Primo rapporto sulle donne detenute in Italia

Sezione femminile Casa Circondariale di Catania ‘Piazza Lanza’

Sezione femminile Casa Circondariale di Catania ‘Piazza Lanza’

Sezione femminile Casa Circondariale di Catania ‘Piazza Lanza’

1024 576 Primo rapporto sulle donne detenute in Italia

Sezione femminile Casa Circondariale di Catania ‘Piazza Lanza’

Indirizzo:Piazza Lanza 11, 95100 Catania
Telefono: 095 437933
Email: [email protected]
Posta certificata: [email protected]
Tipologia: sezione femminile in Casa Circondariale maschile
Dislocazione: urbana

Aspetti identificativi e problematiche

La Casa circondariale di Catania “Piazza Lanza” è composta da quattro sezioni maschil e una femminile, chiamata Etna. Al momento della visita erano ospitate presso l’istituto 277 persone detenute, di cui 45 erano donne. La sezione femminile è stata recentemente ristrutturata e si presenta pertanto in buone condizioni.
Le maggiori difficoltà organizzative derivano dalla variazione della popolazione detenuta che, dalla pandemia in poi, è composta per la maggior parte da persone condannate in via definitiva (circa il 50% – 55% al femminile – a fronte del 10% pre-Covid). La carenza di due funzionari giuridico-pedagogici sui cinque previsti in pianta organica, rende ancora più marcata tale criticità. La presenza della stessa direzione da diversi anni rappresenta però, a detta degli operatori, un grande punto di forza. Il personale condivide modalità di lavoro e obiettivi e in generale si percepisce un clima positivo e di dialogo.

Struttura

L’istituto, aperto nel 1910, si trova nel centro città ed è facilmente raggiungibile anche con i mezzi pubblici (metropolitana e autobus). La sezione femminile Etna è articolata su tre livelli: il piano terra è adibito a sito polivalente dedicato alle attività trattamentali; il primo piano è adibito a reparto penale (14 celle da 2); secondo piano circondariale (12 celle da 2). Sono stati effettuati recentemente lavori di ristrutturazione per dotare tutti i bagni delle celle femminili di doccia interna.

Spazi detentivi
Le celle al primo piano e al secondo piano ospitano un massimo di due donne. Lo spazio dei 3 metri quadri calpestabili per detenuta viene rispettato. Nelle celle sono presenti bagni in camera provvisti di doccia e bidet, uno o due letti, un tavolo con sedie, armadi e pensili per gli utensili. Nonostante siano presenti delle schermature alle finestre vi è una buona luminosità. Nella sezione femminile le celle sono aperte almeno 8 ore al giorno e le donne hanno accesso a più di 4 ore di aria, tuttavia, non possono spostarsi liberamente fuori dalla sezione.

Spazi comuni
Il piano terra della sezione femminile è attualmente utilizzato come spazio per le attività trattamentali. Si tratta di un sito polivalente i cui lavori di ristrutturazione (e cambio di destinazione d’uso) si sono conclusi nel 2018. Questo è composto da aule, dove si svolgono lezioni scolastiche e altre attività in base alle necessità, dotate di lavagna elettronica, un piccolo spazio aperto dedicato al corso di giardinaggio e una grande sala per il corso alberghiero. Vi è anche un grande refettorio. L’area di passeggio è dotata di bagno e doccia, ha uno spazio all’ombra e un tavolo da ping-pong.

Donne detenute

Le donne detenute al momento della visita erano in totale 45, su una capienza regolamentare di 56 posti. Di queste 10 erano straniere. Tutta la sezione è circuito di media sicurezza. Per quanto riguarda la posizione giuridica, 25 erano le donne detenute definitive ospitate al primo piano (56%), mentre il secondo piano ospita le restanti detenute in attesa di giudizio. Vi erano due donne autorizzate al lavoro all’esterno ex art. 21, mentre nessuna era in semilibertà.

