{"id":6431,"date":"2023-03-01T17:03:00","date_gmt":"2023-03-01T16:03:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione-femminile\/i-numeri-della-detenzione-femminile-2-2-2\/"},"modified":"2023-06-05T11:35:26","modified_gmt":"2023-06-05T09:35:26","slug":"donne-in-alta-sicurezza-e-41-bis","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/donne-in-alta-sicurezza-e-41-bis\/","title":{"rendered":"Donne in Alta sicurezza e 41 bis"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Chiara Carrozzino<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.3) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Donne in Alta sicurezza e 41 bis&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6431\"  style=\"color:; 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Infatti, quando si parla di detenzione non si pensa mai o quasi mai alle donne recluse, risultando essere quasi un fenomeno circoscritto alla sola popolazione maschile.<\/p>\n<p>Con buona probabilit\u00e0, questa scarsa attenzione \u00e8 stata determinata dal numero nettamente inferiore di donne ristrette rispetto a quello maschile, oltre che al ruolo non centrale che la donna ha rivestito per molti anni: ed infatti, basta osservare come al netto della popolazione ristretta, quella femminile, nel corso degli anni si \u00e8 mantenuta in un certo qual modo stabile.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/12942215\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Quindi, dai dati riportati sul sito del Ministero della Giustizia \u00e8 emerso chiaramente come il numero di detenute donne, nell\u2019arco del tempo \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 stabile, variando di poche unit\u00e0, ma attestandosi sempre intorno ad una percentuale poco sopra il 4% della popolazione complessivamente detenuta.<\/p>\n<p>Proprio in merito alla detenzione femminile \u00e8 possibile e doveroso fare qualche osservazione, poich\u00e9 questa si presenta come una micro-realt\u00e0 circoscritta e a s\u00e9 stante che presta senza dubbio il fianco ad una serie di problematiche.<\/p>\n<p>Occorre premettere che le donne risultano essere suddivise su tutto il territorio nazionale in 4 Istituti penitenziari esclusivamente femminili (Trani, Pozzuoli, Roma Rebibbia, Venezia Giudecca) e per il resto in 46 sezioni poste all\u2019interno di penitenziari maschili.<\/p>\n<p>Come risulta evidente dal grafico, e gi\u00e0 evidenziato, il numero di donne detenute \u00e8 nettamente inferiore a quello degli uomini, con evidenti ricadute per quanto concerne la collocazione sul territorio, i trattamenti previsti e applicati, la vita carceraria in generale, i percorsi rieducativi nel loro complesso applicati e le risorse economiche adoperate; tutti elementi che risultano parzialmente compromessi.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 questo primo dato consente di effettuare una riflessione: la reclusione, indipendentemente dalla posizione giuridica delle detenute, pu\u00f2 essere eseguita talvolta in un istituto situato a distanza rispetto al nucleo familiare di provenienza, non potendosi quindi rispettare il principio di territorialit\u00e0 dell\u2019esecuzione della pena previsto nell\u2019ordinamento penitenziario; inoltre, vista la presenza di numerose sezioni dislocate all\u2019interno di istituti maschili, si acuisce l\u2019isolamento delle donne ivi ristrette, le quali sono ovviamente penalizzate dal contesto maschile in cui si trovano a vivere.<\/p>\n<p>Questo senso di isolamento \u00e8 poi acuito se si pensa a due situazioni assolutamente particolari presenti nel sistema carcerario: le donne sottoposte al regime speciale del 41 bis e le donne inserite in circuiti di alta sicurezza o collocate nelle cos\u00ec dette sezioni \u201cZ\u201d in quanto collaboratrici di giustizia o parenti di collaboratori di giustizia.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">Attualmente le donne al 41 bis sono pari a 12, tutte detenute presso l\u2019istituto penitenziario presente a L&#8217;Aquila<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Donne e art. 41 bis 2\u00b0 comma<\/strong><\/h5>\n<p>Una tematica certamente interessante \u00e8 quella che concerne le donne ristrette al 41 bis 2\u00b0 comma.