{"id":6429,"date":"2023-03-01T17:01:55","date_gmt":"2023-03-01T16:01:55","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione-femminile\/i-numeri-della-detenzione-femminile-2-2-2\/"},"modified":"2023-06-05T11:35:51","modified_gmt":"2023-06-05T09:35:51","slug":"bambini","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/bambini\/","title":{"rendered":"Bambini in carcere"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Sofia Antonelli<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Bambini in carcere&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6429\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6429\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Bambini in carcere&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6429&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Bambini in carcere&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6429\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/71.-ANTIGONE_DonneDetenute_Bambini.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Bambini in carcere<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Al 31 gennaio 2023 erano 17 i bambini di et\u00e0 inferiore a un anno che vivevano in carcere con le loro 15 madri detenute.<\/p>\n<p>L\u2019andamento della presenza dei bambini in carcere ha continuato a oscillare negli ultimi trent\u2019anni in alto (fino a superare le 80 unit\u00e0) e in basso senza essere particolarmente influenzato neanche dalle modifiche normative introdotte nel tempo a tutela del rapporto tra detenute madri e figli minori. \u00c8 stata invece la pandemia, con la paura per le carceri che ha comportato e le conseguenti azioni intraprese, a ridurre drasticamente i numeri, passati dai 48 bambini della fine del 2019 ai 29 della fine del 2020, fino a raggiungere i 17 che oggi si trovano all\u2019interno di istituti di pena. Segno di come, al di l\u00e0 delle norme, per risolvere il problema dei bambini in carcere si debba e si possa lavorare nella prassi della magistratura agendo caso per caso sulle singole situazioni.<\/p>\n<p>Secondo la Relazione sull&#8217;amministrazione della Giustizia nel 2022, la riduzione del numero dei bambini in carcere \u00e8 individuabile sia nella contingenza dell\u2019emergenza epidemiologica sia nel favore crescente per le misure alternative e sostitutive, concesse in via prioritaria dall&#8217;Autorit\u00e0 giudiziaria alle donne madri di figli minori.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/12935090\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Rispetto alla nazionalit\u00e0 delle madri detenute \u00e8 possibile constatare una sovrarappresentazione delle straniere, le quali probabilmente incorrono in maggiori difficolt\u00e0 nell\u2019accesso a misure alternative. Questa situazione era infatti presente nel 2019, quando i numeri erano pi\u00f9 alti, come oggi con dei numeri inferiori.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/12935162\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Secondo gli ultimi dati, al 31 gennaio 2023 nelle carceri italiane erano dunque presenti 17 bambini e 15 mamme[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Secondo gli ultimi dati, al 31 gennaio 2023 nelle carceri italiane erano dunque presenti 17 bambini e 15 mamme. Il nucleo pi\u00f9 cospicuo, composto da 8 donne con 9 bambini, si trovava all\u2019interno dell\u2019ICAM di Lauro, seguito da 3 donne e 3 figli nell\u2019ICAM di Milano San Vittore e da una donna con 2 bambini nell\u2019ICAM della Casa di Reclusione femminile di Venezia. Vi sono poi tre nuclei composti solo da una madre e un bambino all\u2019interno dell\u2019ICAM della Casa Circondariale di Torino, nella sezione nido di Rebibbia femminile e nella sezione femminile della Casa Circondariale di Lecce.<\/p>\n<p>I bambini detenuti insieme alle loro madri sono ospitati in luoghi differenti, a volte molto diversi tra loro. Tendenzialmente questi luoghi possono essere divisi in tre categorie.