{"id":6315,"date":"2023-02-28T10:19:20","date_gmt":"2023-02-28T09:19:20","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione-femminile\/donne-nellarea-penale-esterna-2\/"},"modified":"2023-06-05T11:38:44","modified_gmt":"2023-06-05T09:38:44","slug":"le-donne-sono-poche-nelle-carceri-di-tutto-il-mondo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/le-donne-sono-poche-nelle-carceri-di-tutto-il-mondo\/","title":{"rendered":"La detenzione femminile nel mondo"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Patrizio Gonnella<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=La detenzione femminile nel mondo&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6315\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6315\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=La detenzione femminile nel mondo&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6315&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=La detenzione femminile nel mondo&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6315\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/65.-ANTIGONE_DonneDetenute_DetenzioneMondo.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>La detenzione femminile nel mondo: le donne sono poche ovunque<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Nel 2000 le donne erano pari al 4,2% della popolazione detenuta italiana. Sono trascorsi 22 anni e la percentuale \u00e8 rimasta perfettamente identica: essa \u00e8 ancora il 4,2%. Anche i numeri assoluti sono pi\u00f9 o meno sempre gli stessi: meno di 2.500 donne recluse in tutta Italia. Il tasso di detenzione femminile \u00e8 pari a 8.2, ossia sono incarcerate poco pi\u00f9 di 8 donne ogni 100.000 donne libere. Ben pi\u00f9 elevato \u00e8 il tasso di detenzione maschile, che \u00e8 infatti circa 25 volte superiore.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"color: #eeb74f;\">Sebbene la percentuale sia in crescita,\u00a0 le donne rappresentano il 6,9% della popolazione detenuta di tutto il mondo<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Secondo la nuova edizione del <em>World Female Imprisonment List <\/em><span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6315_1('footnote_plugin_reference_6315_1_1');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6315_1('footnote_plugin_reference_6315_1_1');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6315_1_1\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">1)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6315_1_1\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span> pubblicata nell\u2019ottobre 2022 dall\u2019Institute for Crime and Justice Policy Researc (ICPR), sebbene la percentuale sia in crescita a livello mondiale le donne rappresentano il 6,9% della popolazione detenuta di tutto il mondo. Non \u00e8 facile dare una spiegazione a una percentuale cos\u00ec bassa di donne in carcere. I dati statistici, nel tempo e nello spazio, suggeriscono interpretazioni non troppo differenziate a seconda del contesto geografico. Ognuna delle spiegazioni che le discipline sociologiche, criminologiche, psicologiche, psicoanalitiche, giuridiche hanno proposto intorno ai bassi tassi di detenzione femminile non \u00e8 da sola sufficiente a spiegare come mai su scala universale le donne sono in carcere in quota non corrispondente al loro numero nella societ\u00e0 libera. Nei paesi ad alto tasso di emancipazione sociale cos\u00ec come in quelli ad alto tasso di discriminazione, nei paesi cattolici, islamici o protestanti, all\u2019est come all\u2019ovest i dati non sono significativamente diversi. Gli scostamenti non sono tali da giustificare spiegazioni differenziate a seconda del contesto geografico, religioso, sociale o culturale.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]In Europa, l\u2019Albania \u00e8 il paese con la percentuale pi\u00f9 bassa (1,3%) e la Repubblica Ceca con la pi\u00f9 alta (8,5%)[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Ogni tentativo, che deve essere complesso e non monistico, di giustificazione razionale dei tassi di incarcerazione divisi per genere deve necessariamente partire da un\u2019analisi attenta dei numeri. In questo ci aiutano le rilevazioni su scala globale di <em>Word Prison Brief<\/em><span class=\"footnote_referrer\"><a role=\"button\" tabindex=\"0\" onclick=\"footnote_moveToReference_6315_1('footnote_plugin_reference_6315_1_2');\" onkeypress=\"footnote_moveToReference_6315_1('footnote_plugin_reference_6315_1_2');\" ><sup id=\"footnote_plugin_tooltip_6315_1_2\" class=\"footnote_plugin_tooltip_text\">2)<\/sup><\/a><span