Personale

La Direttrice dell’istituto è Elisabetta Zito, incaricata solo in questo istituto, è affiancata da un vicedirettore. La direzione è la stessa da più di dieci anni. A detta degli operatori, questo è un grande punto di forza. Il personale, sotto la sua guida e di quella della comandante, svolge un grande lavoro di comunicazione con le rappresentanze delle persone detenute, con l’intento di creare un rapporto di fiducia reciproca. Il personale condivide modalità di lavoro e obiettivi e in generale si percepisce un clima di lavoro positivo.
Il numero dei funzionari giuridico-pedagogici previsti in pianta organica è 5, mentre i presenti sono 3. Le unità di Polizia penitenziaria previste sono 347, quelle effettivamente presenti sono 222. Non vi è un ministro di culto diverso dal cappellano cattolico. In istituto vi è un solo mediatore linguistico e culturale ministeriale. Al momento della visita era in fase di sperimentazione, finanziato da “Fondazione per il sud”, un servizio di traduzione a distanza con le ambasciate straniere (in corso la collaborazione con l’ambasciata Somala). Il numero dei volontari che operano nell’istituto è pari a 85. In passato si registrava una presenza massiccia di volontari esterni che ad oggi, a causa della pandemia e del cambio generazionale, è notevolmente diminuita, ma in fase di riorganizzazione. Il Magistrato di sorveglianza entra in istituto almeno una volta a settimana.

Salute

È presente un medico 24 ore su 24. All’interno dell’istituto non è previsto un servizio di ginecologia né di ostetricia. Le persone detenute con problemi di tossicodipendenza sono trattate dal personale del Ser.T interno (un medico, uno psicologo e un infermiere) con una buona presenza nell’istituto. Vengono poi svolte attività sia singole che di gruppo.
Si registrano ancora difficoltà, soprattutto nell’area sanitaria, per la comprensione linguistica delle persone straniere, ma il progetto finanziato da “Fondazione con il sud” per fornire un servizio di traduzione dovrebbe ridurre tale criticità.

Eventi critici e sistema disciplinare

Nel corso del 2021 non si sono verificati casi di autolesionismo tra le donne detenute. Invece, non è definito il numero di provvedimenti di isolamento disciplinare (rectius “esclusione dalle attività in comune”).

Maternità

L’istituto non è dotato di strutture specifiche per madri detenute con prole al seguito. La direttrice ha espresso la volontà di dedicare uno spazio per l’asilo nido, dato che in passato ci sono state donne detenute con bambini. Al momento della visita non ve ne era nessuna.

Scuola, lavoro e formazione professionale

La visita si è svolta in estate, ma viene riferito che prima della pausa scolastica nella sezione femminile erano attive 5 classi di scuola primaria/media (CPIA) e 3 del liceo artistico. Le donne iscritte al liceo hanno realizzato i lavori esposti nelle sale colloqui.
Vengono previste annualmente alcune attività, per le donne ad esempio un corso di trucco, che non consentono però l’acquisizione di qualifiche professionali. Sono poi erogate delle attività generaliste collegate ad opportunità future, come il corso professionale di giardinaggio e ristorazione destinato alle donne (mentre per gli uomini vi è un corso di informatica). Al termine dei corsi i partecipanti ricevono una certificazione professionale. Al momento della visita alcune donne seguivano il corso di giardinaggio.
Non viene riferito il numero delle donne che lavoravano alle dipendenze dell’Amministrazione penitenziaria, mentre erano 2 le donne lavoranti ex art 21 OP.

Attività ricreative, culturali e sportive

Al momento della visita nell’istituto erano attive attività come lo yoga, corsi di scacchi, laboratori di scrittura creativa, laboratorio teatrale e musicale.

Contatti con l’esterno

I colloqui si svolgono sia il sabato che la domenica. Sono previsti turni di colloqui anche in orari pomeridiani. La prenotazione avviene sia via internet che telefonicamente. Sono ancora previste le videochiamate con i familiari, sostitutive dei colloqui in presenza. La direzione sostiene di essere fortemente favorevole all’uso delle tecnologie e del collegamento a distanza (con l’utilizzo di piattaforme come Teams, Meet, Skype e Whatsapp) anche in un regime post-pandemia. L’utilizzo di questi mezzi attualmente viene utilizzato per i colloqui con i familiari, con gli avvocati e per lezioni a distanza (nelle attività didattiche). Le sale destinate ai colloqui con gli avvocati sono state dotate di un supporto in plastica per i dispositivi elettronici in modo da facilitare il colloquio da remoto e il controllo visivo da parte del personale penitenziario.