<\/p>\n<p>La prima, quella che ospita il maggior numero di bambini, \u00e8 costituita dagli Istituti a custodia attenuata per madri (ICAM), pensati per ospitare donne incinte o con prole sotto i sei anni qualora il giudice ritenga che le esigenze cautelari lo consentano. Introdotti nel 2011, gli ICAM sono strutture pi\u00f9 simili a case famiglia che a carceri vere e proprie. Non esistono sbarre, gli ambienti sono ampi e curati, sono generalmente garantite attivit\u00e0 all&#8217;esterno per i bambini e vi \u00e8 grande attenzione da parte degli operatori al supporto delle relazioni madre-figlio. Sul territorio nazionale, risultano in totale 60 posti disponibili all\u2019interno degli ICAM. Sulla carta, le strutture presenti sono 5: Milano San Vittore, Venezia Giudecca, Lauro (Av), Torino e Cagliari Uta. Quest\u2019ultimo non risulta per\u00f2 mai entrato in funzione, principalmente a causa del calo nel territorio sardo di madri detenute con bambini a seguito. Secondo la Relazione sull&#8217;amministrazione della Giustizia nel 2022, nell\u2019ultimo biennio la contrazione progressiva della presenza di madri detenute con bambini sull\u2019intero territorio nazionale ha comportato una fortissima riduzione del numero degli ospiti degli ICAM e una rivisitazione della programmazione del DAP. Un esempio \u00e8 il caso di Milano, dove a inizio 2021 l&#8217;Istituto \u00e8 stato chiuso per diversi mesi, non avendo nessuna ospite al suo interno. Visti i bassi numeri, pare siano stati interrotti i progetti per la costruzione di altri due ICAM, uno a Roma, all\u2019interno del complesso penitenziario di Rebibbia, e uno a Firenze, con sede presso un immobile concesso in comodato d\u2019uso dall\u2019opera Pia Madonnina del Grappa. Ad oggi, sono dunque quattro gli ICAM in funzione, caratterizzati ognuno da una diversa strutturazione. L\u2019ICAM di Lauro (Av), il pi\u00f9 grande per capienza, \u00e8 un istituto a s\u00e9, ma formalmente gestito come sezione distaccata della Casa Circondariale di Avellino, con cui condivide la direzione. Simile \u00e8 la situazione dell\u2019ICAM di Milano, anch\u2019esso edificio separato, collocato in un\u2019area distante della citt\u00e0, ma sempre sotto l\u2019amministrazione della Casa Circondariale di San Vittore. Quello di Torino \u00e8 invece collocato all\u2019interno del complesso penitenziario de Le Vallette ma in una palazzina a s\u00e9 stante. Infine, l\u2019ICAM di Venezia \u00e8 ospitato all\u2019interno del medesimo edificio del carcere femminile, in una parte separata dalle sezioni ordinarie.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/12935237\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Alcuni nidi sono pi\u00f9 attrezzate di altri, con spazi interni ed esterni per il gioco, biblioteche con libri per bambini e piccoli ambulatori. Un esempio di sezione nido \u00e8 quella all\u2019interno della Casa Circondariale di Rebibbia Femminile[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]La seconda categoria di luoghi che ospitano donne detenute con figli a seguito non sono istituti appositi, ma aree apposite interne ad istituti penitenziari ordinari. L\u2019ordinamento prevede infatti che una madre detenuta possa decidere di tenere con s\u00e9 il proprio bambino in carcere fino al compimento del terzo anno di et\u00e0. I luoghi adibiti a tale scopo sono in primis le cosiddette sezioni nido, piccole aree detentive collocate all\u2019interno dell&#8217;istituto. Si tratta solitamente di ambienti separati dal resto della sezione, con stanze pi\u00f9 ampie e curate, con mura colorate e attrezzatura per la cura dei bambini (culla, fasciatoio etc). Alcuni nidi sono pi\u00f9 attrezzate di altri, con spazi interni ed esterni per il gioco, biblioteche con libri per bambini e piccoli ambulatori. Un esempio di sezione nido \u00e8 quella all\u2019interno della Casa Circondariale di Rebibbia Femminile, che attualmente ospita solo un nucleo madre-figlio. Il nido di Rebibbia Femminile ha al suo interno quattro camere di pernottamento, ampie e dotate di cancello in vetrocemento, meno oppressivo di una porta blindata. Sono poi presenti ambienti quali una sala comune per i pasti e i giochi dei bambini, un&#8217;area verde attrezzata e una cucina con uno spazio per consumare i pasti insieme. Oltre agli spazi appositi, il nido ha anche servizi pensati per i minori come un pediatra chiamato all\u2019occorrenza e dei volontari che ogni sabato portano i bambini all\u2019esterno e organizzano eventi all\u2019interno della sezione.