id=\"footnote_plugin_tooltip_text_6315_1_2\" class=\"footnote_tooltip\"><\/span><\/span>dell\u2019ICPR. Ad esempio in Europa non si intravedono troppe differenze da Stato a Stato, dalla A dell\u2019Albania dove le donne costituiscono solo l\u20191,3% della popolazione reclusa alla U dell\u2019Ucraina dove la percentuale sale al 3,9%. In Austria le donne sono il 6,9% e scendono di poco, al 5,6%, nella vicina Germania. Nelle limitrofe Belgio e Olanda le donne sono rispettivamente il 4,9% e il 4,6% della popolazione detenuta. Salendo verso la Scandinavia non sale il tasso di carcerazione delle donne detenute. Eppure \u00e8 proprio la Scandinavia, secondo le rilevazioni dei pi\u00f9 autorevoli organismi internazionali di monitoraggio delle politiche di genere, il luogo dove il <em>welfare<\/em> \u00e8 pi\u00f9 pensato a misura femminile e dove pi\u00f9 basse sono le disuguaglianze nei campi del lavoro, della societ\u00e0 e della famiglia. In Danimarca le donne sono il 4,8% del totale dei ristretti nelle carceri e il tasso di detenzione femminile \u00e8 pari a 3.5 (inferiore a quello italiano). In Finlandia le donne raggiungono la quota del 7,1% (pi\u00f9 alta rispetto a quella danese) ma il tasso di detenzione \u00e8 pi\u00f9 o meno identico (3.6). In Svezia le donne sono il 5,8% della popolazione reclusa e il tasso di detenzione femminile \u00e8 del 4.3. In Norvegia ed Islanda i numeri sono pi\u00f9 o meno gli stessi: 6,1% e 6% le donne detenute, 3.4 e 2.4 il tasso di detenzione. Dunque i numeri provenienti dal nord d\u2019Europa non spingono verso interpretazioni scontate intorno alla devianza che seguirebbe le stesse dinamiche delle politiche di emancipazione. Al crescere nel tempo del ruolo sociale delle donne non sono saliti i tassi di internamento delle stesse.[\/vc_column_text][vc_column_text]Volgendo lo sguardo ad oriente, in Polonia troviamo una delle percentuali pi\u00f9 alte a livello globale di donne detenute rispetto al numero di donne libere: il tasso di detenzione \u00e8 pari al 9.3 a cui corrisponde una percentuale di donne in carcere pari al 4,9% del totale della popolazione detenuta. Sorprende come i dati siano raddoppiati negli ultimi vent\u2019anni. La Polonia \u00e8 un Paese cattolico, conservatore, dove l\u2019aborto non \u00e8 legalizzato. In Polonia l&#8217;aborto \u00e8 legale solo in caso di stupro, incesto o se la gravidanza costituisce una minaccia alla vita e alla salute mentale della donna. Nell\u2019Ungheria reazionaria di Orban le donne sono il 7,5% del totale delle persone detenute e il tasso di detenzione sale a 14.7. In Romania, dove alta \u00e8 invece la presenza di donne rom e altrettanto alte sono le forme di discriminazione nei confronti delle stesse, le donne sono il 4,4% della popolazione reclusa e il tasso di detenzione \u00e8 pari a 5.3. In Serbia le donne sono rispettivamente il 4,3% dei reclusi e il tasso di detenzione \u00e8 di 6.6; in Slovenia il 4,9% e 2.7; in Lituania il 4,2% e 7.7; in Estonia il 5% e 7.7; in Montenegro il 3,2% e 4.4; nella repubblica di Moldova 5,6% e 10.2; in Kosovo 2,7% e 2.4. In Repubblica Ceca le donne sono l\u20198,5% dei detenuti e il tasso di detenzione femminile raggiunge 15.3. Poco pi\u00f9 gi\u00f9 la Slovacchia dove le donne sono il 7,3% dei detenuti e il tasso di detenzione \u00e8 pari a 13.3. In Russia riscontriamo l\u20198,9% di donne rispetto al totale dei reclusi e un tasso di detenzione di 27.1. Come spiegare, dunque, un\u2019Europa dell\u2019est, a basso indice democratico, che incarcera le donne molto di pi\u00f9 che l\u2019ovest liberale? Forse pesa il trattamento dei figli piccoli delle donne recluse. In buona parte dei paesi dell\u2019ex blocco sovietico permangono processi di istituzionalizzazione dei minori. Di riflesso ci\u00f2 comporta la permanenza in prigione della mamma separata dai suoi figli. In molti paesi dell\u2019ovest europeo \u2013 a partire dall\u2019Italia \u2013 invece le mamme detenute o in stato di gravidanza usufruiscono di misure alternative al carcere.