{"id":6436,"date":"2023-03-01T17:33:07","date_gmt":"2023-03-01T16:33:07","guid":{"rendered":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-condizioni-di-detenzione-femminile\/i-numeri-della-detenzione-femminile-2-2-2\/"},"modified":"2023-06-05T11:34:07","modified_gmt":"2023-06-05T09:34:07","slug":"i-suicidi-tra-le-donne-detenute","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/i-suicidi-tra-le-donne-detenute\/","title":{"rendered":"Suicidi e autolesionismo"},"content":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 autore\" style=\"\"><span>Sofia Antonelli<\/span><\/h4>[vc_column_text]<!-- Simple Share Buttons Adder (8.5.4) simplesharebuttons.com --><div class=\"ssba-classic-2 ssba ssbp-wrap aligncenter ssbp--theme-1\"><div style=\"text-align:N\"><span class=\"ssba-share-text\">Share this...<\/span><br\/><a data-site=\"facebook\" class=\"ssba_facebook_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.facebook.com\/sharer.php?t=Suicidi e autolesionismo&u=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6436\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/facebook.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"facebook\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on facebook\" \/><div title=\"Facebook\" class=\"ssbp-text\">Facebook<\/div><\/a><a data-site=\"whatsapp\" class=\"ssba_whatsapp_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/web.whatsapp.com\/send?text=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6436\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/whatsapp.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"whatsapp\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on whatsapp\" \/><div title=\"Whatsapp\" class=\"ssbp-text\">Whatsapp<\/div><\/a><a data-site=\"twitter\" class=\"ssba_twitter_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/twitter.com\/intent\/tweet?text=Suicidi e autolesionismo&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6436&via=\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/twitter.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"twitter\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on twitter\" \/><div title=\"Twitter\" class=\"ssbp-text\">Twitter<\/div><\/a><a data-site=\"linkedin\" class=\"ssba_linkedin_share ssba_share_link\" href=\"https:\/\/www.linkedin.com\/shareArticle?title=Suicidi e autolesionismo&url=https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/6436\"  style=\"color:; background-color: ; height: 48px; width: 48px; \" ><img src=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/plugins\/simple-share-buttons-adder\/buttons\/somacro\/linkedin.png\" style=\"width: 35px;\" title=\"linkedin\" class=\"ssba ssba-img\" alt=\"Share on linkedin\" \/><div title=\"Linkedin\" class=\"ssbp-text\">Linkedin<\/div><\/a><\/div><\/div>\u00a0    <div class=\"scaricapdf\">\n\t\t\t<a href=\"https:\/\/www.rapportoantigone.it\/primo-rapporto-sulle-donne-detenute-in-italia\/wp-content\/uploads\/2023\/06\/75.-ANTIGONE_DonneDetenute_Suicidi.pdf\" target=\"_blank\"><i class=\"fa fa-arrow-circle-down\" aria-hidden=\"true\"><\/i>  <\/a>\n    <\/div>\n    [\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;]<h4 class=\"grve-element grve-align-left grve-title-no-line grve-h4 titolo\" style=\"\"><span>Suicidi e autolesionismo: 5 donne si sono uccise in carcere nel 2022<\/span><\/h4>[vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">Sono 5 le donne che si sono tolte la vita in carcere nel 2022. <\/span><span style=\"font-weight: 400;\">Secondo i dati pubblicati dal Garante Nazionale, sia nel 2021 che nel 2020 una sola donna detenuta si era tolta la vita, mentre nessuna nel 2019.