di Pasquale Prencipe e Filippo Sangiorgio*
Il 2025 si è chiuso come un nuovo anno significativo per la Polisportiva Atletico Diritti, un capitolo di crescita straordinaria che ha visto un costante aumento dei tesserati e il consolidamento del nostro progetto sportivo e sociale. In un panorama in continua evoluzione, Atletico Diritti ha saputo rinnovare e ampliare il proprio impegno sul campo, dimostrando come lo sport possa essere uno strumento concreto di inclusione. Ogni nuovo atleta che si unisce alle nostre squadre rappresenta un passo in avanti nella lotta alle diseguaglianze, un presidio di solidarietà e un’alternativa concreta all’isolamento e alla marginalizzazione.
Questo percorso di crescita, tuttavia, si è dovuto scontrare con un contesto istituzionale decisamente complesso. Nell’ultimo anno, le politiche repressive messe in atto dal governo hanno avuto un impatto diretto e tangibile su tutte le comunità, riflettendosi in modo evidente all’interno delle dinamiche carcerarie in cui operiamo. Abbiamo assistito in prima persona a un drastico aumento della popolazione detenuta e, di conseguenza, a una costante compressione dei diritti dei detenuti. Di fronte a questo scenario, il ruolo dell’Atletico Diritti diventa ancora più urgente e vitale: continuare a portare lo sport dove i diritti vengono compressi, per resistere alla logica della mera punizione e riaffermare la dignità di ogni individuo.
Quest’ultimo anno si è caratterizzato in tante storie, progetti e attività, tra cui la nascita di una nuova sezione di calcio a 5 grazie a Intesa Sanpaolo,che nell’intento di raggiungere gli obiettivi di sviluppo sostenibile SDG nel quadro dell’Agenda 2030, con la propria piattaforma di crowdfunding For Funding a supporto del terzo settore attraverso il programma Formula – Quarta Edizione realizzata in collaborazione con CESVI, ha scelto di coinvolgere l’Associazione Antigone, per la realizzazione del progetto Squadra Dentro: sport e carcere. Il progetto si è sostanziato in diverse azioni: all’interno dell’Ipm di Casal del Marmo è stato creato uno Sportello di informazione legale e di accompagnamento al rilascio gestito da Antigone; sempre all’interno dell’IPM di Roma è stato organizzato un Corso per aiuto allenatori per i ragazzi dell’Istituto, realizzato dell’ente Ecos – Europe; e infine, la nascita, nella Casa di solidarietà Don Mario Picchi (Ceis), una comunità che accoglie minori italiani e stranieri, di una squadra di calcio formata da giovani provenienti da percorsi civili e penali, insieme ad Atletico Diritti.
Calcio a 11 maschile
La nostra prima squadra, nata nel 2014, milita oggi in Prima Categoria della Lega Nazionale Dilettanti Lazio. In questi anni ha visto scendere in campo ragazzi rifugiati o richiedenti asilo, ragazzi in misura alternativa, in messa alla prova, perfino ragazzi detenuti per i quali abbiamo ottenuto speciali permessi del magistrato di sorveglianza per uscire dall’istituto in occasione di allenamenti e partite. Grazie alla squadra e alla tenacia del suo allenatore, anche per la prossima stagione è confermata la nostra presenza in Prima Categoria.
Calcio a 5 femminile
Nel 2018 Atletico Diritti ha dato vita a una squadra di calcio a 5 femminile interna al carcere femminile di Rebibbia. La squadra in questi anni ha preso parte a vari campionati disputando in casa tutte le partite. Partecipa attualmente al campionato Open F del Centro Sportivo Italiano (CSI). L’ingresso in carcere settimanale di squadre esterne ha creato in questi anni un’osmosi tra dentro e fuori che è fondamentale per consolidare e accrescere la conoscenza della vita carceraria da parte di giovani che le sono del tutto estranee, aiutando così ad abbattere i pregiudizi e a creare accoglienza da parte del territorio. Dal suo inizio, ogni anno, il progetto ha coinvolto circa 30 detenute. Nel corso del tempo, hanno partecipato al progetto circa 240 detenute.
