XVII rapporto sulle condizioni di detenzione

Lo sportello per i diritti: l’esperienza di Roma

Lo sportello per i diritti: l’esperienza di Roma

Lo sportello per i diritti: l’esperienza di Roma

1024 538 XVII rapporto sulle condizioni di detenzione

Lo sportello per i diritti: l'esperienza di Roma

Secondo gli ultimi dati resi disponibili dal Ministero della Giustizia, nel Lazio sono presenti 5.759 detenuti. 1)Dati per Regione aggiornati al 31.01.2021 disponibili sul sito del mistero della giustizia: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.page?contentId=SST320013&previsiousPage=mg_1_14
Come denunciato recentemente dal Garante regionale delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale, a fine dicembre 2020 il tasso di affollamento complessivo negli istituti di pena del Lazio sarebbe del 113%, ben più alto della media italiana, che si attesta intorno al 106%. 2)https://www.regione.lazio.it/garantedetenuti/il-punto-sovraffollamento-e-covid-19-nelle-carceri-del-lazio/
Tra i detenuti della regione, ben 2.986 sono ristretti presso i soli istituti romani, di cui 1.092 stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 2.377 posti. 3)Dati per Istituto aggiornati al 31.01.2021 disponibili sul sito del mistero della giustizia: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.page?contentId=SST319895&previsiousPage=mg_1_14
Ovviamente, ogni istituto presenta le sue specificità e i suoi problemi, strettamente connessi alla sua popolazione ma anche alla sua storia e alla sua vocazione.
Nessuno di questi istituti è stato risparmiato dall’epidemia di Covid-19 che, soprattutto con la “seconda ondata”, ha fatto segnare centinaia di contagi tra la popolazione detenuta e il personale penitenziario. Alcuni di questi istituti sono stati, inoltre, protagonisti delle rivolte che, all’inizio del mese di marzo del 2020, hanno scosso l’opinione pubblica e spinto a chiedere un intervento del Governo per l’adozione di misure alternative straordinarie.

Da ormai diversi anni Antigone svolge nelle carceri romane attività di sportello informativo, operando sia in autonomia che nell’ambito di più ampie convenzioni stipulate con il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre e, più recentemente, anche con il Garante regionale.

Rebibbia Nuovo Complesso

Lo “Sportello per i diritti” presso la Casa Circondariale Rebibbia Nuovo Complesso di Roma è stato il primo ad essere attivato, nel 2012, ed è gestito interamente dall’Associazione Antigone, senza alcuna collaborazione esterna.
La sua attività si svolge in uno degli istituti di pena più popolati d’Italia, con 1.387 detenuti presenti, di cui 452 stranieri, a fronte di una capienza di 1.163 posti. Nell’ultima visita condotta dall’Osservatorio di Antigone era stata riscontrata la presenza di 400 detenuti in più rispetto alla capienza regolamentare della struttura 4)https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/lazio/106-casa-circondariale-rebibbia-nuovo-complesso, situazione solo lievemente migliorata in seguito alle timide riforme apportate dal Governo per far fronte alla pandemia. Oltre all’elevato tasso di sovraffollamento, altre sono le criticità dell’istituto. Fra queste, i vari interventi di manutenzione necessari, le scarse attività trattamentali e ricreative, così come il basso numero di detenuti lavoranti. Inoltre, a fronte dell’elevato numero di stranieri, non vi è un’adeguata presenza di mediatori culturali o linguistici.
Il Nuovo Complesso di Rebibbia, inoltre, è stato tra gli istituti protagonisti delle rivolte avvenute tra il 7 e il 9 marzo del 2020. I disordini nel penitenziario, scoppiati dopo le disposizioni governative legate alle misure di contenimento della pandemia da coronavirus, hanno interessato prima il reparto G11 per poi estendersi ad altri settori, coinvolgendo centinaia di detenuti. Al 28 gennaio 2021, nei giorni in cui si stava completando la redazione del presente contributo, erano 110 i detenuti positivi al Nuovo complesso di Rebibbia: 5)https://www.regione.lazio.it/garantedetenuti/covid-19-aumentano-i-casi-a-rebibbia-ora-sono-110/#:~:text=Il%20fatto%20che%20la%20grande,penitenziario%20e%20di%20quello%20sanitario..
In questo contesto opera lo “Sportello per i diritti” che, prima del lockdown di marzo, svolgeva la propria attività mediante ingressi in carcere con cadenza settimanale dei propri volontari autorizzati ex art. 17 O.P. Il team è costituito da 15 persone, per la maggior parte con una formazione di tipo giuridico (studenti universitari, praticanti avvocati, avvocati). Tuttavia, fra gli operatori sono presenti anche dei medici, che assicurano supporto medico-legale. Moltissime richieste sono in effetti legate a problematiche di natura sanitaria vissute dalle persone detenute.
I volontari, suddivisi in gruppi, entrano nei vari reparti di cui è composto il carcere e incontrano le persone detenute che hanno fatto richiesta di colloquio con un’apposita domanda. Alla “tradizionale” attività di front office, questo sportello affianca una ulteriore attività volta a inquadrare e discutere con i detenuti le problematiche di carattere generale riguardanti la vita detentiva. Ogni visita settimanale, infatti, era preceduta da una riunione nella biblioteca dell’istituto tra i volontari e alcuni detenuti scelti in rappresentanza dei diversi reparti, nel corso della quale venivano raccolte segnalazioni vertenti sulle generali condizioni di vita penitenziaria, sui problemi dell’istituto di pena, sulle recenti novità normative e giurisprudenziali.
Oltre alle principali tematiche legate alla detenzione (come i benefici penitenziari e le misure alternative al carcere), tra gli argomenti più frequentemente oggetto di colloquio vi sono alcune problematiche come i colloqui visivi e telefonici con familiari e terze persone, i ritardi nei trasferimenti dei detenuti (anche verso istituti di pena stranieri) e l’accesso alle cure mediche.
Quando le attività si svolgevano in presenza, ogni settimana circa 15 operatori effettuavano in media 10/15 colloqui. Dal mese di settembre 2019 alla fine di febbraio 2020 sono stati svolti circa 240 colloqui individuali con quasi cento persone detenute.
Con l’inizio dell’emergenza sanitaria, è stata sospesa per tutti i volontari l’autorizzazione ad entrare in carcere. Questa limitazione è stata adottata pressoché dalla totalità degli istituti penitenziari italiani, con lo scopo di contenere il rischio di contagio, ed è rimasta in vigore fino alla fine del mese di giugno. Pertanto, fino a quel momento, non è stato possibile svolgere attività in presenza.
A fronte di tale situazione, nel periodo di lockdown nazionale, gli operatori degli sportelli di Antigone si sono uniti ai volontari del Difensore Civico dell’Associazione. Con loro hanno portato avanti da remoto l’attività di supporto e tutela dei diritti, dando vita a una vera e propria task force capace di rispondere all’elevato numero di richieste provenienti dai detenuti e dai loro familiari.