<\/p>\n<p>Occorre ricordare che il su menzionato regime detentivo speciale (nello specifico il comma 2 dell\u2019art.41 bis o.p.) \u00e8 stato introdotto con il D.L. n. 306\/1992, durante un periodo tragico della storia della nazione, ovvero quello delle stragi di mafia.<\/p>\n<p>Lo scopo di tale regime detentivo speciale era e tuttora \u00e8 quello di isolare il detenuto impedendo allo stesso di comunicare con l\u2019esterno e quindi con l\u2019associazione di appartenenza; la realizzazione di un sistema cos\u00ec pensato prevede una serie di limitazioni volte a eliminare i legami che intercorrono tra il detenuto, esponente di vertice delle organizzazioni criminali e l\u2019organizzazione criminale esterna nell\u2019ottica di contrastare il fenomeno delle organizzazioni di stampo mafioso.<\/p>\n<p>Quando si parla di \u201ccarcere duro\u201d, subito si pensa a uomini che hanno ricoperto il ruolo di boss mafiosi o di esponenti di gruppi terroristici.<br \/>\nInfatti, per lungo tempo, la figura della donna \u00e8 stata associata a crimini minori, di poco conto, la donna era, e talvolta ancora oggi \u00e8, pensata come incapace di inserirsi in contesti criminali organizzati aventi un tale rilievo.<br \/>\nNell\u2019immaginario collettivo le donne non possono essere responsabili di delitti prettamente ascrivibili all\u2019uomo, quali ad esempio i reati associativi. A lungo la figura della donna \u00e8 stata considerata solo in relazione alla maternit\u00e0.<br \/>\nTuttavia, questa proiezione presente nell\u2019immaginario comune, non tiene conto del fatto che ad oggi vi sono anche donne sottoposte al regime detentivo speciale di cui all\u2019art. 41 bis o.p. 2\u00b0 comma, sebbene in numero ridotto rispetto agli uomini.<\/p>\n<p>Gi\u00e0 a partire dagli anni 90, si \u00e8 visto che anche le donne potevano ricoprire ruoli apicali all\u2019interno dell\u2019organizzazione criminale, specialmente quando i boss mafiosi venivano arrestati o erano latitanti.<\/p>\n<p>A tal proposito \u00e8 sufficiente richiamare alla memoria la prima donna sottoposta al \u201ccarcere duro\u201d e nota alla cronaca: Teresa De Luca Bossa, impostasi nella scena della criminalit\u00e0 organizzata napoletana in posizione apicale e finita poi in carcere nel giugno del 2000.<\/p>\n<p>Come lei vi sono state altre donne, non solo legate alla criminalit\u00e0 organizzata, ma legate alle brigate rosse, che nel corso degli anni 2000 sono state arrestate e sottoposte al regime carcerario speciale di cui al 41 bis.<br \/>\nAppare opportuno rappresentare come il numero nel corso degli ultimi anni si \u00e8 mantenuto pressocch\u00e9 invariato.<\/p>\n<p>Secondo quanto rilevato dall\u2019ultima osservazione svolta, attualmente le donne al 41 bis sono pari a 12, tutte detenute presso l\u2019istituto penitenziario presente a L&#8217;Aquila.<\/p>\n<p>Questo numero esiguo non si discosta dai dati rilevati negli ultimi anni: i dati disponibili a novembre 2020 hanno indicato un totale di 748 persone sottoposte al regime di cui all\u2019art. 41 bis o.p.: 731 uomini e 13 donne, oltre a 4 internati.<\/p>\n<p>Ed ancora la \u201cRelazione sull\u2019amministrazione della giustizia\u201d pubblicata dal Ministero della Giustizia il 25 gennaio 2022, ha rappresentato come al 31 ottobre 2022 i detenuti sottoposti al 41-bis ammontavano a 728: 12 donne e 716 uomini; quindi, appena l\u20191,3 per cento della popolazione presente negli istituti penitenziari.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13005089\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Negli ultimi anni il numero di donne soggette a regime speciale \u00e8 rimasto pressoch\u00e9 contenuto e costante, aggirandosi sullo 0.5% della popolazione detenuta femminile[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Guardando agli ultimi 20 anni risulta complesso effettuare una ricostruzione numerica delle donne sottoposte al 41 bis.