Tennistavolo
Dal 2021 nella Casa di Reclusione di Rebibbia maschile è attiva una sezione di Tennistavolo che partecipa, attualmente, al campionato DR3 della Federazione Italiana di Tennistavolo del Lazio, giocando in casa tutte le partite. Le squadre avversarie entrano in istituto per affrontare la nostra squadra, affrontando prima della partita, i propri pregiudizi sul carcere. Dal suo avvio il progetto ha coinvolti circa dieci detenuti ogni anno, arrivando a coinvolgere nel corso del tempo circa 50 detenuti.
Basket
La squadra di basket è nata dall’iniziativa di tre amici che, dopo svariati anni di militanza nelle serie minori della pallacanestro laziale, hanno deciso di dar vita a un proprio progetto cestistico assieme ad Atletico Diritti cui li lega la profonda condivisione dei valori e la stessa visione dello sport. Dopo aver ottenuto l’affiliazione alla Federazione italiana Pallacanestro (FIP), la squadra è stata rapidamente formata nell’estate del 2017 per partecipare al campionato di Promozione laziale maschile. Dopo essere saliti di categoria, la squadra è ripartita l’anno scorso partecipando al campionato Dr3 della Fip.
Cricket
Nel 2015 nasce la squadra del Fondi Cricket Club – Atletico Diritti, nella quale giocano ragazzi, principalmente di provenienza pakistana e indiana, che si sono ribellati al caporalato nell’ambito del lavoro agricolo nel Sud pontino. Il cricket diventa qui un linguaggio comune che supera le barriere linguistiche e culturali. Nonostante le difficoltà, come la mancanza di un campo da gioco adeguato nella città di Fondi, la squadra ha continuato a crescere e a partecipare a competizioni regionali. Nel 2018, il Fondi Cricket Club ha vinto il torneo “Infield, Tutti in Campo!” organizzato a Pontinia, portando a casa la coppa e dimostrando il valore dell’impegno e della passione.
La fanzine “Daje Rebibbia. Rosso Diritti”
Il 2025 ha segnato un nuovo capitolo creativo per la Polisportiva con la nascita di “Daje Rebibbia”. Rosso Diritti”, una fanzine a fumetti nata dal talento e dalla dedizione della storica volontaria Laure Uch insieme a Eleonora Zauro (Nuuur). Questo straordinario lavoro editoriale nasce per raccontare, attraverso la potenza del segno grafico, la realtà del calcio a 5 femminile all’interno del carcere di Rebibbia.

Le tavole illustrano l’esperienza unica delle atlete detenute che, dal 2018, compongono la nostra squadra di calcio a 5 femminle e sfidano pregiudizi e barriere nel campionato Open CSI svolto all’interno del carcere femminile di Rebibbia. Grazie al racconto di Laure ed Eleonora, la fanzine diventa un ponte narrativo prezioso, capace di dare voce a un spazio che trasforma il campo di gioco in uno spazio di libertà e riscatto.
La fanzine è liberamente scaricabile qui.
Le tante storie e racconti su Atletico Diritti
Nel 2025, sono riusciti a raccontare con immagini le nostre squadre dentro Rai Parlamento e la docu-serie co-prodotta da Corriere della Sera e realizzata da Somewhere Studio, dal titolo “Rivincite”. La docu-serie di Alberto Gottardo e Francesca Sironi, ha esplorato l’universo dello sport inclusivo: dalla realtà del carcere di Rebibbia alle periferie genovesi, toccando temi ambientali e di stretta attualità, ogni episodio si è offerto come un prezioso spazio di partecipazione e crescita collettiva.
“Rivincite” ha dedicato il nono episodio alla squadra di calcio a 5 a Rebibbia femminile e un reel alla squadra di tennistavolo a Rebibbia Reclusione.