Gli sportelli nell’ambito della clinica legale di Roma Tre

Dall’inizio del 2015 Antigone ha collaborato con il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università Roma Tre nell’attivazione di una serie di sportelli di informazione legale in carcere. L’attività ha coinvolto decine di studenti che, sotto la supervisione di tutor (esperti in diritto penale, penitenziario e dell’immigrazione) hanno prestato la loro assistenza a centinaia di detenuti delle principali carceri romane.
Poiché gli sportelli sono inseriti all’interno di un più ampio progetto universitario di clinica legale, tale attività consta di due fasi strettamente collegate. Gli operatori dello sportello legale si recano in carcere per raccogliere le richieste dei detenuti (front office) e, una volta a settimana, si incontrano nel Dipartimento per affrontare le questioni sollevate e discutere delle buone pratiche che possono essere adottate (back office). In tali riunioni avviene la suddivisione di compiti e adempimenti, tra cui le ricerche normative e giurisprudenziali, la redazione di istanze o la mediazione con gli operatori penitenziari e con altre amministrazioni al fine di sollecitare l’adozione dei provvedimenti necessari. Periodicamente vengono svolte anche attività di formazione interna che si avvalgono della partecipazione di avvocati, magistrati e docenti di diritto. Prima dell’autorizzazione all’ingresso in carcere e dell’inizio dell’attività di front office, gli studenti selezionati partecipano per un periodo alle attività di back office e alla formazione interna, in modo da familiarizzare con i principali istituti giuridici.