<\/p>\n<p>Tuttavia, possiamo vedere come negli ultimi anni il numero di donne soggette a regime speciale sia rimasto pressoch\u00e9 contenuto e costante, aggirandosi sullo 0.5% della popolazione femminile complessivamente detenuta e valutata, nel grafico esaminato, alla data del mese di novembre (nel primo grafico si \u00e8 fatto invece riferimento alla popolazione femminile detenuta alla data del 31 gennaio di ogni anno, ma come \u00e8 possibile vedere la % \u00e8 rimasta fissa sul 4%, mantenendosi quindi costante indipendentemente dal mese preso in esame).<\/p>\n<p>Possiamo comunque osservare come un aumento si \u00e8 avuto rispetto al 2003, anno in cui le donne sottoposte al \u201ccarcere duro\u201d (stando a quanto riportato sulla rivista Diritto & libert\u00e0 N. 7 anno 2003) erano appena tre: tutte detenute nel carcere di Rebibbia.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, sebbene il numero attuale di detenute al 41 bis possa sembrare non rilevante, risulta essere comunque elevato se si pensa al tipo di restrizioni cui queste persone sono sottoposte: possono effettuare un solo colloquio al mese dietro a vetro divisorio, eccetto per il caso di colloquio con minori di 12 anni, della durata di un\u2019ora; i colloqui sono videosorvegliati da un agente della polizia penitenziaria e qualora vi sia un ordine dell\u2019Autorit\u00e0\u0300 giudiziaria, le conversazioni possono essere ascoltate dall\u2019agente; in alternativa ai colloqui visivi possono essere autorizzate, dopo i primi sei mesi di applicazione del regime, a svolgere un colloquio telefonico con i familiari, che devono recarsi presso l\u2019istituto penitenziario pi\u00f9\u0300 vicino al luogo di residenza al fine di consentire l\u2019esatta identificazione degli interlocutori; sono collocati in cella singola e hanno diritto a solo due ore all\u2019aria aperta. Ovviamente il catalogo di restrizioni \u00e8 lungo e non si esaurisce con quanto indicato.<\/p>\n<p>Il sistema a cui si \u00e8 brevemente fatto riferimento \u00e8 ancora oggi un sistema che non consente di essere osservato e che si pone come particolarmente afflittivo in termini di trattamento penitenziario, praticamente inesistente, che isola di fatto le donne che vi sono sottoposte non solo dalla societ\u00e0, ma anche rispetto al resto della popolazione detenuta.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">Circa il 10% delle donne detenute \u00e8 in regime di Alta sicurezza. Di queste, 8 sono nel circuito di AS2 e 218 nel circuito di AS3<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>Donne e Alta Sicurezza<\/strong><\/h5>\n<p>Un altro fenomeno \u00e8 poi quello relativo ai circuiti dell\u2019Alta Sicurezza che riguarda tanto la detenzione maschile quanto quella femminile.<\/p>\n<p>La circolare 21 aprile 2009 n. 3619\/6069 \u00e8 intervenuta a definire e disciplinare il circuito dell\u2019alta sicurezza, suddiviso in tre sotto-circuiti a seconda del reato: A.S.1 per i detenuti ed internati nei cui confronti sia stato dichiarato inefficace il decreto di applicazione del regime di cui all\u2019art. 41 bis dell\u2019o.p.; A.S. 2 per i detenuti appartenenti ad associazioni terroristiche nazionali e internazionali, si pensi ad esempio a estremisti di cellule terroristiche islamiche; A.S.3 per i detenuti appartenenti ad associazioni criminali.<\/p>\n<p>I circuiti cos\u00ec strutturati mirano ad impedire che i detenuti che abbiamo commesso determinati reati possano, nel corso della detenzione, entrare in contatto fra di loro (i differenti circuiti di norma devono rimanere separati) o con i detenuti comuni, onde evitare che si verifichino fenomeni di assoggettamento o di reclutamento.<\/p>\n<p>L\u2019inserimento nei circuiti di Alta Sicurezza non determina un regime di reclusione speciale, come invece \u00e8 l\u2019applicazione del 41 bis, e pertanto non determina di per s\u00e9 una differenza, almeno teoricamente, in termini di possibilit\u00e0 di accedere a opportunit\u00e0 trattamentali.<\/p>\n<p>Tuttavia, sebbene in teoria ai detenuti in AS non sia precluso l\u2019accesso alle forme trattamentali, \u00e8 inevitabile considerare che non sempre \u00e8 possibile accedervi.<\/p>\n<p>Ed infatti, a ben vedere, gli istituti dovrebbero attivarsi per prevedere un trattamento per i detenuti comuni ed uno separato per i detenuti inseriti nei differenti circuiti di Alta Sicurezza.