donne detenute possono mangiare insieme. Le celle non sono particolarmente personalizzate (ad esempio non vi sono fotografie o altro appese alle pareti).<br \/>\nLa sezione accoglienza ha stanze da 3 pi\u00f9 una sola stanza da 5 (ma viene riferito che non \u00e8 mai occupata da pi\u00f9 di 4 persone). Anche qui le stanze sono ampie, ben tenute e poco personalizzate. Al momento la doccia \u00e8 presente solo in 2 stanze, ma pare che stiano provvedendo anche per le altre. Le docce comuni sono comunque in ottime condizioni.<br \/>\nTutte le sezioni sono aperte per pi\u00f9 di otto ore al giorno e le donne detenute possono muoversi liberamente tra i reparti. La regola formale permette di andare all&#8217;aria aperta dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 16, ma viene riferito che in realt\u00e0 l\u2019accesso \u00e8 libero. I blindi vengono chiusi alle ore 20.<br \/>\nLa sezione ICAM si sviluppa su due piani, dove il secondo ospita le 6 stanze doppie (ma la presenza di letti inutilizzati \u00e8 in realt\u00e0 maggiore), ampie e pulite, tutte con bidet e vasca da bagno per poter lavare i bambini.[\/vc_column_text][vc_column_text]<u><em>Spazi comuni<\/em><\/u><br \/>\nLa sezione ordinaria ospitata al primo piano ha annesse una sala teatro (con sbarra alle pareti, usata anche per attivit\u00e0 motorie tipo yoga o espressione corporea), una chiesa, due aule scolastiche, un&#8217;aula computer, una sartoria, un piccolo locale con lavatrici da usare per la sezione. Non vi sono luoghi di culto per fedi diverse da quella cattolica. La biblioteca della sezione ordinaria, ampia e ben tenuta, \u00e8 usata anche come sala comune. \u00c8 dotata di un pianoforte. La sezione di accoglienza e sostegno ha una sala comune attrezzata con qualche arredo. Vi \u00e8 un locale adibito a palestra \u00e8 equipaggiato con macchine e attrezzi in buono stato. La sala teatro \u00e8 un grande rettangolo vuoto che si presta a molte diverse attivit\u00e0.<br \/>\nVi sono inoltre una grande lavanderia e un grande e attrezzato laboratorio di cosmetica che affacciano su un cortile. Anche la cucina affaccia su un cortile, cos\u00ec come la sala che un tempo era usata per le visite prolungate (\u00e8 rimasta la cucina) e che \u00e8 stata riconvertita a sala per le videochiamate (4 postazioni). Vi \u00e8 inoltre una grande sala per i colloqui in presenza, bella e con le pareti dipinte, dove adesso si trova un&#8217;installazione artistica cui hanno collaborato artisti delle isole Lofoten (Norvegia) e che attira anche pubblico dall&#8217;esterno.<br \/>\nAll&#8217;ingresso, fuori dall&#8217;area detentiva, vi \u00e8 una chiesa dall&#8217;elevato valore artistico che \u00e8 stata da poco ristrutturata e sar\u00e0 usata anche per eventi.<br \/>\nIl cuore dell&#8217;edificio \u00e8 un grande e bellissimo cortile interno usato per i passeggi, concatenato con un altro bel cortile pi\u00f9 piccolo, con pavimentazione originale, porticato e tre pozzi alla veneziana. Vi sono alcune panchine, una rete da pallavolo e un canestro.<br \/>\nVi \u00e8 un&#8217;area verde con qualche gioco per bambini, curata e utilizzata per i colloqui con i familiari. Adiacente si trova il giardinetto dell&#8217;Icam, anch&#8217;esso curato e con ben pi\u00f9 giochi (scivolo, altalena, ecc.).[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Donne detenute<\/strong><\/h5>\n<p>Su una capienza regolamentare di 111 posti, al momento della visita l\u2019istituto ospitava 64 donne detenute. Le donne di origine straniera erano 32, esattamente la met\u00e0. Di queste, 7 provenivano dalla Romania, 6 dalla Nigeria, 5 dalla Croazia, 4 dal Marocco e il resto da altri paesi, per un totale di 30 nazionalit\u00e0 diverse. Le donne italiane provenivano da tutto il paese.<br \/>\nPer quanto riguarda l\u2019et\u00e0, 2 detenute avevano tra 22 e 25 anni, 16 detenute tra 26 e 35 anni, 23 detenute tra 36 e 45 anni, 14 detenute tra 46 e 55 anni e 9 detenute tra 56 e 62 anni.