Regina Coeli

Il primo Sportello di informazione legale patrocinato da Antigone e Roma Tre è stato attivato nel febbraio del 2015 presso la casa circondariale di Regina Coeli. L’istituto è una delle case circondariali più grandi di Italia, con 892 detenuti presenti, di cui ben 439 stranieri, a fronte di una capienza regolamentare di 606 posti.
La struttura, essendo molto antica, non ha aree verdi e anche gli spazi esterni sono ridotti; mancano luoghi dedicati esclusivamente al culto e spazi comuni per le singole sezioni. Inoltre, poiché le persone ristrette sono principalmente in custodia cautelare in attesa di giudizio, non è prevista la loro permanenza in istituto per periodi lunghi: ciò comporta inevitabili difficoltà nello strutturare attività formative o culturali che prevedano una frequenza prolungata nel tempo. 6)Si veda la scheda aggiornata all’ultima visita svolta dall’Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone: https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/lazio/110-casa-circondariale-di-regina-coeli.
Essendo una casa circondariale, gli ingressi dalla libertà di persone arrestate non si sono mai fermati durante il lockdown, ma sono solo lievemente diminuiti. Qui, oltretutto, sono stati trasferiti alcuni dei detenuti che hanno partecipato in altre carceri alle rivolte del 9 marzo 2020, nonostante anche in questo istituto si siano sono verificati disordini. Inoltre, anche in questo carcere sono stati segnalati focolai di Covid-19 negli ultimi mesi. Queste contingenze hanno spinto la Direzione a una necessaria riorganizzazione degli spazi. In uno dei cortili di accesso è stata istituita una zona di pre-triage per il personale e nuovi giunti, dove avvenivano anche le immatricolazioni. Nel caso di arrivo di persone con sintomi queste venivano immediatamente allocate presso il centro clinico. Durante il periodo di lockdown si è cercato di permettere lo svolgimento di attività trattamentali a distanza, consentendo, in alcuni casi, la partecipazione in videopresenza. La ripresa delle attività esterne resta, tuttavia, lenta e faticosa.
Qui gli ingressi dello Sportello, prima della chiusura dell’istituto ai volontari disposta nel marzo del 2020, avvenivano con cadenza settimanale: circa 30 volontari suddivisi in gruppi si recavano nelle diverse sezioni dell’istituto, compreso il Centro Diagnostico e Terapeutico. Fino al mese di febbraio 2020 i volontari hanno effettuato tra i 20 e i 25 colloqui settimanali. Considerato che, spesso, la soluzione di un singolo caso richiede lo svolgimento di più colloqui con l’interessato, nei suoi cinque anni e mezzo di attività lo Sportello ha incontrato circa 400 detenuti l’anno. Mediamente il 25% dei casi trattati riguarda problematiche attinenti al diritto dell’immigrazione, come, ad esempio, il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno, la richiesta di protezione internazionale, l’opposizione all’espulsione come misura di sicurezza. Il restante 75% delle richieste ha riguardato questioni attinenti alla vita penitenziaria, quali le richieste di colloqui coi familiari, di permessi premio, di trasferimenti presso altri istituti, l’accesso alle misure alternative o ai benefici previsti dalla legge e il diritto alla salute.
Cessata la sospensione dell’autorizzazione all’ingresso dei volontari, l’attività in presenza è ripresa, anche se a ranghi ridotti, dal mese di settembre 2020.

Rebibbia Femminile

Sulla scorta di questa esperienza, nell’aprile del 2017 è stato attivato un nuovo Sportello anche presso la Casa Circondariale Femminile di Rebibbia.
Si tratta del più grande carcere femminile di Italia, con 302 detenute presenti, di cui 120 straniere, rispetto a una capienza prevista di 260 posti. L’istituto è ben organizzato e le condizioni strutturali appaiono discrete ma la maggior parte delle attività trattamentali ha subito una contrazione nei numeri a causa della pandemia Covid-19 che, anche qui, ha originato alcuni focolai, anche rilevanti, soprattutto in concomitanza con la c.d. seconda ondata. 7)Si veda la scheda aggiornata all’ultima visita svolta dall’Osservatorio di Antigone: https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/lazio/52-casa-circondariale-di-rebibbia-femminile.
Il team dello Sportello che opera in questo carcere è composto da sei operatori, selezionati tra coloro che hanno preso parte a un periodo di formazione all’interno della clinica legale di Roma Tre, coordinati da un avvocato con funzione di tutor esperto.
Originariamente rivolto esclusivamente alle detenute straniere, in seguito lo sportello ha esteso la propria attività anche alle detenute italiane, raccogliendo le richieste avanzate in tal senso dal personale e dalla popolazione carceraria. Dunque, accanto alle tematiche specifiche del diritto dell’immigrazione (rinnovo permessi di soggiorno, richieste di asilo, espulsioni, trasferimenti all’estero, rogatorie internazionali, mandati d’arresto europei, problemi con documenti di identità, rapporti con ambasciate e consolati), l’attività dello sportello, dal mese di settembre 2019, abbraccia tutte le più ampie materie che riguardano l’esecuzione della pena e il diritto penitenziario.
In particolare, le principali problematiche affrontate riguardano: misure alternative al carcere, liberazione anticipata, colloqui visivi e telefonici con familiari e terze persone, esecuzione penale esterna, richiesta di benefici, regime di detenzione speciale per reati ostativi.
Gli operatori dello sportello, fino alla fine di febbraio 2020, hanno svolto regolarmente i loro ingressi in carcere con cadenza bimensile, incontrando una media di 10 detenute ad ogni ingresso. Dal mese di maggio 2017 alla fine di febbraio 2020 lo sportello ha effettuato un totale di 60 ingressi, svolgendo complessivamente circa 600 colloqui con decine di detenute, italiane e straniere.
Come per lo Sportello di Regina Coeli, anche qui le autorizzazioni all’ingresso dei volontari sono state sospese durante il periodo di emergenza pandemica e i colloqui in presenza con le detenute sono ripresi dal mese di settembre del 2020.