<\/p>\n<p>Ma non solo, nel caso delle donne recluse nei circuiti dell\u2019Alta Sicurezza la problematica \u00e8 sicuramente aggravata.<\/p>\n<p>La detenzione femminile rappresenta gi\u00e0 una minima parte dei ristretti in carcere, ma le donne detenute in AS risultano essere un numero ancora pi\u00f9 circoscritta e questo pu\u00f2 determinare un\u2019ingiusta penalizzazione per le stesse dal punto di vista trattamentale e in termini di investimento delle risorse.<\/p>\n<p>Infatti, fattore indubbiamente problematico che riguarda la detenzione femminile nei circuiti AS1, AS2 E AS3 \u00e8 costituito dalla minore possibilit\u00e0, per le donne, di accedere alle attivit\u00e0 trattamentali o lavorative rispetto alle detenute comuni e ovviamente rispetto agli uomini: si tende a non investire risorse economiche in attivit\u00e0 trattamentali e in strutture destinate ad un basso numero di donne. Ad aumentare questa disparit\u00e0 si aggiunge il fatto che le sezioni femminili sono collocate all\u2019interno di istituti maschili, con un chiaro impedimento in termini di condivisione di spazi a fronte della necessaria separazione tra persone di genere differente.<\/p>\n<p>Ad ogni modo, anche in questo caso, ai fini di una migliore comprensione del fenomeno, occorre fornire qualche numero.<\/p>\n<p>Alla data del 18.11.2021 risultavano presenti 82 soggetti ascritti al circuito \u201cAS2\u201d di cui 8 donne: 43 persone di cui 2 donne erano state accusate o condannate per terrorismo internazionale di matrice islamica e 25 persone di cui 6 donne erano recluse per terrorismo interno o nazionale.<\/p>\n<p>Invece, alla data del 31 dicembre 2020, come riportato nella \u201cRelazione del Ministro sull\u2019amministrazione della giustizia per l\u2019anno 2020\u201d i detenuti inseriti nel circuito di Alta Sicurezza 2 erano complessivamente 79, 67 uomini e 12 donne.<\/p>\n<p>Per quanto concerne il 2019, i detenuti in AS2 erano 84, 75 uomini e 9 donne. Pertanto, come \u00e8 possibile osservare dal 2019 al 2020 si \u00e8 registrato un calo: i detenuti accusati o condannati per terrorismo di matrice islamica sono scesi da 52 del 2019 a 46 nel 2020.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13006386\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]Seppure parziali, tali dati possono fornire un\u2019idea relativamente al numero circoscritto di donne presenti nell\u2019AS2 e quindi illustrare la portata di un problema non secondario quando si parla di detenzione femminile con particolare riguardo ai circuiti di AS: l\u2019inevitabile isolamento.<\/p>\n<p>Inoltre, \u00e8 possibile osservare pi\u00f9 in generale i dati relativi alla reclusione femminile nei circuiti di Alta Sicurezza relativamente al novembre del 2021.<\/p>\n<p>In tale data risultavano recluse poco pi\u00f9 di 9.000 persone in Alta Sicurezza: in AS 3 erano presenti complessivamente 9.014 persone, 8.796 uomini e 218 donne, suddivisi in 55 istituti penitenziari a fronte dei complessivi 9.212 detenuti inseriti nel circuito di Alta Sicurezza (AS 1, AS 2 AS 3).<\/p>\n<p>Allo stesso modo, anche nel corso del 2020 il numero di detenuti in AS \u00e8 rimasto pressocch\u00e9 costante, con un numero anche in questo caso elevato di detenuti in Alta sicurezza 3, circa 9.000.<\/p>\n<p>I numeri registrati negli ultimi anni citati non si discostano in modo particolare dai dati riscontrati nel corso del 2019, anno in cui i detenuti complessivamente ristretti in AS erano 9186.<\/p>\n<p>A fini esemplificativi si riporta la seguente rappresentazione relativamente all\u2019anno 2021 e 2019, con cui si fa riferimento alla popolazione complessivamente inserita nel circuito di AS, con uno specifico richiamo poi al circuito di AS 3.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13005402\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][vc_column_text]In maniera pi\u00f9 specifica, rileva focalizzare l\u2019attenzione sui dati relativi alla detenzione femminile all\u2019interno dell\u2019Alta Sicurezza (AS 1, AS 2 e AS 3) per come \u00e8 evoluta nel corso degli ultimi anni.