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"color: #eeb74f;\">Negli Stati Uniti le donne sono il 10,2% del totale dei detenuti ma il tasso di detenzione femminile \u00e8 circa quindici volte superiore a quello italiano, ossia \u00e8 pari a 64.2 detenute ogni 100.000 donne libere<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text] \u00c8 importante dirigere lo sguardo verso gli Stati Uniti d\u2019America, paese che ha tra i pi\u00f9 alti tassi di detenzione a livello planetario. Qua le donne sono il 10,2% del totale dei detenuti ma il tasso di detenzione femminile \u00e8 circa quindici volte superiore a quello italiano, ossia \u00e8 pari a 64.2 detenute ogni 100.000 donne libere. Va detto che \u00e8 un tasso comunque dieci volte inferiore a quello maschile, che sfiora i 700 detenuti per 100.000 persone. \u00c8 sufficiente spostarsi nel vicino Canada e vediamo come la percentuale di donne detenute torna al 7% e il tasso di detenzione scende a 6. Nei paesi del Centro e Sud America si viaggia sempre entro i confini gi\u00e0 visti: nel grande Messico le donne in carcere sono il 5,6% del totale della popolazione reclusa e il tasso di detenzione \u00e8 pari a 9.8; nel piccolo El Salvador i numeri crescono sino al 7,4% e a 41.7 mentre in tutti gli altri Paesi (compresi i grandi Brasile e Argentina) in nessun caso le donne superano il 10% del totale delle persone ristrette o un tasso pari a 20.[\/vc_column_text][vc_column_text]Cambiando di continente, di cultura punitiva, tradizioni e religione, in Giappone le donne sono l\u20198.6% della popolazione reclusa e il tasso di detenzione femminile \u00e8 bassissimo, ossia pari a 3.2. Ovviamente in continenti come l\u2019Asia non sempre vi \u00e8 trasparenza nella raccolta e pubblicazione delle rilevazioni statistiche e non sempre addirittura queste vengono effettuate soprattutto laddove imperano regimi autoritari. Dunque i dati iraniani, che paiono nella media mondiale, sono ben poco attendibili e non si sa se abbiano subito un\u2019impennata di genere dopo le rivolte iniziate nell\u2019autunno 2022. Cos\u00ec come le 145.000 donne cinesi detenute, pari all\u20198,6% del totale dei detenuti (tasso di detenzione pari a 10.2), non sappiamo se sono reali o sottostimate.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]In una sorta di classifica relativa alla percentuale di donne detenute nel mondo intero spiccano al vertice tre paesi asiatici: Hong Kong (19,7%), Macau (14,8%), Qatar (14,7%)[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]In una sorta di classifica relativa alla percentuale di donne detenute nel mondo intero spiccano al vertice tre paesi asiatici: Hong Kong (19,7%), Macau (14,8%), Qatar (14,7%). Ma \u00e8 in Asia anche Israele, dove le donne solo l\u20191% della popolazione ristretta in carcere. Possiamo trarre conclusioni utili a livello regionale? No, visto che lo Yemen (all\u2019opposto religioso di Israele) ha una percentuale simile, ossia dell\u20191,3%.[\/vc_column_text][vc_column_text]Ugualmente in Africa i tassi di detenzione sono bassissimi, inferiori a quelli europei: 1% in Mauritania, 1,5% in Algeria, 2,3% in Marocco, 2,6% in Senegal, 2,8% in Mali, 3,3% in Tunisia, 3,7% in Egitto, 5,1% in Kenya sino al 10,9% del Sud del Sudan.[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;30px&#8221;][vc_column_text]<strong>TABELLA 1 &#8211; LISTA DEI PRIMI DIECI PAESI AL MONDO PER PERCENTUALE DI DONNE DETENUTE RISPETTO AL TOTALE DELLA POPOLAZIONE RISTRETTA<\/strong>[\/vc_column_text][vc_table][12px]HONG%20KONG,[12px]19%2C7%25|[12px]MACAU,[12px]14%2C8%25|[12px]QUATAR,[12px]14%2C7%25|[12px]GROENLANDIA,[12px]13%2C8%25|[12px]LAOS,[12px]13%2C7%25|[12px]ANDORRA,[12px]13%2C1%25|[12px]MYANMAR,[12px]12%2C3%25|[12px]VIETNAM,[12px]12%2C1%25|[12px]BRUNEI,[12px]11%2C9%25|[12px]GUATEMALA,[12px]11%2C7%25[\/vc_table][vc_column_text]<em>Fonte: nostra elaborazione su dati World Prison Brief<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;30px&#8221;][vc_column_text]<strong>TABELLA 2 &#8211; LISTA DEI PRIMI CINQUE PAESI IN EUROPA PER PERCENTUALE DI DONNE DETENUTE RISPETTO AL TOTALE DELLA POPOLAZIONE RISTRETTA<\/strong>[\/vc_column_text][vc_table][12px]ANDORRA,[12px]13%2C1%25|[12px]SAN%20MARINO,[12px]11%2C1%25|[12px]BIELORUSSIA,[12px]10%2C8%25|[12px]RUSSIA,[12px]8%2C9%25|[12px]REPUBBLICA%20CECA,[12px]8%2C5%25[\/vc_table][vc_column_text]<em>Fonte: nostra elaborazione su dati World Prison Brief<\/em>[\/vc_column_text][vc_empty_space height=&#8221;30px&#8221;][vc_column_text]<strong>TABELLA 3 &#8211; LISTA DEGLI ULTIMI CINQUE PAESI IN EUROPA PER PERCENTUALE DI DONNE DETENUTE RISPETTO AL TOTALE DELLA POPOLAZIONE RISTRETTA<\/strong>[\/vc_column_text][vc_table][12px]LIECHTENSTEIN,[12px]0%25|[12px]ISOLE%20FAROE,[12px]0%25|[12px]ALBANIA,[12px]1%2C3%25|[12px]BOSNIA,[12px]1%2C6%25|[12px]ARMENIA,[12px]2.3%25[\/vc_table][vc_column_text]<em>Fonte: nostra elaborazione su dati World Prison Brief<\/em>[\/vc_column_text][vc_column_text]Dunque, le statistiche a livello globale non favoriscono risposte differenziate a seconda del contesto sociale, religioso, economico. Se si pensa che la Norvegia, al vertice dei paesi ritenuti pi\u00f9 attenti al benessere sociale ed economico delle donne in base al Women, Peace and Security Index 2021-2022 del Georgetown Institute (Universit\u00e0 di Washington), ha un tasso di detenzione simile a paesi dove i diritti delle donne sono calpestati, \u00e8 chiaro che non \u00e8 facile trarre conseguenze dai numeri finora elencati.