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Il 2022 \u00e8 passato alla storia come l\u2019anno con pi\u00f9 suicidi in carcere. In dodici mesi, 84 persone si sono tolte la vita all\u2019interno di un istituto di pena, una ogni 4 giorni. Un numero cos\u00ec alto non era mai stato registrato, n\u00e9 in termini assoluti n\u00e9 in termini relativi, ossia in relazione alla media della popolazione detenuta nel corso dell\u2019anno.<\/p>\n<p>Dentro questo numero se ne possono poi leggere molti altri. Il numero, ad esempio, delle persone straniere, il numero delle persone con patologie psichiatriche, il numero delle persone da poco entrate in carcere e di quelle prossime a lasciarlo. Tra tutti questi, ve ne \u00e8 uno che colpisce particolarmente: 5, il numero delle donne. A differenza di altri valori, come quelli relativi al disagio psichico e alla diversa nazionalit\u00e0, che da sempre sono stati riscontrati in alta misura tra i casi di suicidi, il numero delle donne negli anni scorsi non ha avuto un\u2019incidenza significativa come nel 2022. Secondo i dati pubblicati dal Garante Nazionale, sia nel 2021 che nel 2020 una sola donna si era tolta la vita in carcere, mentre nessuna nel 2019.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]<span style=\"font-weight: 400;\">Guardando al tasso di suicidi, nel 2022 riscontriamo un valore molto pi\u00f9 alto per le donne che per gli uomini. Il primo corrisponde a 2,2 suicidi ogni 1000 persone, il secondo a 1,4. Pi\u00f9 alta anche la media di gesti di autolesionismo: tra le donne sono stati registrati 30,8 atti di autolesionismo ogni 100 presenti, contro i 18,6 del totale dei presenti.<\/span>[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_column_text]Guardando al tasso di suicidi, ossia la relazione tra il numero dei casi e la popolazione detenuta media, nel 2022 riscontriamo un valore molto pi\u00f9 alto per le donne che per gli uomini. Il primo corrisponde a 2,2 suicidi ogni 1000 persone, il secondo a 1,4. Si tratta in ambedue i casi di cifre altissime, considerando che nella popolazione libera il tasso \u00e8 pari a 0,07 suicidi ogni 1000 abitanti.<\/p>\n<p>Il dato sull\u2019autolesionismo merita inoltre grande attenzione quando parliamo di donne detenute. Rivolgendo un breve sguardo ai dati raccolti dall&#8217;Osservatorio di Antigone, vediamo come dalle visite effettuate emerga una media di gesti di autolesionismo significativamente pi\u00f9 alta tra le donne rispetto alla popolazione detenuta totale: tra le donne sono stati registrati 30,8 atti di autolesionismo ogni 100 presenti, contro i 18,6 del totale dei presenti.<\/p>\n<p>Riportiamo di seguito le storie delle cinque donne che nel 2022 hanno posto fine alla loro vita in carcere. Di alcune di queste donne si sa di pi\u00f9, di altre si sa pochissimo. Guardandole con un&#8217;ottica d\u2019insieme, vediamo come due di loro non avevano neanche compiuto trent\u2019anni, due ne avevano invece 36 mentre una ne aveva 51. Tre erano di origine straniera, due le italiane. Da quanto si apprende da fonti di stampa, due donne soffrivano di disagio psichico mentre altre due avevano problemi di tossicodipendenza. I luoghi dove erano detenute sono sparsi per l\u2019Italia: due al sud (Messina e Barcellona Pozzo di Gotto, entrambi in Sicilia), uno al centro (Roma Rebibbia) e due al nord (Verona e Brescia).