Infine, sempre nel 2025, hanno parlato di noi sul Fatto Quotidiano, su Reti Solidali, e infine ll’AS Roma femminile.
La nuova squadra di calcio a 5 nel racconto di Filippo Sangiorgio, volontario di Atletico Diritti
Il mio impegno come volontario è iniziato nel 2025, con la nascita della nuova squadra di calcio a 5 all’interno e insieme al Centro Italiano di Solidarietà Don Mario Picchi, un’iniziativa volta a unire sport e inclusione, formata prevalentemente da minori stranieri non accompagnati. Il CEIS è un ente affermato che da tanti anni elabora risposte specifiche ad ogni marginalità sociale, dalla tossicodipendenza all’accoglienza.
All’interno di una delle sue strutture, nello specifico nel quartiere Montagnola a Roma, ci sono ragazzi provenienti da tutto il mondo e da condizioni di marginalità; è qui che Atletico Diritti ha avviato un’attività di calcio che va oltre lo sport e tenta di fornire uno spazio di valori e di regole. Grazie al servizio di due allenatori sono svolti regolarmente due allenamenti settimanali, con l’ambizione di iscrivere la squadra in un campionato locale.
Le strutture in questione sono all’interno del circuito delle comunità di accoglienza, che attraversano oggi una fase di profonda trasformazione, segnata da tensioni strutturali e un quadro normativo complesso. Le criticità si acuiscono per i Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA). Molti minori finiscono in strutture per adulti o in centri di prima accoglienza per tempi eccessivamente lunghi, con rischi di abbandono scolastico e allontanamenti volontari.
Nelle comunità di questo tipo poi, la maggiore criticità avviene quando i ragazzi compiono 18 anni: alla maggiore età devono lasciare la struttura e, con grosse problematiche di coordinazione tra strutture, si cerca di affidarli a strutture per adulti, non sempre con successo.
I ragazzi della squadra di Atletico Diritti, interamente composta da Minori Stranieri Non Accompagnati, si confrontano costantemente con le criticità del mondo dell’accoglienza italiano, affrontando il costruito atteggiamento di spontanea ostilità europeo nei confronti del migrante. L’atteggiamento Europeo nei confronti delle migrazioni è stato chiaro fin dal 1999: a partire dall Acquis di Schengen viene imbastita una impalcatura ideologica che punta a considerare illegale e criminale il migrante e il suo viaggio; con la retorica che divide gli individui in “perbene” e ”permale”, che vede il mediterraneo come un bene da controllare, il migrante, anche se minore, è costretto a vivere in uno spazio di marginalità. Lo spazio in questione è liminale, in una zona situata in mezzo a due confini, dove ipocrisie e doppi standard sono più evidenti che mai. In questo contesto l’agency del migrante, l’esigenza di partire, la curiosità o la necessità esistenziale del viaggio, diventano un atto di per sé illegale, non un diritto inalienabile.
L’allenamento è uno spazio in cui si incontrano storie di sopravvivenza e di viaggi odisseici, in cui giovani in situazioni di difficoltà interagiscono tra loro per trovare convivenza e gioco di squadra. Nella mia esperienza da volontario, cominciata ad ottobre scorso, ho osservato come il calcio sia risorsa preziosa per poter imparare a cooperare e vivere in un contesto con regole condivise; la crescita sportiva individuale di ogni ragazzo è affiancata da un continuo confronto con sé stessi e da una crescita della consapevolezza del sé, della propria autostima, della fiducia nelle proprie capacità. Nella diffusa percezione di essere “intrusi”, nella confusione di doversi inventare in un posto lontano da casa, il calcio è terreno fertile per ripartire e mettere radici, per riprendersi il proprio spazio di dignità e autonomia.
* Filippo Sangiorgio è volontario di Atletico Diritti e studente di Antropologia presso l’Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.