[\/vc_column_text][vc_column_text]I numeri sembrano viceversa suggerire risposte articolate, non monistiche. Il difetto di alcuni approcci esplicativi della devianza femminile sta nel voler dare risposte unidimensionali.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n<div class=\"speaker-mute footnotes_reference_container\"> <div class=\"footnote_container_prepare\"><p><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_label pointer\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_6315_1();\">References<\/span><span role=\"button\" tabindex=\"0\" class=\"footnote_reference_container_collapse_button\" style=\"display: none;\" onclick=\"footnote_expand_collapse_reference_container_6315_1();\">[<a id=\"footnote_reference_container_collapse_button_6315_1\">+<\/a>]<\/span><\/p><\/div> <div id=\"footnote_references_container_6315_1\" style=\"\"><table class=\"footnotes_table footnote-reference-container\"><caption class=\"accessibility\">References<\/caption> <tbody> \r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6315_1('footnote_plugin_tooltip_6315_1_1');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6315_1_1\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>1<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><a href=\"https:\/\/www.prisonstudies.org\/sites\/default\/files\/resources\/downloads\/world_female_imprisonment_list_5th_edition.pdf\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.prisonstudies.org\/sites\/default\/files\/resources\/downloads\/world_female_imprisonment_list_5th_edition.pdf<\/span><\/a><\/td><\/tr>\r\n\r\n<tr class=\"footnotes_plugin_reference_row\"> <th scope=\"row\" class=\"footnote_plugin_index_combi pointer\"  onclick=\"footnote_moveToAnchor_6315_1('footnote_plugin_tooltip_6315_1_2');\"><a id=\"footnote_plugin_reference_6315_1_2\" class=\"footnote_backlink\"><span class=\"footnote_index_arrow\">&#8593;<\/span>2<\/a><\/th> <td class=\"footnote_plugin_text\"><a href=\"https:\/\/www.prisonstudies.org\/\"><span class=\"footnote_url_wrap\">https:\/\/www.prisonstudies.org\/<\/span><\/a><\/td><\/tr>\r\n\r\n <\/tbody> <\/table> <\/div><\/div><script type=\"text\/javascript\"> function footnote_expand_reference_container_6315_1() { jQuery('#footnote_references_container_6315_1').show(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_6315_1').text('\u2212'); } function footnote_collapse_reference_container_6315_1() { jQuery('#footnote_references_container_6315_1').hide(); jQuery('#footnote_reference_container_collapse_button_6315_1').text('+'); } function footnote_expand_collapse_reference_container_6315_1() { if (jQuery('#footnote_references_container_6315_1').is(':hidden')) { footnote_expand_reference_container_6315_1(); } else { footnote_collapse_reference_container_6315_1(); } } function footnote_moveToReference_6315_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_6315_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } } function footnote_moveToAnchor_6315_1(p_str_TargetID) { footnote_expand_reference_container_6315_1(); var l_obj_Target = jQuery('#' + p_str_TargetID); if (l_obj_Target.length) { jQuery( 'html, body' ).delay( 0 ); jQuery('html, body').animate({ scrollTop: l_obj_Target.offset().top - window.innerHeight * 0.2 }, 380); } }<\/script>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Nel 2000 le donne erano pari al 4,2% della popolazione detenuta italiana. Sono trascorsi 22 anni e la percentuale \u00e8 rimasta perfettamente identica: essa \u00e8 ancora il 4,2%. Anche i numeri assoluti sono pi\u00f9 o meno sempre gli stessi: meno di 2.500 donne recluse in tutta Italia. Il tasso di [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":5975,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[9],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6315"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6315"}],"version-history":[{"count":24,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6315\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7162,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6315\/revisions\/7162"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6315"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6315"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6315"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}