<br \/>\nPer quanto riguarda invece la posizione giuridica, 7 donne erano in attesa di primo giudizio, 4 appellanti, 3 ricorrenti, 47 definitive e 3 internate in casa di lavoro.<br \/>\nLe donne che fruivano di permessi premio erano 6, mentre le donne autorizzate al lavoro all\u2019esterno ex art. 21 OP erano 12. Nessuna era in semilibert\u00e0.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Personale<\/strong><\/h5>\n<p>La direttrice \u00e8 la Dott.ssa Immacolata Mannarella, incaricata anche nell&#8217;istituto maschile di Venezia. Su un numero previsto di 4 funzionari giuridico-pedagogici, al momento della visita risultavano effettivi una capoarea pi\u00f9 un funzionario per 3 giorni alla settimana. L\u2019organico della Polizia penitenziaria \u00e8 al completo, con 108 presenti su 108 previsti.<br \/>\nQuanto ai ministri di culto diversi da quello cattolico, viene riferito che non c&#8217;\u00e8 richiesta e che il cappellano media comunque anche con gli altri culti. L&#8217;istituto ha un&#8217;antica tradizione di volontariato. Prima della pandemia si contavano centinaia di volontari. Adesso stanno a mano a mano riprendendo le attivit\u00e0.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Salute<\/strong><\/h5>\n<p>Al secondo piano, vicino alla sezione accoglienza e sostegno, si trovano l&#8217;infermeria e due ambulatori: quello odontoiatrico (condiviso) e quello per le visite specialistiche (in particolare per il ginecologo) che in una stanzetta annessa ha una brandina e viene usato anche dal medico di guardia durante la notte.<br \/>\nLa mattina per 2 ore \u00e8 presente il medico incaricato (Dott. La Monaco, medicina di base). Dalle 8 alle 20 c&#8217;\u00e8 l&#8217;infermiere. Dalle 20 alle 8 \u00e8 presente il medico di continuit\u00e0 assistenziale. Viene inoltre il dentista una volta a settimana (in infermeria \u00e8 presente un riunito odontoiatrico).<br \/>\nL&#8217;istituto dispone di un elettrocardiografo. La USL ha un accordo con la Confraternita di San Cristoforo Misericordia (medici volontari ma convenzionati con la USL): cardiologo, chirurgo, ginecologo, infettivologo, neurologo, reumatologo, endocrinologo-diabetologo. Vi \u00e8 inoltre il pediatra (nella sezione ICAM \u00e8 presente un ambulatorio per i bambini).<br \/>\nPer le altre visite le donne vengono condotte all&#8217;esterno dell&#8217;istituto. Nel corso del 2021 sono state effettuate 199 visite e 9 piantonamenti. Si effettua prevenzione per i tumori specifici delle donne. Gli assorbenti vengono forniti nel kit consegnato alle detenute (ma molte lavorano e nessuna \u00e8 particolarmente indigente).<br \/>\nLo psichiatra e lo psicologo del Servizio sanitario nazionale si recano in istituto solo su richiesta e senza scadenze precise. In media, il numero di ore settimanali di presenza degli psichiatri \u00e8 pari a 8, mentre degli psicologi a 17. Sono 16 le donne detenute tossicodipendenti con presa in carico formale, ma in media in realt\u00e0 un terzo delle detenute \u00e8 tossicodipendente.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Eventi critici e sistema disciplinare<\/strong><\/h5>\n<p>All&#8217;interno dell\u2019istituto si respira un&#8217;aria non conflittuale. Nel corso dell\u2019anno non \u00e8 stato registrato nessun evento critico. Si sono verificate solo alcuni litigi per motivi banali, mai sfociati in situazioni gravi.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Maternit\u00e0<\/strong><\/h5>\n<p>La casa di reclusione di Venezia ospita al suo interno un ICAM con una capienza massima di 12 posti.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Scuola, lavoro e formazione professionale<\/strong><\/h5>\n<p>Le attivit\u00e0 scolastiche erogate per le donne detenute sono un corso di alfabetizzazione (7 iscritte), un corso di primo livello primo periodo scolastico (7 iscritte), un corso di inglese (9 iscritte) e uno d\u2019informativa (7 iscritte). Non sono previsti corsi di scuola superiore.