Costi

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1024 576 XVIII rapporto sulle condizioni di detenzione

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Il bilancio del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria

La bozza del bilancio del Ministero della Giustizia per il 2022 aumenta di 124,4 milioni i fondi a disposizione per l’Amministrazione Penitenziaria, che passano da 3,1 a 3,2 miliardi. Ciò rappresenta un aumento di quasi il 4% rispetto all’anno scorso e del 23% rispetto al 2017, quando il bilancio del DAP ammontava a 2,6 miliardi. Anche la spesa giornaliera per detenuto è aumentata nel corso degli anni, passando da 128,28€ per detenuto nel 2017 a 164,33€ nel 2022. Chiaramente a influire su questo conto è il numero dei detenuti, che si attesta a 54.609 persone a fine marzo e quindi in diminuzione rispetto al 2017, e l’aumento del bilancio del DAP degli ultimi anni.

Di questi 3,2 miliardi, 2 (63% del totale) sono destinati al corpo di polizia penitenziaria, figura professionale numericamente più presente

Di questi 3,2 miliardi, 2 (63% del totale) sono destinati al corpo di polizia penitenziaria, figura professionale numericamente più presente. Per la prima volta dal 2017 assistiamo a una diminuzione di questo capitolo di bilancio che diminuisce di 76,5 milioni (-3,5%) rispetto al 2021. Aumentano di quasi 30 milioni (+14,5%) i fondi destinati al personale amministrativo e magistrati che arrivano a raggiungere i 234 milioni in vista di nuove assunzioni. Ad aumentare rispettivamente di 48,1 e 51,8 milioni il capitolo legato alla Gestione e assistenza del personale del programma Amministrazione Penitenziaria e il capitolo Servizi tecnici e logistici connessi alla custodia delle persone detenute. All’interno di quest’ultimo, nonostante un generale aumento, notiamo una diminuzione dei fondi dedicati alla manutenzione ordinaria degli immobili, che però viene compensato da un netto incremento dei fondi dell’edilizia penitenziaria (si veda più in basso).

Diminuisce invece di quasi 6 milioni (-1,8%) il capitolo dedicato all’Accoglienza, trattamento penitenziario e di reinserimento delle persone sottoposte a misure giudiziarie, che raggiunge i 315 milioni. All’interno di questo capitolo si trovano alcuni aumenti in bilancio, come 2 milioni in più alla voce Spese di ogni genere riguardanti la rieducazione dei detenuti, 3 milioni in più per le mercedi e altri 4 milioni in più per altre spese per il mantenimento e l’assistenza dei detenuti. Si trovano invece 15 milioni in meno ai fondi destinati alla riqualificazione di impianti e attrezzature per le lavorazioni penitenziarie all’interno degli istituti, diminuzione che desta qualche preoccupazione.

Tuttavia l’aumento più considerevole si evidenzia sul capitolo di bilancio legato all’edilizia penitenziaria, che passa da 127,3 milioni del 2021 ai 203 milioni del 2022 (+60%), aumento in parte sicuramente dovuto ai fondi del Piano Nazionale Ripresa e Resilienza (PNRR) che assegna 132,9 milioni di euro per la costruzione di qualche padiglione e le ristrutturazioni in alcuni istituti penitenziari per adulti e per minori. Fra gli aumenti legati all’edilizia penitenziaria troviamo anche maggiori risorse (+5 milioni) per la digitalizzazione e il cablaggio degli istituti penitenziari.

Inoltre il PNRR assegna al Ministero della Giustizia le risorse necessarie per l’efficienza della giustizia al fine di favorire la piena operatività dell’Ufficio per il Processo (oltre 200 mila euro). Le risorse del PNRR potrebbero essere il motivo dell’aumento complessivo del bilancio dell’intero Ministero della Giustizia, che subisce un aumento del 13,5% rispetto al 2021 passando da 8,8 a 10 miliardi complessivi. In questo contesto il bilancio del DAP rappresenta il 32,6% del totale del Ministero.

Una voce di bilancio interessante è rappresentata dalle spese per i ricorsi ex articolo 35ter dell’Ordinamento Penitenziario, ovvero i ricorsi dei detenuti riguardanti le condizioni di detenzione in violazione dell’articolo 3 della Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, che vengono fissate a 800.000 euro all’anno. Nel 2020 questa spesa è ammontata a 617,5 milioni.

Altre due voci di bilancio interessanti inerenti alla fase del procedimento penale sono quelle relative alle ingiuste detenzioni e alla legge Pinto sull’eccessiva durata dei procedimenti. Nel primo caso, le somme per i risarcimenti per ingiusta detenzione nel casi di errori giudiziari ammontano a 50 milioni mentre le somme per la riparazione per la violazione del termine ragionevole del processo ammontano a 64 milioni.

Il bilancio del Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità

Il bilancio del Dipartimento di Giustizia Minorile e di Comunità (DGMC) è molto più contenuto rispetto a quello del DAP. Utilizza infatti circa un decimo delle risorse del DAP e il sistema si occupa di minori, giovani adulti e dell’area penale esterna. A bilancio per il 2022 troviamo 303,9 milioni, in aumento di 20 milioni rispetto all’anno scorso (+7%).

in molti degli Uffici il personale non è sufficiente e, nonostante la dedizione al lavoro, non riesce a seguire efficacemente tutti i casi a loro affidati per via dei numeri elevati

La metà del budget del DGMC (153,6 milioni, in aumento del 12% rispetto al 2021) è stanziata per il personale amministrativo e magistrati. In questa voce rientra probabilmente tutto il personale che lavora all’interno degli Uffici per l’Esecuzione Penale Esterna che si occupa di tutte le persone in misura alternativa, messa alla prova e che svolge attività di indagine e consulenza. Purtroppo in molti degli Uffici il personale non è sufficiente e, nonostante la dedizione al lavoro, non riesce a seguire efficacemente tutti i casi a loro affidati per via dei numeri elevati. Per questa ragione l’aumento dei fondi per questo capitolo risulta particolarmente positivo, tuttavia non è possibile stabilire con precisione quante di queste risorse siano destinate al personale degli UEPE e la speranza è che le piante organiche vengano riviste in funzione dei casi, che la revisione delle piante organiche sia seguita da stanziamenti adeguati e dall’assunzione del personale necessario.

La seconda voce del bilancio è rappresentata dal personale di polizia penitenziaria (74,7 milioni), che rappresenta un quarto delle spese del Dipartimento. Segue, con il 14,7% e 44,7 milioni, la voce Trattamento, interventi e politiche di reinserimento delle persone sottoposte a misure giudiziarie. In aumento di 1,2 milioni (+13,8%) anche i fondi dedicati all’edilizia penitenziaria (per un totale di 10,6 milioni) in cui confluiscono i fondi del PNRR, che saranno però maggiormente visibili dal 2023 in avanti. In lieve diminuzione (-5%) il capitolo Supporto per l’erogazione dei servizi per la giustizia minorile e di comunità, che ammonta a 18 milioni.