<\/p>\n<p>A tal proposito \u00e8 possibile osservare con particolare attenzione il grafico di seguito riportato, nella quale \u00e8 indicato l\u2019andamento della detenzione femminile nel circuito di alta sicurezza dal 2018 al 2021: sebbene i numeri siano rimasti per lo pi\u00f9 costanti, un leggero aumento si \u00e8 registrato nel corso del 2021.[\/vc_column_text][vc_column_text]<\/p>\n<div class=\"flourish-embed flourish-chart\" data-src=\"visualisation\/13005822\"><script src=\"https:\/\/public.flourish.studio\/resources\/embed.js\"><\/script><\/div>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<\/p>\n<ul>Dalle osservazioni compiute nel 2023 \u00e8 emerso che attualmente le sezioni di AS femminile sono 7<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<ul>Ad ogni modo, dalle osservazioni compiute nel 2023 \u00e8 emerso che attualmente le sezioni di AS femminile sono 7, di seguito riportate:<\/p>\n<li><strong>Casa Circondariale di \u201cPiacenza San Lazzaro\u201d<\/strong>: secondo quanto rilevato nel corso della <strong>visita avvenuta in data 20 maggio 2022<\/strong>, l\u2019istituto \u00e8 composto da dieci sezioni maschili ed una sola femminile, per un complessivo di 334 persone di cui 17 donne su una capienza regolamentare di 20 posti nella sezione femminile.<br \/>\nLa sezione femminile ospita tutte donne inserite nel circuito di AS, nello specifico vi sono 15 detenute in AS 3 e solo 1 delle presenti \u00e8 straniera. Ad oggi, per le donne detenute non sono previsti corsi di formazione professionali, mentre vi sono per gli uomini; inoltre, non sono presenti corsi di formazione professionale che coinvolgono le donne detenute.<br \/>\nPer le donne sono previsti esclusivamente lavori alle dipendenze dell\u2019Amministrazione penitenziaria e sono attivi un corso di chitarra e un corso di ginnastica.<br \/>\nVi \u00e8 un corso di alfabetizzazione, un corso di scuola media e uno di agraria nella sezione maschile, non \u00e8 stato rilevato se vi sono donne che partecipano a corsi scolastici.<br \/>\nLe celle della sezione femminile, seppure pi\u00f9 piccole di quelle maschili, risultano essere in condizioni migliori. Hanno il bagno collocato in ambiente separato e dotato di bidet.<br \/>\nInizialmente la sezione femminile era stata pensata per sopperire ad esigenze sanitarie e per tale ragione gli spazi non risultano essere sempre adeguati alle esigenze trattamentali del caso.<br \/>\nNella sezione osservata entra regolarmente una ginecologa per i controlli del caso; dai dati raccolti risulta che non sono presenti donne tossicodipendenti.<\/li>\n<li><strong>Casa di reclusione di Latina<\/strong>:\u00a0secondo quanto appurato alla data del <strong>23 febbraio 2023<\/strong>, vi \u00e8 un reparto femminile riservato esclusivamente al circuito di Alta Sicurezza; al momento dell\u2019osservazione risultano presenti solo detenute in AS3, in maniera specifica al momento della visita sono presenti 32 detenute su una capienza di 56 posti disponibili. Sono attivi nella sezione un coro di alfabetizzazione, un corso di musica, un corso di cucito, un corso di biblioteconomia e un laboratorio di scrittura creativa e autobiografica. Di recente \u00e8 stata allestita anche una biblioteca. Sono inoltre attivi un laboratorio di murales e ceramica artistica ed un laboratorio sartoriale oltre che un corso di fitness. Le detenute possono anche usufruire della palestra attrezzata nella fascia pomeridiana ed usufruire dell\u2019area attrezzata per il gioco della pallavolo.<\/li>\n<li><strong>Casa Circondariale di Lecce<\/strong>: secondo quanto rilevato in data <strong>23 febbraio 2023<\/strong> risultano essere presenti 39 detenute in A.S.3 tutte di nazionalit\u00e0 italiana. Delle detenute presenti vi sono 14 donne in attesa del giudizio di primo grado; 5 appellanti; 8 ricorrenti; 10 definitive e due con posizione mista (una definitiva relativamente ad un procedimento e appellante relativamente ad un altro; una definitiva in relazione ad un procedimento e in attesa del giudizio di primo grado relativamente ad un altro procedimento). L\u2019istituto prevede inoltre 2 corsi di Ragioneria (1\u00b0 periodo e 2\u00b0 periodo didattico), 1 corso di scuola media, un laboratorio di lettura e scrittura, un laboratorio di filosofia, un corso di canto ed un laboratorio di sartoria.