La Convenzione con il Garante e i nuovi “Sportelli per i diritti” presso la Terza Casa Circondariale e la Casa di Reclusione di Rebibbia

All’inizio del 2020 il Garante delle persone private della libertà della Regione Lazio ha avviato un progetto di integrazione con Università e associazioni qualificate per il rafforzamento degli strumenti di tutela dei diritti dei detenuti, attraverso l’istituzione di nuovi “Sportelli per i diritti” in undici delle quattordici carceri presenti sul territorio regionale.
Nell’ambito di tale progetto, il Dipartimento di Giurisprudenza dell’Università di Roma Tre, con la collaborazione dell’Associazione Antigone, ha ricevuto l’affidamento dell’attivazione degli sportelli presso la Terza Casa Circondariale e la Casa di Reclusione di Rebibbia.
La prima è un istituto a custodia attenuata, motivo per cui la struttura gode di condizioni privilegiate, essendo aperta solo ad un numero limitato di detenuti. Le ultime rilevazioni segnalano 80 presenze, di cui solo 7 stranieri, a fronte di una capienza di 163 persone. Il filtro all’ingresso, tuttavia, pare troppo rigido: sono infatti esclusi i detenuti che siano tossicodipendenti o in terapia sostitutiva metadonica. La struttura ospita solo detenuti che abbiano completato un programma terapeutico in altre strutture detentive giungendo alla completa astinenza anche dal consumo di farmaci sostitutivi.
Diversa è la situazione a Rebibbia Casa di Reclusione, dove, per una capienza di 445 persone, sono presenti 325 detenuti, tra i quali 74 stranieri. Non mancano alcuni nodi problematici, segnalati dall’ultima visita dell’Osservatorio di Antigone 9)8)https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/lazio/107-casa-di-reclusione-di-rebibbia., tra i quali la presenza, in alcuni casi, del gabinetto in cella, l’indisponibilità dell’acqua calda, la difficoltà nel garantire assistenza sanitaria e amministrativa ai numerosi detenuti anziani.
Grazie anche alla pregressa esperienza maturata negli ultimi anni presso le carceri di Regina Coeli e Rebibbia femminile, i due nuovi sportelli sono entrati in funzione a partire dal mese di settembre del 2020, svolgendo attività di sostegno per la risoluzione delle problematiche individuali ai detenuti che ne fanno richiesta, attraverso un’azione di informazione e ausilio nella redazione di istanze a firma propria. I nuovi sportelli agiscono in sinergia con il personale dell’Ufficio del Garante, comunicando i casi in cui sia necessario interloquire con i responsabili delle Amministrazioni pubbliche o delle Autorità competenti nella risoluzione della problematica rappresentata dal detenuto e relazionando periodicamente al Garante tutte le problematiche di natura generale relative all’Istituto emerse nel corso dello svolgimento dell’attività, anche al fine di monitorare lo stato di soddisfazione dei diritti delle persone detenute nell’Istituto penitenziario.

References   [ + ]

1. Dati per Regione aggiornati al 31.01.2021 disponibili sul sito del mistero della giustizia: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.page?contentId=SST320013&previsiousPage=mg_1_14
2. https://www.regione.lazio.it/garantedetenuti/il-punto-sovraffollamento-e-covid-19-nelle-carceri-del-lazio/
3. Dati per Istituto aggiornati al 31.01.2021 disponibili sul sito del mistero della giustizia: https://www.giustizia.it/giustizia/it/mg_1_14_1.page?contentId=SST319895&previsiousPage=mg_1_14
4. https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/lazio/106-casa-circondariale-rebibbia-nuovo-complesso
5. https://www.regione.lazio.it/garantedetenuti/covid-19-aumentano-i-casi-a-rebibbia-ora-sono-110/#:~:text=Il%20fatto%20che%20la%20grande,penitenziario%20e%20di%20quello%20sanitario.
6. Si veda la scheda aggiornata all’ultima visita svolta dall’Osservatorio sulle condizioni di detenzione di Antigone: https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/lazio/110-casa-circondariale-di-regina-coeli.
7. Si veda la scheda aggiornata all’ultima visita svolta dall’Osservatorio di Antigone: https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/lazio/52-casa-circondariale-di-rebibbia-femminile.
8. https://www.antigone.it/osservatorio_detenzione/lazio/107-casa-di-reclusione-di-rebibbia.