<\/p>\n<p>La prima donna toltasi la vita in carcere nel 2022 si chiamava Concetta Manuela Agosta. Aveva 29 anni e si trovava da soli due giorni nella Casa Circondariale di Messina. Era stata arrestata a Catania, indagata per concorso in spaccio di sostanze stupefacenti. Il 9 febbraio, dopo l\u2019interrogatorio di garanzia con il Gip, avvenuto con collegamento da remoto a causa delle norme anti-Covid, la giovane donna si \u00e8 impiccata nella sua cella. Da quanto si apprende, sin dal suo ingresso nella sezione femminile la donna piangeva in continuazione. Dopo aver ricevuto la tragica notizia, i genitori hanno deciso di depositare un esposto ai carabinieri di Catania e alla Procura della Repubblica di Messina, chiedendo di far luce sull\u2019accaduto. Il legale della famiglia ha chiesto di verificare, come prima cosa, se fosse stato svolto il colloquio psicologico di primo ingresso, cos\u00ec come previsto dal Protocollo per la prevenzione del rischio suicidario adottato dall&#8217;istituto. Pare che la donna fosse affetta da evidenti e documentati problemi di sofferenza psicologica.<\/p>\n<p>Due mesi dopo, sempre in Sicilia, nel carcere di Barcellona Pozzo di Gotto, un\u2019altra giovane donna ha posto fine alla sua vita. Il suo nome \u00e8 sconosciuto, ci\u00f2 che \u00e8 noto \u00e8 che era di origine romena e aveva 36 anni. Nel pomeriggio del 10 aprile \u00e8 stata ritrovata senza vita nel cortile dell\u2019ex Ospedale psichiatrico giudiziario, impiccata con un paio di pantaloni elastici ad un albero di nespolo, al termine dell\u2019ora d\u2019aria.<\/p>\n<p>Sconosciuto \u00e8 anche il nome della donna che il 30 luglio si \u00e8 impiccata nella sua cella all\u2019interno del carcere femminile di Rebibbia. Aveva 36 anni, era italiana e aveva problemi di tossicodipendenza. Da quanto racconta il Garante dei diritti delle persone detenute della regione Lazio, la donna era in procinto di essere trasferita nel carcere di Civitavecchia. Un trasferimento che le avrebbe consentito di avvicinarsi al suo compagno, anch\u2019esso detenuto nel Nuovo Complesso di Civitavecchia.<\/p>\n<p>Soli due giorni dopo, nella notte del 1 agosto, un\u2019altra giovane donna si \u00e8 tolta la vita nel carcere di Verona. La sua storia \u00e8 forse la pi\u00f9 nota di tutte. Si chiamava Donatella Hodo, aveva 27 anni e anche lei aveva problemi di tossicodipendenza. Sin da giovanissima aveva fatto avanti e indietro tra carcere e comunit\u00e0. I reati commessi negli anni erano tutti legati alla sua dipendenza, furti e rapine per procurarsi il denaro necessario all\u2019acquisto di stupefacenti. Per i suoi trascorsi, le era stato levato un figlio dato poi in adozione. Prima di morire, Donatella Hodo ha lasciato un biglietto al suo fidanzato, chiedendogli perdono e motivando il suo gesto con l\u2019enorme timore di perdersi di nuovo. Il Magistrato di sorveglianza che da anni seguiva il caso, dopo il suo decesso, ha confessato che il sistema con lei aveva fallito. Il carcere non era il luogo adatto a Donatella. La totale assenza di prospettive ha avuto un peso troppo grande sulla sua fragile vita.<\/p>\n<p>Dell\u2019ultima donna si sa veramente poco o nulla. Era straniera, aveva 51 anni ed era nel carcere di Brescia da alcuni mesi per reati contro il patrimonio. Si \u00e8 tolta la vita impiccandosi all&#8217;interno della sua cella, la sera dell\u20198 ottobre. A trovarla \u00e8 stata una giovane agente della Polizia penitenziaria, che ha subito messo in atto le prime manovre di rianimazione e chiamato i soccorsi. Purtroppo per\u00f2 non c\u2019\u00e8 stato nulla da fare.[\/vc_column_text][\/vc_column][\/vc_row]<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text]\u00a0[\/vc_column_text][\/vc_column][vc_column width=&#8221;3\/4&#8243;][vc_empty_space height=&#8221;5px&#8221;][\/vc_column][\/vc_row][vc_row][vc_column width=&#8221;1\/4&#8243;][vc_column_text el_class=&#8221;citazione&#8221;]Sono 5 le donne che si sono tolte la vita in carcere nel 2022. 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