<\/li>\n<li><strong>C.C. di Santa Maria Capua Vetere<\/strong>: secondo quanto rilevato durante la visita del <strong>17 febbraio 2023<\/strong>, la sezione femminile \u00e8 posta in una palazzina separata rispetto alle sezioni maschili. La sezione femminile accoglie solo detenute inserite nel circuito di Alta Sicurezza 3, l\u2019unico AS femminile presente in Campania.<br \/>\nOspita 62 donne, tutte italiane, la cui et\u00e0 media \u00e8 di circa 50 anni.<br \/>\nDelle donne presenti 14 sono definitive mentre tra le altre vi sono alcune ricorrenti.<br \/>\nLa sezione femminile non \u00e8 dotata di un\u2019area verde per i colloqui. \u00c8 emerso che il ginecologo entra per effettuare visite ambulatoriali mentre per problematiche pi\u00f9 serie le donne devono essere condotte in strutture esterne. Delle donne presenti cinque presentano una diagnosi psichiatrica grave e due sono tossicodipendenti (una delle quali rientra tra quelle con diagnosi psichiatrica).<br \/>\nL\u2019istituto prevede un corso di alfabetizzazione, le scuole elementali, le scuole medie, il liceo artistico (solo quarto e quinto anno). Ogni corso \u00e8 seguito circa da dieci donne. Il corso di alfabetizzazione \u00e8 seguito anche da donne che hanno la licenza elementare.<br \/>\nDall\u2019osservazione svolta \u00e8 inoltre emerso che circa venti delle donne presenti lavorano a turnazione alle dipendenze dell\u2019Amministrazione penitenziaria. All\u2019interno dell\u2019istituto si svolgono inoltre i corsi di cineforum, ricamo, canto, pittura, corso sulla genitorialit\u00e0, teatro e scrittura creativa, mentre \u00e8 in programma un corso d\u2019inglese e in estate \u00e8 possibile coltivare l\u2019orto.<br \/>\nTutti i corsi sono gestiti da associazioni di volontari. I corsi si tengono in media una volta a settimana per circa un\u2019ora e mezzo. Tutte le donne detenute seguono uno o pi\u00f9 dei corsi proposti. Inoltre, partecipano ai laboratori autogestiti di ricamo e cucito durante la socialit\u00e0.<br \/>\nUn fattore indubbiamente positivo \u00e8 la presenza di volontari, ancora pi\u00f9 presenti che al maschile, grazie ai quali \u00e8 possibile l\u2019offerta trattamentale a cui si \u00e8 accennato.<br \/>\nNel complesso \u00e8 emerso un reparto tranquillo: e oltre alle quattro ore d\u2019aria ci sono le ore di socialit\u00e0. Altro elemento positivo \u00e8 la presenza delle docce in stanza, le quali risultano pulite, personalizzate e con mobilio in buono stato.<\/li>\n<li><strong>Casa di reclusione di Vigevano<\/strong>: secondo quanto rilevato in data <strong>11 maggio 2021<\/strong>, l\u2019istituto si compone di 6 sezioni maschili e 2 femminili (una di Media e una di Alta sicurezza &#8211; AS3). Delle 334 persone detenute presenti le donne sono 79, nonostante la capienza sia di 50 posti. La sezione di AS 3 si compone di 35 donne.<\/li>\n<li><strong>Casa Circondariale di Rebibbia femminile<\/strong>: secondo quanto osservato nel corso della visita avvenuta in data <strong>10 giugno 2022<\/strong>, la casa di reclusione \u00e8 uno dei quattro istituti interamente femminile. \u00c8 addirittura il pi\u00f9 grande tra le 4 carceri femminili presenti in Italia, nonch\u00e9 uno delle pi\u00f9 grandi d\u2019Europa. L&#8217;istituto ospita donne detenute sia in regime di Media che di Alta sicurezza. Al momento dell\u2019osservazione risultano presenti 336 persone a fronte di una capienza pari a 260 posti. La struttura presenta anche una sezione per donne detenute in regime di Alta sicurezza, diviso in circuito AS2 e AS3. Nel reparto AS3, al momento della visita, sono presenti 12 donne ospitate in 4 stanze detentive; mentre nel reparto AS2 sono presenti 6 donne e solo una in cella singola. Le stanze sono dotate di bagno avente tutti i servizi igienici. All\u2019interno dell\u2019istituto \u00e8 anche presente sezione &#8220;Z&#8221; avente capienza di 6 posti.