<br \/>\nDurante le chiusure legate al Covid, non \u00e8 mai stata effettuata didattica a distanza in quanto viene riferito che in sezione non c&#8217;\u00e8 campo. Si ovviava al problema con l\u2019invio del materiale didattico da parte dei docenti. Le sospensioni hanno riguardato comunque solo brevi periodi di massimo 2 settimane.<br \/>\nAl momento della visita, le donne che lavoravano erano 44 in totale, 27 alle dipendenze dell\u2019Amministrazione penitenziaria e 17 per datori di lavoro esterni. Tra quest\u2019ultime, 12 erano assunte dalla cooperativa Il Cerchio (3 presso il laboratorio di sartoria e 8 pi\u00f9 1 tirocinante presso la lavanderia), 4 per conto della cooperativa Rio Ter\u00e0 dei Pensieri (1 presso il laboratorio di cosmetica e 3 presso l&#8217;orto sostegno al reddito del Comune) e 1 con sostegno al reddito del Comune presso la biblioteca interna.<br \/>\nIl grande orto con due serre produce coltivazioni biologiche che vengono vendute ogni gioved\u00ec con un banchetto di fronte al carcere nonch\u00e9 attraverso gruppi di acquisto. Le piante officinali dell&#8217;orto vengono usate anche dal laboratorio di cosmetica. La lavorazione dell\u2019orto tuttavia non riesce a dare reddito sufficiente e le donne che se ne occupano per questo percepiscono un sostegno dal Comune. L\u2019orto ha dunque un valore principalmente trattamentale. Prima del Covid erano attive anche delle convenzioni con alcuni ristoranti. Le 12 donne in art. 21 OP lavorano per l&#8217;orto e la lavanderia interni.<br \/>\nSono 22 le donne coinvolte in corsi di formazione professionale. Nello specifico, \u00e8 previsto il corso acconciatura &#8216;Colpi di testa&#8217;, cooperativa Rio Ter\u00e0 dei Pensieri in collaborazione con la scuola di formazione professionale San Luigi di San Don\u00e0 di Piave (VE) a cui partecipano 6 donne; un tirocinio on the job presso laboratorio di cosmetica, cooperativa Rio Ter\u00e0 dei Pensieri in collaborazione con Agenzia Umana Formazione che coinvolge 5 donne; e un tirocinio per operatore addetto all&#8217;orto, cooperativa Rio Ter\u00e0 dei Pensieri in collaborazione con Agenzia Umana Formazione che ne coinvolge 11.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Attivit\u00e0 ricreative, culturali e sportive<\/strong><\/h5>\n<p>Le attivit\u00e0 ricreative prevedono un \u201cCorso Donne\u201d (Ass. Il granello di senape, 3 donne coinvolte), un laboratorio teatrale (ass. Balam\u00f2s Teatro, 3 donne coinvolte), un laboratorio Mani Abili (ass. Il granello di senape, 19 persone coinvolte), un laboratorio di lettura (ass. Closer, 6 persone coinvolte) e un corso bambole Waldorf (conclusosi ad aprile, cooperativa Olivotti, 4 persone coinvolte).<br \/>\nPer quanto riguarda lo sport, le donne detenute hanno accesso a un corso di danza (volontario della cooperativa Rio Ter\u00e0 dei Pensieri, 17 persone coinvolte), a un corso di zumba (ass. Misericordia, 15 persone coinvolte) e a un corso yoga (singola volontaria, 17 persone coinvolte).[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Contatti con l\u2019esterno<\/strong><\/h5>\n<p>I colloqui si effettuano tutti i giorni, compresi il sabato e la domenica. Sono previsti orari di colloqui anche nel pomeriggio. La prenotazione \u00e8 telefonica.<br \/>\nIn sezione non prende la rete. Non c&#8217;\u00e8 servizio mail, ma si riesce ad effettuare le videochiamate. Vi \u00e8 il telefono a scheda in tutte le sezioni.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Indirizzo: S. Eufemia 712, 30133 Venezia Telefono: 041 5204033 Email: cr.venezia@giustizia.it PEC: cr.venezia@giustiziacert.it Tipologia: Casa di Reclusione femminile Dislocazione: urbana[\/vc_column_text][vc_column_text] Aspetti identificativi e problematiche Il carcere femminile di Venezia \u00e8 una delle due Case di Reclusione femminili presenti in Italia. 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