Criminalità

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1024 576 XVIII rapporto sulle condizioni di detenzione

Criminalità e reati

Sono stati 289 gli omicidi nel 2021, 4 in più rispetto al 2020, ma 25 in meno rispetto al 2019. Nel 1990 erano 3.012, 10 volte in più rispetto a oggi.

Se nel 2020 si era registrato un drastico calo dei reati per via delle restrizioni dovute all’emergenza pandemica, il 2021 ha visto invece una leggera ripresa. I dati del Ministero dell’Interno mostrano infatti una diminuzione dei reati del 17% nel 2020 (1,7 milioni di reati contro i 2,1 milioni del 2019) e un aumento del 5,4% nel 2021 (1,8 milioni). Rispetto al 2019 i reati sono comunque in calo del 12,6%. Secondo un rapporto del Servizio Analisi Criminale, la parziale ripresa dei fenomeni criminali è dovuta ad un allentamento delle restrizioni, ma le limitazioni alla libertà di circolazione delle persone hanno certamente arginato l’aumento dei numeri ed evitato un ritorno il livelli del 2019.

In particolare aumentano del 30,5% i reati informatici, che nel 2020 erano già aumentati del 38,7% per via di un maggiore utilizzo di servizi informatici e di shopping online. Collegati ai reati informatici sono le truffe online che rappresenterebbero i due terzi delle truffe commesse nel 2021.

Sono stati 289 gli omicidi nel 2021, 4 in più rispetto al 2020, ma 25 in meno rispetto al 2019. Nel 1990 erano 3.012, 10 volte in più rispetto a oggi. La metà (144) sono stati commessi in ambito affettivo.
Per quanto riguarda le vittime è importante sottolineare che il 40% (ovvero 116) sono state donne (erano il 35% nel 2019), di cui la quasi totalità (100) uccise in ambito familiare/affettivo e in 68 casi a commettere il reato è stato un partner o ex partner.

In generale, sembra che anche i numeri di quest’anno confermino il trend di lungo periodo di calo dei reati.

Altri dati su questi e altri reati sono presenti nel Dossier del Viminale 2021 e fanno riferimento al periodo dal 1 agosto 2020 al 31 luglio 2021 e quindi inevitabilmente differiscono dai numeri già citati. In questo periodo sono stati commessi 1,8 milioni di reati (-7,1%) rispetto al periodo precedente (1 agosto 2019 – 31 luglio 2020), quando i reati erano stati poco più di 2 milioni.

In particolare, sono diminuiti gli omicidi del 6,4%, ovvero 276 contro i 295 del periodo precedente. Nello specifico sono calati da 22 a 13 gli omicidi attribuiti alla criminalità organizzata e da 157 a 144 quelli avvenuti in ambito familiare/affettivo. Calano del 3,8% le rapine, che passano da 20 a 19 mila, e del 12,8% i furti (da 836 a 730 mila). Come già menzionato aumentano del 27,3% i delitti informatici (che passano da 158 a 202 mila) e crescono del 16,2% le truffe (che passano da 133 a 155 mila).

In generale, sembra che anche i numeri di quest’anno confermino il trend di lungo periodo di calo dei reati, cosa che dovrebbe essere tenuta in considerazione al momento dell’adozione di nuove politiche criminali. Negli ultimi anni abbiamo infatti assistito alla creazione di nuovi reati o all’aumento delle pene per altri e in molti casi queste scelte si giustificano con la drammatizzazione di singoli eventi e la distorsione dei dati.

Un altro dato interessante è quello dei detenuti presenti il 31 dicembre 2021 suddivisi per i reati commessi. Per prima cosa si osserva il totale dei reati è molto maggiore rispetto alla popolazione detenuta e ciò perché le persone ristrette possono aver commesso più di un reato e sono quindi inserite in ogni categoria corrispondente a ogni reato commesso. Osservando il numero delle persone detenute al 31 dicembre 2021 e il numero di reati commessi (128.490) troviamo una media di 2,37 reati per detenuto. Al 31 dicembre 2008 il numero di reati per detenuto era di 1,97.

I reati più presenti sono quelli contro il patrimonio (31 mila), quelli contro la persona (23 mila) e le violazioni della normativa sulla droga (19 mila). Seguono a una distanza significativa violazioni della normativa sulle armi (9.249), reati contro la pubblica amministrazione (8.685), di stampo mafioso ex 416bis (7.274) e contro l’amministrazione della giustizia (6.471).

I reati compresi all’interno del TU immigrazione sono commessi, per ovvie ragioni, soprattutto da stranieri (91,8%) mentre altri sono commessi in quasi esclusivamente dagli italiani. Alcuni esempi sono l’associazione mafiosa (96,8%) e le violazioni delle leggi sulle armi (92,5%). Invece le violazioni del TU sulle droghe sono per il 68,5% attribuiti a italiani e per il 31,5% a stranieri i reati contro il patrimonio vedono il 72,6% di trasgressori italiani e il 27,4% di stranieri e quelli contro la persona il 69,1% di italiani e 30,9% di stranieri.

Il prossimo grafico mostra invece l’andamento di alcuni reati per i detenuti presenti ogni 31 dicembre dal 2008 al 2021. Anche in questo caso i reati sono in numero maggiore rispetto ai detenuti perché ognuno di loro potrebbe averne commesso più di uno. Come si può immaginare, i reati numericamente più presenti, come quelli contro il patrimonio, la persona o la violazione del TU sugli stupefacenti, sono quelli che subiscono le variazioni più evidenti nel corso del tempo per via dei cambiamenti numerici della popolazione detenuta.

In generale, rispetto al 2008, quando la popolazione detenuta al 31 dicembre era di 58.127 persone contro le 54.134 del 31 dicembre 2021, troviamo un numero inferiore di persone detenute che hanno commesso violazioni del TU sulle droghe (-19,4%) mentre sono aumentate le persone che hanno commesso reati di associazione di stampo mafioso (+38,3%), violazioni della legge contro le armi (+6,9%), reati contro il patrimonio (+13,4%), contro la persona (+20,8%), contro la pubblica amministrazione (+41,2%) e infine contro l’amministrazione della giustizia (+41,6%).