<br \/>\nL&#8217;Alta Sicurezza ha due passeggi che entrambe le sezioni usano alternandosi: uno \u00e8 un cortile in cemento con rete da pallavolo, tavoli e ombrelloni e l&#8217;altro \u00e8 un piccolo giardino verde.<br \/>\nInoltre, \u00e8 stato rilevato che sono presenti alcune attivit\u00e0 culturali e ricreative, nello specifico teatro, calcetto, letture e corso di sceneggiatura. Queste attivit\u00e0 sono tenute nel reparto AS2.<br \/>\nEd ancora, oltre alle sezioni appena menzionate, vi \u00e8 anche la sezione femminile di Alta Sicurezza collocata presso l\u2019<strong>IPP di Reggio Calabria<\/strong>.<br \/>\nCi\u00f2 che \u00e8 emerso dalle rilevazioni svolte, oltre al fatto che le detenute sono inserite prevalentemente in AS 3, \u00e8 che alcuni degli istituti si sono attivati nel senso si consentire lo svolgimento di corsi e attivit\u00e0. Il lavoro resta un nodo problematico: solo in uno degli istituti \u00e8 stato rilevato che le detenute svolgono attivit\u00e0 lavorative alle dipendenze dell\u2019Amministrazione penitenziaria.<\/li>\n<\/ul>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">Le sezioni \u201cZ\u201d sono destinate ad ospitare donne collaboratrici di giustizia o comunque legate a collaboratori di giustizia. Stando alle osservazioni effettuate, risultano tre sezioni Z femminili che ospitano complessivamente 6 donne <\/span><\/p>\n<p>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]<\/p>\n<h5><strong>4. Donne e sezioni c.d. \u201cZ\u201d<\/strong><\/h5>\n<p>Ad ogni modo, oltre alle sezioni dell\u2019Alta Sicurezza appena accennate, sono presenti anche alcune sezioni \u201cZ\u201d, destinate ad ospitare donne collaboratrici di giustizia o comunque legate a collaboratori di giustizia.<\/p>\n<p>Ad oggi, stando alle osservazioni effettuate, risultano presenti su tutto il territorio nazionale ben tre sezioni destinate ad ospitare donne collaboratrici di giustizia o parenti di collaboratori per un numero complessivo di 6 donne su una popolazione femminile detenuta pari a 2.392 alla data del 31 gennaio 2023 (quindi appena lo 0.25%) e su una popolazione detenuta in generale (uomini e donne) pari a 56.127 (quindi appena lo 0.01%).<\/p>\n<p>Una prima sezione \u00e8 situata presso l\u2019istituto di Paliano: \u00e8 emerso che l\u2019istituto ospita al suo interno una sezione femminile, la cd sezione \u201cZ\u201d che accoglie collaboratrici di giustizia. Per ragioni di sicurezza, l\u2019osservatorio non \u00e8 autorizzato ad accedere in tali sezioni. Secondo l\u2019ultima osservazione svolta vi sono 68 persone detenute, di cui solo 3 donne detenute nella sezione femminile e tutte collaboratrici. Ad ogni modo, da quanto rilevato all\u2019epoca della visita, nella sezione femminile sono presenti 6 celle della dimensione in media di 16 metri quadri. Vista l\u2019impossibilit\u00e0 di accedere all\u2019interno della struttura e di visitare la sezione femminile per ragioni di sicurezza, non sono disponibili ulteriori informazioni.<\/p>\n<p>Oltre all\u2019attivit\u00e0 di manutenzione, vi \u00e8 la possibilit\u00e0 di lavorare nella pizzeria interna, nel laboratorio di falegnameria, in quello di orticoltura e allevamento. Per ragioni di sicurezza, non si svolgono attivit\u00e0 trattamentali con cooperative e associazioni esterne e tutti i presenti che lavorano sono impiegati alle dipendenze dell\u2019Amministrazione Penitenziaria.<\/p>\n<p>\u00c8 anche attivo un corso di ragioneria al V anno per l\u2019ottenimento del diploma di scuola media superiore, il quale conta 4 iscritti, per\u00f2 presumibilmente tutti uomini.<\/p>\n<p>Vi \u00e8 poi l\u2019istituto di Pozzuoli che secondo quanto rilevato al momento della visita avvenuta in data 21 luglio 2022, ospita 146 donne, su una capienza regolamentare di 102 posti. Delle 146 detenute, 26 sono di cittadinanza straniera; tra le donne presenti ve n\u2019\u00e8 una protetta in qualit\u00e0 di collaboratrice di giustizia. Infine, stando a quanto rilevato in data 15 febbraio 2023, una sezione \u00e8 collocata presso l\u2019istituto penitenziario di Reggio Emilia, che ad oggi, secondo quanto rilevato, ospita due donne.<\/p>\n<p>Tali sezioni risultano essere completamente separate rispetto alle altre e costringono chi le occupa ad un regime che comporta molti limiti.