<\/p>\n<p>La terza e ultima categoria \u00e8 costituita da luoghi interni al carcere non pensati per bambini, ma attrezzati alla bene e meglio per accoglierli. Si tratta di reparti femminili che non hanno al loro interno vere e proprie sezioni nido, ma solo alcuni ambienti (spesso solo una stanza) dove vengono eventualmente collocate le donne con figlio a seguito. Non sono quindi previsti servizi appositi, che vengono attivati, se si riesce, in caso di necessit\u00e0. La permanenza in tali ambienti si presume sia di brevissima durata, in attesa di trasferimento in altra struttura o di differimento della pena. A volte si verificano, per\u00f2, situazioni in cui la permanenza non \u00e8 cos\u00ec breve, anzi. E\u2019 questo ad esempio il caso della donna che oggi risulta detenuta insieme alla figlia di due anni nel carcere di Lecce. Entrambe sono ospitate da diversi mesi in una zona dell&#8217;istituto separata dal resto della sezione femminile e allestita con una culla, un fasciatoio e dei giochi per bambini. Non sono presenti altri spazi, n\u00e9 attivit\u00e0 per madri con figli, dal momento che si tratta di un luogo pensato solo per il transito temporaneo. Grazie al supporto di alcune volontarie la bambina viene comunque accompagnata tutti i giorni in un asilo esterno e, all\u2019occorrenza, un pediatra si reca presso l&#8217;istituto.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/12935237\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Secondo gli ultimi dati pubblicati dal Consiglio d\u2019Europa, l\u2019Italia si collocava al secondo posto per numero di bambini in carcere dopo la Polonia[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Vi sono poi le case famiglia protette, previste dalla legge n. 62 del 2011 per andare incontro alle difficolt\u00e0 incontrate nell\u2019accedere ad alternative al carcere da detenute madri prive di un domicilio ritenuto adeguato dalla magistratura. Ma a oggi in Italia sono solo due. A Milano accoglie questo tipo di utenza (dal 2010, ancora prima dell\u2019entrata in vigore della legge) la casa famiglia protetta dell\u2019associazione \u201cCiao &#8230;.un ponte tra carcere, famiglia e territorio\u201d. A Febbraio 2023 la struttura ospitava 4 mamme e 5 bambini (di cui 2 mamme in detenzione domiciliare speciale con le rispettive figlie e 2 mamme che hanno finito di scontare la pena insieme ai rispettivi figli; nel complesso 3 sono i minori). L\u2019associazione ha avviato l&#8217;accoglienza di madri detenute con bambini dal 2010 e nel 2016 \u00e8 stata firmata la prima convenzione che riconosce la struttura come casa famiglia protetta. I nuclei finora accolti sono i seguenti: 24 mamme e 25 bambini\/e provenienti dal carcere, 2 mamme gi\u00e0 in misura alternativa al carcere presso altra struttura con 4 bambini e 4 mamme che, grazie alla disponibilit\u00e0 di accoglienza dell\u2019associazione, hanno ottenuto la misura alternativa e si sono ricongiunte con i loro 5 figli.<\/p>\n<p>Alcuni anni dopo, nel 2017, \u00e8 nata a Roma la \u201cCasa di Leda\u201d, che pu\u00f2 ospitare sei donne con otto bambini fino ai dieci anni di et\u00e0.<\/p>\n<p>Cos\u00ec come in Italia, anche nella maggior parte dei paesi Europei i bambini possono rimanere in carcere con le loro madri fino al compimento dei 3 anni. In alcuni paesi, come in Ungheria e in Bulgaria, la permanenza \u00e8 consentita invece solo per il primo anno di vita. Vi \u00e8 poi un limite superiore nei Paesi Bassi (4 anni), in Portogallo (5 anni) e in alcuni Stati Federati Tedeschi (6 anni). In Francia diversamente non \u00e8 presente un limite massimo di et\u00e0.<br \/>\nSecondo gli ultimi dati pubblicati dal Consiglio d\u2019Europa, l\u2019Italia si collocava al secondo posto per numero di bambini in carcere dopo la Polonia (ovviamente bisogna tenere presente le diverse situazioni che i paesi presentano quanto al tema dell\u2019istituzionalizzazione dei bambini). I numeri sono per\u00f2 relativi a gennaio 2021, quando i bambini nelle carceri italiane erano 29, molti di pi\u00f9 rispetto alle presenze dell\u2019ultimo biennio.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/12935237\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Al 31 gennaio 2023 erano 17 i bambini di et\u00e0 inferiore a un anno che vivevano in carcere con le loro 15 madri detenute. 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