<br \/>\nEd infatti, l\u2019esiguit\u00e0 del numero dovrebbe far riflettere sulla solitudine che tale stato porta. Una solitudine obbligata.<\/p>\n<p>Invece, nell\u2019istituto penitenziario di Reggio Emilia che \u00e8 sia Casa circondariale che Casa di reclusione, \u00e8 presente una sezione femminile, composta da una sezione per detenute in media sicurezza e una per detenute in AS3 e congiunte di collaboratori di giustizia (sezione &#8220;Z&#8221;).<\/p>\n<p>Alla data dell\u2019ultima visita, in data 5 dicembre 2022 risultavano ristrette 12 donne, di cui 3 in alta sicurezza.<\/p>\n<p>Secondo quando rilevato invece a febbraio 2023, ad oggi sono presenti solo due donne poste nella sezione \u201cZ\u201d.<\/p>\n<p>All\u2019esito dell\u2019osservazione emerge chiaramente come la particolare condizione in cui versano impedisce loro di avere incontri con le altre detenute, derivando da ci\u00f2 anche l\u2019impossibilit\u00e0 di partecipare a corsi ed eventi con il resto della popolazione femminile presente nel carcere ove presente.<\/p>\n<p>Questo elemento determina uno stato di forte isolamento non solo presente verso l\u2019esterno dato che si tratta comunque di persone recluse, ma anche verso l\u2019interno, nel luogo ove sono chiamate a scontare una pena, che dovrebbe comunque ispirarsi a canoni precisi di risocializzazione, prevedere un trattamento penitenziario mirato, cosa non possibile ove le stesse si trovino ad essere tagliate fuori rispetto al resto della popolazione carceraria.<br \/>\nIn conclusione, dall\u2019analisi svolta in tema di detenzione femminile, con particolare riguardo alle donne detenute al 41 bis o inserite nei circuiti di Alta Sicurezza e nelle sezioni destinate ad accogliere collaboratrici di giustizia o donne o con famigliari collaboratori di giustizia, \u00e8 emerso come nel corso degli anni il numero di donne sia rimasto pressoch\u00e9 stabile, non subendo variazioni rilevanti in termini di percentuale.<\/p>\n<p>Basti osservare come la percentuale riferita alla detenzione femminile e riportata nel primo e nel secondo grafico, in generale, si sia mantenuta sul 4% (con leggere variazioni, ma mai arrivando al 5% ) rispetto alla popolazione complessivamente detenuta. Ed ancora, lo stesso pu\u00f2 essere evidenziato con riferimento al regime di detenzione speciale (41 bis) in cui i valori, in termini percentuale, sono rimasti costanti nel corso degli anni, rappresentando in media lo 0.5% rispetto alla popolazione femminile complessivamente detenuta, contrariamente alla popolazione maschile al 41 bis, che di media \u00e8 tre volte la percentuale femminile calcolata.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]La detenzione femminile rappresenta gi\u00e0 una minima parte dei ristretti in carcere.\u00a0Le donne detenute in regime di 41bis e in Alta sicurezza rappresentano parti ancora pi\u00f9 circoscritte[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text] Premessa sulla detenzione femminile Premesso che la tematica di cui dobbiamo occuparci riguarda una sezione particolarmente ristretta di quella che \u00e8 la [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":8,"featured_media":5975,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"om_disable_all_campaigns":false,"_monsterinsights_skip_tracking":false,"_monsterinsights_sitenote_active":false,"_monsterinsights_sitenote_note":"","_monsterinsights_sitenote_category":0},"categories":[9],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6431"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/users\/8"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=6431"}],"version-history":[{"count":31,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6431\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":7155,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6431\/revisions\/7155"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5975"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=6431"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=6431"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=6431"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}